L’odierna Udienza Generale è stata dedicata da Benedetto XVI al Viaggio Apostolico in Terra Santa. ‘In quella Terra benedetta da Dio – ha osservato il Papa - sembra a volte impossibile uscire dalla spirale della violenza. Ma nulla è impossibile a Dio e a quanti confidano in Lui! Per questo la fede nell’unico Dio giusto e misericordioso, che è la più preziosa risorsa di quei popoli, deve poter sprigionare tutta la sua carica di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione’. Tra i momenti più toccanti – per il tedesco Joseph Ratzinger – la visita a Yad Vashem. ‘Ogni persona umana è sacra, ed il suo nome è scritto nel cuore del Dio eterno. Mai va dimenticata – ha sottolineato il Pontefice - la tremenda tragedia della Shoah! Occorre al contrario che sia sempre nella nostra memoria quale monito universale al sacro rispetto della vita umana, che riveste sempre un valore infinito’.
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venerdì 11 febbraio 2011
20 maggio 2009 - Il Papa: 'In Terra Santa torni la pace'
L’odierna Udienza Generale è stata dedicata da Benedetto XVI al Viaggio Apostolico in Terra Santa. ‘In quella Terra benedetta da Dio – ha osservato il Papa - sembra a volte impossibile uscire dalla spirale della violenza. Ma nulla è impossibile a Dio e a quanti confidano in Lui! Per questo la fede nell’unico Dio giusto e misericordioso, che è la più preziosa risorsa di quei popoli, deve poter sprigionare tutta la sua carica di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione’. Tra i momenti più toccanti – per il tedesco Joseph Ratzinger – la visita a Yad Vashem. ‘Ogni persona umana è sacra, ed il suo nome è scritto nel cuore del Dio eterno. Mai va dimenticata – ha sottolineato il Pontefice - la tremenda tragedia della Shoah! Occorre al contrario che sia sempre nella nostra memoria quale monito universale al sacro rispetto della vita umana, che riveste sempre un valore infinito’.
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13 maggio 2009 - Il Papa a Betlemme: 'Vicino ai profughi ai palestinesi'
‘Solidarietà a tutti i Palestinesi senza casa, che bramano di poter tornare ai luoghi natii, o di vivere permanentemente in una patria propria’. E ‘quanto ha espresso il Papa visitando il campo profughi di Aida, a Betlemme. ‘Voi - ha aggiunto Benedetto XVI - ora vivete in condizioni precarie e difficili, con limitate opportunità di occupazione. È comprensibile che vi sentiate spesso frustrati. Le vostre legittime aspirazioni ad una patria permanente, ad uno Stato Palestinese indipendente, restano incompiute. E voi, al contrario, vi sentite intrappolati, come molti in questa regione e nel mondo, in una spirale di violenza, di attacchi e contrattacchi, di vendette e di distruzioni continue. Tutto il mondo desidera fortemente che sia spezzata questa spirale, anela a che la pace metta fine alle perenni ostilità. Incombente su di noi, mentre siamo qui riuniti questo pomeriggio, è la dura consapevolezza del punto morto a cui sembrano essere giunti i contatti tra Israeliani e Palestinesi – il muro’. Necessaria dunque secondo il Pontefice ‘una determinazione ad intraprendere iniziative forti e creative per la riconciliazione: se ciascuno insiste su concessioni preliminari da parte dell’altro, il risultato sarà soltanto lo stallo delle trattative’.
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19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Fede e ragione vanno insieme'
La religione ‘rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione. In realtà, religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede’. Lo ha detto il Papa incontrando la Comunità Musulmana del Camerun. Benedetto XVI ha poi invitato le altre nazioni africane e prendere ad esempio ‘l’entusiastica cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun’ come ‘un faro luminoso sul potenziale enorme di un impegno interreligioso per la pace, la giustizia e il bene comune!’.
