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venerdì 11 febbraio 2011

15 maggio 2009 - Il Papa al Santo Sepolcro

Momento conclusivo del Viaggio Apostolico del Papa in Terra Santa è stata la visita al Santo Sepolcro. ‘Qui – ha detto Benedetto XVI - Cristo morì e risuscitò, per non morire mai più. Qui la storia dell’umanità fu definitivamente cambiata. Il lungo dominio del peccato e della morte venne distrutto dal trionfo dell’obbedienza e della vita; il legno della croce svela la verità circa il bene e il male; il giudizio di Dio fu pronunciato su questo mondo e la grazia dello Spirito Santo venne riversata sull’umanità intera. Qui Cristo, il nuovo Adamo, ci ha insegnato che mai il male ha l’ultima parola, che l’amore è più forte della morte, che il nostro futuro e quello dell’umanità sta nelle mani di un Dio provvido e fedele’. Da questo luogo – ha auspicato il Pontefice – ‘possa la speranza levarsi sempre di nuovo, per la grazia di Dio, nel cuore di ogni persona che vive in queste terre! Possa radicarsi nei vostri cuori, rimanere nelle vostre famiglie e comunità ed ispirare in ciascuno di voi una testimonianza sempre più fedele al Principe della Pace’.

13 maggio 2009 - Il Papa a Betlemme: 'Via l'embargo a Gaza'

Nel corso della messa celebrata nella Piazza della Mangiatoia il Papa ha salutato ‘i pellegrini provenienti dalla martoriata Gaza a motivo della guerra. Siate sicuri della mia solidarietà con voi nell’immensa opera di ricostruzione che ora vi sta davanti e delle mie preghiere che l’embargo sia presto tolto’. Betlemme – ha detto Benedetto XVI – è simbolo di rinascita e pace ma il traguardo sembra ancora distante. Da qui tutti si sentano – ha aggiunto il Papa – ‘testimoni del trionfo dell’amore di Dio sull’odio, sull’egoismo, sulla paura e sul rancore che paralizzano i rapporti umani e creano divisione fra fratelli che dovrebbero vivere insieme in unità, distruzioni dove gli uomini dovrebbero edificare, disperazione dove la speranza dovrebbe fiorire!’. Rivolto infine ai cristiani il Pontefice li ha esortati ad essere ‘un ponte di dialogo e di collaborazione costruttiva nell’edificare una cultura di pace che superi l’attuale stallo della paura, dell’aggressione e della frustrazione. Edificate le vostre Chiese locali facendo di esse laboratori di dialogo, di tolleranza e di speranza, come pure di solidarietà e di carità pratica’.

28 aprile 2009 - Il Papa in Abruzzo: 'L'Aquila tornerà a volare'

Dopo una breve sosta alla Basilica di Collemaggio il Papa ha raggiunto L’Aquila. ‘La solidarietà – ha spiegato Benedetto XVI - è un sentimento altamente civico e cristiano e misura la maturità di una società. Essa in pratica si manifesta nell’opera di soccorso, ma non è solo una efficiente macchina organizzativa: c’è un’anima, c’è una passione, che deriva proprio dalla grande storia civile e cristiana del nostro popolo, sia che avvenga nelle forme istituzionali, sia nel volontariato’. Ricordando la Pasqua celebrata ‘portando nella mente e nel cuore il vostro dolore, pregando perché non venisse meno nelle persone colpite la fiducia in Dio e la speranza’ il Pontefice ha invitato la Comunità civile occorre ad un ‘serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno. A questa condizione, L’Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare’.

28 aprile 2009 - Il Papa in Abruzzo: 'Far rinascere questa terra!'

A venti giorni di distanza dal sisma il Papa ha raggiunto l’Abruzzo per una visita alle zone terremotate. Nella tendopoli di Onna, uno dei centri più colpiti, Benedetto XVI ha spiegato che insieme a lui è presente tutta la Chiesa ‘accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma’. Il Pontefice ha ‘ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità’. La solidarietà – è stato il monito del Papa – ‘non può limitarsi all’emergenza iniziale, ma deve diventare un progetto stabile e concreto nel tempo. Incoraggio tutti, istituzioni e imprese, affinché questa città e questa terra risorgano’. ‘Il Papa è qui, oggi, tra di voi – ha proseguito - per dirvi anche una parola di conforto circa i vostri morti: essi sono vivi in Dio e attendono da voi una testimonianza di coraggio e di speranza. Attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide’.

