In occasione del quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II Benedetto XVI ha presieduto la messa in suffragio del suo predecessore. ‘Dall’inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005 – ha ricordato il Papa - non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù il Salvatore e il vero Liberatore dell’uomo e di tutto l’uomo’. Tra i meriti di Papa Wojtyla – ha sottolineato il suo successore c’è quello di aver ‘generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera’. Rivolgendosi ai giovani, Benedetto XVI li ha invitati a fare attenzione perché ‘in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere pi forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di pi contrario al messaggio di Gesù ! Egli non vuole che i suoi discepoli recitino una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi siano speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui’.
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venerdì 11 febbraio 2011
2 aprile 2009 - Il Papa: 'I giovani siano speranza'
In occasione del quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II Benedetto XVI ha presieduto la messa in suffragio del suo predecessore. ‘Dall’inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005 – ha ricordato il Papa - non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù il Salvatore e il vero Liberatore dell’uomo e di tutto l’uomo’. Tra i meriti di Papa Wojtyla – ha sottolineato il suo successore c’è quello di aver ‘generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera’. Rivolgendosi ai giovani, Benedetto XVI li ha invitati a fare attenzione perché ‘in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere pi forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di pi contrario al messaggio di Gesù ! Egli non vuole che i suoi discepoli recitino una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi siano speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui’.
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giovedì 27 gennaio 2011
2 aprile 2008 - Il Papa: 'Giovanni Paolo II si è donato a Cristo'
Il pontificato di Giovanni Paolo II ‘ci appare come un segno e una testimonianza della Risurrezione di Cristo. Il dinamismo pasquale, che ha reso l’esistenza di Giovanni Paolo II una risposta totale alla chiamata del Signore, non poteva esprimersi senza partecipazione alle sofferenze e alla morte del divino Maestro e Redentore’. Lo ha detto Benedetto XVI presiedendo la messa per il terzo anniversario della morte di Papa Wojtyla. ‘Il suo non abbiate paura – ha spiegato il Papa - non era fondato sulle forze umane, né sui successi ottenuti, ma solamente sulla Parola di Dio, sulla Croce e sulla Risurrezione di Cristo’. ‘Via via che egli veniva spogliato di tutto, da ultimo anche della stessa parola – ha concluso il Pontefice - questo affidamento a Cristo è apparso con crescente evidenza. Come accadde a Gesù, pure per Giovanni Paolo II alla fine le parole hanno lasciato il posto all’estremo sacrificio, al dono di sé. E la morte è stata il sigillo di un’esistenza tutta donata a Cristo’.
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mercoledì 26 gennaio 2011
30 marzo 2008 - 'La Chiesa manifesta la divina misericordia'
Nel giorno della Domenica della Divina Misericordia il Papa ha ricordato, al Regina Coeli, che ‘tutto ciò che la Chiesa dice e compie, manifesta la misericordia che Dio nutre per l’uomo, dunque per noi. Quando la Chiesa deve richiamare una verità misconosciuta, o un bene tradito, lo fa sempre spinta dall’amore misericordioso, perché gli uomini abbiano vita e l’abbiano in abbondanza’. La festa odierna è stata istituita da Giovanni Paolo II e il suo successore ha osservato che Papa Wojtyla ‘si è fatto a sua volta apostolo della Divina Misericordia’. La sua opera – ha concluso Papa Ratzinger – ‘ha qui il suo nucleo centrale; tutta la sua missione a servizio della verità su Dio e sull’uomo e della pace nel mondo si riassume in quest’annuncio, come egli stesso ebbe a dire inaugurando il grande Santuario della Divina Misericordia: Al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani’.
martedì 11 gennaio 2011
2 aprile 2007 - Il Papa: 'Giovanni Paolo II testimone dell'amore'
'Giovanni Paolo II ha offerto la luminosa testimonianza di un amore per Cristo senza riserve e senza risparmio'. Lo ha detto oggi Benedetto XVI presiedendo la messa in suffragio di Papa Wojtyla, nel secondo anniversario della morte. Il suo amore per Cristo - ha aggiunto il Pontefice - 'è traboccato in ogni regione del mondo, tanto era forte ed intenso. La stima, il rispetto e l’affetto che credenti e non credenti gli hanno espresso alla sua morte non ne sono forse una eloquente testimonianza?'. La malattia e l'agonia di Giovanni Polo II 'hanno fatto conoscere agli uomini del nostro tempo - ha concluso Papa Benedetto - che Gesù Cristo era veramente il suo tutto'.
