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lunedì 7 febbraio 2011

18 gennaio 2009 - Il Papa: 'Famiglia indispensabile per la società'

In collegamento video con l’assise del VI Incontro Mondiale delle Famiglie a Città del Messico, Benedetto XVI ha ribadito che ‘la famiglia è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, e anche un bene insostituibile per i figli, degni di venire al mondo come un frutto dell'amore, del dono totale e generoso dei genitori’. I valori basilari per ogni uomo si imparano innanzi tutto in famiglia, ha aggiunto il Papa che ha poi invitato tutti a dare pubblica testimonianza ‘per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperto alla vita, e anche della vita umana in tutte le sue fasi’.

domenica 6 febbraio 2011

5 novembre 2008 - Il Papa: 'La fede va testimoniata'

Nel corso dell’Udienza Generale dedicata a San Paolo Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli che tutti ‘siamo chiamati a partecipare fin nell'intimo del nostro essere a tutta la vicenda della morte e della risurrezione di Cristo’. Il Papa ha poi ammonito tutti sul fatto che ‘non basta portare nel cuore la fede, dobbiamo confessarla e testimoniarla con la bocca, con la nostra vita, rendendo così presente la verità della croce e della risurrezione nella nostra storia’.

sabato 5 febbraio 2011

5 ottobre 2008 - Il Papa apre il Sinodo dei Vescovi

Con una messa solenne Benedetto XVI ha aperto i lavori della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dedicata alla Parola di Dio. Il Papa ha osservato che ‘nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l’influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che Dio è morto, dichiara dio se stesso, ritenendosi l’unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l’uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire’. Senza Dio – ha spiegato Papa Ratzinger ‘l’uomo si ritrova più solo e la società più divisa e confusa’. Bisogna comunque tenere presente che ‘il male e la morte non hanno l’ultima parola, ma a vincere alla fine è Cristo. Sempre! La Chiesa non si stanca di proclamare questa Buona Novella’. ‘Se l’annuncio del Vangelo costituisce la sua ragione d’essere e la sua missione – ha concluso Benedetto XVI - è indispensabile che la Chiesa conosca e viva ciò che annuncia, perché la sua predicazione sia credibile, nonostante le debolezze e le povertà degli uomini che la compongono’.

21 settembre 2008 - Il Papa: 'La fede si testimonia con la vita'

‘Quest’altare, sul quale tra poco si rinnova il sacrificio del Signore, sia un costante invito all’amore; ad esso vi accosterete sempre con il cuore disposto ad accogliere l’amore di Cristo e a diffonderlo, a ricevere e a concedere il perdono’. E l’invito del Papa ai fedeli nel corso della messa per la Dedicazione dell’Altare della Cattedrale di Albano. E’ necessario – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘testimoniare con la vita la fede in Cristo e la totale fiducia che riponete in Lui’ nonchè ‘coltivare la comunione ecclesiale che è anzitutto un dono, una grazia, frutto dell’amore libero e gratuito di Dio, qualcosa cioè di divinamente efficace, sempre presente e operante nella storia, al di là di ogni apparenza contraria. La comunione ecclesiale è però anche un compito affidato alla responsabilità di ciascuno’.

martedì 1 febbraio 2011

29 giugno 2008 - Il Papa: 'La Chiesa è di tutti'

Benedetto XVI ha presieduto la messa nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, imponendo come da tradizione il pallio agli Arcivescovi metropoliti. Nell'omelia il Papa ha ricordato che il martirio dei due Apostoli 'è la realizzazione di un abbraccio fraterno. Essi muoiono per l’unico Cristo e, nella testimonianza per la quale danno la vita, sono una cosa sola'. Il compito di Pietro - ha aggiunto il Pontefice - è quello di 'creare l’unità della Chiesa formata da giudei e pagani, della Chiesa di tutti i popoli'. Questa missione è attuale anche oggi. Pietro - ha ribadito Papa Ratzinger -deve 'far sì che la Chiesa non si identifichi mai con una sola nazione, con una sola cultura o con un solo Stato. Che sia sempre la Chiesa di tutti. Che riunisca l’umanità al di là di ogni frontiera e, in mezzo alle divisioni di questo mondo, renda presente la pace di Dio, la forza riconciliatrice del suo amore'.