10 aprile 2009 - Il Papa ai terremotati: 'La fede fonte di speranza'

In occasione dei funerali delle vittime del sisma di lunedi 6 aprile il Papa ha inviato un messaggio all’Arcivescovo de L’Aquila. Di fronte a simili tragedie – ha scritto Benedetto XVI – ‘fonte di luce e di speranza resta la fede, che proprio in questi giorni ci parla della sofferenza del Figlio di Dio fattosi uomo per noi: la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione siano per tutti sorgente di conforto ed aprano il cuore di ciascuno alla contemplazione di quella vita in cui non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate’. Il Papa si è detto ‘certo che con l’impegno di tutti si può far fronte alle necessità più impellenti. La violenza del sisma ha creato situazioni di singolare difficoltà’. Benedetto XVI ha assicurato che la Santa Sede farà ‘la sua parte. Questo è il momento dell’impegno, in sintonia con gli organismi dello Stato, che già stanno lodevolmente operando. Solo la solidarietà può consentire di superare prove così dolorose’.

2 aprile 2009 - Il Papa: 'I giovani siano speranza'

In occasione del quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II Benedetto XVI ha presieduto la messa in suffragio del suo predecessore. ‘Dall’inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005 – ha ricordato il Papa - non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù il Salvatore e il vero Liberatore dell’uomo e di tutto l’uomo’. Tra i meriti di Papa Wojtyla – ha sottolineato il suo successore c’è quello di aver ‘generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera’. Rivolgendosi ai giovani, Benedetto XVI li ha invitati a fare attenzione perché ‘in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere pi forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di pi contrario al messaggio di Gesù ! Egli non vuole che i suoi discepoli recitino una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi siano speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui’.

22 marzo 2009 - Il Papa in Angola: 'Dio non ci dà mai per spacciati'

La Messa celebrata sulla spianata di Cimangola è l’ultimo impegno in Africa per Benedetto XVI. Nell’omelia il Papa ha ricordato che ‘il Vangelo ci insegna che la riconciliazione - una vera riconciliazione - può essere soltanto frutto di una conversione, di un cambiamento del cuore, di un nuovo modo di pensare. Ci insegna che solo il potere dell’amore di Dio può cambiare i nostri cuori e farci trionfare sul potere del peccato e della divisione’. La Chiesa in Africa – ha aggiunto il Pontefice – deve ‘essere, davanti al mondo, un segno di quell’unità alla quale l’intera famiglia umana è chiamata mediante la fede in Cristo Redentore’. Papa Benedetto ha poi ribadito che ‘la parola di Dio, però, è una parola di speranza senza limiti. Dio non ci dà mai per spacciati! Egli continua ad invitarci ad alzare gli occhi verso un futuro di speranza e ci promette la forza per realizzarlo’. ‘’Rispetto alla repentina furia distruttrice del male – ha concluso il Papa - il lavoro di ricostruzione è penosamente lento e duro. Richiede tempo, fatica e perseveranza’.

17 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'La Chiesa offre parole di speranza'

Giunto a Yaoundè, capitale del Camerun, il Papa ha iniziato il suo Viaggio Apostolico in Africa. ‘Anche in mezzo alle più grandi sofferenze – ha detto Benedetto XVI all’arrivo in aeroporto - il messaggio cristiano reca sempre con sé speranza’ . I cristiani ‘di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all’abuso di potere’ non possono tacere. ‘Il messaggio salvifico del Vangelo – ha aggiunto - esige di essere proclamato con forza e chiarezza, così che la luce di Cristo possa brillare nel buio della vita delle persone. Qui, in Africa, come pure in tante altre parti del mondo, innumerevoli uomini e donne anelano ad udire una parola di speranza e di conforto’. Questi uomini – ha proseguito il Pontefice – ‘implorano a gran voce riconciliazione, giustizia e pace, e questo è proprio ciò che la Chiesa offre loro. Non nuove forme di oppressione economica o politica, ma la libertà gloriosa dei figli di Dio. Non l’imposizione di modelli culturali che ignorano il diritto alla vita dei non ancora nati, ma la pura acqua salvifica del Vangelo della vita’.

lunedì 7 febbraio 2011

6 gennaio 2009 - Il Papa: 'La speranza cristiana non viene mai meno'

‘Non c’è ombra, per quanto tenebrosa, che possa oscurare la luce di Cristo’. Così Benedetto XVI nel corso della messa celebrata nella Solennità dell’Epifania. E’ per questo – ha sottolineato il Papa – che ‘nei credenti in Cristo non viene mai meno la speranza, anche oggi, dinanzi alla grande crisi sociale ed economica che travaglia l’umanità, davanti all’odio e alla violenza distruttrice che non cessano di insanguinare molte regioni della terra, dinanzi all’egoismo e alla pretesa dell’uomo di ergersi come dio di se stesso, che conduce talora a pericolosi stravolgimenti del disegno divino circa la vita e la dignità dell’essere umano, circa la famiglia e l’armonia del creato’.