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lunedì 7 febbraio 2011
18 gennaio 2009 - Il Papa: 'Fermare la tragedia a Gaza'
Anche l’Angelus odierno è stato contrassegnato dal conflitto israelo-palestinese. ‘Continuo a seguire con profonda trepidazione – ha spiegato il Papa - il conflitto nella Striscia di Gaza. Ricordiamo anche oggi al Signore le centinaia di bambini, anziani, donne, caduti vittime innocenti dell’inaudita violenza, i feriti, quanti piangono i loro cari e coloro che hanno perduto i loro beni’. Dopo aver chiesto di pregare per chi sta lavorando ‘per fermare la tragedia’, Benedetto XVI ha auspicato che ‘si sappia approfittare, con saggezza, degli spiragli aperti per ripristinare la tregua e avviarsi verso soluzioni pacifiche e durevoli. In questo senso, rinnovo il mio incoraggiamento a quanti, da una parte come dall’altra, credono che in Terrasanta ci sia spazio per tutti, affinché aiutino la loro gente a rialzarsi dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente, riprendere il filo del dialogo nella giustizia e nella verità. E’ questo l’unico cammino che può effettivamente schiudere un avvenire di pace per i figli di quella cara regione!’. Il Pontefice ha poi parlato della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. ‘Preghiamo con maggiore intensità – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché i cristiani camminino in modo risoluto verso la piena comunione tra loro. Mi rivolgo particolarmente ai cattolici sparsi nel mondo affinché, uniti nella preghiera, non si stanchino di operare per superare gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo L’impegno ecumenico è ancora più urgente oggi, per dare alla nostra società, segnata da tragici conflitti e da laceranti divisioni, un segno e un impulso verso la riconciliazione e la pace’.
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8 gennaio 2009 - Il Papa: 'La violenza va sempre condannata'
Ricevendo in udienza il Corpo Diplomatico per gli auguri di inizio anno il Papa ha potuto parlare dei temi di più stretta attualità internazionale. ‘Per costruire la pace, occorre ridare speranza ai poveri. È d’ora innanzi urgente – ha suggerito Benedetto XVI - adottare una strategia efficace per combattere la fame e facilitare lo sviluppo agricolo locale, soprattutto perché la percentuale di persone povere nei Paesi ricchi aumenta’. Dopo aver ricordato che ‘il cristianesimo è una religione di libertà e di pace’ il Pontefice ha assicurato vicinanza ai cristiani ‘vittime della violenza’ chiedendo ‘alle autorità civili e politiche di adoperarsi con energia per mettere fine all’intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani e di incoraggiare con ogni mezzo il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio e di disprezzo’. Nessuna discriminazione verso i cristiani – ha proseguito - deve essere espressa anche in Occidente solo perché ‘su certe questioni, la loro voce dissente’. Esaminando le tante crisi internazionali, Papa Benedetto si è soffermato sul conflitto israelo-palestinese ripetendo ‘che l’opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l’impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore – ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione – e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi’. Sul fronte iraniano il Papa ha chiesto di non ‘rinunciare a ricercare una soluzione negoziata alla controversia sul programma nucleare, attraverso un dispositivo che permetta di soddisfare le legittime esigenze del Paese e della comunità internazionale. Un simile risultato favorirebbe grandemente la distensione regionale e mondiale’.
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domenica 6 febbraio 2011
28 dicembre 2008 - Il Papa: 'Basta violenza in M.O.'
L’offensiva israeliana contro Gaza è stata al centro dell’Angelus recitato da Benedetto XVI. ‘La patria terrena di Gesù – ha detto il Papa - non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato’.
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25 dicembre 2008 - Natale, il Papa: 'Pace per il mondo'
In occasione del Natale il Papa ha rivolto il suo tradizionale messaggio al mondo impartendo poi la solenne Benedizione Urbi et Orbi. Tutti gli uomini – è stato l’augurio di Benedetto XVI – ‘possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte’. Il Pontefice ha poi invocato la pace per la Terrasanta ‘dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi’. La pace – ha aggiunto – ‘si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione’. La pace – ha concluso Papa Benedetto – si manifesti anche in Africa, dal Congo, al Sudan, alla Somalia. Infine da Benedetto XVI l’invito a non pensare solo ai propri interessi poiché ‘il mondo non può che andare in rovina’.
