Il Viaggio Apostolico in Africa è stato l’argomento centrale dell’odierna Udienza Generale. ‘In mezzo ai conflitti purtroppo numerosi e drammatici che ancora affliggono diverse regioni africane la Chiesa – ha detto il Papa - sa di dover essere segno e strumento di unità e di riconciliazione, perché tutta l’Africa possa costruire insieme un avvenire di giustizia, di solidarietà e di pace, attuando gli insegnamenti del Vangelo’. Ricordando la storia recente dell’Angola Benedetto XVI ha ribadito che ‘tutto è perduto con la guerra, tutto può rinascere con la pace. Ma per ricostruire una nazione ci vogliono grandi energie morali. E qui, ancora una volta, risulta importante il ruolo della Chiesa, chiamata a svolgere una funzione educativa, lavorando in profondità per rinnovare e formare le coscienze’.
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venerdì 11 febbraio 2011
1 aprile 2009 - Il Papa: 'L'Africa costruisca un avvenire di pace'
Il Viaggio Apostolico in Africa è stato l’argomento centrale dell’odierna Udienza Generale. ‘In mezzo ai conflitti purtroppo numerosi e drammatici che ancora affliggono diverse regioni africane la Chiesa – ha detto il Papa - sa di dover essere segno e strumento di unità e di riconciliazione, perché tutta l’Africa possa costruire insieme un avvenire di giustizia, di solidarietà e di pace, attuando gli insegnamenti del Vangelo’. Ricordando la storia recente dell’Angola Benedetto XVI ha ribadito che ‘tutto è perduto con la guerra, tutto può rinascere con la pace. Ma per ricostruire una nazione ci vogliono grandi energie morali. E qui, ancora una volta, risulta importante il ruolo della Chiesa, chiamata a svolgere una funzione educativa, lavorando in profondità per rinnovare e formare le coscienze’.
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19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Riconciliazione alla base della pace'
Benedetto XVI ha incontrato i Membri del Consiglio Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in ottobre in Vaticano. L’Africa – ha ricordato il Papa – ‘è stato ed è ancora triste teatro di gravi tragedie, che fanno appello ad una vera riconciliazione tra i popoli, le etnie, gli uomini’. Nel senso cristiano – ha aggiunto – la ‘riconciliazione si radica nell’amore misericordioso di Dio Padre e si realizza mediante la persona di Gesù Cristo che, nello Spirito Santo, ha offerto a tutti la grazia della riconciliazione. Le conseguenze si manifesteranno allora con la giustizia e la pace, indispensabili per costruire un mondo migliore’. In quanti figli dell’unico Dio – ha proseguito il Pontefice – ‘ non dovrebbero dunque più esserci odio, ingiustizie, guerre tra fratelli’. ‘Con questa convinzione- ha concluso Papa Benedetto - sarà finalmente possibile costruire un’Africa più giusta e pacifica, all’altezza delle legittime attese di tutti i suoi figli’.
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17 marzo 2009 - Il Papa: 'L'AIDS non si batte solo con i preservativi'
Conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha portato in Camerun, Benedetto XVI ha risposto ad una domanda sul rapporto tra preservativi ed AIDS. Dopo aver ricordato che la Chiesa Cattolica è ‘la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’AIDS’, il Papa ha spiegato che ‘non si può superare questo problema dell’AIDS solo con soldi, pur necessari, ma se non c’è l’anima, se gli africani non aiutano, non si può superarlo con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema’.’ La soluzione – ha aggiunto - può essere solo duplice: la prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro; la seconda, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova’.
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15 marzo 2009 - Il Papa: 'In Africa porterò Cristo'
‘Parto per l’Africa con la consapevolezza di non avere altro da proporre e donare a quanti incontrerò se non Cristo e la Buona Novella della sua Croce, mistero di amore supremo, di amore divino che vince ogni umana resistenza e rende possibile persino il perdono e l’amore per i nemici.’ Lo ha detto il Papa, nel corso dell’Angelus alla vigilia del suo primo Viaggio Apostolico in Africa. ‘La Chiesa – ha ribadito Benedetto XVI - non persegue obiettivi economici, sociali e politici; la Chiesa annuncia Cristo, certa che il Vangelo può toccare i cuori di tutti e trasformarli, rinnovando in tal modo dal di dentro le persona e le società’.
