Benedetto XVI ha aperto i lavori della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi con una relazione a 360 gradi. Tra i temi affrontati dal Papa c'è la globalizzazione, 'un guadagno per la grande famiglia umana e un segnale della sua profonda aspirazione all'unità' ma che tuttavia comporta anche 'il rischio di trasformare il lucro in valore supremo'. Faro della globalizzazione dunque sia l'etica, l'auspicio del Pontefice che si è poi detto preoccupato sia per la presenza di governi autoritari, sia per alcuni storture dell'economia liberale che invece 'deve tenere presente l'equità, perché continuano ad aumentare i settori sociali che si vedono oppressi sempre di più da un'enorme povertà o perfino depredati dei propri beni naturali'. Benedetto XVI ne ha per tutti. 'Il sistema marxista, dove è andato al governo - ha spiegato - non ha lasciato solo una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma anche una dolorosa oppressione delle anime'. In Occidente - invece - 'dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con la droga, l'alcool e gli ingannevoli miraggi di felicità'. Per quanto riguarda la situazione della Chiesa Papa Benedetto ha rilevato 'un certo indebolimento della vita cristiana nell'insieme della società , dovuto al secolarismo, all'edonismo, all’indifferentismo e al proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose'. Per rispondere a ciò occorre 'educare il popolo alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio'. Nei confronti dello Sttao la Chiesa deve rispettare il principio della sana laicità perchè, 'se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente in soggetto politico, non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via politica e con posizioni parziali opinabili'. 'Solo essendo indipendente - ha osservato Papa Benedetto - può insegnare i grandi criteri ed i valori inderogabili, orientare le coscienze ed offrire un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico. Formare le coscienze, essere avvocata della giustizia e della verità, educare alle virtù individuali e politiche, è la vocazione fondamentale della Chiesa in questo settore'. Infine un riferimento alla famiglia per la quale - ha auspicato il Pontefice - sono indispensabili 'politiche che rispondano ai diritti della famiglia come soggetto sociale imprescindibile. La famiglia fa parte del bene dei popoli e dell'umanità intera'.
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giovedì 13 gennaio 2011
13 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'La Chiesa non è un soggetto politico'
Benedetto XVI ha aperto i lavori della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi con una relazione a 360 gradi. Tra i temi affrontati dal Papa c'è la globalizzazione, 'un guadagno per la grande famiglia umana e un segnale della sua profonda aspirazione all'unità' ma che tuttavia comporta anche 'il rischio di trasformare il lucro in valore supremo'. Faro della globalizzazione dunque sia l'etica, l'auspicio del Pontefice che si è poi detto preoccupato sia per la presenza di governi autoritari, sia per alcuni storture dell'economia liberale che invece 'deve tenere presente l'equità, perché continuano ad aumentare i settori sociali che si vedono oppressi sempre di più da un'enorme povertà o perfino depredati dei propri beni naturali'. Benedetto XVI ne ha per tutti. 'Il sistema marxista, dove è andato al governo - ha spiegato - non ha lasciato solo una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche, ma anche una dolorosa oppressione delle anime'. In Occidente - invece - 'dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con la droga, l'alcool e gli ingannevoli miraggi di felicità'. Per quanto riguarda la situazione della Chiesa Papa Benedetto ha rilevato 'un certo indebolimento della vita cristiana nell'insieme della società , dovuto al secolarismo, all'edonismo, all’indifferentismo e al proselitismo di numerose sette, di religioni animiste e di nuove espressioni pseudoreligiose'. Per rispondere a ciò occorre 'educare il popolo alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio'. Nei confronti dello Sttao la Chiesa deve rispettare il principio della sana laicità perchè, 'se la Chiesa cominciasse a trasformarsi direttamente in soggetto politico, non farebbe di più per i poveri e per la giustizia, ma farebbe di meno, perché perderebbe la sua indipendenza e la sua autorità morale, identificandosi con un'unica via politica e con posizioni parziali opinabili'. 'Solo essendo indipendente - ha osservato Papa Benedetto - può insegnare i grandi criteri ed i valori inderogabili, orientare le coscienze ed offrire un'opzione di vita che va oltre l'ambito politico. Formare le coscienze, essere avvocata della giustizia e della verità, educare alle virtù individuali e politiche, è la vocazione fondamentale della Chiesa in questo settore'. Infine un riferimento alla famiglia per la quale - ha auspicato il Pontefice - sono indispensabili 'politiche che rispondano ai diritti della famiglia come soggetto sociale imprescindibile. La famiglia fa parte del bene dei popoli e dell'umanità intera'.
mercoledì 12 gennaio 2011
12 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'Serve evangelizzazione capillare'
La finalità della Chiesa è ‘la salvezza delle anime, una ad una’. Così Benedetto XVI incontrando gli oltre quattrocento Vescovi del Brasile. In quei luoghi ‘dove non esiste la fede in Gesù Cristo – ha detto il Papa - manca l’essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici’. Il Pontefice non ha nascosto che l’oggi della Chiesa è un tempo difficile. ‘La vita sociale – ha denunciato Papa Benedetto - sta attraversando momenti di smarrimento sconcertante. Viene attaccata impunemente la santità del matrimonio e della famiglia, cominciando dal fare concessioni di fronte a pressioni capaci di incidere negativamente sui processi legislativi; si giustificano alcuni delitti contro la vita nel nome dei diritti della libertà individuale; si attenta contro la dignità dell’essere umano; si diffonde la ferita del divorzio e delle libere unioni. Più ancora: quando, in seno alla Chiesa, è messo in questione il valore dell’impegno sacerdotale come affidamento totale a Dio attraverso il celibato apostolico e come totale disponibilità a servire le anime, e si dà la preferenza alle questioni ideologiche e politiche, anche partitiche, la struttura della totale consacrazione a Dio comincia a perdere il suo significato più profondo’. Rilanciato poi l’allarme relativo al ‘proselitismo aggressivo delle sette’ che colgono impreparati coloro che sono ‘incapaci di resistere agli assalti dell’agnosticismo, del relativismo e del laicismo e sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati, facilmente influenzabili perché possiedono una fede fragile e, a volte, confusa, vacillante ed ingenua, anche se conservano una religiosità innata’. A questa emergenza – ha ribadito Benedetto XVI – bisogna rispondere con l’attività apostolica, ‘vera missione nell’ambito del gregge costituito dalla Chiesa Cattolica in Brasile e promuovendo un’evangelizzazione metodica e capillare’.
