‘I beni materiali, in sé, sono cose buone. Non sopravviveremmo a lungo senza denaro, abiti e un’abitazione. Per vivere abbiamo bisogno di cibo. Ma, se siamo ingordi, se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l’affamato e con il povero, allora noi trasformiamo questi beni in una falsa divinità’. Così il Papa incontrando a Sydney un gruppo di ragazzi in difficoltà. Amare – ha spiegato Benedetto XVI – non è possedere l’altro. Spesso – ha aggiunto – ‘la scelta di abusare di droghe o alcool, di entrare in attività criminali può apparire come una via di uscita da una situazione di difficoltà o di confusione’. ‘Voi adesso – ha proseguito il Pontefice - sapete che, invece di portare la vita, ha portato la morte. Prendo atto volentieri del coraggio dimostrato nello scegliere di ritornare sulla via della vita, proprio come il giovane della parabola. Avete accettato l’aiuto: dagli amici o dai familiari, da quanti hanno grandemente a cuore il vostro benessere e la vostra felicità’. Adesso, ha concluso Papa Benedetto, ‘con la forza dello Spirito Santo, scegliete la vita e scegliete l’amore, e siate testimoni davanti al mondo della gioia che ne scaturisce’.
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martedì 1 febbraio 2011
18 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'Scegliete la vita!'
‘I beni materiali, in sé, sono cose buone. Non sopravviveremmo a lungo senza denaro, abiti e un’abitazione. Per vivere abbiamo bisogno di cibo. Ma, se siamo ingordi, se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l’affamato e con il povero, allora noi trasformiamo questi beni in una falsa divinità’. Così il Papa incontrando a Sydney un gruppo di ragazzi in difficoltà. Amare – ha spiegato Benedetto XVI – non è possedere l’altro. Spesso – ha aggiunto – ‘la scelta di abusare di droghe o alcool, di entrare in attività criminali può apparire come una via di uscita da una situazione di difficoltà o di confusione’. ‘Voi adesso – ha proseguito il Pontefice - sapete che, invece di portare la vita, ha portato la morte. Prendo atto volentieri del coraggio dimostrato nello scegliere di ritornare sulla via della vita, proprio come il giovane della parabola. Avete accettato l’aiuto: dagli amici o dai familiari, da quanti hanno grandemente a cuore il vostro benessere e la vostra felicità’. Adesso, ha concluso Papa Benedetto, ‘con la forza dello Spirito Santo, scegliete la vita e scegliete l’amore, e siate testimoni davanti al mondo della gioia che ne scaturisce’.
17 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'La vita non è casuale'
Con un discorso a 360 gradi Benedetto XVI ha salutato i giovani sul molo di Barangaroo, a Sydney. Il Papa ha innanzi tutto messo in guardia dal ‘veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono’ come ‘l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento’. Il Pontefice ha poi puntato il dito contro il ‘relativismo’ che ‘dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l’esperienza importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell’autostima e persino alla disperazione’. Ai giovani Benedetto XVI ha ricordato che ‘la vita non è governata dalla sorte, non è casuale’. ‘La vostra personale esistenza è ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità’. ‘Cristo – ha ribadito il Papa - offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita’. Poi un monito a chi pretende di lasciare Dio ‘in panchina’. La fede non deve essere esclusa dalla vita pubblica. ‘Il secolarismo – ha denunciato Papa Ratzinger - impone una visione globale. Se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio. Ma quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il bene comincia a svanire’. Ogni uomo – ha concluso Benedetto XVI – anela ‘ad una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità, e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa. Questa è opera dello Spirito Santo! Questa è la speranza offerta dal Vangelo di Gesù Cristo!’.
venerdì 14 gennaio 2011
17 giugno 2007 - Il Papa ai giovani: 'Solo l'Infinito riempie il cuore'
A conclusione della visita ad Assisi non poteva mancare l’incontro del Papa con i giovani. Dopo aver ammesso che molti ragazzi ‘cercano paesaggi mentali tanto fatui quanto distruttivi nei paradisi artificiali della droga’ Benedetto XVI ha esortato i giovani a ricordare che ‘le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l’Infinito può riempire il cuore’. E’ sbagliato – ha proseguito il Pontefice – ‘centrare la vita su se stessi’. ‘E’ una trappola mortale – ha ancora aggiunto Papa Benedetto - noi possiamo essere noi stessi solo se ci apriamo nell’amore, amando Dio e i nostri fratelli’. Concludendo Benedetto XVI ha invitato a lasciarsi incontrare da Cristo. ‘Fidiamoci di Lui, ascoltiamo la sua Parola. In Lui non c’è soltanto un essere umano affascinante’.