lunedì 13 settembre 2010
23 ottobre 2006 - Il Papa: 'Non dimenticare Giovanni Paolo II'
Incontrando i membri della Fondazione Giovanni Paolo II, Benedetto XVI è tornato – ancora una volta – ha ribadire la grandezza del suo predecessore ‘filosofo e teologo, grande pastore della Chiesa’. Papa Wojtyla – ha sottolineato il Pontefice – ‘ha lasciato una ricchezza di scritti e di gesti che esprimono il suo desiderio di diffondere il Vangelo di Cristo nel mondo, adoperando i metodi indicati dal Concilio Vaticano II e di tracciare le linee di sviluppo della vita della Chiesa nel nuovo millennio’. Nessuno – ha concluso Papa Benedetto – dimentichi ‘questi doni preziosi’.
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sabato 3 luglio 2010
28 maggio 2006 - Il Papa: 'Testimoniate il Vangelo nel mondo di oggi'
Anche la messa solenne presiedutada Benedetto XVI nel parco di Blonie a Cracovia ha come punto di riferimento la figura di Giovanni Paolo II. 'All’inizio del secondo anno del mio pontificato - ha spiegato il Papa nell'omelia - sono venuto in Polonia e a Cracovia per un bisogno del cuore, come pellegrino sulle orme del mio Predecessore. Volevo respirare l’aria della sua Patria. Volevo guardare la terra nella quale nacque e dove crebbe per assumere l’instancabile servizio a Cristo e alla Chiesa universale. Desideravo prima di tutto incontrare gli uomini vivi, i suoi connazionali, sperimentare la vostra fede dalla quale egli trasse la linfa vitale, ed assicurarmi che siete saldi in essa'. Ai polacchi il Pontefice desidera affidare una missione. 'Rafforzati dalla fede in Dio - ha esortato Papa Benedetto - impegnatevi con ardore nel consolidare il suo Regno sulla terra: il Regno del bene, della giustizia, della solidarietà e della misericordia. Vi prego di testimoniare con coraggio il Vangelo dinanzi al mondo di oggi, portando la speranza ai poveri, ai sofferenti, agli abbandonati, ai disperati, a coloro che hanno sete di libertà, di verità e di pace. Facendo del bene al prossimo e mostrandovi solleciti per il bene comune, testimoniate che Dio è amore'.
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giovedì 24 giugno 2010
27 maggio 2006 - Il Papa: 'Spero presto Giovanni Paolo II santo'
La visita a Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II, è uno dei momenti più significativi del viaggio apostolico in Polonia di Benedetto XVI. 'La parola d’ordine del presente pellegrinaggio: Rimanete saldi nella fede - ha detto il Pontefice ai concittadini di Papa Wojtyla - trova qui la sua concreta dimensione che si potrebbe esprimere con l’esortazione: Rimanete saldi nell’osservanza delle promesse battesimali. Testimone di una tale fedeltà – che in questo luogo parla in modo tutto speciale - è il Servo di Dio Giovanni Paolo II'. 'Voglio rendere grazie a Dio - ha aggiunto Papa Benedetto - per il pontificato di Giovanni Paolo II e come lui chiedere alla Madonna di prendersi cura della Chiesa della quale dalla volontà di Dio mi viene affidata la guida'. Da Wadowice Benedetto XVI si è trasferito prima al Santuario di Kalwaria e poi a quello della Divina Misericordia. 'Spero - ha ammesso il Pontefice - che la Provvidenza conceda presto la Beatificazione e la Canonizzazione del nostro amato Papa Giovanni Paolo II'.
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venerdì 18 giugno 2010
25 maggio 2006 - Il Papa è in Polonia
'Il percorso del mio cammino in questo viaggio in Polonia è segnato dalle tracce della vita e del servizio pastorale di Karol Wojtyla e dall’itinerario che ha percorso da Papa pellegrino nella propria patria'. Lo ha detto Benedetto XVI nel suo discorso all'aeroporto di Varsavia, in Polonia, meta del suo secondo viaggio apostolico internazionale. Tra le tappe che saranno toccate dal Papa anche il campo di sterminio nazista di Auschwitz. 'Lì - ha detto il Pontefice - spero di incontrare soprattutto i superstiti delle vittime del terrore nazista, provenienti da diverse nazioni, che hanno sofferto la tragica oppressione. Pregheremo tutti insieme affinché le piaghe del secolo scorso guariscano sotto la medicazione che il buon Dio ci indica chiamandoci al perdono reciproco, e ci offre nel mistero della sua misericordia'. Il primo appuntamento pubblico di questo viaggio apostolico si è svolto nella cattedrale di san Giovanni dove Benedetto XVI ha incontrato il clero polacco. 'La Chiesa in Polonia - ha detto il Papa - si trova dinanzi ad una grande sfida pastorale: quella di prendersi cura dei fedeli che hanno lasciato il Paese. La piaga della disoccupazione costringe numerose persone a partire verso l’estero. È un fenomeno diffuso su vasta scala. Quando le famiglie vengono in tal modo divise, quando si infrangono i legami sociali, la Chiesa non può rimanere indifferente'. 'Il dono di numerose vocazioni, con cui Dio ha benedetto la vostra Chiesa - ha concluso Papa Benedetto - deve essere accolto in prospettiva veramente cattolica. Sacerdoti polacchi, non abbiate paura di lasciare il vostro mondo sicuro e conosciuto, per servire là dove mancano i sacerdoti e dove la vostra generosità può portare un frutto copioso'. Successivamente il Papa ha incontrato i rappresentanti della comunità luterana ai quali ha ribadito di 'considerare una priorità del mio ministero la restituzione della piena e visibile unità tra i cristiani'.
