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venerdì 11 febbraio 2011

21 marzo 2009 - Il Papa in Angola: 'La Chiesa non invecchia'

Anche in Africa non è mancato l’incontro tra il Papa e i giovani ai quali ha voluto ricordare che ‘Dio fa la differenza… Di più! Dio ci fa differenti, ci fa nuovi. Il futuro dell’umanità nuova è Dio; proprio un iniziale anticipo di ciò è la sua Chiesa’. Questa – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘non invecchia; anzi diventa sempre più giovane, perché cammina incontro al Signore, avvicinandosi ogni giorno di più alla sola e vera sorgente da dove scaturisce la gioventù, la rigenerazione, la forza della vita’. Il Pontefice ha poi esortato i giovani ad osare. ‘Osate decisioni definitive, perché in verità queste sono le sole che non distruggono la libertà, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita. Non c’è dubbio che la vita ha valore soltanto se avete il coraggio dell’avventura, la fiducia che il Signore non vi lascerà mai soli. Gioventù angolana, libera dentro di te lo Spirito Santo, la forza dall’Alto! Con fiducia in questa forza, come Gesù, rischia questo salto per così dire nel definitivo e, con ciò, offri una possibilità alla vita!’.

18 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'I padri sono servitori della vita'

Nel corso dei Vespri recitati nella Basilica Marie Reine des Apôtres a Yaoundé, il Papa – presentando la figura di San Giuseppe – ha ricordato che ‘essere padre è innanzitutto essere servitore della vita e della crescita. San Giuseppe ha dato prova, in questo senso, di una grande dedizione. Per Cristo ha conosciuto la persecuzione, l’esilio e la povertà che ne deriva. Ha dovuto stabilirsi in luogo diverso dal suo villaggio. La sua sola ricompensa fu quella di essere con Cristo’. San Giuseppe – ha aggiunto Benedetto XVI – fu ‘un servitore fedele e saggio e ci svela il segreto di una umanità che vive alla presenza del mistero, aperta ad esso attraverso i dettagli più concreti dell’esistenza. In lui non c’è separazione tra fede e azione. La sua fede orienta in maniera decisiva le sue azioni. Paradossalmente è agendo, assumendo quindi le sue responsabilità, che egli si mette da parte per lasciare a Dio la libertà di realizzare la sua opera, senza frapporvi ostacolo’. ‘Giuseppe – ha concluso Papa Ratzinger - è un uomo giusto perché la sua esistenza è aggiustata sulla parola di Dio’.

17 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'La Chiesa offre parole di speranza'

Giunto a Yaoundè, capitale del Camerun, il Papa ha iniziato il suo Viaggio Apostolico in Africa. ‘Anche in mezzo alle più grandi sofferenze – ha detto Benedetto XVI all’arrivo in aeroporto - il messaggio cristiano reca sempre con sé speranza’ . I cristiani ‘di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all’abuso di potere’ non possono tacere. ‘Il messaggio salvifico del Vangelo – ha aggiunto - esige di essere proclamato con forza e chiarezza, così che la luce di Cristo possa brillare nel buio della vita delle persone. Qui, in Africa, come pure in tante altre parti del mondo, innumerevoli uomini e donne anelano ad udire una parola di speranza e di conforto’. Questi uomini – ha proseguito il Pontefice – ‘implorano a gran voce riconciliazione, giustizia e pace, e questo è proprio ciò che la Chiesa offre loro. Non nuove forme di oppressione economica o politica, ma la libertà gloriosa dei figli di Dio. Non l’imposizione di modelli culturali che ignorano il diritto alla vita dei non ancora nati, ma la pura acqua salvifica del Vangelo della vita’.

martedì 8 febbraio 2011

20 febbraio 2009 - Il Papa: 'Non c’è libertà contro l’altro'

‘La libertà umana è essere nella gioia e nello spazio ampio dell’amore di Dio, ma implica anche essere una cosa sola con l’altro e per l’altro. Non c’è libertà contro l’altro’. Lo ha detto Benedetto XVI nel corso della visita al Seminario Romano Maggiore. ‘Se io mi assolutizzo, divento nemico dell’altro – ha concluso il Papa - non possiamo più convivere e tutta la vita diventa crudeltà, diventa fallimento. Solo una libertà condivisa è una libertà umana; nell’essere insieme possiamo entrare nella sinfonia della libertà’.