giovedì 13 gennaio 2011
13 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'La Chiesa non è un soggetto politico'
Benedetto XVI ha aperto i lavori della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi con una relazione a 360 gradi. Tra i temi affrontati dal Papa c'è la globalizzazione, 'un guadagno per la grande famiglia umana e un segnale della sua profonda aspirazione all'unità' ma che tuttavia comporta anche 'il rischio di trasformare il lucro in valore supremo'. Faro della globalizzazione dunque sia l'etica, l'auspicio del Pontefice che si è poi detto preoccupato sia per la presenza di governi autoritari, sia per alcuni storture dell'economia liberale che invece 'deve tenere presente l'equità, perché continuano ad aumentare i settori sociali che si vedono oppressi sempre di più da un'enorme povertà o perfino depredati dei propri beni naturali'. Benedetto XVI ne ha per tutti. 'Il sistema marxista, dove è andato al governo - ha spiegato - non ha lasciato solo una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma anche una dolorosa oppressione delle anime'. In Occidente - invece - 'dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con la droga, l'alcool e gli ingannevoli miraggi di felicità'. Per quanto riguarda la situazione della Chiesa Papa Benedetto ha rilevato 'un certo indebolimento della vita cristiana nell'insieme della società , dovuto al secolarismo, all'edonismo, all’indifferentismo e al proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose'. Per rispondere a ciò occorre 'educare il popolo alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio'. Nei confronti dello Sttao la Chiesa deve rispettare il principio della sana laicità perchè, 'se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente in soggetto politico, non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via politica e con posizioni parziali opinabili'. 'Solo essendo indipendente - ha osservato Papa Benedetto - può insegnare i grandi criteri ed i valori inderogabili, orientare le coscienze ed offrire un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico. Formare le coscienze, essere avvocata della giustizia e della verità, educare alle virtù individuali e politiche, è la vocazione fondamentale della Chiesa in questo settore'. Infine un riferimento alla famiglia per la quale - ha auspicato il Pontefice - sono indispensabili 'politiche che rispondano ai diritti della famiglia come soggetto sociale imprescindibile. La famiglia fa parte del bene dei popoli e dell'umanità intera'.
mercoledì 12 gennaio 2011
12 maggio 2007 - Il Papa in Brasile, anatema contro la droga
Il viaggio apostolico in Brasile continua con la tappa alla Comunità della Fazenda da Esperança. Ai tanti giovani che sono riusciti a liberarsi dalla droga il Papa ha ricordato che ‘Dio non opprime la libertà individuale; solo chiede l’apertura di quel sacrario della nostra coscienza attraverso cui passano tutte le aspirazioni più nobili, ma anche gli affetti e le passioni disordinati che offuscano il messaggio dell’Altissimo’. Ai ragazzi della Fazenda Benedetto XVI ha chiesto di diventare ‘ambasciatori della speranza!’. ‘Il Brasile – ha rilevato il Papa amaramente - possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro’. Da qui un monito, quasi un anatema. ‘Dico agli spacciatori – ha tuonato Papa Benedetto - che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che scandalizzavano i più piccoli, i preferiti di Dio’.
10 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'Non sperperate la gioventù'
‘Gesù è buono ed è un maestro che non inganna’. E’ il messaggio che il Papa ha rivolto ai giovani radunati allo Stadio municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu. ‘Gli anni che state vivendo – ha spiegato Benedetto XVI - sono gli anni che preparano il vostro futuro. Il domani dipende molto dal come state vivendo l'oggi della giovinezza. Davanti ai vostri occhi, miei carissimi giovani, avete una vita che desideriamo sia lunga; essa però è una sola, è unica: non permettete che passi invano, non la sperperate. Vivete con entusiasmo, con gioia, ma soprattutto con senso di responsabilità’. Il Pontefice ha poi denunciato la minaccia della violenza e la deplorevole proliferazione delle droghe’ pertanto ‘si parla di una gioventù sbandata’. ‘Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, che irradiate gioia e entusiasmo – ha ribattuto Papa Benedetto - assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la via vera. Voi siete i giovani della Chiesa. Vi invio perciò verso la grande missione di evangelizzare i ragazzi e le ragazze che vanno errando in questo mondo, come pecore senza pastore. Siate gli apostoli dei giovani’. I giovani dimostrino – ha ancora auspicato Benedetto XVI – ‘grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. Non potrà aversi vera felicità nei focolari se, al tempo stesso, non ci sarà fedeltà tra i coniugi’. Poi un invito a ‘resistere con fortezza alle insidie del male esistente in molti ambienti, che vi spinge ad una vita dissoluta, paradossalmente vuota, facendovi smarrire il dono prezioso della vostra libertà e della vostra vera felicità’. Non sperperate la gioventù – ha concluso il Papa – ‘Vivetela intensamente. Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata’.
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domenica 9 gennaio 2011
10 febbraio 2007 - Il Papa: 'Libertà è seguire la verità'
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mercoledì 5 gennaio 2011
17 dicembre 2006 - Natale, il Papa ricorda le persone in difficoltà
L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.
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sabato 10 luglio 2010
3 giugno 2006 - Il Papa: 'Non distruggiamo la creazione'
Benedetto XVI ha dedicato la classica Veglia di Pentecoste all’incontro con i rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità. Alle oltre trecentomila persone che hanno affollato piazza San Pietro e le zone limitrofe il Papa ha rivolto un appello in difesa dell’ambiente. ‘Un massiccio strato di sporco - ha osservato il Pontefice - copre la creazione di Dio. Non bisogna abusare del mondo. Dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi giardino di Dio e così giardino dell'uomo. Di fronte alle molteplici forme di abuso della terra che oggi vediamo e udiamo quasi il gemito della creazione. E la creazione e la storia aspettano uomini e donne che realmente siano figli di Dio e si comportino di conseguenza’. Ai giovani poi Papa Benedetto ha rilanciato un nuovo forte monito. Dite no – ha ribadito alla droga. ‘Quando della vita ci si vuole soltanto impadronire, essa si rende sempre più vuota, più povera; facilmente si finisce per rifugiarsi nella droga, nella grande illusione’. Non si può volere ed ottenere – ha aggiunto Papa Ratzinger – tutto e subito altrimenti il rischio è quello di vivere come il figliol prodigo che ‘si ritrovò custode di porci, addirittura invidiando quegli animali: così vuota era diventata questa sua vita, così vana. E vana si rivelava anche la sua libertà. Non avviene forse anche oggi così? Ricordate: l'egoismo genera la violenza’. In conclusione, Benedetto XVI ha rammentato ai fedeli di non lasciarsi traviare dalla finta libertà. ‘In questo mondo - ha osservato - così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera, costruire scuole di libertà, dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio’.
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