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martedì 8 giugno 2010
14 maggio 2006 - Il Papa ricorda le apparizioni di Fatima
Alla recita del Regina Coeli di oggi Benedetto XVI ha ricordato la memoria liturgica della Madonna di Fatima, che la Chiesa ha celebrato nella giornata di ieri. Ai tre pastorelli - ha chiarito Benedetto XVI - la Vergine affidò un messaggio consistente in 'un forte richiamo alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero profetico considerando il secolo XX funestato da inaudite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari, nonché da estese persecuzioni contro la Chiesa'. 25 anni fa, poi, l'attentato contro Giovanni Paolo II. Egli - ha ricordato il Pontefice ai fedeli -'sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte per l’intervento di "una mano materna", come egli stesso ebbe a dire, e l’intero suo pontificato è stato segnato da ciò che la Vergine aveva preannunciato a Fatima. Se non sono mancate preoccupazioni e sofferenze, se ancora permangono motivi di apprensione per il futuro dell’umanità, è di conforto quanto la "Bianca Signora" promise ai pastorelli: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà'.
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martedì 13 aprile 2010
2 aprile 2006 - Un anno fa moriva Giovanni Paolo II
E' passato un anno esatto dalla morte di Giovanni Paolo II e tutta la Chiesa ricorda il Papa polacco. A partire dal suo successore, Benedetto XVI. 'Giovanni Paolo II è morto così come aveva sempre vissuto, animato dall’indomito coraggio della fede, abbandonandosi in Dio e affidandosi a Maria Santissima', ha detto Papa Ratzinger nel corso dell'Angelus. 'La sua morte - ha aggiunto Benedetto XVI - è stata il compimento di una coerente testimonianza di fede, che ha toccato il cuore di tanti uomini di buona volontà'. In serata è stato recitato un Rosario in piazza San Pietro, al termine del quale il Papa è tornato a parlare di Karol Wojtyla tratteggiandone con due parole specifiche i tratti caratteristici della persona e del pontificato. 'Fedeltà totale a Dio - ha sottolineato Benedetto XVI - e dedizione senza riserve alla propria missione di Pastore della Chiesa universale. Fedeltà e dedizione apparse ancor più convincenti e commoventi negli ultimi mesi'. Infine un riferimento al suo declino fisico. 'La sua malattia affrontata con coraggio - ha spiegato il Pontefice - ha reso tutti più attenti al dolore umano, ad ogni dolore fisico e spirituale; ha dato alla sofferenza dignità e valore, testimoniando che l'uomo non vale per la sua efficienza, per il suo apparire, ma per se stesso, perché creato e amato da Dio'.
30 marzo 2006 - Il Papa ricorda Giovanni Paolo II
A distanza di un anno dalla morte di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI - assistendo alla proiezione del film "Karol, un Papa rimasto uomo" - ha ricordato il suo predecessore tratteggiandone 'la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti'. Il Papa ha poi posto l'accento su alcuni episodi particolari del pontificato di Wojtyla, in modo particolare le 'parole vibranti per condannare l’oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano'.
