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giovedì 9 settembre 2010

12 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa condanna l'antisemitismo'

L’udienza concessa ai rappresentanti della Anti-Defamation League è occasione propizia per il Papa di rilanciare l’impegno alla compresione reciproca tra ebrei e cattolici. ‘Dobbiamo conoscerci meglio – ha spiegato Benedetto XVI - e rafforzati da questa scoperta reciproca, instaurare rapporti non solo di tolleranza, ma anche di autentico rispetto. Infatti, ebrei, cristiani e musulmani hanno molte convinzioni comuni ed esistono numerose aree di impegno umanitario e sociale nelle quali possiamo e dobbiamo cooperare’. La Chiesa, ha aggiunto il Pontefice, ha come suo faro – nel rapporto con il popolo ebraico – la Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate che ‘ci ricorda che le radici ebraiche del cristianesimo ci obbligano a superare i conflitti del passato e a creare nuovi vincoli di amicizia e di collaborazione. Afferma in particolare che la Chiesa deplora tutte le forme di odio o persecuzione contro gli Ebrei e ogni manifestazione di antisemitismo in qualsiasi tempo e da qualsiasi fonte essa provenga’.

venerdì 29 gennaio 2010

30 ottobre 2005 - Il Papa esalta il Concilio Vaticano II

A quarant'anni dalla conclusione, Benedetto XVI torna a parlare e ad esaltare il Concilio Vaticano II. E - nell'Angelus di oggi - il Papa ricorda i tanti documenti prodotti da quella importante assise. Tra questi il Pontefice pone l'accento sulla Dichiarazione Nostra Aetate sui rapporti tra Chiesa Cattolica e le altre fedi non cristiane. I Padri conciliari con questo documento - spiega Benedetto XVI - 'hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei), hanno ribadito la stima verso i musulmani ed i seguaci delle altre religioni ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa'. Il Papa ricorda poi la funzione educativa della Chiesa. 'Anche oggi, nell’epoca della comunicazione globale, la Comunità ecclesiale - rammenta Papa Ratzinger - avverte tutta l’importanza di un sistema educativo che riconosca il primato dell’uomo come persona, aperta alla verità e al bene. Primi e principali educatori sono i genitori, aiutati, secondo il principio di sussidiarietà, dalla società civile'. 'Una speciale responsabilità educativa - conclude il Pontefice - sente di avere la Chiesa, alla quale Cristo ha affidato il compito di annunciare "la via della vita" . Essa, in diversi modi, cerca di adempiere questa missione: in famiglia, in parrocchia, attraverso associazioni, movimenti e gruppi di formazione e d’impegno evangelico e, in modo specifico, nelle scuole, negli istituti di studi superiori e nelle università'.