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venerdì 11 febbraio 2011

5 aprile 2009 - Il Papa: 'Non esiste una vita riuscita senza sacrificio'

Il Papa ha aperto i riti della Settimana Santa presiedendo la Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Benedetto XVI ha ricordato che ‘ad una vita retta appartiene anche il sacrificio, la rinuncia. Chi promette una vita senza questo sempre nuovo dono di sé, inganna la gente. Non esiste una vita riuscita senza sacrificio’. Citando il Vangelo il Papa ha poi osservato che ‘chi dona la sua vita – quotidianamente nei piccoli gesti, che fanno parte della grande decisione – questi la trova. È questa la verità esigente, ma anche profondamente bella e liberatrice, nella quale vogliamo passo passo entrare durante il cammino della Croce attraverso i continenti’.

martedì 1 febbraio 2011

17 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'La vita non è casuale'

Con un discorso a 360 gradi Benedetto XVI ha salutato i giovani sul molo di Barangaroo, a Sydney. Il Papa ha innanzi tutto messo in guardia dal ‘veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono’ come ‘l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento’. Il Pontefice ha poi puntato il dito contro il ‘relativismo’ che ‘dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l’esperienza importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell’autostima e persino alla disperazione’. Ai giovani Benedetto XVI ha ricordato che ‘la vita non è governata dalla sorte, non è casuale’. ‘La vostra personale esistenza è ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità’. ‘Cristo – ha ribadito il Papa - offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita’. Poi un monito a chi pretende di lasciare Dio ‘in panchina’. La fede non deve essere esclusa dalla vita pubblica. ‘Il secolarismo – ha denunciato Papa Ratzinger - impone una visione globale. Se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio. Ma quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il bene comincia a svanire’. Ogni uomo – ha concluso Benedetto XVI – anela ‘ad una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità, e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa. Questa è opera dello Spirito Santo! Questa è la speranza offerta dal Vangelo di Gesù Cristo!’.

28 giugno 2008 - Il Papa apre l'Anno Paolino

La fede di San Paolo 'è l’essere colpito dall’amore di Gesù Cristo, un amore che lo sconvolge fin nell’intimo e lo trasforma. La sua fede non è una teoria, un’opinione su Dio e sul mondo. La sua fede è l’impatto dell’amore di Dio sul suo cuore. E così questa stessa fede è amore per Gesù Cristo'. Lo ha detto il Papa nel corso della celebrazione dei primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in occasione dell’apertura dell’Anno Paolino. 'Chi ama Cristo come lo ha amato Paolo - ha rilevato Benedetto XVI - può veramente fare quello che vuole, perché il suo amore è unito alla volontà di Cristo e così alla volontà di Dio; perché la sua volontà è ancorata alla verità e perché la sua volontà non è più semplicemente volontà sua, arbitrio dell’io autonomo, ma è integrata nella libertà di Dio e da essa riceve la strada da percorrere'. Riferendosi al martirio di Paolo, il Pontefice ha poi concluso che 'in un mondo in cui la menzogna è potente, la verità si paga con la sofferenza. Chi vuole schivare la sofferenza, tenerla lontana da sé, tiene lontana la vita stessa e la sua grandezza; non può essere servitore della verità e così servitore della fede. Non c’è amore senza sofferenza – senza la sofferenza della rinuncia a se stessi, della trasformazione e purificazione dell’io per la vera libertà. Là dove non c’è niente che valga che per esso si soffra, anche la stessa vita perde il suo valore'.

sabato 29 gennaio 2011

19 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Il male è stato sconfitto'

‘I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe – penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione – prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era’. Il Papa ha parlato così della sua giovinezza incontrando i giovani e i seminaristi nel Seminario di St. Joseph a New York. Il nazismo – ha proseguito Benedetto XVI – ‘mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono’. ‘Ringraziamo Dio – ha aggiunto il Pontefice - perché oggi molti della vostra generazione sono in grado di godere le libertà che sono emerse grazie alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Ringraziamo Dio per tutti coloro che si battono per assicurare che voi possiate crescere in un ambiente che coltiva ciò che è bello, buono e vero’. Tuttavia – ha ammonito Papa Ratzinger – ‘il potere distruttivo rimane. Sostenere il contrario significherebbe ingannare se stessi. Ma esso non trionferà mai; è stato sconfitto’. Il Papa – infine – ha spiegato che ‘la verità non è un’imposizione. Né è semplicemente un insieme di regole. È la scoperta di Uno che non ci tradisce mai; di Uno del quale possiamo sempre fidarci. Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo. La speranza che mai delude è Gesù Cristo. I santi ci mostrano l’amore disinteressato del suo cammino. Come discepoli di Cristo, i loro tragitti straordinari si svilupparono all’interno di quella comunità della speranza che è la Chiesa. È dall’interno della Chiesa che anche voi troverete il coraggio ed il sostegno per camminare sulla via del Signore’.