lunedì 7 febbraio 2011

11 gennaio 2009 - Il Papa: 'Il Battesimo non è una violenza'

Nella solenne cornice della Cappella Sistina Benedetto XVI ha proceduto, come da tradizione, al battesimo di alcuni neonati. ‘Il bambino – ha ricordato il Papa - non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio’. Il Battesimo – ha poi chiarito il Pontefice non è una violenza sui bambini ‘ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio; una libertà che dovrà essere educata e formata con il maturare degli anni, perché diventi capace di responsabili scelte personali’.

domenica 6 febbraio 2011

12 novembre 2008 - Il Papa: 'La speranza cristiana infonde coraggio'

‘Essere con Cristo crea una grande libertà interiore: libertà davanti alla minaccia della morte, ma libertà anche davanti a tutti gli impegni e le sofferenze della vita’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’Udienza Generale dedicata a San Paolo. La speranza cristiana – ha aggiunto Benedetto XVI – non è vaga ma ‘dà certezza e dà coraggio per affrontare il futuro’. Il Pontefice ha poi ribadito che ‘senza la presenza di Cristo non arriverà mai un mondo realmente giusto e rinnovato’. Per questo oggi – ha concluso Papa Ratzinger – ‘possiamo e dobbiamo dire anche noi, con grande urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni, Signore! Vieni nel tuo modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c'è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi di profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tanti parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove tu sei sconosciuto. Vieni nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori, vieni e rinnova il nostro vivere, vieni nel nostro cuore perché noi stessi possiamo divenire luce di Dio, presenza tua’.

domenica 30 gennaio 2011

10 maggio 2008 - Il Papa: 'La vita umana è sacra'

‘La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell’azione creatrice di Dio che si fida dell’uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza’. Così il Papa ricevendo i partecipanti al Congresso internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense, nel 40° Anniversario dell’Enciclica Humanae vitae. Oggi tuttavia ha osservato Benedetto XVI – ‘la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita’. Il Pontefice ha dunque ribadito che ‘la legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi’. Non è libertà – ha ammonito il Papa – ‘fornire false illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità’. ‘La libertà – ha concluso Benedetto XVI - deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio; senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato’.

sabato 29 gennaio 2011

20 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Cristo libertà infinita'

Celebrando la messa allo Yankee Stadium di New York Benedetto XVI ha spiegato che ‘la vera libertà fiorisce quando ci allontaniamo dal giogo del peccato, che annebbia le nostre percezioni e indebolisce la nostra determinazione, e vede la fonte della nostra felicità definitiva in Cristo, che è amore infinito, libertà infinita, vita senza fine’. La libertà autentica – ha continuato il Papa – ‘è un dono gratuito di Dio, il frutto della conversione alla sua verità, quella verità che ci rende liberi’. ‘Quando ci poniamo nel pensiero di Cristo – ha aggiunto il Pontefice - ci si aprono nuovi orizzonti! Alla luce della fede, dentro la comunione della Chiesa, troviamo anche l’ispirazione e la forza per diventare lievito del Vangelo in questo mondo. Diveniamo luce del mondo, sale della terra, a cui è affidato l’apostolato di conformare le nostre vite ed il mondo in cui viviamo sempre più pienamente al piano salvifico di Dio’.

19 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Il male è stato sconfitto'