lunedì 31 gennaio 2011

14 giugno 2008 - Il Papa: 'Il bene porta frutti nel lungo periodo'

Visita pastorale di due giorni di Benedetto XVI in Puglia. Il primo appuntamento pubblico è stato la celebrazione della messa presso il Santuario di Santa Maria de finibus terrae di Santa Maria di Leuca. Qui il Papa ha osservato che 'i confini geografici, culturali, etnici, addirittura i confini religiosi sono per la Chiesa un invito all’evangelizzazione nella prospettiva della comunione delle diversità'. 'La Chiesa - ha ricordato il Pontefice - è nata a Pentecoste, è nata universale e la sua vocazione è parlare tutte le lingue del mondo. La Chiesa esiste per essere una benedizione a beneficio di tutti i popoli della terra'. Si è testimoni efficaci - ha specificato Papa Ratzinger - proporziolamente all'intensità dell'amore. 'A nulla vale proiettarsi fino ai confini della terra - ha ricordato il Papa - se prima non
ci si vuole bene e non ci si aiuta gli uni gli altri all’interno della comunità
cristiana. Il bene vince e, se a volte può apparire sconfitto dalla sopraffazione e dalla furbizia, in realtà continua ad operare nel silenzio e nella discrezione portando frutti nel lungo periodo'.

giovedì 27 gennaio 2011

7 aprile 2008 - Il Papa: 'I cristiani sono segno di contraddizione'

Visitando la Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, nel 40° anniversario della Comunità di Sant’Egidio, Benedetto XVI ha presieduto una liturgia in memoria dei Testimoni della Fede del XX e XXI secolo. ‘Tanti – ha detto il Papa - sono caduti mentre compivano la missione evangelizzatrice della Chiesa: il loro sangue si è mescolato con quello di cristiani autoctoni a cui era stata comunicata la fede. Altri, spesso in condizione di minoranza, sono stati uccisi in odio alla fede. Infine non pochi si sono immolati per non abbandonare i bisognosi, i poveri, i fedeli loro affidati, non temendo minacce e pericoli. Sono Vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, fedeli laici. Sono tanti!’. La violenza, i totalitarismi, la persecuzione, la brutalità cieca – ha osservato il Pontefice - sono solo apparentemente più forti ‘mettendo a tacere la voce dei testimoni della fede, che possono umanamente apparire come sconfitti della storia. Ma Gesù risorto illumina la loro testimonianza e comprendiamo così il senso del martirio’. ‘Quando i cristiani sono veramente lievito, luce e sale della terra – ha ancora aggiunto Papa Ratzinger - diventano anche loro, come avvenne per Gesù, oggetto di persecuzioni; come Lui sono segno di contraddizione’.

mercoledì 26 gennaio 2011

17 marzo 2008 - Il Papa: 'Mons. Rahho testimone della verità'

Il Papa ha celebrato stamane una messa in suffragio dell’Arcivescovo dei Caldei, Mons. Paulos Faraj Rahho, rapito e ucciso in Iraq. Egli – ha ricordato Benedetto XVI – ‘ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo’. L’esempio del presule – ha osservato il Pontefice – possa ‘sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco’. Dall’estremo sacrificio di Mons. Rahho i suoi fedeli – ha concluso Papa Benedetto – ‘sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace’.

martedì 25 gennaio 2011

16 marzo 2008 - Il Papa si appella agli iracheni

Con la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Benedetto XVI ha aperto i riti della Settimana Santa. 'Per riconoscere Dio - ha spiegato il Papa - dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore di bambini, con un cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi. Così, nei piccoli che con un simile cuore libero ed aperto riconoscono Lui, la Chiesa ha visto l’immagine dei credenti di tutti i tempi, la propria immagine'. Nel corso dell'Angelus Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare Mons. Rahho, Arcivescovo di Mosul, ucciso nei giorni scorsi in Iraq. 'La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge - ha detto il Pontefice - ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l’odio in Iraq!'. Il Papa si è poi rivolto direttamente agli Iracheni che vivono da 5 anni 'le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!'.

lunedì 24 gennaio 2011

22 febbraio 2008 - Il Papa: 'Comunicare concretamente l'amore di Cristo'

'Corrispondere alla chiamata del Signore comporta affrontare con prudenza e semplicità ogni pericolo e persino le persecuzioni, giacché un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone'. Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio per la 45/ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. 'L’amore di Cristo - sostiene il Papa - va comunicato ai fratelli con gli esempi e le parole; con tutta la vita'. Necessaria una educazione alla fede costante - conclude Papa Ratzinger - affinchè 'la Chiesa possa continuare a svolgere la missione affidatale da Cristo e non manchino gli evangelizzatori di cui il mondo ha bisogno'.

