Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post

venerdì 11 febbraio 2011

9 maggio 2009 - Il Papa in Giordania: 'Non sfigurare la religione'

In occasione della posa della prima pietra dell’Università del Patriarcato Latino ad Amman Benedetto XVI ha osservato che ‘la religione, come la scienza e la tecnologia, come la filosofia ed ogni espressione della nostra ricerca della verità, possono corrompersi. La religione viene sfigurata quando viene costretta a servire l’ignoranza e il pregiudizio, il disprezzo, la violenza e l’abuso. Qui non vediamo soltanto la
perversione della religione, ma anche la corruzione della libertà umana, il restringersi e l’obnubilarsi della mente. Evidentemente, un simile risultato non è inevitabile’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘le scienze hanno i loro limiti. Non possono dare risposta a tutte le questioni riguardanti l’uomo e la sua esistenza. In realtà, la persona umana, il suo posto e il suo scopo nell’universo non può essere contenuto all’interno dei confini della scienza’.

martedì 8 febbraio 2011

21 febbraio 2009 - Il Papa tuona contro l'eugenetica

‘La generazione di uomo non potrà mai essere ridotta a una mera riproduzione di un nuovo individuo della specie umana, così come avviene con un qualunque animale. Ogni apparire nel mondo di una persona è sempre una nuova creazione’. E’ quanto ha detto il Papa ricevendo l’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Benedetto XVI è tornato anche a condannare l’eugenetica che privilegia ‘le capacità operative, l'efficienza, la perfezione e la bellezza fisica a detrimento di altre dimensioni dell'esistenza non ritenute degne. Viene così indebolito il rispetto che è dovuto a ogni essere umano, anche in presenza di un difetto nel suo sviluppo o di una malattia genetica che potrà manifestarsi nel corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei figli la cui vita è giudicata come non degna di essere vissuta’. Al contrario – ha osservato il Pontefice – bisogna ‘consolidare la cultura dell'accoglienza e dell'amore che testimoniano concretamente la solidarietà verso chi soffre, abbattendo le barriere che spesso la società erige discriminando chi è disabile e affetto da patologie, o peggio giungendo alla selezione ed al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute e di perfezione fisica. Se l'uomo viene ridotto ad oggetto di manipolazione sperimentale fin dai primi stadi del suo sviluppo, ciò significa che le biotecnologie mediche si arrendono all'arbitrio del più forte’. ‘La fiducia nella scienza – è stato il monito conclusivo di Papa Benedetto - non può far dimenticare il primato dell'etica quando in gioco vi è la vita umana’.

domenica 6 febbraio 2011

16 ottobre 2008 - Il Papa: 'La fede non teme la scienza'

La Chiesa difende ‘la forza della ragione e la sua capacità di raggiungere la verità, presentando ancora una volta la fede come una peculiare forma di conoscenza, grazie alla quale ci si apre alla verità della Rivelazione’. Lo ha detto il Papa ricordando il decennale dell’Enciclica Fides et Ratio. Benedetto XVI ha ribadito l’importanza e i meriti della ricerca scientifica aggiungendo che ‘la fede non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanità’.

lunedì 31 gennaio 2011

9 giugno 2008 - Il Papa: 'L'amore redime l'uomo'

Aprendo il convegno della Diocesi di Roma sul tema: "Gesù è risorto: educare alla speranza nella preghiera, nell’azione, nella sofferenza", Benedetto XVI ha osservato che 'sarebbe insensato negare o minimizzare l’enorme contributo delle scienze e tecnologie alla trasformazione del mondo e delle nostre concrete condizioni di vita, ma sarebbe altrettanto miope ignorare che i loro progressi mettono nelle mani dell’uomo anche abissali possibilità di male e che, in ogni caso, non sonole scienze e le tecnologie a poter dare un senso alla nostra vita e a poterci insegnare a distinguere il bene dal male'. Pertanto, secondo il Papa, 'non è la scienza ma l’amore a redimere l’uomo e questo vale anche nell’ambito terreno e intramondano'. La società odierna - ha aggiunto il Pontefice - tende ad escludere Dio, ma quando 'è lasciato da parte nessuna delle cose che veramente ci premono può trovare una stabile collocazione, tutte le nostre grandi e piccole speranze poggiano sul vuoto. Per educare alla speranza è dunque anzitutto necessario aprire a Dio il nostro cuore, la nostra intelligenza e tutta la nostra vita, per essere così, in mezzo ai nostri fratelli, suoi credibili testimoni'. Infine Papa Benedetto ha parlato del rapporto con la sofferenza in cui 'si determina la misura della nostra umanità. Alla fede cristiana spetta questo merito storico, di aver suscitato nell’uomo, in maniera nuova e a una profondità nuova, la capacità di condividere anche interiormente la sofferenza dell’altro, che così non è più solo nella sua sofferenza, e anche di soffrire per amore del bene, della verità e della giustizia'.

