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domenica 30 gennaio 2011
17 maggio 2008 - Il Papa: 'Seguire Cristo è andare controcorrente'
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mercoledì 26 gennaio 2011
30 marzo 2008 - 'La Chiesa manifesta la divina misericordia'
Nel giorno della Domenica della Divina Misericordia il Papa ha ricordato, al Regina Coeli, che ‘tutto ciò che la Chiesa dice e compie, manifesta la misericordia che Dio nutre per l’uomo, dunque per noi. Quando la Chiesa deve richiamare una verità misconosciuta, o un bene tradito, lo fa sempre spinta dall’amore misericordioso, perché gli uomini abbiano vita e l’abbiano in abbondanza’. La festa odierna è stata istituita da Giovanni Paolo II e il suo successore ha osservato che Papa Wojtyla ‘si è fatto a sua volta apostolo della Divina Misericordia’. La sua opera – ha concluso Papa Ratzinger – ‘ha qui il suo nucleo centrale; tutta la sua missione a servizio della verità su Dio e sull’uomo e della pace nel mondo si riassume in quest’annuncio, come egli stesso ebbe a dire inaugurando il grande Santuario della Divina Misericordia: Al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani’.
venerdì 14 gennaio 2011
17 giugno 2007 - Il Papa: 'Lo spirito di Assisi è opposto alla violenza'
Benedetto XVI è ad Assisi sulle orme di San Francesco. Il Papa celebrando la Messa nella Piazza Inferiore di San Francesco ha invitato tutti alla conversione all’amore, ovvero a ‘passare dall’amarezza alla dolcezza, dalla tristezza alla gioia vera. L’uomo è veramente se stesso, e si realizza pienamente, nella misura in cui vive con Dio e di Dio, riconoscendolo e amandolo nei fratelli’. L’insegnamento di Cristo – ha aggiunto il Papa – è chiaro. ‘Per Gesù, il bene è bene, il male è male. La misericordia non cambia i connotati del peccato, ma lo brucia in un fuoco di amore. Questo effetto purificante e sanante si realizza se c’è nell’uomo una corrispondenza di amore, che implica il riconoscimento della legge di Dio, il pentimento sincero, il proposito di una vita nuova’. Papa Benedetto ha poi ricordato l’incontro interreligioso di Assisi del 1986. Lo spirito di quell’evento ‘continua a diffondersi nel mondo, si oppone allo spirito di violenza, all’abuso della religione come pretesto per la violenza. Assisi ci dice che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà soprattutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel sincero rispetto dell’altro, nel dialogo, in un annuncio che fa appello alla libertà e alla ragione, nell’impegno per la pace e per la riconciliazione’.
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domenica 11 aprile 2010
26 marzo 2006 - Il Papa: 'Anche oggi i Cristiani sono perseguitati'
Il Papa ha visitato stamane la parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso. Prendendo spunto dal nome della chiesa, Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli che 'nonostante la nostra indegnità, noi siamo i destinatari dell’infinita misericordia di Dio. Dio ci ama in un modo che potremmo dire ostinato, e ci avvolge della sua inesauribile tenerezza'. Citando l'episodio di Nicodemo, il Pontefice ha rilevato che anche oggi molti sono alla ricerca di Dio e 'attendono un segno che tocchi la loro mente e il loro cuore! Oggi come allora l’evangelista ci ricorda che il solo segno è Gesù innalzato sulla croce: Gesù morto e risorto è il segno assolutamente sufficiente. In Lui possiamo comprendere la verità della vita e ottenere la salvezza. E’ questo l’annuncio centrale della Chiesa, che resta nei secoli immutato. La fede cristiana pertanto non è ideologia, ma incontro personale con Cristo crocifisso e risorto'. Tornato in Vaticano, il Papa ha recitato come ogni domenica l'Angelus nel corso del quale è tornato a parlare del recente Concistoro, 'un’occasione - ha detto - per sentirci più che mai vicini a tutti quei cristiani che soffrono persecuzione a causa della fede. La loro testimonianza, di cui quotidianamente ci giunge notizia, e soprattutto il sacrificio di quanti sono stati uccisi ci è di edificazione e di sprone a un impegno evangelico sempre più sincero e generoso'. 'Il mio pensiero si rivolge, in modo particolare - ha aggiunto Papa Benedetto - a quelle comunità che vivono nei Paesi dove la libertà religiosa manca o, nonostante la sua affermazione sulla carta, subisce di fatto molteplici restrizioni. Ad esse invio un caloroso incoraggiamento a perseverare nella pazienza e nella carità di Cristo, seme del Regno di Dio che viene, anzi, che è già nel mondo A quanti operano al servizio del Vangelo in tali difficili situazioni, desidero esprimere la più viva solidarietà a nome di tutta la Chiesa, ed insieme assicurare il mio quotidiano ricordo nella preghiera'.
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