domenica 6 febbraio 2011
9 novembre 2008 - Il Papa condanna l'antisemitismo
Nel corso dell’Angelus il ‘Papa tedesco’ ha voluto ricordare il 70° anniversario della Notte dei Cristalli ‘quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei. Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe, furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah’.’ Ancora oggi - ha ammesso Benedetto XVI -provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca. Invito, inoltre, a pregare per le vittime di allora e ad unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico’. Il Papa ha poi denunciato la situazione drammatica del Nord-Kivu. Ai profughi il Pontefice ha espresso ‘particolare vicinanza, mentre incoraggio e benedico quanti si stanno adoperando per alleviare le loro sofferenze, tra i quali menziono in particolare gli operatori pastorali di quella Chiesa locale. Infine, rinnovo il mio fervido appello affinché tutti collaborino al ripristino della pace in quella terra da troppo tempo martoriata, nel rispetto della legalità e soprattutto della dignità di ogni persona’.
sabato 29 gennaio 2011
27 aprile 2008 - Dal Papa un appello per l'Africa
Nel corso del Regina Coeli il Papa ha voluto esprimere la sua preoccupazione per la situazione di alcuni Paesi africani. ‘In Somalia – ha denunciato Benedetto XVI - aspri scontri armati rendono sempre più drammatica la situazione umanitaria di quella cara popolazione, da troppi anni oppressa sotto il peso della brutalità e della miseria. Il Darfur, nonostante qualche momentaneo spiraglio, rimane una tragedia senza fine per centinaia di migliaia di persone indifese e abbandonate a sé stesse’. ‘Infine il Burundi. Di fronte al rischio di una nuova guerra civile – è stato l’appello del Papa - invito tutte le parti in causa a riprendere senza indugio la via del dialogo e della riconciliazione. Confido che le Autorità politiche locali, i responsabili della comunità internazionale e ogni persona di buona volontà non tralasceranno sforzi per far cessare la violenza e onorare gli impegni presi, in modo da porre solide fondamenta alla pace e allo sviluppo’.
venerdì 21 gennaio 2011
7 gennaio 2008 - Il Papa denuncia gli attacchi a vita e famiglia
L’udienza di inizio anno ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede offre al Papa l’occasione di fornire una panoramica sulla situazione del mondo. In primis il Medio Oriente. ‘Faccio appello, ancora una volta, ad Israeliani e Palestinesi – ha detto Benedetto XVI - affinché concentrino le proprie energie per l'applicazione degli impegni presi in quella occasione e non fermino il processo felicemente rimesso in moto. Invito inoltre la comunità internazionale a sostenere questi due popoli con convinzione e comprensione per le sofferenze e i timori di entrambi’. Un pensiero poi al Libano e all’Iraq dove ‘la riconciliazione è una urgenza! Attualmente gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana’. Per quanto riguarda l’Africa il Pontefice ha assicurato che ‘la Chiesa cattolica non è indifferente ai gemiti di dolore che si innalzano da queste regioni. Ella fa proprie le richieste di aiuto dei rifugiati e degli sfollati, e si impegna per favorire la riconciliazione, la giustizia e la pace’. Quanto alla ‘costruzione della casa Europa’, Papa Benedetto ha osservato che questa ‘sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane’. Il Papa ha poi affrontato le questioni di carattere generale. ‘il diritto – ha rilevato - può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale, dato dal Creatore. È anche per tale ragione che non si può mai escludere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia. Il nome di Dio è un nome di giustizia; esso rappresenta un appello pressante alla pace’. Confermata la condanna della Chiesa per gli ‘attacchi continui perpetrati in tutti i Continenti contro la vita umana. Vorrei richiamare, insieme con tanti ricercatori e scienziati, che le nuove frontiere della bioetica non impongono una scelta fra la scienza e la morale, ma che esigono piuttosto un uso morale della scienza’. Rammarico infine per gli ‘attacchi all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica di qualsiasi parte essi siano dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società’.
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25 dicembre 2007 - Il Papa: 'La luce di Cristo porti la pace'
Benedetto XVI ha rivolto al mondo il tradizionale messaggio natalizio, al quale è seguita la Benedizione Urbi et Orbi. ‘Solo la grande luce apparsa in Cristo – ha esordito il Papa - può donare agli uomini la vera pace: ecco perchè ogni generazione è chiamata ad accoglierla, ad accogliere il Dio che a Betlemme si è fatto uno di noi. E’ il giorno santo in cui rifulge la grande luce di Cristo portatrice di pace!’. Questa luce – è stato l’auspicio del Pontefice – ‘possa finalmente rifulgere, e sia consolazione per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra; per coloro che vedono ancora negata la loro legittima aspirazione a una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana’. Papa Benedetto ha infine invocato la pace per le ‘martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo, ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia, all'intero Medio Oriente, in particolare all'Iraq, al Libano e alla Terrasanta, all'Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate’. ‘Il Bambino Gesù – è stata la preghiera di Benedetto XVI -porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature’.
