Ad Amman il Papa ha incontrato i Capi religiosi musulmani ai quali ha ricordato che islamici e ‘cristiani, proprio a causa del peso della nostra storia comune così spesso segnata da incomprensioni, devono oggi impegnarsi per essere individuati e riconosciuti come adoratori di Dio fedeli alla preghiera, desiderosi di comportarsi e vivere secondo le disposizioni dell’Onnipotente, misericordiosi e compassionevoli, coerenti nel dare testimonianza di tutto ciò che è giusto e buono, sempre memori della comune origine e dignità di ogni persona umana, che resta al vertice del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia’. La ragione raggiunta dalla fede – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘non è per nulla indebolita; anzi, è rafforzata nel resistere alla presunzione di andare oltre ai propri limiti. In tal modo, la ragione umana viene rinvigorita nell’impegno di perseguire il suo nobile scopo di servire l’umanità, dando espressione alle nostre comuni aspirazioni più intime, ampliando, piuttosto che manipolarlo o restringerlo, il pubblico dibattito’.
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venerdì 11 febbraio 2011
9 maggio 2009 - Il Papa in Giordania: 'Cristiani e musulmani testimonino il giusto'
Ad Amman il Papa ha incontrato i Capi religiosi musulmani ai quali ha ricordato che islamici e ‘cristiani, proprio a causa del peso della nostra storia comune così spesso segnata da incomprensioni, devono oggi impegnarsi per essere individuati e riconosciuti come adoratori di Dio fedeli alla preghiera, desiderosi di comportarsi e vivere secondo le disposizioni dell’Onnipotente, misericordiosi e compassionevoli, coerenti nel dare testimonianza di tutto ciò che è giusto e buono, sempre memori della comune origine e dignità di ogni persona umana, che resta al vertice del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia’. La ragione raggiunta dalla fede – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘non è per nulla indebolita; anzi, è rafforzata nel resistere alla presunzione di andare oltre ai propri limiti. In tal modo, la ragione umana viene rinvigorita nell’impegno di perseguire il suo nobile scopo di servire l’umanità, dando espressione alle nostre comuni aspirazioni più intime, ampliando, piuttosto che manipolarlo o restringerlo, il pubblico dibattito’.
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20 marzo 2009 - Il Papa in Angola: 'Non arrendersi alla legge del più forte'
‘Cari amici angolani, il vostro territorio è ricco; la vostra Nazione è forte. Utilizzate queste vostre prerogative per favorire la pace e l’intesa fra i popoli, su una base di lealtà e di uguaglianza che promuovano per l’Africa quel futuro pacifico e solidale al quale tutti anelano e hanno diritto’. Lo ha detto il Papa appena giunto a Luanda, in Angola, seconda tappa del Viaggio Apostolico in Africa. ‘Non arrendetevi alla legge del più forte – ha esortato Benedetto XVI - perché Dio ha concesso agli esseri umani di volare, al di sopra delle loro tendenze naturali, con le ali della ragione e della fede. Se vi fate sollevare da queste ali, non vi sarà difficile riconoscere nell’altro un fratello, che è nato con gli stessi diritti umani fondamentali’.
19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Fede e ragione vanno insieme'
La religione ‘rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione. In realtà, religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede’. Lo ha detto il Papa incontrando la Comunità Musulmana del Camerun. Benedetto XVI ha poi invitato le altre nazioni africane e prendere ad esempio ‘l’entusiastica cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun’ come ‘un faro luminoso sul potenziale enorme di un impegno interreligioso per la pace, la giustizia e il bene comune!’.
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domenica 6 febbraio 2011
16 ottobre 2008 - Il Papa: 'La fede non teme la scienza'
La Chiesa difende ‘la forza della ragione e la sua capacità di raggiungere la verità, presentando ancora una volta la fede come una peculiare forma di conoscenza, grazie alla quale ci si apre alla verità della Rivelazione’. Lo ha detto il Papa ricordando il decennale dell’Enciclica Fides et Ratio. Benedetto XVI ha ribadito l’importanza e i meriti della ricerca scientifica aggiungendo che ‘la fede non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanità’.
lunedì 24 gennaio 2011
21 febbraio 2008 - Il Papa: 'C'è armonia tra fede e ragione'
Incontrando i partecipanti alla 35^ Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, Benedetto XVI ha osservato come la Chiesa abbia 'urgente bisogno di persone di fede solida e profonda, di cultura seria e di genuina sensibilità umana e sociale, di religiosi e sacerdoti che dedichino la loro vita a stare proprio su queste frontiere per testimoniare e aiutare a comprendere che vi è invece un’armonia profonda fra fede e ragione, fra spirito evangelico, sete di giustizia e operosità per la pace'. Soltanto in questo modo - ha aggiunto il Papa -'diventerà possibile far conoscere il vero volto del Signore a tanti a cui oggi rimane nascosto o irriconoscibile'. Il mondo di oggi - ha ancora spiegato Papa Benedetto - 'è teatro di una battaglia fra il bene e il male' le cui 'forze si manifestano oggi in molti modi, ma con particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo, l’edonismo, il materialismo pratico'. Pertanto - ha concluso - è necessario l'impegno dei Gesuiti 'a promuovere e difendere la dottrina cattolica in particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare'.