domenica 30 gennaio 2011

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Dio non ci abbandona mai'

‘Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale’. E’ l’auspicio espresso dal Papa nel corso della visita all’Istituto Gaslini di Genova. ‘Per affrontare efficacemente il futuro – ha aggiunto Benedetto XVI - è indispensabile che la speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘la vera speranza affidabile è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo’. Infine un pensiero ai piccoli ricoverati. ‘Mi rivolgo a voi, carissimi bambini – ha detto Benedetto XVI - per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi’.

sabato 29 gennaio 2011

18 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Dare testimonianza del Vangelo'

Nella Chiesa di St. Joseph a New York Benedetto XVI ha presieduto l’incontro ecumenico. A tutti il Papa ha ricordato che ‘le scoperte scientifiche e le loro realizzazioni attraverso l’ingegno umano offrono senza dubbio all’umanità nuove possibilità di miglioramento. Questo non significa, tuttavia, che il conoscibile sia limitato a ciò che è empiricamente verificabile, né che la religione sia confinata al regno mutevole della esperienza personale’. Secondo il Pontefice solo ‘restando saldi all’insegnamento sicuro riusciremo a rispondere alle sfide con cui siamo chiamati a confrontarci in un mondo che cambia. Soltanto così daremo una testimonianza ferma alla verità del Vangelo e al suo insegnamento morale. Questo è il messaggio che il mondo si aspetta di sentire da noi. Così come i primi Cristiani, abbiamo la responsabilità di dare una testimonianza trasparente delle ragioni della nostra speranza’.

lunedì 24 gennaio 2011

28 febbraio 2008 - Il Papa: 'Famiglia bene indispensabile'

'L''incremento della violenza è conseguenza immediata di altre piaghe sociali più profonde, come la povertà, la mancanza di educazione, la progressiva perdita di quei valori che da sempre hanno forgiato l'anima salvadoregna, e la disgregazione familiare. In effetti, la famiglia è un bene indispensabile per la Chiesa e per la società, e anche un fattore fondamentale per costruire la pace'. Lo ha ribadito il Papa ricevendo in udienza i Vescovi di El Salvador in Visita ad Limina. Benedetto XVI ha inoltre ribadito che 'l'uomo non è un semplice prodotto delle condizioni materiali o sociali in cui vive. Ha bisogno di qualcosa di più, aspira a più di quello che la scienza o qualsiasi iniziativa umana può dargli. Vi è in lui un'immensa sete di Dio, gli uomini anelano a Dio nel più intimo del loro cuore, ed Egli è l'unico che può appagare la loro sete di pienezza e di vita'.

domenica 23 gennaio 2011

31 gennaio 2008 - Il Papa: 'La Chiesa deve proporre principi etico-morali'

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, dicastero da lui stesso guidato dal 1981 alla sua elezione al soglio pontificio nell’aprile 2005. ‘Le nuove tecnologie biomediche – ha detto il Papa - interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società. Il Magistero della Chiesa certamente non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma ha il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti’. Papa Benedetto ha poi ricordato che i ‘due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo sono il rispetto incondizionato dell’essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale e il rispetto dell’originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi’. Concludendo il suo intervento Benedetto XVI si è domandato se ‘quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro materiale biologico, come negare che essi siano trattati non più come un qualcuno, ma come un qualcosa, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?’.

28 gennaio 2008 - Il Papa: 'L'uomo non sia oggetto di manipolazioni'

‘L'uomo non è il frutto del caso, e neppure di un insieme di convergenze, di determinismi o di interazioni psico-chimiche; è un essere che gode di una libertà che, pur tenendo conto della sua natura, la trascende, e che è il segno del mistero di alterità che lo abita’. E’ quanto il Papa ha ribadito nel corso dell’udienza ai partecipanti ad un convegno promosso dalla Académie des Sciences di Parigi e dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Secondo Benedetto XVI nell’epoca contemporanea ‘è più importante che mai educare le coscienze affinché la scienza non divenga il criterio del bene e l'uomo sia rispettato come il centro del creato e non sia oggetto di manipolazioni ideologiche, né di decisioni arbitrarie o abusi dei più forti sui più deboli’. Pertanto – ha concluso – ‘qualsiasi pratica scientifica deve essere anche una pratica di amore, chiamata a mettersi al servizio dell'uomo e dell'umanità, e ad apportare il suo contribuito all'edificazione dell'identità delle persone’.