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giovedì 13 gennaio 2011
1 giugno 2007 - Il Papa: 'Il mondo non dimentichi l'Africa'
‘Auspico vivamente che l'Africa non venga più dimenticata in questo mondo in profondo cambiamento, e che un'autentica speranza nasca per i popoli di questo continente’. E’ la speranza espressa dal Papa ai Vescovi della Repubblica Centroafricana, ricevuti in Visita ad Limina. ‘È dovere della Chiesa – ha poi ricordato Benedetto XVI - difendere i deboli ed essere voce di quanti non hanno voce. Desidero incoraggiare le persone che si adoperano per suscitare la speranza attraverso un impegno risoluto per la difesa della dignità della persona umana e dei suoi diritti inalienabili’. Il Pontefice non ha mancato di affrontare i temi della famiglia e del matrimonio. ‘Impegnandosi risolutamente a vivere nella fedeltà coniugale e nell'unità della loro coppia – ha osservato - i cristiani mostrano a tutti la grandezza e la verità del matrimonio. È mediante un sì liberamente dato, per sempre, che l'uomo e la donna esprimono la loro umanità autentica e la loro apertura a donare una vita nuova’.
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martedì 11 gennaio 2011
23 aprile 2007 - Il Papa scrive ad Angela Merkel
In occasione dell’inizio della Presidenza Tedesca dell’Unione Europea e del Gruppo dei 7 Paesi più industrializzati Benedetto XVI ha indirizzato una lettera al Cancelliere Angela Merkel. Innanzi tutto il Papa ha espresso soddisfazione per il fatto che ‘il tema povertà sia ora all'ordine del giorno dei Paesi del G8 con un esplicito riferimento all'Africa. Questa tematica, infatti, merita la massima attenzione e priorità a vantaggio degli Stati poveri come anche di quelli ricchi’. Dal canto loro i Paesi più svantaggiati devono lavorare per ‘l’eliminazione della povertà’. I Paesi ricchi dovranno aiutarli sulla base della ‘comune appartenenza alla famiglia umana’. Bisogna andare avanti poi – ha auspicato il Pontefice – ‘nel campo della ricerca e dello sviluppo di farmaci per il trattamento dell'AIDS, della tubercolosi, della malaria e di altre malattie tropicali’. Si prendano impegni poi ‘per una riduzione significativa del commercio di armi sia legale sia illegale, del traffico illegale di preziose materie prime e della fuga di capitali dai Paesi poveri e deve impegnarsi per l'eliminazione tanto di pratiche di riciclaggio di denaro sporco quanto della corruzione di funzionari nei Paesi poveri’.
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mercoledì 5 gennaio 2011
17 dicembre 2006 - Natale, il Papa ricorda le persone in difficoltà
L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.
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domenica 29 agosto 2010
29 settembre 2006 - Il Papa: 'I vescovi proclamino la verità'
Fame e AIDS sono tra le piaghe più diffuse in Africa. E Benedetto XVI lo ha ricordato ricevendo in udienza i Vescovi del Malawi in Visita ad Limina. ‘La sicurezza alimentare – ha osservato il Papa - è minacciata non solo dalla siccità, ma anche da una gestione dell'agricoltura inefficiente e iniqua. La diffusione dell'AIDS aumenta per la incapacità di restare fedeli a un unico partner nel matrimonio o di praticare l'astinenza. I diritti delle donne, dei bambini e dei nascituri vengono cinicamente violati dal traffico di esseri umani, dalla violenza domestica e da quanti sostengono l'aborto’. ‘Non cessate mai – l’appello del Pontefice ai Vescovi del Malawi - di proclamare la verità, e insistete su di essa, in ogni occasione opportuna e non opportuna perché la verità vi farà liberi’. Non è mancato poi un appello affinchè i Vescovi aiutino i sacerdoti ‘a non cadere nella trappola di considerare il sacerdozio uno strumento di avanzamento sociale’.