21 febbraio 2008 - Il Papa: 'C'è armonia tra fede e ragione'

Incontrando i partecipanti alla 35^ Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, Benedetto XVI ha osservato come la Chiesa abbia 'urgente bisogno di persone di fede solida e profonda, di cultura seria e di genuina sensibilità umana e sociale, di religiosi e sacerdoti che dedichino la loro vita a stare proprio su queste frontiere per testimoniare e aiutare a comprendere che vi è invece un’armonia profonda fra fede e ragione, fra spirito evangelico, sete di giustizia e operosità per la pace'. Soltanto in questo modo - ha aggiunto il Papa -'diventerà possibile far conoscere il vero volto del Signore a tanti a cui oggi rimane nascosto o irriconoscibile'. Il mondo di oggi - ha ancora spiegato Papa Benedetto - 'è teatro di una battaglia fra il bene e il male' le cui 'forze si manifestano oggi in molti modi, ma con particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo, l’edonismo, il materialismo pratico'. Pertanto - ha concluso - è necessario l'impegno dei Gesuiti 'a promuovere e difendere la dottrina cattolica in particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare'.

giovedì 20 gennaio 2011

16 dicembre 2007 - Il Papa: 'La felicità non è un idolo'

Benedetto XVI ha visitato stamane la parrocchia di Santa Maria del Rosario di Pompei alla Magliana con la dedicazione della chiesa. Nell’omelia il Papa ha osservato che ‘anche oggi, pur in forme diverse, il messaggio salvifico di Cristo viene contrastato e i cristiani, in altri modi ma non meno di ieri, sono chiamati a rendere ragione della loro speranza, a offrire al mondo la testimonianza della Verità dell’Unico che salva e redime! Questa nuova chiesa sia pertanto uno spazio privilegiato per crescere nella conoscenza e nell’amore di Colui che tra pochi giorni accoglieremo nella gioia del suo Natale come Redentore del mondo e nostro Salvatore’. Al termine del rito il Papa è tornato in Vaticano per la recita dell’Angelus nel quale ha ricordato che ‘la gioia entra nel cuore di chi si pone al servizio dei piccoli e dei poveri. In chi ama così, Dio prende dimora, e l’anima è nella gioia. Se invece si fa della felicità un idolo, si sbaglia strada ed è veramente difficile trovare la gioia di cui parla Gesù’. ‘E’ questa, purtroppo – ha concluso il Pontefice - la proposta delle culture che pongono la felicità individuale al posto di Dio, mentalità che trova un suo effetto emblematico nella ricerca del piacere ad ogni costo, nel diffondersi dell’uso di droghe come fuga, come rifugio in paradisi artificiali, che si rivelano poi del tutto illusori’.

6 dicembre 2007 - Il Papa: 'Dio vuole i cristiani uniti'

Nell’ambito del dialogo ecumenico il Papa ha incontrato una delegazione dell’Alleanza Battista Mondiale. A loro Benedetto XVI si è rivolto dicendo che ‘se vogliamo che la nostra speranza di riconciliazione e di maggiore fratellanza fra Battisti e cattolici si realizzi, dobbiamo affrontare’ un confronto ‘con spirito di apertura, rispetto reciproco e fedeltà alla verità liberatrice e alla forza salvifica del Vangelo di Gesù Cristo’. Il mondo contemporaneo – ha aggiunto il Pontefice – ‘ha bisogno della nostra testimonianza comune di Cristo e della speranza che il Vangelo reca con sé. L'obbedienza alla volontà del Signore dovrebbe costantemente spronarci ad operare per l'unità’. La mancanza di unità – ha concluso Papa Ratzinger – ‘si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo’.

martedì 18 gennaio 2011

26 novembre 2007 - Il Papa ai Cardinali: 'Conto su di voi'