giovedì 20 gennaio 2011

2 dicembre 2007 - Il Papa: 'Gli uomini hanno bisogno di Dio'

Il Papa ha incentrato l’Angelus odierno sul tema della speranza, argomento cardine dell’Enciclica Spe Salvi. ‘Gesù, con la sua morte in croce e la sua risurrezione – ha spiegato Benedetto XVI - ci ha rivelato il suo volto, il volto di un Dio talmente grande nell’amore da comunicarci una speranza incrollabile, che nemmeno la morte può incrinare, perché la vita di chi si affida a questo Padre si apre sulla prospettiva dell’eterna Beatitudine’. Il Pontefice ha poi rilevato come la scienza moderna abbia ‘confinato sempre più la fede e la speranza nella sfera privata e individuale, così che oggi appare in modo evidente, e talvolta drammatico, che l’uomo e il mondo hanno bisogno di Dio – del vero Dio! – altrimenti restano privi di speranza’. ‘La scienza – ha concluso Papa Benedetto – contribuisce molto al bene dell’umanità, - senza dubbio - ma non è in grado di redimerla. L’uomo viene redento dall’amore, che rende buona e bella la vita personale e sociale’.

lunedì 17 gennaio 2011

29 ottobre 2007 - Il Papa: 'Non anestetizzare le coscienze'

I temi di etica e bioetica sono stati al centro dell’udienza del Papa ai partecipanti al 25° Congresso internazionale dei Farmacisti Cattolici. ‘Non è possibile – ha esordito Benedetto XVI - anestetizzare le coscienze, ad esempio sugli effetti di molecole che hanno come fine quello di evitare l'annidamento di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ognuno a un sussulto di umanità, affinché ogni essere sia tutelato dal suo concepimento fino alla sua morte naturale e i farmaci svolgano veramente il loro ruolo terapeutico’. Il Papa ha poi ribadito che ‘nessuna persona può essere utilizzata, in modo sconsiderato, come un oggetto, per compiere esperimenti terapeutici; questi si devono svolgere secondo i protocolli rispettando le norme etiche fondamentali. Qualsiasi cura o sperimentazione deve avere come prospettiva un eventuale miglioramento della persona, e non solo la ricerca di avanzamenti scientifici’. Dal Pontefice anche l’invito a porre l’uomo ‘al centro delle ricerche e delle scelte in materia biomedica. Allo stesso tempo, il principio naturale del dovere di prestare cure al malato è fondamentale. Le scienze biomediche sono al servizio dell'uomo; se così non avverrà, avranno un carattere freddo e inumano’.

domenica 9 gennaio 2011

12 febbraio 2007 - Il Papa: 'Rispettare la legge naturale'

‘La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare’. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense. ‘La legge naturale è in definitiva – ha aggiunto Benedetto XVI - il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica’. Rispettarla, ha ancora spiegato il Pontefice, ‘è la vera garanzia offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità’. E il Papa ha presentato esempi concreti. In primis la famiglia poiché ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare. Dimenticarlo significherebbe indebolire la famiglia, penalizzare i figli e rendere precario il futuro della società’. Papa Benedetto ha poi rivolto un monito alla scienza perché ‘non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito’. ‘La tecnica quando riduce l’essere umano ad oggetto di sperimentazione – ha concluso - finisce per abbandonare il soggetto debole all’arbitrio del più forte. Affidarsi ciecamente alla tecnica come all’unica garante di progresso, senza offrire nello stesso tempo un codice etico che affondi le sue radici in quella stessa realtà che viene studiata e sviluppata, equivarrebbe a fare violenza alla natura umana con conseguenze devastanti per tutti’.

