
‘La vera libertà consiste nel procedere lungo il cammino della verità, secondo la propria vocazione, sapendo che ognuno dovrà rendere conto della propria vita al suo Creatore e Salvatore’. E’ quanto ha sostenuto Benedetto XVI ricevendo in udienza i i membri di una Delegazione della "Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi. Fondamentale, secondo il Papa, indirizzare i giovani ad un cammino che indichi che ‘il vero sviluppo non è a qualsiasi costo invitandoli a non accontentarsi di seguire tutte le mode che si presentano. Così, sapranno, con coraggio e tenacia, discernere il cammino della libertà e della felicità che presuppone vivere un certo numero di esigenze e compiere gli sforzi, i sacrifici e le rinunce necessarie per agire bene’. Non bisogna pertanto, ha ancora sostenuto Papa Benedetto, ‘vivere semplicemente nell'esteriorità, nell'apparire, ma nello sviluppare la vita interiore, ambito unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà, non separandosi dalla fonte della vita, ma rimanendo legati ad essa’. Infine un nuovo affondo contro ‘il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a ogni costo, la droga, rapporti affettivi sregolati, la confusione nel campo del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal suo concepimento alla sua fine naturale, che lascia pensare che vi siano periodi in cui l'essere umano non esisterebbe realmente’. Agli uomini del nostro tempo – ha concluso il Pontefice – ‘dobbiamo avere il coraggio di ricordare cos'è l'uomo e cos'è l'umanità. Invito le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad avere sempre questo coraggio della verità sull'uomo’.
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