Il Papa ha ricevuto i 23 nuovi Cardinali creati nel recente Concistoro. Ai neoporporati Benedetto XVI ha chiesto l’aiuto della loro ‘apprezzata esperienza umana e pastorale. Io conto molto sul vostro prezioso sostegno, perché possa svolgere al meglio il mio ministero al servizio dell’intero popolo di Dio. Ho bisogno di questo sostegno’ E ai fedeli il Pontefice ha implorato di ‘pregare per loro e anche per me, affinché sia sempre salda la comunione dei Pastori con il Papa sì da offrire al mondo intero la testimonianza di una Chiesa fedele a Cristo e pronta ad andare incontro con coraggio profetico alle attese ed esigenze spirituali degli uomini del nostro tempo’.

24 novembre 2007 - Il Papa crea 23 nuovi Cardinali

Benedetto XVI ha presieduto il secondo Concistoro del suo Pontificato creando 23 nuovi Cardinali. Questa celebrazione – ha spiegato il Papa – è ‘una provvidenziale occasione per offrire urbi et orbi, alla città di Roma e al mondo intero, la testimonianza di quella singolare unità che stringe i Cardinali attorno al Papa, Vescovo di Roma’. La diversità della composizione del Sacro Collegio – ha aggiunto il Pontefice – ‘evidenzia le mutate esigenze pastorali a cui il Papa deve rispondere. L’universalità, la cattolicità della Chiesa ben si riflette pertanto nella composizione del Collegio dei Cardinali: moltissimi sono Pastori di comunità diocesane, altri sono al diretto servizio della Sede Apostolica, altri ancora hanno reso benemeriti servizi in specifici settori pastorali’. Benedetto XVI ha poi salutato le comunità di fedeli affidate ai vari neoporporati dedicando un pensiero speciale ai cattolici iracheni. ‘Come non volgere lo sguardo con apprensione ed affetto – ha osservato il Pontefice – in questo momento di gioia, alle care comunità cristiane che si trovano in Iraq? Questi nostri fratelli e sorelle nella fede sperimentano nella propria carne le conseguenze drammatiche di un perdurante conflitto e vivono al presente in una quanto mai fragile e delicata situazione politica. Chiamando ad entrare nel Collegio dei Cardinali il Patriarca della Chiesa Caldea ho inteso esprimere in modo concreto la mia vicinanza spirituale e il mio affetto per quelle popolazioni’. Riaffermiamo così – ha detto ancora Papa Ratzinger – ‘la solidarietà della Chiesa intera verso i cristiani di quella amata terra e invitare ad invocare da Dio misericordioso, per tutti i popoli coinvolti, l’avvento dell’auspicata riconciliazione e della pace’. Papa Benedetto ha infine ricordato ai Cardinali la richiesta della ‘dedizione massima ed incondizionata, usque ad sanguinis effusionem, come recita la formula per l’imposizione della berretta e come mostra il colore rosso degli abiti che indossate’.

lunedì 17 gennaio 2011

28 ottobre 2007 - Il Papa: 'Il martirio è eventualità realistica'

Benedetto XVI, all’Angelus odierno, ha ricordato la beatificazione di 498 martiri uccisi in Spagna negli anni Trenta. Ciò dimostra – ha spiegato il Papa – ‘che la suprema testimonianza del sangue non è un’eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un’eventualità realistica per l’intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa’. ‘Il loro esempio – ha concluso il Pontefice - sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita’.

8 settembre 2007 - Il Papa in Austria difende il celibato sacerdotale

La visita in Austria prosegue con l'incontro con i sacerdoti e i religiosi. Il vostro compito - ha ricordato il Papa - è quello di 'cooperare all’edificazione del Regno di Dio'. 'Il centro della missione di Gesù Cristo e di tutti i cristiani - ha proseguito - è l’annuncio del Regno di Dio. Questo annuncio nel nome di Cristo significa per la Chiesa, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, come per tutti i battezzati, l’impegno di essere presenti nel mondo come suoi testimoni'. Una testimonianza - ha ancora aggiunto Papa Benedetto - in cui dovete dimostrare di stare 'dalla parte di coloro che non hanno mai sperimentato l’amore, che non riescono più a credere nella vita. Vi opponete così ai molteplici tipi di ingiustizia nascosta o aperta, come anche al disprezzo degli uomini che sta espandendosi'. Ribadita l'importanza del voto di castità e del celibato sacerdotale. Una scelta - ha osservato il Pontefice - con cui 'non ci consacriamo all’individualismo o ad una vita isolata, ma promettiamo solennemente di porre totalmente e senza riserve al servizio del Regno di Dio – e così a servizio degli uomini – gli intensi rapporti di cui siamo capaci e che riceviamo come un dono. In questo modo i sacerdoti, le religiose e i religiosi stessi diventano uomini e donne della speranza: contando totalmente su Dio e dimostrando in questo modo che Dio per loro è una realtà, creano spazio alla sua presenza – alla presenza del Regno di Dio – nel mondo'.

