Incontrando i Vescovi del Camerun Benedetto XVI è tornato a parlare della famiglia minacciata da modernità e secolarizzazione. Necessario dunque, secondo il Papa, ‘promuovere la pastorale familiare’ promuovendo ‘una migliore comprensione della natura, della dignità e del ruolo del matrimonio che richiede un amore indissolubile e stabile’. Riferendosi poi alla globalizzazione, il Pontefice ha ricordato che ‘la Chiesa ha un interesse particolare per le persone più bisognose. E’ anche dovere dei cristiani, specialmente dei laici che hanno responsabilità sociali, economiche, politiche, di lasciarsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa, per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto in cui ciascuno potrà vivere dignitosamente’.
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venerdì 11 febbraio 2011
18 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Lavorare per la famiglia'
Incontrando i Vescovi del Camerun Benedetto XVI è tornato a parlare della famiglia minacciata da modernità e secolarizzazione. Necessario dunque, secondo il Papa, ‘promuovere la pastorale familiare’ promuovendo ‘una migliore comprensione della natura, della dignità e del ruolo del matrimonio che richiede un amore indissolubile e stabile’. Riferendosi poi alla globalizzazione, il Pontefice ha ricordato che ‘la Chiesa ha un interesse particolare per le persone più bisognose. E’ anche dovere dei cristiani, specialmente dei laici che hanno responsabilità sociali, economiche, politiche, di lasciarsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa, per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto in cui ciascuno potrà vivere dignitosamente’.
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lunedì 7 febbraio 2011
1 gennaio 2009 - Il Papa: 'La crisi è un banco di prova'
‘C’è una povertà, un’indigenza, che Dio non vuole e che va combattuta, una povertà che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l’uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica’. Lo ha detto Benedetto XVI nel corso della messa per la 42^ Giornata Mondiale della Pace. Il Papa ha poi avvertito circa i rischi della globalizzazione che può eliminare ‘certe barriere, ma può costruirne di nuove, perciò bisogna che la comunità internazionale e i singoli Stati siano sempre vigilanti; bisogna che non abbassino mai la guardia rispetto ai pericoli di conflitto, anzi, si impegnino a mantenere alto il livello della solidarietà’. Riferendosi poi alla crisi finanziaria il Pontefice ha invitato a vederla anche ‘come un banco di prova: siamo pronti a leggerla, nella sua complessità, quale sfida per il futuro e non solo come un’emergenza a cui dare risposte di corto respiro? Siamo disposti a fare insieme una revisione profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e lungimirante? Lo esigono, in realtà, più ancora che le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo’. Al termine della messa, nel corso dell’Angelus, Papa Ratzinger ha parlato ancora della crisi invitando ‘governanti e semplici cittadini, a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e ai fallimenti, ma di rinnovare il loro impegno. La seconda parte del 2008 ha fatto emergere una crisi economica di vaste proporzioni. Tale crisi va letta in profondità, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause’.
martedì 1 febbraio 2011
28 giugno 2008 - Il Papa: 'L'uomo avverte il bisogno della pace'
In occasione dell'apertura dell'Anno Paolino Benedetto XVI ha ricevuto la visita del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. 'Nel nostro mondo - ha osservato il Papa - in cui si va consolidando il fenomeno della globalizzazione ma continuano ciononostante a persistere divisioni e conflitti, l’uomo avverte un crescente bisogno di certezze e di pace. Allo stesso tempo, però, egli resta smarrito e quasi irretito da una certa cultura edonistica e relativistica, che pone in dubbio l’esistenza stessa della verità'. Il Pontefice ha poi auspicato che l'Anno Paolino aiuti 'il popolo cristiano a rinnovare l'impegno ecumenico, e si intensifichino le iniziative comuni nel cammino verso la comunione fra tutti i discepoli di Cristo'.
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domenica 30 gennaio 2011
23 maggio 2008 - Il Papa: 'Il valore della comunicazione risiede nella veridicità'
‘Un comunicatore può tentare di informare, educare, intrattenere, convincere, confortare, ma il valore finale di qualsiasi comunicazione risiede nella sua veridicità’. Lo ha ricordato il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Secondo Benedetto XVI ‘sarebbe una tragedia per il futuro dell'umanità se i nuovi strumenti di comunicazione, che permettono di condividere la conoscenza e l'informazione in modo più rapido ed efficace, non fossero accessibili a quanti già sono emarginati economicamente e socialmente, o se contribuissero solo ad accrescere la distanza che separa queste persone dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio della socializzazione umana, dell'informazione e dell'apprendimento’. Tuttavia – ha concluso il Pontefice – ‘sarebbe parimenti grave se la tendenza globalizzante nel mondo delle comunicazioni indebolisse o eliminasse i costumi tradizionali e le culture locali, in modo particolare quelle che sono riuscite a rafforzare i valori familiari e sociali, l'amore, la solidarietà e il rispetto della vita’.