giovedì 26 agosto 2010
23 settembre 2006 - Il Papa riceve i Vescovi del Ciad
Incontrando i Vescovi della Conferenza Episcopale del Ciad in Visita ad Limina il Papa ha affrontato numerose questioni valide per la Chiesa africana e dell’intero pianeta. In primis l’attenzione di Benedetto XVI si è concentrata su matrimonio e famiglia. ‘È fondamentale – ha ricordato - mostrare come l'istituzione del matrimonio contribuisca al vero sviluppo delle persone e della società, e permetta di assicurare la dignità, l'uguaglianza e l'autentica libertà dell'uomo e della donna, come anche la crescita umana e spirituale dei figli’. Un altro tema caro al Papa è il mondo dei giovani la cui ‘seria formazione favorirà un rinnovamento della pastorale familiare e contribuirà a superare le difficoltà di ordine sociale, culturale o economico che, per molti fedeli, sono ostacoli al matrimonio cristiano’. Evitare scontri e violenze tra i vari gruppi che compongono il Ciad sarà possibile secondo il Pontefice attraverso ‘il riconoscimento della dignità di ognuno, dell'identità di ogni gruppo umano e religioso, e della sua libertà di praticare la propria religione’. Tutto ciò – ha concluso – ‘fa parte dei valori comuni di pace e di giustizia che devono essere promossi da tutti e nei quali i responsabili della società civile hanno un ruolo importante da svolgere’.
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giovedì 8 luglio 2010
3 giugno 2006 - Il Papa riceve Tony Blair
Benedetto XVI ha ricevuto stamane in Vaticano il Primo Ministro di Gran Bretagna Tony Blair. Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede 'nel corso del cordiale colloquio l'argomento principale è stato il ruolo della religione nella politica e nelle società. E' stato evidenziato il contributo che i valori comuni fra le religioni possono dare al dialogo, in particolare con l'Islam moderato, soprattutto nei temi della solidarietà e della pace'. 'Si è parlato inoltre - ha aggiunto il portavoce vaticano Navarro Valls - dell'Africa evidenziando l'esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel Continente. Si è preso atto, infine, dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord'.
giovedì 13 maggio 2010
24 aprile 2006 - Il Papa riceve i Vescovi del Ghana
'La povertà estrema e diffusa spesso produce un declino morale generale che conduce al crimine, alla corruzione, ad attacchi alla santità della vita umana o perfino a un ritorno alle pratiche superstiziose del passato. In questa situazione, le persone possono facilmente perdere la fiducia nel futuro. La Chiesa, tuttavia, risplende quale faro di speranza nella vita del cristiano. Uno dei modi più efficaci in cui lo fa è di aiutare i fedeli a comprendere meglio le promesse di Gesù Cristo'. Lo ha detto il Papa ricevendo stamane i Vescovi della Conferenza Episcopale del Ghana, giunti in Vaticano in Visita ad Limina. Benedetto XVI ha ribadito ai prelati l'importanza del valore sacramentale del matrimonio. 'E' essenziale - ha sottolineato il Pontefice - che tutta la comunità ecclesiale continui a sottolineare l'importanza dell'unione monogama e indissolubile fra uomo e donna, consacrata nel santo matrimonio. Per il cristiano, le forme tradizionali di matrimonio non possono mai essere sostitutive del matrimonio sacramentale'.
domenica 25 aprile 2010
16 aprile 2006 - Pasqua, il Papa prega per la pace
Benedetto XVI - che festeggia nel giorno di Pasqua 79 anni - si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana per rivolgere il tradizionale messaggio ai popoli e alle nazioni e per impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha invocato la pace per il mondo, soprattutto per quelle zone ancora sconvolte da guerre e violenze. 'Lo Spirito del Risorto - ha detto il Pontefice - porti, in particolare, sollievo e sicurezza in Africa alle popolazioni del Darfur, che versano in una drammatica situazione umanitaria non più sostenibile; a quelle della regione dei Grandi Laghi, dove molte piaghe sono ancora non rimarginate; ai vari popoli dell’Africa che aspirano alla riconciliazione, alla giustizia e allo sviluppo'. Il pensiero di Papa Benedetto XVI si è poi rivolto ad Iraq e Terra Santa. 'In Iraq sulla tragica violenza, che senza pietà continua a mietere vittime, prevalga finalmente la pace. Pace auspico vivamente anche per coloro che sono coinvolti nel conflitto in Terra Santa, invitando tutti ad un dialogo paziente e perseverante che rimuova gli ostacoli antichi e nuovi, evitando le tentazioni della rappresaglia ed educando le nuove generazioni ad un rispetto reciproco. La comunità internazionale, che riafferma il giusto diritto di Israele di esistere in pace, aiuti il popolo palestinese a superare le precarie condizioni in cui vive e a costruire il suo futuro, andando verso la costituzione di un vero e proprio Stato'. Infine Benedetto XVI non ha dimenticato l'America Latina. 'Lo Spirito del Risorto - ha auspicato il Papa - susciti un rinnovato dinamismo nell’impegno dei Paesi dell’America Latina, perché siano migliorate le condizioni di vita di milioni di cittadini, estirpata l’esecranda piaga dei sequestri di persona e consolidate le istituzioni democratiche, in spirito di concordia e di fattiva solidarietà'. E concludendo il messaggio Papa Ratzinger ha pregato affinchè 'il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: Non abbiate paura! … Non è qui. È risuscitato'.