‘I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe – penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione – prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era’. Il Papa ha parlato così della sua giovinezza incontrando i giovani e i seminaristi nel Seminario di St. Joseph a New York. Il nazismo – ha proseguito Benedetto XVI – ‘mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono’. ‘Ringraziamo Dio – ha aggiunto il Pontefice - perché oggi molti della vostra generazione sono in grado di godere le libertà che sono emerse grazie alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Ringraziamo Dio per tutti coloro che si battono per assicurare che voi possiate crescere in un ambiente che coltiva ciò che è bello, buono e vero’. Tuttavia – ha ammonito Papa Ratzinger – ‘il potere distruttivo rimane. Sostenere il contrario significherebbe ingannare se stessi. Ma esso non trionferà mai; è stato sconfitto’. Il Papa – infine – ha spiegato che ‘la verità non è un’imposizione. Né è semplicemente un insieme di regole. È la scoperta di Uno che non ci tradisce mai; di Uno del quale possiamo sempre fidarci. Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo. La speranza che mai delude è Gesù Cristo. I santi ci mostrano l’amore disinteressato del suo cammino. Come discepoli di Cristo, i loro tragitti straordinari si svilupparono all’interno di quella comunità della speranza che è la Chiesa. È dall’interno della Chiesa che anche voi troverete il coraggio ed il sostegno per camminare sulla via del Signore’.

giovedì 27 gennaio 2011

16 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Democrazia fiorisce se guidata dalla verità'

Benedetto XVI ha iniziato la sua visita negli Stati Uniti facendo visita al Presidente George W. Bush alla Casa Bianca. ‘La libertà non è solo un dono – ha detto il Papa - ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza’. ‘La difesa della libertà – ha proseguito il Pontefice - chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune ed un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi. In una parola, la libertà è sempre nuova. Si tratta di una sfida posta ad ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene’. Il Papa ha poi ricordato che ‘la democrazia può fiorire soltanto quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione’. Benedetto XVI ha anche elogiato la generosità degli Stati Uniti ‘nel venire incontro ai bisogni umani immediati, promuovendo lo sviluppo e offrendo sollievo alle vittime delle catastrofi naturali’. ‘Ho fiducia – ha concluso Papa Ratzinger - che tale preoccupazione per l’ampia famiglia umana continuerà a trovare espressione nel sostenere gli sforzi pazienti della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso. Così, le generazioni future saranno in grado di vivere in un mondo dove la verità, la libertà e la giustizia possano fiorire – un mondo dove la dignità e i diritti dati da Dio ad ogni uomo, donna e bambino, vengano tenuti in considerazione, protetti e promossi efficacemente’.

lunedì 17 gennaio 2011

8 settembre 2007 - Il Papa in Austria: 'Abbiamo bisogno della verità'

'Anche oggi non è sufficiente essere e pensare in qualche modo come tutti gli altri. Il progetto della nostra vita va oltre. Noi abbiamo bisogno di Dio, di quel Dio che ci ha mostrato il suo volto ed aperto il suo cuore: Gesù Cristo'. Lo ha detto il Papa nell'omelia pronunciata al Santuario di Mariazell, in Austria. L'uomo - ha spiegato Benedetto XVI - non è incapace della verità. La 'rassegnazione di fronte alla verità è secondo la mia convinzione - ha specificato il Pontefice - il nocciolo della crisi dell’Occidente, dell’Europa. Se per l’uomo non esiste una verità, egli, in fondo, non può neppure distinguere tra il bene e il male. E allora le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell’uomo, ma anche diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo. Noi abbiamo bisogno della verità'. Dal Santuario mariano il Pontefice ha invitato a guardare al Bambino di Betlemme che da piccolo 'chiede il nostro amore. Ci invita a diventare anche noi piccoli'. 'Il bambino Gesù - ha osservato ancora - ci ricorda naturalmente anche tutti i bambini del mondo, nei quali vuole venirci incontro. I bambini che vivono nella povertà; che vengono sfruttati come soldati; che non hanno mai potuto sperimentare l’amore dei genitori; i bambini malati e sofferenti, ma anche quelli gioiosi e sani. L’Europa è diventata povera di bambini: noi vogliamo tutto per noi stessi, e forse non ci fidiamo troppo del futuro. Ma priva di futuro sarà la terra solo quando si spegneranno le forze del cuore umano e della ragione illuminata dal cuore – quando il volto di Dio non splenderà più sopra la terra. Dove c’è Dio, là c’è futuro'. Infine un riferimento ai Dieci Comandamenti che sono un 'sì a Dio, a un Dio che ci ama e ci guida, che ci porta e, tuttavia, ci lascia la nostra libertà, anzi, la rende vera libertà'.