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9 maggio 2007 - Il Papa: 'La vita non è una minaccia'
Sul volo che lo conduce in Brasile il Papa ha l’opportunità di incontrare i giornalisti ai quali concede una intervista. Di fronte alle spinte abortiste presenti in Sud America Benedetto XVI rileva che ‘la vita è un dono e la vita non è una minaccia. Mi sembra che alla radice di queste legislazioni ci sia da una parte un certo egoismo e dall’altra parte anche un dubbio sul valore della vita, sulla bellezza della vita ed anche un dubbio sul futuro. E la Chiesa risponde soprattutto a questi dubbi: la vita è bella, non è una cosa dubbia, ma è un dono ed anche in condizioni difficili la vita rimane sempre un dono’. Un altro problema per la Chiesa riguarda il proliferare delle sette. Ciò – sottolinea il Pontefice – ‘dimostra, da una parte, che c’è una diffusa sete di Dio, una sete di religione, le persone vogliono essere vicine a Dio e cercano un contatto con Lui. E naturalmente, dall’altra, accettano anche chi si presenta e promette soluzioni ai loro problemi di vita quotidiana. Noi, come Chiesa cattolica, dobbiamo essere più missionari e, quindi, più dinamici nell’offrire risposte alla sete di Dio, essere consapevoli che la gente, e anche proprio i poveri, vogliono avere Dio vicino’. Infine, di fronte a coloro che rifiutano il messaggio della Chiesa Papa Benedetto auspica da parte loro un ascolto, ‘poi – ha concluso - possono anche dissentire, ma è importante che almeno sentano per poter rispondere. Cerchiamo di convincere anche quelli che dissentono e non vogliono sentire’.
domenica 9 gennaio 2011
17 febbraio 2007 - Il Papa fa il punto sull'America Latina
Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Rappresentanti Pontifici in America Latina e questa è stata una nuova occasione per fare il punto sulla situazione del Continente. La Chiesa – ha spiegato il Papa –‘auspica che nei Paesi latino-americani dove le Carte costituzionali si limitano a concedere libertà di credo e di culto, ma non riconoscono ancora la libertà religiosa, si possano quanto prima definire le reciproche relazioni fondate sui principi di autonomia e di sana e rispettosa collaborazione’. L’impegno della Chiesa in America Latina è rivolto verso i poveri e nella lotta alla povertà nonché negli ‘interventi di mediazione che non raramente le vengono richiesti in occasione di conflitti interni’. Il Pontefice ha poi lanciato l’allarme circa il ‘proselitismo delle sette’ e ‘l’influenza crescente del secolarismo edonista postmoderno’.’ Sulle cause dell’attrazione delle sette – ha osservato - dobbiamo seriamente riflettere per trovare le risposte giuste. Dinanzi alle sfide dell’attuale momento storico le nostre comunità sono chiamate a rinsaldare la loro adesione a Cristo per testimoniare una fede matura e piena di gioia e veramente – nonostante tutti i problemi – enormi sono le potenzialità. E veramente enormi sono le potenzialità spirituali a cui può attingere l’America Latina, dove i misteri della fede sono celebrati con fervida devozione e la fiducia nel futuro è alimentata dall’aumento delle vocazioni sacerdotali e religiose’. Papa Benedetto non ha mancato infine di parlare della famiglia ‘che mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobbies capaci di incidere negativamente sui processi legislativi. Divorzi e unioni libere sono in aumento, mentre l’adulterio è guardato con ingiustificabile tolleranza. Occorre ribadire che il matrimonio e la famiglia hanno il loro fondamento nel nucleo più intimo della verità sull’uomo e sul suo destino’.
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giovedì 8 aprile 2010
18 marzo 2006 - Il Papa riceve i Vescovi del Camerun
Una panoramica sulle problematiche della Chiesa in Africa. E' la sintesi del discorso che Benedetto XVI ha rivolto ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Camerun in Visita ad Limina in Vaticano. Il Papa ha ricordato ai presuli africani come 'l'offensiva delle sette, che approfittano della credulità dei fedeli per allontanarli da Cristo e dalla Chiesa, le diverse pratiche di religiosità popolare che fioriscono nelle comunità e che è opportuno purificare costantemente, come pure le devastazioni dell'Aids, sono altrettante sfide attuali alle quali siete invitati a dare risposte teologiche e pastorali precise, per evangelizzare a fondo il cuore degli uomini e per risvegliare la loro coscienza'. Particolare attenzione il Papa l'ha riservata alla famiglia che 'subisce in pieno gli effetti devastanti di una società che propone modi di fare che spesso la indeboliscono'. 'È pertanto opportuno - ha suggerito Benedetto XVI - promuovere una pastorale familiare che offra ai giovani un'educazione affettiva e morale esigente, preparandoli a impegnarsi a vivere l'amore coniugale in modo responsabile, condizione tanto importante per la stabilità delle famiglie e dell'intera società'.
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