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lunedì 24 gennaio 2011
6 marzo 2008 - Il Papa: 'Le famiglie adiempiano alle loro responsabilità'
La famiglia è ‘il nucleo essenziale dell'esistenza e della trasmissione della fede e dei valori’, ma ‘oggi si scontra con serie sfide pastorali e umane. Per questo la Chiesa si dedica sempre con particolare attenzione a formare saldamente quanti si preparano a contrarre matrimonio, infondendo costantemente fede e speranza nelle famiglie e vegliando affinché, con gli aiuti necessari, possano adempiere le loro responsabilità’. Lo ha ribadito il Papa in occasione dell’udienza ai Vescovi del Guatemala in Visita ad Limina. ‘Vi incoraggio a continuare con spirito rinnovato – ha aggiunto Benedetto XVI - la missione evangelizzatrice della Chiesa nel quadro dei cambiamenti culturali attuali e della globalizzazione, conferendo nuovo vigore alla predicazione e alla catechesi, proclamando Gesù Cristo, il Figlio di Dio, come fondamento e ragione d'essere di ogni credente’.
martedì 18 gennaio 2011
19 novembre 2007 - Il Papa ribadisce il no all'aborto
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lunedì 17 gennaio 2011
7 settembre 2007 - Il Papa in Austria: 'No ad aborto ed eutanasia'
Benedetto XVI è giunto in Austria per l'850° anniversario del Santuario di Mariazell. Nel corso dell'incontro le Autorità e il Corpo Diplomatico il Papa ha parlato dell'Europa che 'sarà per tutti luogo gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni. L’Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane. Esse sono una componente dinamica della nostra civiltà per il cammino nel terzo millennio'. Con l'Europa si collega la globalizzazione, un processo che non puo' essere bloccato 'ma - ha ammonito Benedetto XVI - è un compito urgente ed una grande responsabilità della politica quella di dare alla globalizzazione ordinamenti e limiti adatti ad evitare che essa si realizzi a spese dei Paesi più poveri e delle persone povere nei Paesi ricchi e vada a scapito delle generazioni future'. Il Pontefice ha poi affrontato le questioni etiche e bioetiche. 'Il diritto umano fondamentale - ha sottolineato Papa Ratzinger - è il diritto alla vita stessa. Ciò vale per la vita dal concepimento sino alla sua fine naturale. L’aborto, di conseguenza, non può essere un diritto umano, è il suo contrario'. Pertanto Benedetto XVI si è appellato 'ai responsabili della politica, affinché non permettano che i figli vengano considerati come casi di malattia né che la qualifica di ingiustizia attribuita dal Vostro ordinamento giuridico all’aborto venga di fatto abolita. Incoraggiate, Vi prego, i giovani, che con il matrimonio fondano nuove famiglie, a divenire madri e padri! Con ciò farete del bene a loro medesimi, ma anche all’intera società. Vi confermo anche decisamente nelle Vostre premure politiche di favorire condizioni che rendano possibile alle giovani coppie di allevare dei figli'. Infine una nuova condanna dell'eutanasia. 'C’è da temere - è la preoccupazione del Papa - che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé. La risposta giusta alla sofferenza alla fine della vita è un’attenzione amorevole, l’accompagnamento verso la morte – in particolare anche con l’aiuto della medicina palliativa – e non un attivo aiuto a morire'.
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giovedì 13 gennaio 2011
8 giugno 2007 - Il Papa: 'La Chiesa s'impegna per la giustizia sociale'
‘L'amore di Dio è offerto a tutti, quindi lo scopo della carità della Chiesa è anche universale, e include, in tal modo, un impegno alla giustizia sociale. Tuttavia, cambiare le strutture sociali ingiuste non è sufficiente per garantire la felicità della persona umana’. Lo ha spiegato il Papa ricevendo i partecipanti alla 18/ma Assemblea Generale della Caritas Internationalis. Per affrontare sfide quali ‘la globalizzazione, gli abusi dei diritti umani, strutture sociali ingiuste’ è necessario – ha sostenuto il Pontefice - concentrare l'attenzione sulle necessità più profonde della persona umana: la promozione della dignità umana, il benessere e, in definitiva, la salvezza eterna’.
