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lunedì 24 gennaio 2011

7 marzo 2008 - Il Papa: 'Chi si affida a Dio ottiene grazia e perdono'

Incontrando i partecipanti al Corso annuale sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica, Benedetto XVI ha ricordato che ‘la Quaresima è un tempo quanto mai propizio per meditare sulla realtà del peccato alla luce dell’infinita misericordia di Dio, che il sacramento della Penitenza manifesta nella sua forma più alta’. Il Papa ha invitato i confessori a ‘far sperimentare a chi si confessa quella tenerezza divina verso i peccatori pentiti che tanti episodi evangelici mostrano con accenti di intensa commozione’. Solo chi ‘si riconosce debole e peccatore si affida a Dio, da Lui ottiene grazia e perdono’ ha aggiunto il Pontefice. ‘E’ proprio questo il messaggio che occorre trasmettere: ciò che più conta – ha concluso - è di far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio’.

lunedì 17 gennaio 2011

6 settembre 2007 - Il Papa: 'Condizioni di vita umane nelle carceri!'

Ricevendo i partecipanti al Congresso della Commissione Internazionale per la Pastorale Cattolica nelle Prigioni, Benedetto XVI ha invitato i cappellani delle carceri a 'essere araldi della compassione e del perdono infiniti di Dio'. 'In collaborazione con le autorità civili - ha spiegato il Papa - hanno il compito difficile di aiutare i detenuti a riscoprire il senso di uno scopo cosicché, con la grazia di Dio, possano trasformare la propria vita, riconciliarsi con le loro famiglie e i loro amici, e, per quanto possibile, assumersi le responsabilità e i doveri che permetteranno loro di condurre una vita onesta e retta in seno alla società'. Il Pontefice ha poi parlato delle condizioni di vita nelle prigioni. Quando queste 'non sono tali da indurre il processo di riconquista del senso di un valore e di accettazione delle corrispondenti responsabilità' le istituzioni giudiziarie 'falliscono nel raggiungere i loro scopi essenziali'. 'Le autorità pubbliche - ha concluso Papa Benedetto - devono essere sempre vigili in questo compito, eliminando qualsiasi strumento di punizione o correzione che mini o destabilizzi la dignità umana del detenuto. A questo proposito, ripeto che alla proibizione della tortura non si può derogare in alcuna circostanza'.

domenica 9 gennaio 2011

28 febbraio 2007 - Il Papa: 'Guardiamo al Crocifisso'

All’Angelus odierno Benedetto XVI ha suggerito ai fedeli di guardare al Crocifisso per ‘comprendere in profondità che cos’è il peccato, quanto tragica sia la sua gravità e, al tempo stesso, quanto incommensurabile sia la potenza del perdono e della misericordia del Signore’. Nel corso della Quaresima – ha aggiunto il Papa – guardiamo al Crocifisso perché ‘Colui che noi stessi abbiamo trafitto con le nostre colpe non si stanca di riversare sul mondo un torrente inesauribile di amore misericordioso. Possa l’umanità comprendere che soltanto da questa fonte è possibile attingere l’energia spirituale indispensabile per costruire quella pace e quella felicità che ogni essere umano va cercando senza sosta’.

domenica 12 settembre 2010

19 ottobre 2006 - Il Papa: 'Il mondo cambia, il Vangelo no'

Benedetto XVI ha concluso il 4° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana a Verona celebrando la Messa nello stadio Bentegodi. Nell’omelia il Papa si è chiesto ed ha chiesto cosa ne sia della nostra fede. Ogni cristiano – è stata la risposta – attraverso ‘un vasto e capillare sforzo si trasformi in testimone capace e pronto ad assumere l’impegno di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima. Per questo occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del Cristianesimo, fulcro portante della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza ogni paura e indecisione, ogni dubbio e calcolo umano. Solo da Dio può venire il cambiamento decisivo del mondo’. Il mondo cambia – ha osservato ancora il Papa – ma ‘il Vangelo non muta. La Buona Notizia resta sempre la stessa: Cristo è morto ed è risorto per la nostra salvezza! Nel suo nome recate a tutti l’annuncio della conversione e del perdono dei peccati, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata’.

martedì 31 agosto 2010

9 ottobre 2006 - Il Papa: 'Non dimenticare il perdono'

'Laddove Dio viene escluso dalla sfera pubblica, il senso di offesa a Dio - l'autentico senso del peccato - svanisce e proprio quando il valore assoluto delle norme morali viene relativizzato, le categorie di bene o di male svaniscono insieme alla responsabilità individuale'. Lo ha detto il Papa ricevendo quest'oggi i Vescovi della Conferenza Episcopale del Canada Occidentale, in Visita ad Limina. Secondo Benedetto XVI è necessario non dimenticare 'la necessità di cercare il perdono e la disponibilità a perdonare' poichè 'al loro posto sorge una inquietante cultura del biasimo e della litigiosità'.