28 gennaio 2007 - Il Papa: 'La fede perfeziona la ragione'

Ricordando la figura di San Tommaso d’Aquino il Papa, all’Angelus, è tornato a parlare del ‘rapporto tra fede e ragione’ che ‘costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale’. Per Benedetto XVI ‘lo sviluppo moderno delle scienze reca innumerevoli effetti positivi, come noi tutti vediamo; essi vanno sempre riconosciuti’. Tuttavia bisogna riconoscere che ‘la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana e produce una terribile schizofrenia, ormai conclamata, per cui convivono razionalismo e materialismo, ipertecnologia e istintività sfrenata’. La fede in sostanza per il Pontefice supporta ‘la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali. La ragione umana non perde nulla aprendosi ai contenuti di fede, anzi, questi richiedono la sua libera e consapevole adesione’. Al termine dell’Angelus Papa Ratzinger ha levato ancora una volta la sua voce per chiedere pace per il Libano. ‘È inaccettabile – ha detto - che si percorra questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche. Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da quanto sta succedendo. Ai cristiani del Libano, ripeto l’esortazione ad essere promotori di un autentico dialogo fra le varie comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra Signora del Libano’. E non è mancato un riferimento a Gaza e alla sua popolazione il Papa ha assicurato la ‘preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie pacifiche per comporre le differenze e le tensioni’.

domenica 31 ottobre 2010

24 novembre 2006 - Il Papa: 'Curare l'uomo con amore'

‘La persistenza delle malattie infettive che, nonostante i benefici effetti della prevenzione posta in essere sulla base del progresso della scienza, della tecnologia medica e delle politiche sociali, continuano a mietere numerose vittime, mette in risalto i limiti inevitabili della condizione umana’. E’ quanto ha osservato Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti alla XXI Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Il Papa ha invitato tutti a non cedere alle difficoltà. ‘L’impegno umano – ha detto - non deve mai arrendersi nel cercare mezzi e modalità d’intervento più efficaci per combattere questi mali e per ridurre i disagi di quanti ne sono vittime’. Bisogna ‘rispondere con interventi concreti’ – ha aggiunto il Pontefice – per non ‘dimenticare i tanti malati infettivi costretti a vivere segregati, e talora segnati da uno stigma che li umilia. Tali deprecabili situazioni appaiono con maggiore gravità nella disparità delle condizioni sociali ed economiche tra il Nord e il Sud del mondo’. Tuttavia – ha concluso Papa Benedetto – ‘ogni intervento resta insufficiente, se in esso non si rende percepibile l’amore per l’uomo, un amore che si nutre dell’incontro con Cristo’.

venerdì 15 ottobre 2010

6 novembre 2006 - Il Papa: 'La fede non è nemica della scienza'

‘La Chiesa riconosce che l'uomo con l'aiuto della scienza e della tecnica, ha dilatato e continuamente dilata il suo dominio su quasi tutta intera la natura’. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. La fede – ha spiegato il Papa – non è nemica del progresso scientifico né ‘presuppone un conflitto inevitabile’. Tuttavia ‘l'uomo non può riporre nella scienza e nella tecnologia una fiducia talmente radicale e incondizionata – è stato il monito del Pontefice - da credere che il progresso scientifico e tecnologico possa spiegare qualsiasi cosa e rispondere pienamente a tutti i suoi bisogni esistenziali e spirituali’. Lo scienziato inoltre, ha ricordato concludendo Papa Benedetto, ha precise ‘responsabilità etiche e le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto della verità e dall'onesto riconoscimento sia dell'accuratezza sia degli inevitabili limiti del metodo scientifico’.

domenica 12 settembre 2010

21 ottobre 2006 - Il Papa: 'Dio non è una parola astratta'

Benedetto XVI torna nel ‘suo mondo’ visitando la Pontificia Università Lateranense. Qui il Papa mette in guardia studenti e docenti. Il nostro tempo – sostiene – ‘sembra dare il primato a un’intelligenza artificiale che diventa sempre più succube della tecnica sperimentale e dimentica in questo modo che ogni scienza deve pur sempre salvaguardare l’uomo e promuovere la sua tensione verso il bene autentico’. Tutto ciò – spiega Papa Benedetto – ‘non aiuta a ricomporre l’equilibrio fondamentale di cui ognuno ha bisogno per dare alla propria esistenza un solido fondamento e una valida finalità’. E’ necessario – l’auspicio del Pontefice – ricordare che ‘Dio non è una parola vuota né un’ipotesi astratta; al contrario, è il fondamento su cui costruire la propria vita. Il credente sa che questo Dio ha un volto e che, una volta per sempre, con Gesù Cristo si è fatto vicino ad ogni uomo’.

giovedì 26 agosto 2010

16 settembre 2006 - Il Papa: 'Non sopprimere la vita nascente'

