La vicinanza del Natale è stata al centro dell’Udienza Generale di Benedetto XVI. ‘Il Natale – ha osservato il Papa - è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. E’ la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l’abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza’. Secondo il Pontefice il Natale rischia di perdere il suo significato ‘sotto la spinta di un consumismo edonista’. Tuttavia – ha aggiunto – ‘le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera l’umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale’. Papa Benedetto ha infine invitato a vedere nella grotta di Betlemme l’umiltà di Dio che vince la superbia dell’uomo. ‘Forse – ha concluso - ci saremmo arresi più facilmente di fronte alla potenza, di fronte alla saggezza; ma Lui non vuole la nostra resa; fa piuttosto appello al nostro cuore e alla nostra libera decisione di accettare il suo amore’.
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domenica 6 febbraio 2011
17 dicembre 2008 - Il Papa: 'Natale è festa universale'
La vicinanza del Natale è stata al centro dell’Udienza Generale di Benedetto XVI. ‘Il Natale – ha osservato il Papa - è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. E’ la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l’abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza’. Secondo il Pontefice il Natale rischia di perdere il suo significato ‘sotto la spinta di un consumismo edonista’. Tuttavia – ha aggiunto – ‘le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera l’umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale’. Papa Benedetto ha infine invitato a vedere nella grotta di Betlemme l’umiltà di Dio che vince la superbia dell’uomo. ‘Forse – ha concluso - ci saremmo arresi più facilmente di fronte alla potenza, di fronte alla saggezza; ma Lui non vuole la nostra resa; fa piuttosto appello al nostro cuore e alla nostra libera decisione di accettare il suo amore’.
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domenica 30 gennaio 2011
3 giugno 2008 - Il Papa: 'Fame e malnutrizione inaccettabili'
In un messaggio alla Conferenza della FAO sulla sicurezza alimentare mondiale Benedetto XVI ha osservato che ‘la crescente globalizzazione dei mercati non sempre favorisce la disponibilità di alimenti ed i sistemi produttivi sono spesso condizionati da limiti strutturali, nonché da politiche protezionistiche e da fenomeni speculativi che relegano intere popolazioni ai margini dei processi di sviluppo. Alla luce di tale situazione, occorre ribadire con forza che la fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che, in realtà, dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi ed alle loro conseguenze’. Ricordando che ‘ogni persona ha diritto alla vita’ il Papa ha invitato a ‘promuovere l’effettiva attuazione di tale diritto’ aiutando ‘le popolazioni che soffrono per la mancanza di cibo a divenire gradualmente capaci di soddisfare le proprie esigenze di un’alimentazione sufficiente e sana’. La causa principale della fame si combatte – ha aggiunto il Pontefice – con ‘la tutela della persona’ sradicando cioè ‘quella chiusura dell'essere umano nei confronti dei propri simili che dissolve la solidarietà, giustifica i modelli di vita consumistici e disgrega il tessuto sociale, preservando, se non addirittura approfondendo, il solco di ingiusti equilibri e trascurando le più profonde esigenze del bene’.
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giovedì 20 gennaio 2011
16 dicembre 2007 - Il Papa: 'La felicità non è un idolo'
Benedetto XVI ha visitato stamane la parrocchia di Santa Maria del Rosario di Pompei alla Magliana con la dedicazione della chiesa. Nell’omelia il Papa ha osservato che ‘anche oggi, pur in forme diverse, il messaggio salvifico di Cristo viene contrastato e i cristiani, in altri modi ma non meno di ieri, sono chiamati a rendere ragione della loro speranza, a offrire al mondo la testimonianza della Verità dell’Unico che salva e redime! Questa nuova chiesa sia pertanto uno spazio privilegiato per crescere nella conoscenza e nell’amore di Colui che tra pochi giorni accoglieremo nella gioia del suo Natale come Redentore del mondo e nostro Salvatore’. Al termine del rito il Papa è tornato in Vaticano per la recita dell’Angelus nel quale ha ricordato che ‘la gioia entra nel cuore di chi si pone al servizio dei piccoli e dei poveri. In chi ama così, Dio prende dimora, e l’anima è nella gioia. Se invece si fa della felicità un idolo, si sbaglia strada ed è veramente difficile trovare la gioia di cui parla Gesù’. ‘E’ questa, purtroppo – ha concluso il Pontefice - la proposta delle culture che pongono la felicità individuale al posto di Dio, mentalità che trova un suo effetto emblematico nella ricerca del piacere ad ogni costo, nel diffondersi dell’uso di droghe come fuga, come rifugio in paradisi artificiali, che si rivelano poi del tutto illusori’.