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sabato 6 febbraio 2010
22 dicembre 2005 - Il Papa ripercorre il 2005 della Chiesa
Nella consueta udienza per la presentazione degli auguri natalizi alla Curia Romana è occasione per Benedetto XVI di tracciare il bilancio del 2005 che va concludendosi. Il primo pensiero del Papa va al suo predecessore, Giovanni Paolo II. L'attenzione si sposta successivamente al grande raduno dei giovani a Colonia. Il Pontefice lo ricorda con parole cariche d'affetto. 'La Giornata Mondiale della Gioventù - racconta Papa Benedetto - è rimasta nella memoria di tutti coloro che erano presenti come un grande dono. Oltre un milione di giovani si radunarono nella Città di Colonia, situata sul fiume Reno, e nelle città vicine per ascoltare insieme la Parola di Dio, per pregare insieme, per ricevere i sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia, per cantare e festeggiare insieme, per gioire dell’esistenza e per adorare e ricevere il Signore eucaristico durante i grandi incontri del sabato sera e della domenica. Durante tutti quei giorni regnava semplicemente la gioia. A prescindere dai servizi d'ordine, la polizia non ebbe niente da fare – il Signore aveva radunato la sua famiglia, superando sensibilmente ogni frontiera e barriera e, nella grande comunione tra di noi, ci aveva fatto sperimentare la sua presenza'. Il 2005 coincide con il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II e, ovviamente, questo avvenimento non sfugge all'attenzione del Pontefice che si pone alcune domande. 'Qual è stato il risultato del Concilio? È stato recepito nel modo giusto? Che cosa, nella recezione del Concilio, è stato buono, che cosa insufficiente o sbagliato? Che cosa resta ancora da fare? Nessuno può negare che, in vaste parti della Chiesa, la recezione del Concilio si è svolta in modo piuttosto difficile'. Ma il Concilio ha lasciato alla Chiesa l'impegno 'di esprimere in modo nuovo una determinata verità esige una nuova riflessione su di essa e un nuovo rapporto vitale con essa; è chiaro pure che la nuova parola può maturare soltanto se nasce da una comprensione consapevole della verità espressa e che, d’altra parte, la riflessione sulla fede esige anche che si viva questa fede'. Infine Papa Benedetto ricorda la sua elezione, ancora una volta con l'emozione del primo giorno, al soglio pontificio. 'Devo forse ancora far memoria di quel 19 aprile di quest'anno, in cui il Collegio Cardinalizio, con mio non piccolo spavento, mi ha eletto a successore di Papa Giovanni Paolo II, a successore di san Pietro sulla cattedra del Vescovo di Roma? Un tale compito stava del tutto fuori di ciò che avrei mai potuto immaginare come mia vocazione. Così, fu soltanto con un grande atto di fiducia in Dio che potei dire nell'obbedienza il mio "sì" a questa scelta. Come allora, così chiedo anche oggi a tutti Voi la preghiera, sulla cui forza e sostegno io conto. Al contempo desidero ringraziare di cuore in quest'ora tutti coloro che mi hanno accolto e mi accolgono tuttora con tanta fiducia, bontà e comprensione, accompagnandomi giorno per giorno con la loro preghiera'.
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domenica 24 gennaio 2010
18 maggio 2005 - Il Papa ricorda Giovanni Paolo II
'Vorrei ricordare che oggi è il genetliaco del nostro amato Papa Giovanni Paolo II. Avrebbe compiuto 85 anni e siamo sicuri che dall'Alto ci vede ed è con noi. In questa occasione vogliamo dire al Signore un grande grazie per il dono di questo Papa e vogliamo dire grazie al Papa stesso per tutto quello che ha fatto e sofferto'. Con queste parole Benedetto XVI ha aperto stamane l'Udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. E dopo aver ricordato Papa Wojtyla, il Pontefice è passato al commento del Salmo 112. Dio - ricorda Benedetto XVI - è vicino all'uomo. 'Il Signore si abbassa con premura verso la nostra piccolezza e indigenza che ci spingerebbe a ritrarci timorosi. Egli punta direttamente col suo sguardo amoroso e col suo impegno efficace verso gli ultimi e i miseri del mondo: «Solleva l’indigente dalla polvere, dall’immondizia rialza il povero». Dio si china quindi - conclude il Papa - sui bisognosi e sofferenti per consolarli'.
sabato 23 gennaio 2010
13 maggio 2005 - Il Papa autorizza la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II
Nel corso dell'udienza con il Clero Romano, Benedetto XVI ha annunciato di aver permesso l'immediata apertura del processo di beatificazione di Giovanni Paolo II. Eliminata dunque la canonica attesa dei 5 anni successivi alla morte. La notizia è stata accolta con un applauso fragoroso. Questo il testo del decreto approvato dal Papa. Instante Em.mo ac Rev.mo Domino D. Camillo S.R.E. Cardinali Ruini, Vicario Generali Suae Sanctitatis pro Dioecesi Romana, Summus Pontifex BENEDICTUS XVI, attentis peculiaribus expositis adiunctis, in audentia eidem Cardinali Vicario Generali die 28 mensis Aprilis huius anni 2005 concessa, dispensavit a tempore quinque annorum exspectationis post mortem Servi Dei Ioannis Pauli II (Caroli Wojtyla), Summi Pontificis, ita ut causa Beatificationis et Canonizationis eiusdem Servi Dei statim incipi posset. Contrariis non obstantibus quibuslibet.Datum Romae, ex aedibus huius Congregationis de Causis Sanctorum, die 9 mensis Maii A.D. 2005.