mercoledì 12 gennaio 2011

12 maggio 2007 - Il Papa in Brasile, anatema contro la droga

Il viaggio apostolico in Brasile continua con la tappa alla Comunità della Fazenda da Esperança. Ai tanti giovani che sono riusciti a liberarsi dalla droga il Papa ha ricordato che ‘Dio non opprime la libertà individuale; solo chiede l’apertura di quel sacrario della nostra coscienza attraverso cui passano tutte le aspirazioni più nobili, ma anche gli affetti e le passioni disordinati che offuscano il messaggio dell’Altissimo’. Ai ragazzi della Fazenda Benedetto XVI ha chiesto di diventare ‘ambasciatori della speranza!’. ‘Il Brasile – ha rilevato il Papa amaramente - possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro’. Da qui un monito, quasi un anatema. ‘Dico agli spacciatori – ha tuonato Papa Benedetto - che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che scandalizzavano i più piccoli, i preferiti di Dio’.

lunedì 10 gennaio 2011

18 marzo 2007 - Il Papa: 'Dio ama oltre ogni misura'

E' la parabola del figliol prodigo il filo conduttore dell'omelia pronunciata dal Papa, oggi, nel corso della messa celebrata nel carcere minorile di Casal del Marmo. Nel momento della sua conversione - ha osservato Benedetto XVI - 'il figlio capisce che proprio il lavoro, l’umiltà, la disciplina di ogni giorno crea la vera festa e la vera libertà. Così ritorna a casa interiormente maturato e purificato: Ha capito che cosa è vivere. Certamente anche in futuro la sua vita non sarà facile, le tentazioni ritorneranno, ma egli è ormai pienamente consapevole che una vita senza Dio non funziona: manca l’essenziale, manca la luce, manca il perché, manca il grande senso dell’essere uomo'. E in tutto questo - ha ancora spiegato il Pontefice - c'è Dio che è 'Padre misericordioso che in Gesù ci ama oltre ogni misura. Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non intaccano la fedeltà del suo amore. Nel sacramento della confessione possiamo sempre di nuovo ripartire con la vita: Egli ci accoglie, ci restituisce la dignità di figli suoi. Riscopriamo quindi questo sacramento del perdono che fa sgorgare la gioia in un cuore rinato alla vita vera'. L'uomo - ha concluso il Papa - resta comunque 'una persona libera e la libertà è un trampolino di lancio per tuffarsi nel mare infinito della bontà divina, ma può diventare anche un piano inclinato sul quale scivolare verso l’abisso del peccato e del male e perdere così anche la libertà e la nostra dignità'.

domenica 9 gennaio 2011

21 febbraio 2007 - Il Papa: 'La conversione dura per sempre'

Benedetto XVI ha aperto la Quaresima con la consueta Udienza Generale, dedicandola al Mercoledi delle Ceneri. Centrale il tema della conversione che – ha sottolineato – ‘non è mai una volta per sempre, ma è un processo, un cammino interiore di tutta la nostra vita. Questo itinerario di conversione evangelica non può certo limitarsi ad un periodo particolare dell’anno: è un cammino di ogni giorno, che deve abbracciare l’intero arco dell’esistenza, ogni giorno della nostra vita. In questa ottica, per ciascun cristiano e per tutte le comunità ecclesiali, la Quaresima è la stagione spirituale propizia per allenarsi con maggior tenacia a cercare Dio, aprendo il cuore a Cristo’. Il Papa dopo aver ricordato che ‘il sincero desiderio di Dio ci porta a rigettare il male e a compiere il bene’, ha spiegato ancora che la ‘conversione consiste nell’accettare liberamente e con amore di dipendere in tutto da Dio, di dipendere dall’amore. Questa non è dipendenza ma libertà. Convertirsi significa allora non inseguire il proprio successo personale - che è una cosa che passa - ma, abbandonando ogni umana sicurezza, porsi con semplicità e fiducia alla sequela del Signore perché per ciascuno Gesù diventi, come amava ripetere la beata Teresa di Calcutta, il mio tutto in tutto’. Nel pomeriggio il Papa ha presieduto la Messa con l’imposizione delle Ceneri nella Basilica di Santa Sabina. Nell’omelia Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli che ‘solo Cristo può trasformare ogni situazione di peccato in novità di grazia’.

