Un atto di riconciliazione. Così Benedetto XVI ha spiegato ai Vescovi della Terra la decisione di ‘liberalizzare’ l' uso del messale tridentino . Tuttavia nella lettera il Papa ‘tranquilizza’ coloro i quali temono un passo indietro nei confronti del Concilio Vaticano II. ‘L’uso del Messale antico – osserva il Pontefice - presuppone una certa misura di formazione liturgica e un accesso alla lingua latina; sia l’una che l’altra non si trovano tanto di frequente. Già da questi presupposti concreti si vede chiaramente che il nuovo Messale rimarrà, certamente, la forma ordinaria del Rito Romano, non soltanto a causa della normativa giuridica, ma anche della reale situazione in cui si trovano le comunità di fedeli’. Tra il vecchio e il nuovo messale – afferma concludendo Papa Benedetto – ‘non c’è nessuna contraddizione. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto. Ovviamente per vivere la piena comunione anche i sacerdoti delle Comunità aderenti all’uso antico non possono, in linea di principio, escludere la celebrazione secondo i libri nuovi. Non sarebbe infatti coerente con il riconoscimento del valore e della santità del nuovo rito l’esclusione totale dello stesso’.
sabato 15 gennaio 2011
7 luglio 2007 - Il Papa liberalizza la messa in latino
Un atto di riconciliazione. Così Benedetto XVI ha spiegato ai Vescovi della Terra la decisione di ‘liberalizzare’ l' uso del messale tridentino . Tuttavia nella lettera il Papa ‘tranquilizza’ coloro i quali temono un passo indietro nei confronti del Concilio Vaticano II. ‘L’uso del Messale antico – osserva il Pontefice - presuppone una certa misura di formazione liturgica e un accesso alla lingua latina; sia l’una che l’altra non si trovano tanto di frequente. Già da questi presupposti concreti si vede chiaramente che il nuovo Messale rimarrà, certamente, la forma ordinaria del Rito Romano, non soltanto a causa della normativa giuridica, ma anche della reale situazione in cui si trovano le comunità di fedeli’. Tra il vecchio e il nuovo messale – afferma concludendo Papa Benedetto – ‘non c’è nessuna contraddizione. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto. Ovviamente per vivere la piena comunione anche i sacerdoti delle Comunità aderenti all’uso antico non possono, in linea di principio, escludere la celebrazione secondo i libri nuovi. Non sarebbe infatti coerente con il riconoscimento del valore e della santità del nuovo rito l’esclusione totale dello stesso’.
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