giovedì 27 gennaio 2011

16 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Democrazia fiorisce se guidata dalla verità'

Benedetto XVI ha iniziato la sua visita negli Stati Uniti facendo visita al Presidente George W. Bush alla Casa Bianca. ‘La libertà non è solo un dono – ha detto il Papa - ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza’. ‘La difesa della libertà – ha proseguito il Pontefice - chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune ed un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi. In una parola, la libertà è sempre nuova. Si tratta di una sfida posta ad ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene’. Il Papa ha poi ricordato che ‘la democrazia può fiorire soltanto quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione’. Benedetto XVI ha anche elogiato la generosità degli Stati Uniti ‘nel venire incontro ai bisogni umani immediati, promuovendo lo sviluppo e offrendo sollievo alle vittime delle catastrofi naturali’. ‘Ho fiducia – ha concluso Papa Ratzinger - che tale preoccupazione per l’ampia famiglia umana continuerà a trovare espressione nel sostenere gli sforzi pazienti della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso. Così, le generazioni future saranno in grado di vivere in un mondo dove la verità, la libertà e la giustizia possano fiorire – un mondo dove la dignità e i diritti dati da Dio ad ogni uomo, donna e bambino, vengano tenuti in considerazione, protetti e promossi efficacemente’.

sabato 15 gennaio 2011

1 luglio 2007 - Colombia, appello del Papa

‘Chi appartiene alla verità, non sarà mai schiavo di nessun potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’Angelus domenicale, nel quale ha poi lanciato un forte appello dopo la notizia dell’uccisione di undici ostaggi colombiani in mano alla guerriglia delle FARC. ‘Mi unisco – ha detto Benedetto XVI - al profondo dolore dei familiari e dell’amata Nazione colombiana, ancora una volta funestata dall’odio fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti all’affetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza’.

domenica 9 gennaio 2011

10 febbraio 2007 - Il Papa: 'Libertà è seguire la verità'

‘La vera libertà consiste nel procedere lungo il cammino della verità, secondo la propria vocazione, sapendo che ognuno dovrà rendere conto della propria vita al suo Creatore e Salvatore’. E’ quanto ha sostenuto Benedetto XVI ricevendo in udienza i i membri di una Delegazione della "Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi. Fondamentale, secondo il Papa, indirizzare i giovani ad un cammino che indichi che ‘il vero sviluppo non è a qualsiasi costo invitandoli a non accontentarsi di seguire tutte le mode che si presentano. Così, sapranno, con coraggio e tenacia, discernere il cammino della libertà e della felicità che presuppone vivere un certo numero di esigenze e compiere gli sforzi, i sacrifici e le rinunce necessarie per agire bene’. Non bisogna pertanto, ha ancora sostenuto Papa Benedetto, ‘vivere semplicemente nell'esteriorità, nell'apparire, ma nello sviluppare la vita interiore, ambito unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà, non separandosi dalla fonte della vita, ma rimanendo legati ad essa’. Infine un nuovo affondo contro ‘il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a ogni costo, la droga, rapporti affettivi sregolati, la confusione nel campo del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal suo concepimento alla sua fine naturale, che lascia pensare che vi siano periodi in cui l'essere umano non esisterebbe realmente’. Agli uomini del nostro tempo – ha concluso il Pontefice – ‘dobbiamo avere il coraggio di ricordare cos'è l'uomo e cos'è l'umanità. Invito le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad avere sempre questo coraggio della verità sull'uomo’.

lunedì 1 novembre 2010

26 novembre 2006 - Il Papa: 'Non discriminare i malati di AIDS'

Dio ‘è Amore e Verità, e sia l’amore che la verità non si impongono mai: bussano alla porta del cuore e della mente e, dove possono entrare, apportano pace e gioia. Questo è il modo di regnare di Dio; questo il suo progetto di salvezza, un mistero nel senso biblico del termine, cioè un disegno che si rivela a poco a poco nella storia’. Così il Papa stamane nel corso dell’Angelus recitato in occasione della Solennità di Cristo Re. Benedetto XVI ha poi ricordato il suo imminente viaggio in Turchia. Dopo aver salutato il ‘caro Popolo turco, ricco di storia e di cultura’ il Pontefice si è detto desideroso ‘di incontrare la piccola Comunità cattolica, che mi è sempre presente nel cuore, e di unirmi fraternamente alla Chiesa Ortodossa, in occasione della festa dell’apostolo sant’Andrea’. ‘A tutti voi domando – ha aggiunto - di accompagnarmi con la preghiera, perché questo pellegrinaggio possa portare tutti i frutti che Dio desidera. Grazie per la vostra preghiera e per il vostro affetto!’. Papa Benedetto ha infine ricordato la Giornata Mondiale contro l’AIDS. ‘Auspico vivamente – ha affermato - che tale circostanza favorisca un’accresciuta responsabilità nella cura della malattia, insieme all’impegno di evitare ogni discriminazione nei confronti di quanti ne sono colpiti. Mentre invoco sui malati e sulle loro famiglie il conforto del Signore, incoraggio le molteplici iniziative che la Chiesa sostiene in tale campo’.