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giovedì 8 aprile 2010
18 marzo 2006 - Il Papa riceve i Vescovi del Camerun
Una panoramica sulle problematiche della Chiesa in Africa. E' la sintesi del discorso che Benedetto XVI ha rivolto ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Camerun in Visita ad Limina in Vaticano. Il Papa ha ricordato ai presuli africani come 'l'offensiva delle sette, che approfittano della credulità dei fedeli per allontanarli da Cristo e dalla Chiesa, le diverse pratiche di religiosità popolare che fioriscono nelle comunità e che è opportuno purificare costantemente, come pure le devastazioni dell'Aids, sono altrettante sfide attuali alle quali siete invitati a dare risposte teologiche e pastorali precise, per evangelizzare a fondo il cuore degli uomini e per risvegliare la loro coscienza'. Particolare attenzione il Papa l'ha riservata alla famiglia che 'subisce in pieno gli effetti devastanti di una società che propone modi di fare che spesso la indeboliscono'. 'È pertanto opportuno - ha suggerito Benedetto XVI - promuovere una pastorale familiare che offra ai giovani un'educazione affettiva e morale esigente, preparandoli a impegnarsi a vivere l'amore coniugale in modo responsabile, condizione tanto importante per la stabilità delle famiglie e dell'intera società'.
sabato 20 marzo 2010
20 febbraio 2006 - Il Papa: 'Il Cristianesimo non è un servizio sociale'
Ricevendo stamane in Vaticano i Vescovi della Conferenza Episcopale di Senegal, Mauritania, Capo Verde e Guinea Bissau in Visita ad Limina Apostolorum Benedetto XVI ha ricordato ai presuli africani come 'il ritorno a certe pratiche della religione tradizionale, che osservate a volte fra i cristiani, deve spronare a cercare mezzi appropriati per ravvivare e rafforzare la fede alla luce del Vangelo, e per consolidare i fondamenti teologici delle vostre Chiese particolari, prendendo al contempo il meglio dell'identità africana'. Dal Papa anche un monito: la fede cristiana non sia confusa con un'agenzia umanitaria. 'Il cristianesimo - ha sottolineato il Pontefice - non deve essere però ridotto a una saggezza puramente umana e neppure confondersi con un servizio sociale, in quanto si tratta anche di un servizio spirituale. Tuttavia, per il discepolo di Cristo, l'esercizio della carità non può essere un mezzo al servizio del proselitismo, poiché l'amore è gratuito'.
lunedì 25 gennaio 2010
3 luglio 2005 - G8, l'appello di Benedetto XVI
Nel corso dell'Angelus, Benedetto XVI ha rivolto un accorato appello ai grandi della Terra in vista dell'imminente G8 che si aprirà in Scozia il prossimo 6 luglio. Ai Capi di Stato e di Governo che parteciperanno al vertice il Papa ha augurato 'pieno successo'. Il G8 - ha aggiunto riferendosi alle problematiche del continente africano - 'porti a condividere in solidarietà i costi della riduzione del debito, a mettere in atto misure concrete per lo sradicamento della povertà e a promuovere un autentico sviluppo dell’Africa'.
domenica 24 gennaio 2010
21 maggio 2005 - Il Papa riceve i Vescovi del Ruanda
Benedetto XVI ha incontrato i Vescovi del Ruanda, nazione africana provata dal genocidio del 1994. Il Papa ha invitato i presuli a lavorare 'senza sosta perché il Vangelo penetri sempre più profondamente i cuori e l’esistenza dei credenti, invitando i fedeli ad assumere le proprie responsabilità nella società, in particolare nel campo dell’economia e della politica, con un senso morale nutrito dal Vangelo e dalla Dottrina Sociale della Chiesa'. Poi un apprezzamento per il crescente numero di giovani indirizzati al sacerdozio. 'Il loro numero - ha osservato il Pontefice - è un autentico segno di speranza per il futuro'.
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