domenica 6 febbraio 2011

31 dicembre 2008 - Il Papa: 'Sobrietà contro la crisi'

Come ogni fine d’anno il Papa ha presieduto la celebrazione dei Vespri e cantato il Te Deum di Ringraziamento. Nell’omelia Benedetto XVI ha affrontato ancora una volta il tema dell’emergenza educativa suggerendo la crescita della ‘sinergia fra le famiglie, la scuola e le parrocchie per una evangelizzazione profonda e per una coraggiosa promozione umana, capaci di comunicare a quanti più è possibile la ricchezza che scaturisce dall’incontro con Cristo’. Il Pontefice ha poi ricordato la crisi sociale ed economica che ‘chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà’. Papa Benedetto ha infine invitato tutti a non avere paura poiché ‘la nostra grande speranza di credenti è la vita eterna nella comunione di Cristo e di tutta la famiglia di Dio. Questa grande speranza ci dà la forza di affrontare e di superare le difficoltà della vita in questo mondo’.

7 dicembre 2008 - Il Papa: 'L'uomo accolga la Parola di Dio'

‘Nella liturgia dell’Avvento risuona un messaggio pieno di speranza, che invita ad alzare lo sguardo all’orizzonte ultimo, ma al tempo stesso a riconoscere nel presente i segni del Dio-con-noi’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’Angelus domenicale. Questa speranza – ha spiegato Benedetto XVI – ‘va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica, perché ciò che Gesù ha iniziato è un’umanità nuova, che viene da Dio, ma al tempo stesso germoglia in questa nostra terra, nella misura in cui essa si lascia fecondare dallo Spirito del Signore’. Dunque, ha concluso il Pontefice, ‘si tratta di entrare pienamente nella logica della fede: credere in Dio, nel suo disegno di salvezza, ed al tempo stesso impegnarsi per la costruzione del suo Regno. La giustizia e la pace, infatti, sono dono di Dio, ma richiedono uomini e donne che siano "terra buona", pronta ad accogliere il buon seme della sua Parola’.

29 novembre 2008 - Il Papa: 'Abbiamo bisogno di salvezza'

‘L’Avvento è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo’. Così il Papa, nel corso dell’omelia pronunciata nella celebrazione dei Primi Vespri della I Domenica di Avvento. ‘Il grido di speranza dell’Avvento esprime – ha aggiunto Benedetto XVI - tutta la gravità del nostro stato, il nostro estremo bisogno di salvezza. Come dire: noi aspettiamo il Signore non alla stregua di una bella decorazione su un mondo già salvo, ma come unica via di liberazione da un pericolo mortale. E noi sappiamo che Lui stesso, il Liberatore, ha dovuto patire e morire per farci uscire da questa prigione’.

12 novembre 2008 - Il Papa: 'La speranza cristiana infonde coraggio'

‘Essere con Cristo crea una grande libertà interiore: libertà davanti alla minaccia della morte, ma libertà anche davanti a tutti gli impegni e le sofferenze della vita’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’Udienza Generale dedicata a San Paolo. La speranza cristiana – ha aggiunto Benedetto XVI – non è vaga ma ‘dà certezza e dà coraggio per affrontare il futuro’. Il Pontefice ha poi ribadito che ‘senza la presenza di Cristo non arriverà mai un mondo realmente giusto e rinnovato’. Per questo oggi – ha concluso Papa Ratzinger – ‘possiamo e dobbiamo dire anche noi, con grande urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni, Signore! Vieni nel tuo modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c'è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi di profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tanti parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove tu sei sconosciuto. Vieni nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori, vieni e rinnova il nostro vivere, vieni nel nostro cuore perché noi stessi possiamo divenire luce di Dio, presenza tua’.

2 novembre 2008 - Il Papa: 'La speranza della vita eterna si fonda su Cristo'

Benedetto XVI ha dedicato l’Angelus odierno al ricordo dei Defunti. Parlando della ricorrenza del 2 novembre il Papa ha ricordato che ‘rinnoviamo quest’oggi la speranza della vita eterna fondata realmente nella morte e risurrezione di Cristo’. Tale speranza – ha aggiunto il Pontefice – ‘non è mai soltanto individuale, è sempre anche speranza per gli altri. Le nostre esistenze sono profondamente legate le une alle altre ed il bene e il male che ciascuno compie tocca sempre anche gli altri. Così la preghiera di un’anima pellegrina nel mondo può aiutare un’altra anima che si sta purificando dopo la morte. Ecco perché oggi la Chiesa ci invita a pregare per i nostri cari defunti e a sostare presso le loro tombe nei cimiteri’.

venerdì 4 febbraio 2011

13 settembre 2008 - Il Papa in Francia: 'I valori eterni non tramonteranno'