lunedì 30 agosto 2010

6 ottobre 2006 - Il Papa: 'Obbedire alla verità'

Nella Concelebrazione Eucaristica con i Membri della Commissione Teologica Internazionale Benedetto XVI pronuncia un’omelia a braccio in cui emerge lo spirito dell’ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Papa rileva l’importanza del silenzio e della contemplazione. ‘Servono – spiega - per conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una permanente unione con Dio. Questo è lo scopo: che nella nostra anima sia sempre presente l'unione con Dio e trasformi tutto il nostro essere’. Quando si parla – è invece il monito del Pontefice – non si cerchino applausi. Non si parli ‘in obbedienza alla dittatura delle opinione comuni’ perché – prosegue – sarebbe ‘una specie di prostituzione della parola e dell'anima’. ‘La castità a cui allude l’apostolo Pietro – conclude Papa Benedetto - è non sottomettersi a questi standard, non cercare gli applausi, ma cercare l'obbedienza alla verità’.

domenica 29 agosto 2010

29 settembre 2006 - Il Papa: 'I vescovi proclamino la verità'

Fame e AIDS sono tra le piaghe più diffuse in Africa. E Benedetto XVI lo ha ricordato ricevendo in udienza i Vescovi del Malawi in Visita ad Limina. ‘La sicurezza alimentare – ha osservato il Papa - è minacciata non solo dalla siccità, ma anche da una gestione dell'agricoltura inefficiente e iniqua. La diffusione dell'AIDS aumenta per la incapacità di restare fedeli a un unico partner nel matrimonio o di praticare l'astinenza. I diritti delle donne, dei bambini e dei nascituri vengono cinicamente violati dal traffico di esseri umani, dalla violenza domestica e da quanti sostengono l'aborto’. ‘Non cessate mai – l’appello del Pontefice ai Vescovi del Malawi - di proclamare la verità, e insistete su di essa, in ogni occasione opportuna e non opportuna perché la verità vi farà liberi’. Non è mancato poi un appello affinchè i Vescovi aiutino i sacerdoti ‘a non cadere nella trappola di considerare il sacerdozio uno strumento di avanzamento sociale’.

lunedì 1 marzo 2010

9 gennaio 2006 - Il Papa incontra gli Ambasciatori

Un discorso globale quello che il Papa ha rivolto stamane al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Benedetto XVI ha invitato popoli e governi a rifiutare quella che viene comunemente chiamata la legge del piu' forte. 'Chi è impegnato per la verità - ha osservato il Pontefice - non può non rifiutare la legge del più forte, che vive di menzogna e che – a livello nazionale ed internazionale – ha tante volte segnato di tragedie la storia dell’uomo. La menzogna si ammanta spesso di un’apparenza di verità, ma in realtà è sempre selettiva e tendenziosa, egoisticamente rivolta a strumentalizzare l’uomo e, in definitiva a sopraffarlo. Sistemi politici del passato, ma non solo del passato, ne sono un’amara esemplificazione'. Il Papa, ripercorrendo le tante crisi internazionali, ha auspicato ancora una volta la pace per il Medio Oriente. 'Lo Stato d’Israele - ha auspicato Papa Ratzinger - deve poter sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale; in essa, parimenti, il Popolo palestinese deve poter sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche per un avvenire libero e prospero'. E dopo aver ammonito sul fatto che il terrorismo internazionale possa portare ad un vero e proprio scontro di civiltà, Benedetto XVI ha infine invocato il diritto alla piena libertà religiosa. 'Purtroppo in alcuni Stati, anche tra quelli che pure possono vantare tradizioni culturali plurisecolari - ha osservato il Papa - essa, lungi dall’essere garantita, è anzi gravemente violata, in particolare nei confronti delle minoranze. La Santa Sede, nel chiedere per la Chiesa Cattolica, ovunque, condizioni di vera libertà, le chiede parimenti per tutti!'.