10 febbraio 2007 - Il Papa: 'Libertà è seguire la verità'

‘La vera libertà consiste nel procedere lungo il cammino della verità, secondo la propria vocazione, sapendo che ognuno dovrà rendere conto della propria vita al suo Creatore e Salvatore’. E’ quanto ha sostenuto Benedetto XVI ricevendo in udienza i i membri di una Delegazione della "Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi. Fondamentale, secondo il Papa, indirizzare i giovani ad un cammino che indichi che ‘il vero sviluppo non è a qualsiasi costo invitandoli a non accontentarsi di seguire tutte le mode che si presentano. Così, sapranno, con coraggio e tenacia, discernere il cammino della libertà e della felicità che presuppone vivere un certo numero di esigenze e compiere gli sforzi, i sacrifici e le rinunce necessarie per agire bene’. Non bisogna pertanto, ha ancora sostenuto Papa Benedetto, ‘vivere semplicemente nell'esteriorità, nell'apparire, ma nello sviluppare la vita interiore, ambito unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà, non separandosi dalla fonte della vita, ma rimanendo legati ad essa’. Infine un nuovo affondo contro ‘il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a ogni costo, la droga, rapporti affettivi sregolati, la confusione nel campo del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal suo concepimento alla sua fine naturale, che lascia pensare che vi siano periodi in cui l'essere umano non esisterebbe realmente’. Agli uomini del nostro tempo – ha concluso il Pontefice – ‘dobbiamo avere il coraggio di ricordare cos'è l'uomo e cos'è l'umanità. Invito le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad avere sempre questo coraggio della verità sull'uomo’.

sabato 8 gennaio 2011

24 gennaio 2007 - Media, monito del Papa

Il rapporto tra i bambini e i media è il tema centrale ¬del Messaggio del Papa per la 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Secondo Benedetto XVI ‘educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola’. Occorre aiutare i più piccoli a ‘sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento’ ponendoli ‘di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente’. L’educazione ai media – sostiene il Pontefice – ‘richiede formazione nell’esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa. Troppo spesso la libertà è presentata come un’instancabile ricerca del piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione! La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino - all’insaziabile ricerca della novità’. Papa Benedetto ribadisce la contrarietà della Chiesa a quei programmi ‘che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti’. Ai responsabili dell’industria dei media Benedetto XVI rivolge un appello ‘affinché formino ed incoraggino i produttori a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia’.

domenica 12 settembre 2010

18 ottobre 2006 - Il Papa: 'Anche nella Chiesa cristiani indegni'

Le figure del discepolo traditore Giuda Iscariota e il suo 'sostituto' l'apostolo San Mattia sono protagoniste dell'odierna Udienza Generale di Benedetto XVI. Gesù ha trattato i Dodici, compreso Giuda, da amici - ha spiegato il Papa - ma 'nei suoi inviti a seguirlo sulla via delle beatitudini, non forzava le volontà né le premuniva dalle tentazioni di Satana, rispettando la libertà umana'. 'Le possibilità di perversione del cuore umano - ha aggiunto il Pontefice - sono davvero molte. L'unico modo di ovviare ad esse consiste nel non coltivare una visione delle cose soltanto
individualistica, autonoma, ma al contrario nel mettersi sempre di nuovo dalla parte di Gesù, assumendo il suo punto di vista'. Guardando a Giuda il Papa ha ammesso che 'anche nella Chiesa non mancano cristiani indegni e traditori', pertanto - ha concluso - 'spetta a ciascuno di noi controbilanciare il male da essi compiuto con la nostra limpida testimonianza a Gesù Cristo'.

giovedì 12 agosto 2010

10 settembre 2006 - Il Papa: 'La fede non si impone'