domenica 16 gennaio 2011

21 luglio 2007 - Il Papa: 'Solo Cristo colma le aspirazioni dell'uomo'

Benedetto XVI ha scritto ai giovani di tutto il mondo in vista della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Nel messaggio il Papa, dopo aver sottolineato come molti ragazzi guardino ‘alla loro vita con apprensione’ ponendosi ‘tanti interrogativi circa il loro futuro’, ha rilevato che ‘solo Cristo può colmare le aspirazioni più intime del cuore dell'uomo; solo Lui è capace di umanizzare l'umanità e condurla alla sua divinizzazione. Con la potenza del suo Spirito Egli infonde in noi la carità divina, che ci rende capaci di amare il prossimo e pronti a metterci al suo servizio’. Ogni giovane può diventare testimone di Cristo – ha ancora aggiunto Papa Benedetto – se si lascerà ‘guidare dallo Spirito Santo, che è l'agente principale dell'evangelizzazione’. ‘Occorrono giovani – è l’invito conclusivo del Papa - che lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi vicini’.

martedì 11 gennaio 2011

21 aprile 2007 - Il Papa: 'Lavorare per la famiglia'

Benedetto XVI in visita pastorale a Vigevano e Pavia. ‘Sono venuto tra voi soprattutto per incoraggiarvi ad essere ardimentosi testimoni di Cristo. E’ la fiduciosa adesione alla sua parola – ha detto il Papa presiedendo la Messa a Vigevano - che renderà fruttuosi i vostri sforzi pastorali. Quando il lavoro nella vigna del Signore sembra risultare vano, come la fatica notturna degli Apostoli, non bisogna dimenticare che Gesù è in grado di ribaltare tutto in un momento’. Solo ‘Dio – ha aggiunto il Pontefice – sa quando è il tempo di intervenire. Ed allora, come la docile adesione alla parola del Signore fece sì che si riempisse la rete dei discepoli, così in ogni tempo, anche nel nostro, lo Spirito del Signore può rendere efficace la missione della Chiesa nel mondo’. Prendendo spunto dall’episodio evangelico della pesca miracolosa Papa Benedetto ha ricordato che questa scena ‘è ammonimento perenne per la Chiesa di tutti i tempi: da soli, senza Gesù, non possiamo fare nulla! Nell’impegno apostolico non bastano le nostre forze: senza la Grazia divina il nostro lavoro, pur ben organizzato, risulta inefficace’. Infine un appello in difesa della famiglia colonna ‘portante della vita sociale, per cui solo lavorando in favore delle famiglie si può rinnovare il tessuto della comunità ecclesiale e della stessa società civile’.

domenica 12 settembre 2010

19 ottobre 2006 - Il Papa: 'Il mondo cambia, il Vangelo no'

Benedetto XVI ha concluso il 4° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana a Verona celebrando la Messa nello stadio Bentegodi. Nell’omelia il Papa si è chiesto ed ha chiesto cosa ne sia della nostra fede. Ogni cristiano – è stata la risposta – attraverso ‘un vasto e capillare sforzo si trasformi in testimone capace e pronto ad assumere l’impegno di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima. Per questo occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del Cristianesimo, fulcro portante della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza ogni paura e indecisione, ogni dubbio e calcolo umano. Solo da Dio può venire il cambiamento decisivo del mondo’. Il mondo cambia – ha osservato ancora il Papa – ma ‘il Vangelo non muta. La Buona Notizia resta sempre la stessa: Cristo è morto ed è risorto per la nostra salvezza! Nel suo nome recate a tutti l’annuncio della conversione e del perdono dei peccati, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata’.