La Chiesa difende la vita ma non è nemica della scienza e della ricerca. E’ la sintesi del discorso che il Papa ha rivolto stamane ai partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita. ‘Mi sia lecito rivendicare di fronte a frequenti e ingiuste accuse di insensibilità rivolte alla Chiesa – ha precisato Benedetto XVI - il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanità’. Il no della Chiesa è rivolto - ha aggiunto il Papa – a ‘quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani già esistenti, anche se non ancora nati. In tali casi la ricerca, a prescindere dai risultati di utilità terapeutica, non si pone veramente a servizio dell'umanità. Passa infatti attraverso la soppressione di vite umane che hanno uguale dignità rispetto agli altri individui umani e agli stessi ricercatori. La storia stessa ha condannato nel passato e condannerà in futuro una tale scienza, non solo perché priva della luce di Dio, ma anche perché priva di umanità’. La posizione della Chiesa – ha concluso Benedetto XVI – è netta, senza se e senza ma. ‘Di fronte alla diretta soppressione dell'essere umano non ci possono essere né compromessi né tergiversazioni; non si può pensare che una società possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente’.

lunedì 26 luglio 2010

16 agosto 2006 - Il Papa: 'Solo Dio colma la sete di verità'

L'Assunzione di Maria è al centro dell'Udienza Generale tenuta stamane dal Papa. 'C’è oggi chi vive - ha osservato Benedetto XVI - come se non dovesse mai morire o come se tutto dovesse finire con la morte; alcuni si comportano ritenendo che l’uomo sia l’unico artefice del proprio destino, come se Dio non esistesse, giungendo qualche volta persino a negare che ci sia spazio per Lui nel nostro mondo. I grandi successi della tecnica e della scienza, che hanno notevolmente migliorato la condizione dell’umanità, lasciano però senza soluzione i quesiti più profondi dell’animo umano'. 'Solo l’apertura al mistero di Dio, che è Amore - ha spiegato il Papa - può colmare la sete di verità e di felicità del nostro cuore; solo la prospettiva dell’eternità può dare valore autentico agli eventi storici e soprattutto al mistero della fragilità umana, della sofferenza e della morte'. Il Pontefice ha terminato la sua riflessione invitando i fedeli ad affidarsi a Maria che 'segue i nostri passi con dolce trepidazione, ci rasserena nell’ora del buio e della tempesta, ci rassicura con la sua mano materna. Sorretti da questa consapevolezza, proseguiamo fiduciosi nel nostro cammino di impegno cristiano là dove la Provvidenza ci conduce'.

giovedì 11 marzo 2010

10 febbraio 2006 - Il Papa: 'Fede e ragione non sono in competizione'

Amarcord per Benedetto XVI che questa mattina ha ricevuto i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, da lui stesso guidata per oltre 20 anni. 'Non posso non ricordare, con una certa commozione, questo periodo così intenso e proficuo, da me trascorso presso la Congregazione che ha il compito di promuovere e tutelare la dottrina sulla fede e sui costumi nell'intera Chiesa cattolica', ha confessato il Papa ai suoi ex collaboratori. Compito della Congregazione ha ribadito il Pontefice è quello di 'favorire e richiamare la centralità della fede cattolica, nella sua autentica espressione'. Nel suo discorso Benedetto XVI ha poi parlato del rapporto che deve intercorrere tra scienza e Chiesa, tra fede e ragione. 'La Chiesa - ha detto Papa Ratzinger - accoglie con gioia le autentiche conquiste della conoscenza umana e riconosce che l’evangelizzazione esige anche un reale farsi carico degli orizzonti e delle sfide che il sapere moderno dischiude'. 'In realtà - ha aggiunto - i grandi progressi del sapere scientifico, cui abbiamo assistito nel secolo scorso, hanno aiutato a comprendere meglio il mistero della creazione, segnando profondamente la coscienza di tutti i popoli. I progressi della scienza tuttavia sono stati a volte così rapidi da rendere assai complesso riconoscere come essi siano compatibili con le verità rivelate da Dio sull’uomo e sul mondo. Talora, alcune affermazioni del sapere scientifico sono state addirittura contrapposte a tali verità. Ciò può aver provocato una certa confusione nei fedeli ed anche costituito una difficoltà per la proclamazione e la recezione del Vangelo. E’ perciò di vitale importanza ogni studio che si proponga di approfondire la conoscenza delle verità scoperte dalla ragione, nella certezza che non vi è competitività alcuna tra la ragione e la fede'.