Celebrando la Messa alla Nuova Fiera di Monaco, Benedetto XVI ha osservato – in un’omelia molto corposa - come nel mondo contemporaneo esista una sordità ‘nei confronti di Dio’. ‘Noi semplicemente – ha rilevato il Papa - non riusciamo più a sentirlo sono troppe le frequenze diverse che occupano i nostri orecchi. Quello che si dice di Lui ci sembra pre-scientifico, non più adatto al nostro tempo. Con la debolezza d'udito o addirittura la sordità nei confronti di Dio si perde naturalmente anche la nostra capacità di parlare con Lui o a Lui’. Perdere il contatto con Dio, ha aggiunto il Pontefice, crea il rischio di circoscrivere drasticamente ’il raggio del nostro rapporto con la realtà in genere. L'orizzonte della nostra vita si riduce in modo preoccupante’. Papa Benedetto ha successivamente ribadito che la fede cattolica non si impone a nessuno. ‘Un simile genere di proselitismo – ha spiegato - è contrario al cristianesimo. La fede può svilupparsi soltanto nella libertà. Ma è la libertà degli uomini alla quale facciamo appello di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto’. ‘Il mondo ha bisogno di Dio. Noi abbiamo bisogno di Dio. La sua vendetta – ha concluso il Papa - è la Croce: il No alla violenza, l’amore fino alla fine. È questo il Dio di cui abbiamo bisogno. Non veniamo meno al rispetto di altre religioni e culture, non veniamo meno al profondo rispetto per la loro fede, se confessiamo ad alta voce e senza mezzi termini quel Dio che alla violenza ha opposto la sua sofferenza; che di fronte al male e al suo potere innalza, come limite e superamento, la sua misericordia’.

sabato 10 luglio 2010

3 giugno 2006 - Il Papa: 'Non distruggiamo la creazione'

Benedetto XVI ha dedicato la classica Veglia di Pentecoste all’incontro con i rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità. Alle oltre trecentomila persone che hanno affollato piazza San Pietro e le zone limitrofe il Papa ha rivolto un appello in difesa dell’ambiente. ‘Un massiccio strato di sporco - ha osservato il Pontefice - copre la creazione di Dio. Non bisogna abusare del mondo. Dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi giardino di Dio e così giardino dell'uomo. Di fronte alle molteplici forme di abuso della terra che oggi vediamo e udiamo quasi il gemito della creazione. E la creazione e la storia aspettano uomini e donne che realmente siano figli di Dio e si comportino di conseguenza’. Ai giovani poi Papa Benedetto ha rilanciato un nuovo forte monito. Dite no – ha ribadito alla droga. ‘Quando della vita ci si vuole soltanto impadronire, essa si rende sempre più vuota, più povera; facilmente si finisce per rifugiarsi nella droga, nella grande illusione’. Non si può volere ed ottenere – ha aggiunto Papa Ratzinger – tutto e subito altrimenti il rischio è quello di vivere come il figliol prodigo che ‘si ritrovò custode di porci, addirittura invidiando quegli animali: così vuota era diventata questa sua vita, così vana. E vana si rivelava anche la sua libertà. Non avviene forse anche oggi così? Ricordate: l'egoismo genera la violenza’. In conclusione, Benedetto XVI ha rammentato ai fedeli di non lasciarsi traviare dalla finta libertà. ‘In questo mondo - ha osservato - così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera, costruire scuole di libertà, dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio’.

lunedì 8 marzo 2010

1 febbraio 2006 - Il Papa: 'Non siamo in balia di forze oscure'

Nell'Udienza Generale di oggi Benedetto XVI ha commentato il Salmo 144, inno di lode alla Maestà divina. Il Papa nella catechesi sottolinea come il testo biblico proclami 'l’ingresso di Dio nelle vicende umane per portare tutta la realtà creata a una pienezza salvifica'. 'Noi - ha ricordato Papa Benedetto - non siamo in balía di forze oscure, né siamo solitari con la nostra libertà, bensì siamo affidati all’azione del Signore potente e amoroso, che ha nei nostri confronti un disegno, un «regno» da instaurare'. Un regno quello di Dio - ha aggiunto il Pontefice - fatto non 'di potenza e di dominio, di trionfo e di oppressione, come purtroppo spesso accade per i regni terreni, ma è la sede di una manifestazione di pietà, di tenerezza, di bontà, di grazia, di giustizia'.