giovedì 6 gennaio 2011
24 dicembre 2006 - Il Papa: 'Il Natale esalta l'importanza della vita umana'
A poche ore dal Natale Benedetto XVI ha occasione di tornare a parlare della festa per eccellenza nel corso dell'Angelus. Secondo il Papa 'il Natale di Cristo ci aiuta a prendere coscienza di quanto valga la vita umana, la vita di ogni essere umano, dal suo primo istante al suo naturale tramonto'. Il Pontefice ha chiesto ai fedeli di non farsi trovare 'impegnati a festeggiare il Natale' estromettendo Cristo e dunque 'dimenticando che il protagonista della festa è proprio Lui!'.
mercoledì 5 gennaio 2011
17 dicembre 2006 - Natale, il Papa ricorda le persone in difficoltà
L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.
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lunedì 30 agosto 2010
7 ottobre 2006 - Il Papa: 'Confrontarsi con le sfide di oggi'
A vent’anni dalla visita di Giovanni Paolo II in Romagna, Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano una delegazione di pellegrini romagnoli. A loro il Papa ha ribadito quali e quante siano le sfide con cui i cristiani del Terzo Millennio devono confrontarsi. ‘Penso – ha detto - alle crisi che minacciano tante famiglie, al crescente bisogno di vocazioni sacerdotali e religiose di fronte al preoccupante calo numerico e all’avanzare dell’età dei sacerdoti; penso alle tante insidie di una società consumistica e secolarizzata, che tenta di sedurre un numero sempre crescente di persone, inducendole a subire un progressivo distacco dai valori della fede nella vita familiare, civile e politica’. Davanti a tutto questo – ha concluso Papa Benedetto – è necessario non scoraggiarsi ed avere sempre fiducia poiché ‘ci sono tante persone desiderose di dare un senso e un valore solido alla propria esistenza, uomini e donne interessati ad una forte e sincera ricerca religiosa’.
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giovedì 15 luglio 2010
23 giugno 2006 - Il Papa incontra i Vescovi del Baltico
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Vescovi delle Conferenze Episcopali di Lituania, Lettonia, Estonia in Visita ad Limina. A loro il Papa ha rilanciato l'allarme sulla famiglia. 'Accanto a nuclei familiari esemplari - ha osservato il Pontefice - ve ne sono sovente altri segnati purtroppo dalla fragilità dei legami coniugali, dalla piaga dell'aborto e dalla crisi demografica, dalla poca attenzione alla trasmissione di valori autentici ai figli, dalla precarietà del lavoro, dalla mobilità sociale che affievolisce i legami fra le generazioni, e da un crescente senso di smarrimento interiore dei giovani'. 'Una modernità che non è radicata in autentici valori umani - ha aggiunto - è destinata ad esser dominata dalla tirannia dell'instabilità e dello smarrimento'. E ricordando la libertà acquisita dalle Chiese baltiche dopo la persecuzione comunista, il Papa ha invitato a contrastare 'l’influenza di un secolarismo che esalta i miraggi del consumismo e che fa dell’uomo la misura di se stesso'.
giovedì 17 giugno 2010
22 maggio 2006 - Il Papa ai religiosi: 'No al secolarismo'
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza i Superiori e le Superiore Generali degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica. Il Papa non ha nascosto la sua preoccupazione per certi stili di vita assunti da alcuni religiosi. 'La cultura secolarizzata - ha osservato il Pontefice - è penetrata nella mente e nel cuore di non pochi consacrati, che la intendono come una forma di accesso alla modernità e una modalità di approccio al mondo contemporaneo. La vita consacrata conosce oggi l’insidia della mediocrità, dell'imborghesimento e della mentalità consumistica'. Per arginare questa deriva - ha suggerito Papa Benedetto - ' c'è bisogno di scelte coraggiose, a livello personale e comunitario, che imprimano una nuova disciplina alla vita delle persone consacrate e le portino a riscoprire la dimensione totalizzante della sequela Christi'. Infine Benedetto XVI ha ricordato a consacrati e consacrate l'essenza della loro missione 'chiamati ad essere nel mondo segno credibile e luminoso del Vangelo e dei suoi paradossi, senza conformarsi alla mentalità di questo secolo, ma trasformandosi e rinnovando continuamente il proprio impegno, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto'.