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domenica 23 gennaio 2011
30 gennaio 2008 - Il Papa: 'L'incontro con Dio cambia la vita'
Nell’odierna Udienza Generale Benedetto XVI è tornato a parlare di Sant’Agostino. E prendendo spunto dalla figura del Vescovo di Ippona il Papa ha rilevato che ‘l'armonia tra fede e ragione significa soprattutto che Dio non è lontano: non è lontano dalla nostra ragione e dalla nostra vita; è vicino ad ogni essere umano, vicino al nostro cuore e vicino alla nostra ragione, se realmente ci mettiamo in cammino’. ‘Agostino – ha ricordato il Pontefice - ha incontrato Dio e durante tutta la sua vita ne ha fatto esperienza al punto che questa realtà – che è innanzi tutto incontro con una Persona, Gesù – ha cambiato la sua vita, come cambia quella di quanti, donne e uomini, in ogni tempo hanno la grazia di incontrarlo’.
martedì 18 gennaio 2011
18 novembre 2007 - Il Papa: 'Bandire le mine antiuomo'
Nel corso dell’Angelus Benedetto XVI ha voluto esprimere solidarietà al Bangladesh devastato dalle alluvioni. ‘Faccio appello – ha esortato il Papa - alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle immediate necessità. Incoraggio a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati’. Il Pontefice ha poi ricordato l’inizio dei lavori della Assemblea degli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione sul divieto di impiego, stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione. ‘Esprimo – ha detto il Papa - il mio augurio e il mio incoraggiamento per il buon esito della conferenza, affinché questi ordigni, che continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini, siano completamente banditi’. Infine Papa Benedetto ha ricordato la beatificazione di Antonio Rosmini. ‘Il suo esempio – è stato l’auspicio del Papa - aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per la persona umana e per la società’.
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9 novembre 2007 - Il Papa: 'I discepoli di Cristo vanno controcorrente'
Ricevendo in udienza una delegazione della Federazione Universitaria Cattolica Italiana Benedetto XVI ha rilanciato l'auspicio che si possa dare 'convinta testimonianza della possibile amicizia tra l’intelligenza e la fede, che comporta lo sforzo incessante di coniugare la maturazione nella fede con la crescita nello studio e l’acquisizione del sapere scientifico'. 'Oggi, come in passato - ha ribadito il Papa - chi vuole essere discepolo di Cristo è chiamato ad andare controcorrente, a non lasciarsi attrarre da richiami interessati e suadenti che provengono da diversi pulpiti dove sono propagandati comportamenti improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e alla conquista del successo con ogni mezzo'. Di fronte ad una società in cui si preferisce l'apparire all'essere, ha concluso Papa Ratzinger, 'la Chiesa non si stanca di esortare specialmente le nuove generazioni a restare vigilanti e a non temere di scegliere vie alternative che solo Cristo sa indicare'.
lunedì 17 gennaio 2011
5 ottobre 2007 - Il Papa torna a bocciare il relativismo
‘La società civile e secolare oggi si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è perduta l'evidenza originaria dei fondamenti dell'essere umano e del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione. Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine civile e sociale’. E’ l’opinione del Papa, espressa durante l’incontro con la Commissione Teologica Internazionale. Il mondo di oggi non si pone come problema ‘la ricerca del bene, ma quella del potere, o piuttosto dell'equilibrio dei poteri. Alla radice di questa tendenza vi è il relativismo etico, in cui alcuni vedono addirittura una delle condizioni principali della democrazia, perché il relativismo garantirebbe la tolleranza e il rispetto reciproco delle persone. Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto’. ’La storia dimostra con grande chiarezza – ha ribattuto il Papa - che le maggioranze possono sbagliare. La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, ma solo dalla trasparenza della ragione umana alla Ragione creatrice e dall’ascolto comune di questa Fonte della nostra razionalità’. Quando si ha davanti la dignità umana, la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo, ha concluso il Pontefice, ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore nel cuore dell'uomo, senza che la società stessa venga drammaticamente colpita in ciò che costituisce la sua base irrinunciabile. La legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità, e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte’.