Iosephus Card. Saraiva Martins
Praefectus
Eduardus Nowak
Archiepiscopus tit. Lunensis
a Secretis
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giovedì 21 gennaio 2010
24 aprile 2005 - Benedetto XVI si presenta al mondo
Con una Messa solenne sul sagrato della Basilica Vaticana, Benedetto XVI inaugura il Pontificato. Diverse le novità rispetto al passato. Il Papa riceve nel corso della liturgia l'anello del Pescatore ed il Pallio mentre l'omaggio dell'intero Collegio Cardinalizio viene sostituito con quello, simbolico, di dodici persone. Nell'omelia il nuovo Pontefice ribadisce il senso di umana fragilità e sorpresa, piu' volte ribadito in questi ultimi giorni. 'In questo momento - spiega Papa Benedetto - io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano'. Dopo aver tracciato nella Cappella Sistina quelle che in gergo politico possono essere definite 'linee programmatiche' Benedetto XVI chiarisce un punto - fondamentale - del suo modo di intedere il pontificato: 'Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia'. Ai fedeli il nuovo Papa rivolge una vera e propria supplica: 'Pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi'. Infine, riprendendo le parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978, Benedetto XVI si rivolge ai giovani: 'Oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita'.
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mercoledì 20 gennaio 2010
20 aprile 2005 - Benedetto XVI traccia le linee del Pontificato
Il giorno dopo l'elezione a Sommo Pontefice, Benedetto XVI presiede nella Cappella Sistina la Messa concelebrata con tutti i Cardinali elettori. Al termine della celebrazione il Papa rivolge il suo messaggio. Rigorosamente in lingua latina. 'Convivono - esordisce Benedetto XVI - in queste ore due sentimenti contrastanti. Da una parte, un senso di inadeguatezza e di umano turbamento per la responsabilità che ieri mi è stata affidata, quale Successore dell’apostolo Pietro in questa Sede di Roma, nei confronti della Chiesa universale. Dall’altra parte, sento viva in me una profonda gratitudine a Dio, che - come ci fa cantare la liturgia - non abbandona il suo gregge, ma lo conduce attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che Egli stesso ha eletto vicari del suo Figlio e ha costituito pastori'. Immediato il pensiero al suo predecessore, Papa Wojtyla: 'Mi sembra di sentire - dice - la sua mano forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: Non avere paura!'. Il Papa rimarca il suo umano senso di smarrimento: 'Io, Successore di Pietro - osserva - ripeto con trepidazione le parole trepidanti del pescatore di Galilea e riascolto con intima emozione la rassicurante promessa del divino Maestro. Se è enorme il peso della responsabilità che si riversa sulle mie povere spalle, è certamente smisurata la potenza divina su cui posso contare'. L'ormai ex cardinale Ratzinger si rivolge a quelli che fino a poche ore prima erano stati i suoi ''colleghi'': 'A voi, Signori Cardinali, con animo grato per la fiducia dimostratami, chiedo di sostenermi con la preghiera e con la costante, attiva e sapiente collaborazione. Chiedo anche a tutti i Fratelli nell’Episcopato di essermi accanto con la preghiera e col consiglio, perché possa essere veramente il Servus servorum Dei'. Il Papa, poi, si concentra sulle linee programmatiche del suo Pontificato. 'Voglio affermare con forza - chiarisce ai Cardinali - la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa'. Poi il richiamo all'Ut unum sint: 'L’attuale Successore di Pietro si assume come impegno primario quello di lavorare senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Questa è la sua ambizione, questo il suo impellente dovere. Egli è cosciente che per questo non bastano le manifestazioni di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti che entrino negli animi e smuovano le coscienze, sollecitando ciascuno a quella conversione interiore che è il presupposto di ogni progresso sulla via dell’ecumenismo'. Infine un messaggio all'intera famiglia umana. 'A tutti - l'appello di Benedetto XVI - mi rivolgo con semplicità ed affetto, per assicurare che la Chiesa vuole continuare a tessere con loro un dialogo aperto e sincero, alla ricerca del vero bene dell’uomo e della società'.
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