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mercoledì 14 aprile 2010
6 aprile 2006 - Il Papa 'a tu per tu' con i giovani
Un incontro aperto, quasi a tu per tu quello che Benedetto XVI ha avuto oggi in piazza San Pietro con i ragazzi della Diocesi di Roma in dell’incontro in preparazione alla XXI Giornata Mondiale della Gioventù. Alle domande il Papa risponde a braccio. A un quesito sull'amore il Pontefice risponde ricordando che il matrimonio è 'seguire l’altro nell’amore e così divenire un’unica esistenza, una sola carne, e perciò inseparabili; una nuova esistenza che nasce da questa comunione d’amore, che unisce e così anche crea futuro'. Una vita felice - rammenta ancora Benedetto XVI - si ottiene rinunciando a qualcosa. 'Sappiamo tutti - osserva il Papa - che per arrivare ad un traguardo nello sport e nella professione ci vogliono disciplina e rinunce, ma poi tutto questo è coronato dal successo, dall’aver raggiunto una meta auspicabile. Così anche la vita stessa, cioè il divenire uomini secondo il disegno di Gesù, esige rinunce; esse però non sono una cosa negativa, al contrario aiutano a vivere da uomini con un cuore nuovo, a vivere una vita veramente umana e felice'. 'Poiché esiste una cultura consumistica che vuole impedirci di vivere secondo il disegno del Creatore - avverte ancora Papa Ratzinger - noi dobbiamo avere il coraggio di creare isole, oasi, e poi grandi terreni di cultura cattolica, nei quali si vive il disegno del Creatore'. Rispondendo ad un'altra domanda Papa Benedetto invita i giovani ad una sfida: riportare Dio nella dimensione pubblica. 'Si vuole ridurre Dio al privato, ad un sentimento, come se Lui non fosse una realtà oggettiva e così ognuno si forma il suo progetto di vita. Dobbiamo rendere nuovamente presente Dio nelle nostre società. Mi sembra questa la prima necessità - spiega Benedetto XVI - che Dio sia di nuovo presente nella nostra vita, che non viviamo come se fossimo autonomi, autorizzati ad inventare cosa siano la libertà e la vita. Dobbiamo prendere atto di essere creature, costatare che c’è un Dio che ci ha creati e che stare nella sua volontà non è dipendenza ma un dono d’amore che ci fa vivere'. Infine il Papa si lascia andare ai suoi ricordi, alla sua vocazione nata durante il nazismo. 'Vi era il regime nazista - rammenta il Pontefice - che affermava a voce alta: Nella nuova Germania non ci saranno più sacerdoti, non ci sarà più vita consacrata, non abbiamo più bisogno di questa gente; cercatevi un’altra professione. Ma proprio sentendo queste voci forti, nel confronto con la brutalità di quel sistema dal volto disumano, ho capito che c’era invece molto bisogno di sacerdoti. Questo contrasto, il vedere quella cultura antiumana, mi ha confermato nella convinzione che il Signore, il Vangelo, la fede ci mostravano la strada giusta e noi dovevamo impegnarci perché sopravvivesse questa strada. In questa situazione, la vocazione al sacerdozio è cresciuta quasi naturalmente insieme con me e senza grandi avvenimenti di conversione'.
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martedì 13 aprile 2010
30 marzo 2006 - Il Papa ricorda Giovanni Paolo II
A distanza di un anno dalla morte di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI - assistendo alla proiezione del film "Karol, un Papa rimasto uomo" - ha ricordato il suo predecessore tratteggiandone 'la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti'. Il Papa ha poi posto l'accento su alcuni episodi particolari del pontificato di Wojtyla, in modo particolare le 'parole vibranti per condannare l’oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano'.
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sabato 6 febbraio 2010
21 dicembre 2005 - Il Papa dice no al consumismo del Natale
E' il Natale imminente l'argomento affrontato dal Papa nell'Udienza Generale di oggi. Benedetto XVI ha invitato i fedeli a riscoprire il senso della festa cristiana, senza lasciarsi abbindolare dal consumismo legato alla ricorrenza. 'Preparandoci - ha detto il Pontefice - a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, mentre una certa cultura moderna e consumistica tende a far sparire i simboli cristiani dalla celebrazione del Natale, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni'. Nessuno si fermi - ha spiegato ancora il Papa - ai segni esteriori del Natale. 'Nel vedere strade e piazze delle città addobbate da luminarie sfolgoranti - ha osservato Papa Benedetto - ricordiamo che queste luci ci richiamano ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore. Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà. Il Dio con noi, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la Stella della nostra vita!'.
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