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26 maggio 2007 - Il Papa: 'Salvaguardare l'occupazione'
'Ogni impresa è da considerarsi in primo luogo come un insieme di persone, da rispettare nei loro diritti e nella loro dignità'. E' quanto il Papa ha ricordato ai Giovani Imprenditori di Confindustria, ricevuti in udienza in Vaticano. 'Anche nei momenti di maggiore crisi - ha aggiunto Benedetto XVI - il criterio che governa le scelte imprenditoriali non può essere la mera promozione di un maggior profitto'. Sforzatevi - è stato poi l'appello del Pontefice - 'per salvaguardare l’occupazione lavorativa, in particolar modo dei giovani. Per costruire il proprio avvenire con fiducia, essi debbono infatti poter contare su una fonte di sostentamento sicura per sé e per i propri cari'. Papa Benedetto non ha poi mancato di parlare della globalizzazione. Un fenomeno a due facce che'da una parte alimenta la speranza di una più generale partecipazione allo sviluppo e alla diffusione del benessere grazie alla redistribuzione della produzione su scala mondiale, ma dall’altra presenta diversi rischi legati alle nuove dimensioni delle relazioni commerciali e finanziarie, che vanno nella direzione di un incremento del divario tra la ricchezza economica di pochi e la crescita della povertà di molti'.
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19 maggio 2007 - Il Papa denuncia i rischi della globalizzazione
'L’attenzione alle vere esigenze dell’essere umano, il rispetto della dignità di ogni persona, la ricerca sincera del bene comune sono i principi ispiratori che è bene tener presenti quando si progetta lo sviluppo di una nazione'. Lo ha detto Benedetto XVI incontrando i partecipanti al Convegno Internazionale promosso dalla Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontifice". Il Papa ha poi denunciato gli squilibri della globalizzazione: 'quando si considera l’incremento sostenuto dei tassi di crescita economica, quando ci si sofferma ad analizzare le problematiche collegate al progresso moderno, non escluso l’elevato inquinamento e l’irresponsabile consumazione delle risorse naturali e ambientali, appare evidente che solo un processo di globalizzazione attento alle esigenze della solidarietà può assicurare all’umanità un futuro di autentico benessere e di stabile pace per tutti'. 'Solo dall’intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo economico, sociale ed umano - ha concluso il Pontefice - può nascere una società libera e solidale'.
13 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'La Chiesa non è un soggetto politico'
Benedetto XVI ha aperto i lavori della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi con una relazione a 360 gradi. Tra i temi affrontati dal Papa c'è la globalizzazione, 'un guadagno per la grande famiglia umana e un segnale della sua profonda aspirazione all'unità' ma che tuttavia comporta anche 'il rischio di trasformare il lucro in valore supremo'. Faro della globalizzazione dunque sia l'etica, l'auspicio del Pontefice che si è poi detto preoccupato sia per la presenza di governi autoritari, sia per alcuni storture dell'economia liberale che invece 'deve tenere presente l'equità, perché continuano ad aumentare i settori sociali che si vedono oppressi sempre di più da un'enorme povertà o perfino depredati dei propri beni naturali'. Benedetto XVI ne ha per tutti. 'Il sistema marxista, dove è andato al governo - ha spiegato - non ha lasciato solo una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma anche una dolorosa oppressione delle anime'. In Occidente - invece - 'dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con la droga, l'alcool e gli ingannevoli miraggi di felicità'. Per quanto riguarda la situazione della Chiesa Papa Benedetto ha rilevato 'un certo indebolimento della vita cristiana nell'insieme della società , dovuto al secolarismo, all'edonismo, all’indifferentismo e al proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose'. Per rispondere a ciò occorre 'educare il popolo alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio'. Nei confronti dello Sttao la Chiesa deve rispettare il principio della sana laicità perchè, 'se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente in soggetto politico, non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via politica e con posizioni parziali opinabili'. 'Solo essendo indipendente - ha osservato Papa Benedetto - può insegnare i grandi criteri ed i valori inderogabili, orientare le coscienze ed offrire un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico. Formare le coscienze, essere avvocata della giustizia e della verità, educare alle virtù individuali e politiche, è la vocazione fondamentale della Chiesa in questo settore'. Infine un riferimento alla famiglia per la quale - ha auspicato il Pontefice - sono indispensabili 'politiche che rispondano ai diritti della famiglia come soggetto sociale imprescindibile. La famiglia fa parte del bene dei popoli e dell'umanità intera'.
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