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sabato 15 gennaio 2011
23 giugno 2007 - Il Papa: 'Il cristianesimo non è un mito'
‘L'Europa deve tutelare la sua antica tradizione e riappropriarsene, se desidera restare fedele alla sua vocazione di culla dell'umanità’. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i partecipanti all’Incontro dei Rettori e Docenti delle Università Europee. E’ opportuno – ha osservato Benedetto XVI – ampliare il concetto di ragione ‘per essere in grado di esplorare e comprendere quegli aspetti della realtà che vanno oltre la dimensione meramente empirica. Ciò permetterà un approccio più fecondo e complementare al rapporto fra fede e ragione’. Infine l’invito a non relegare il cristianesimo ‘al mondo del mito o dell'emozione, ma deve essere rispettato per il suo anelito a fare luce sulla verità sull'uomo, a essere in grado di trasformare spiritualmente gli uomini e le donne, e quindi a permettere loro di realizzare la propria vocazione nel corso della Storia’.
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domenica 9 gennaio 2011
28 gennaio 2007 - Il Papa: 'La fede perfeziona la ragione'
Ricordando la figura di San Tommaso d’Aquino il Papa, all’Angelus, è tornato a parlare del ‘rapporto tra fede e ragione’ che ‘costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale’. Per Benedetto XVI ‘lo sviluppo moderno delle scienze reca innumerevoli effetti positivi, come noi tutti vediamo; essi vanno sempre riconosciuti’. Tuttavia bisogna riconoscere che ‘la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana e produce una terribile schizofrenia, ormai conclamata, per cui convivono razionalismo e materialismo, ipertecnologia e istintività sfrenata’. La fede in sostanza per il Pontefice supporta ‘la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali. La ragione umana non perde nulla aprendosi ai contenuti di fede, anzi, questi richiedono la sua libera e consapevole adesione’. Al termine dell’Angelus Papa Ratzinger ha levato ancora una volta la sua voce per chiedere pace per il Libano. ‘È inaccettabile – ha detto - che si percorra questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche. Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da quanto sta succedendo. Ai cristiani del Libano, ripeto l’esortazione ad essere promotori di un autentico dialogo fra le varie comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra Signora del Libano’. E non è mancato un riferimento a Gaza e alla sua popolazione il Papa ha assicurato la ‘preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie pacifiche per comporre le differenze e le tensioni’.
venerdì 15 ottobre 2010
11 novembre 2006 - Il Papa: 'Fede amica della ragione'
Incontrando la "Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth" e a’Associazione laicale "Comunità Domenico Tardini" Benedetto XVI ha avuto l’occasione di parlare del senso della fede. Essa – ha spiegato il Papa – ‘è in grado di offrire prospettive di speranza ad ogni progetto che abbia a cuore il destino dell'uomo. La fede scruta l’invisibile ed è perciò amica della ragione che si pone gli interrogativi essenziali da cui attende senso il nostro cammino quaggiù’. Rivolto ai giovani, poi, il Pontefice ha ricordato le ‘strade deserte’ su cui si cammina ogni giorno. ‘Proprio lungo esse – ha esortato - potrete affiancarvi a chi cerca il senso della vita. Preparatevi ad essere anche voi a servizio di una cultura che favorisca l’incontro di fraternità dell’uomo con l’uomo e la scoperta della salvezza che ci viene da Cristo’.
giovedì 11 marzo 2010
10 febbraio 2006 - Il Papa: 'Fede e ragione non sono in competizione'
Amarcord per Benedetto XVI che questa mattina ha ricevuto i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, da lui stesso guidata per oltre 20 anni. 'Non posso non ricordare, con una certa commozione, questo periodo così intenso e proficuo, da me trascorso presso la Congregazione che ha il compito di promuovere e tutelare la dottrina sulla fede e sui costumi nell'intera Chiesa cattolica', ha confessato il Papa ai suoi ex collaboratori. Compito della Congregazione ha ribadito il Pontefice è quello di 'favorire e richiamare la centralità della fede cattolica, nella sua autentica espressione'. Nel suo discorso Benedetto XVI ha poi parlato del rapporto che deve intercorrere tra scienza e Chiesa, tra fede e ragione. 'La Chiesa - ha detto Papa Ratzinger - accoglie con gioia le autentiche conquiste della conoscenza umana e riconosce che l’evangelizzazione esige anche un reale farsi carico degli orizzonti e delle sfide che il sapere moderno dischiude'. 'In realtà - ha aggiunto - i grandi progressi del sapere scientifico, cui abbiamo assistito nel secolo scorso, hanno aiutato a comprendere meglio il mistero della creazione, segnando profondamente la coscienza di tutti i popoli. I progressi della scienza tuttavia sono stati a volte così rapidi da rendere assai complesso riconoscere come essi siano compatibili con le verità rivelate da Dio sull’uomo e sul mondo. Talora, alcune affermazioni del sapere scientifico sono state addirittura contrapposte a tali verità. Ciò può aver provocato una certa confusione nei fedeli ed anche costituito una difficoltà per la proclamazione e la recezione del Vangelo. E’ perciò di vitale importanza ogni studio che si proponga di approfondire la conoscenza delle verità scoperte dalla ragione, nella certezza che non vi è competitività alcuna tra la ragione e la fede'.
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