'Celebrare l’Eucarestia significa riconoscere che Dio solo è in grado di donarci la felicità in pienezza, di insegnarci i veri valori, i valori eterni che non conosceranno mai tramonto'. Lo ha detto il Papa nel corso della messa all’Esplanade des Invalides a Parigi. Rivolto ai giovani Benedetto XVI ha chiesto loro di porsi la domanda 'sulla vocazione religiosa o sacerdotale: Non abbiate paura! Non abbiate paura di donare la vostra vita a Cristo! Niente rimpiazzerà mai il ministero dei sacerdoti nella vita della Chiesa. Niente rimpiazzerà mai una Messa per la salvezza del mondo! Cari giovani o meno giovani che mi ascoltate, non lasciate senza risposta la chiamata di Cristo'. Il Papa ha infine invitato tutti a guardare alla speranza che 'resterà sempre la più forte! La Chiesa, costruita sulla roccia di Cristo, possiede le promesse della vita eterna non perché i suoi membri siano più santi degli altri uomini, ma perché Cristo ha fatto questa promessa a Pietro: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa'.

martedì 1 febbraio 2011

13 agosto 2008 - Il Papa: 'Chi prega non perde la speranza'

‘Chi prega non perde mai la speranza, anche quando venisse a trovarsi in situazioni difficili e persino umanamente disperate’. Lo ha ricordato il Papa nel corso dell’Udienza Generale. Benedetto XVI ha usato come esempi quelli di Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, e di San Massimiliano Maria Kolbe. ‘Entrambi – ha ricordato il Pontefice - hanno concluso con il martirio la loro vicenda terrena nel lager di Auschwitz. Apparentemente le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitta, ma proprio nel loro martirio risplende il fulgore dell’Amore che vince le tenebre dell’egoismo e dell’odio’.

lunedì 31 gennaio 2011

15 giugno 2008 - Il Papa: 'Compassione cristiana è solidarietà e condivisione'

Celebrando la messa alla Banchina di Sant’Apollinare a Brindisi, il Papa ha ricordato ai fedeli convenuti che la Chiesa 'è chiamata e inviata a instaurare il Regno della vita e a scacciare il dominio della morte, perché trionfi nel mondo la vita di Dio. Trionfi Dio che è Amore'. Secondo Benedetto XVI 'quest’opera di Cristo è sempre silenziosa, non è spettacolare; proprio nell’umiltà dell’essere Chiesa, del vivere ogni giorno il Vangelo, cresce il grande albero della vera vita'. Il Pontefice ha infine spiegato che 'la compassione cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con l’assistenzialismo. Piuttosto, è sinonimo di solidarietà e di condivisione, ed è animata dalla speranza'.

domenica 30 gennaio 2011

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Dio non ci abbandona mai'

‘Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale’. E’ l’auspicio espresso dal Papa nel corso della visita all’Istituto Gaslini di Genova. ‘Per affrontare efficacemente il futuro – ha aggiunto Benedetto XVI - è indispensabile che la speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘la vera speranza affidabile è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo’. Infine un pensiero ai piccoli ricoverati. ‘Mi rivolgo a voi, carissimi bambini – ha detto Benedetto XVI - per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi’.

sabato 29 gennaio 2011

17 aprile 2008 - Il Papa negli USA rilancia l'emergenza educativa

Visitando la Catholic University of America di Washington il Papa ha osservato che ‘contro i conflitti personali, la confusione morale e la frammentazione della conoscenza, i nobili scopi della formazione accademica e dell’educazione, fondati sull’unità della verità e sul servizio alla persona e alla comunità, diventano uno speciale potente strumento di speranza’. Benedetto XVI ha poi ribadito che ‘quando nulla aldilà dell’individuo è riconosciuto come definitivo, il criterio ultimo di giudizio diventa l’io e la soddisfazione dei desideri immediati dell’individuo. L’obiettività e la prospettiva, che derivano soltanto dal riconoscimento dell’essenziale dimensione trascendente della persona umana, possono andare perdute. All’interno di un simile orizzonte relativistico gli scopi dell’educazione vengono inevitabilmente ridotti’. ‘Particolarmente inquietante – ha concluso il Papa - è la riduzione della preziosa e delicata area dell’educazione sessuale alla gestione del rischio, priva di ogni riferimento alla bellezza dell’amore coniugale’.

venerdì 21 gennaio 2011

6 gennaio 2008 - Il Papa: 'Adottare uno stile di vita sobrio'

Il disegno divino ‘è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini’. Lo ha detto il Papa celebrando la Messa nella solennità dell’Epifania. Di fronte alle guerre del nostro tempo secondo Benedetto XVI ‘c’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano’. Solo ‘adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle ricchezze – ha concluso Papa Ratzinger - sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio’.