sabato 28 agosto 2010

24 settembre 2006 - Il Papa: 'I martiri sono artigiani di pace'

Anche oggi Benedetto XVI, nel corso dell’Angelus, ha parlato dei tanti religiosi – uomini e donne – uccisi per dare testimonianza della fede cristiana. Il pensiero del Papa è andato a questi ‘servi dell’amore e perciò artigiani di pace’. In particolare il Pontefice ha ricordato ancora una volta Suor Leonella Sgorbati, una ‘suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, morta pronunciando la parola perdono: ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male’. Seguire Cristo – ha aggiunto Papa Benedetto – non è facile ma ‘solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà, dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c’è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica’.

mercoledì 21 aprile 2010

13 aprile 2006 - Il Papa compie il rito della lavanda dei piedi

Con la Messa in Coena Domini, come ogni Giovedì Santo, Benedetto XVI ha dato il via questa sera ai riti del Triduo Pasquale. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano il Papa ha lavato i piedi di dodici sacerdoti e proprio questo gesto è stato al centro dell'omelia. 'Che cosa è che rende l'uomo immondo? - si è domandato il Pontefice -. È il rifiuto dell'amore, il non voler essere amato, il non amare. È la superbia che crede di non aver bisogno di alcuna purificazione, che si chiude alla bontà salvatrice di Dio. È la superbia che non vuole confessare e riconoscere che abbiamo bisogno di purificazione. In Giuda vediamo la natura di questo rifiuto ancora più chiaramente. Egli valuta Gesù secondo le categorie del potere e del successo: per lui solo potere e successo sono realtà, l'amore non conta. Ed egli è avido: il denaro è più importante della comunione con Gesù, più importante di Dio e del suo amore. E così diventa anche un bugiardo, che fa il doppio gioco e rompe con la verità; uno che vive nella menzogna e perde così il senso per la verità suprema, per Dio. In questo modo egli si indurisce, diventa incapace della conversione, del fiducioso ritorno del figliol prodigo, e butta via la vita distrutta'. Il gesto compiuto da Gesù prima dell'ultima cena - ha spiegato Benedetto XVI - ha un significato preciso anche nel mondo di oggi. 'Lavarci i piedi gli uni gli altri - ha detto Papa Ratzinger - significa soprattutto perdonarci instancabilmente gli uni gli altri, sempre di nuovo ricominciare insieme per quanto possa anche sembrare inutile. Significa purificarci gli uni gli altri sopportandoci a vicenda e accettando di essere sopportati dagli altri; purificarci gli uni gli altri donandoci a vicenda la forza santificante della Parola di Dio e introducendoci nel Sacramento dell'amore divino'.

venerdì 29 gennaio 2010

19 ottobre 2005 - Il Papa: 'Dio non è sovrano inesorabile'

Nell'Udienza Generale di oggi Benedetto XVI ha commentato il Salmo 129, conosciuto come il De profundis. Nella sua catechesi il Papa ha ricordato come Dio non sia una entità crudele. Egli - ha spiegato - 'non è un sovrano inesorabile che condanna il colpevole, ma un padre amoroso, che dobbiamo amare non per paura di una punizione, ma per la sua bontà pronta a perdonare'.

domenica 24 gennaio 2010

15 maggio 2005 - Il Papa ordina 21 sacerdoti

21 nuovi sacerdoti sono stati ordinati stamane dal Papa nella Basilica di San Pietro. 'La Chiesa - ha spiegato Benedetto XVI nell'omelia agli ordinandi - deve sempre nuovamente divenire ciò che essa già è: deve aprire le frontiere fra i popoli e infrangere le barriere fra le classi e le razze. In essa non vi possono essere né dimenticati né disprezzati. Nella Chiesa vi sono soltanto liberi fratelli e sorelle di Gesù Cristo'. Dalla Pentecoste si evince, ha aggiunto Papa Ratzinger, la forza del perdono. 'Gesù - ha sottolineato il Papa - può donare il perdono ed il potere di perdonare, perché egli stesso ha sofferto le conseguenze della colpa e le ha dissolte nella fiamma del suo amore. Il perdono viene dalla croce; egli trasforma il mondo con l’amore che si dona. Il suo cuore aperto sulla croce è la porta attraverso cui entra nel mondo la grazia del perdono. E soltanto questa grazia può trasformare il mondo ed edificare la pace'. E il perdono, ha aggiunto Papa Benedetto, è strettamente legato al sacramento della penitenza. 'Nulla può migliorare nel mondo, se il male non è superato. E il male - ha concluso Papa Ratzinger - può essere superato solo con il perdono. Certamente, deve essere un perdono efficace. Ma questo perdono può darcelo solo il Signore. Un perdono che non allontana il male solo a parole, ma realmente lo distrugge'.