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30 novembre 2008 - Il Papa: 'La violenza non risolve i problemi'
Ricordando la festa di Sant’Andrea, patrono del Patriarcato di Costantinopoli il Papa ha innanzi tutto inviato un saluto e un augurio al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. L’attenzione di Benedetto XVI si è poi spostata sui recenti attentati di Mumbai e sugli scontri di Jos. ‘Diverse – ha detto il Pontefice - sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e la deplorazione per l’esplosione di tanta crudele e insensata violenza. Chiediamo al Signore di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per costruire una società degna di Dio e dell’uomo’.
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6 novembre 2008 - Il Papa: 'I credenti sono membri di una sola famiglia'
‘Possiamo e dobbiamo essere adoratori dell'unico Dio che ci ha creato e che si preoccupa di ogni persona in ogni parte del mondo. Insieme dobbiamo mostrare, con il rispetto reciproco e la solidarietà, che ci consideriamo membri di un'unica famiglia: la famiglia che Dio ha amato e riunito dalla creazione del mondo fino alla fine della storia umana’. E’ quanto ha detto il Papa ricevendo i membri del Forum cattolico-musulmano. Secondo Benedetto XVI ‘solo a partire dal riconoscimento della centralità della persona e della dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita, che è il dono di Dio e che quindi è sacra sia per i cristiani sia per i musulmani, solo a partire da questo riconoscimento possiamo trovare un terreno comune per costruire un mondo più fraterno, un mondo in cui i contrasti e le differenze vengano risolti in maniera pacifica e in cui la forza devastante delle ideologie venga neutralizzata’. E’ necessario – ha aggiunto Papa Benedetto – rispettare la libertà di coscienza e la libertà di religione di ciascuno.’ La discriminazione e la violenza – ha concluso il Papa - che ancora oggi i credenti sperimentano in tutto il mondo e le persecuzioni spesso violente di cui sono oggetto sono atti inaccettabili e ingiustificabili, tanto più gravi e deplorevoli quando vengono compiuti nel nome di Dio. Il nome di Dio può essere solo un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Siamo chiamati a dimostrare, con le parole ma soprattutto con i fatti, che il messaggio delle nostre religioni è indubbiamente un messaggio di armonia e di comprensione reciproca’.
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mercoledì 2 febbraio 2011
27 agosto 2008 - Dal Papa appello per i cristiani d'India
Al termine dell’Udienza Generale Benedetto XVI ha parlato delle violenze subite dai cristiani nello Stato indiano dell’Orissa. ‘Mentre condanno con fermezza – ha detto il Papa - ogni attacco alla vita umana, la cui sacralità esige il rispetto di tutti, esprimo spirituale vicinanza e solidarietà ai fratelli e alle sorelle nella fede così duramente provati. Imploro il Signore che li accompagni e sostenga in questo tempo di sofferenza e dia loro la forza di continuare nel servizio d’amore in favore di tutti’. Il Pontefice ha poi chiesto ai leaders religiosi e alle autorità civili di ‘lavorare insieme per ristabilire tra i membri delle varie comunità la convivenza pacifica e l’armonia che sono sempre state segno distintivo della società indiana’.
24 agosto 2008 - Il Papa: 'Ripudiare la violenza'
Le tante crisi internazionali sono state al centro dell’Angelus recitato dal Papa. Nonostante ciò – è stato l’invito di Benedetto XVI – ‘non bisogna cedere al pessimismo! Occorre piuttosto impegnarsi attivamente affinché venga respinta la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi’. ‘La violenza – ha tuonato il Pontefice - va ripudiata! La forza morale del diritto, trattative eque e trasparenti per dirimere le controversie, a partire da quelle legate al rapporto tra integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli, fedeltà alla parola data, ricerca del bene comune: ecco alcune delle principali strade da percorrere, con tenacia e creatività, per costruire relazioni feconde e sincere e per assicurare alle presenti e alle future generazioni tempi di concordia e di progresso morale e civile!’. La Comunità Internazionale – ha concluso Papa Benedetto – operi ‘con generosità per ripristinare le superiori ragioni della pace e della giustizia’.
martedì 1 febbraio 2011
12 luglio 2008 - Il Papa: 'Evangelizzazione è priorità'
Pubblicato il messaggio di Benedetto XVI per la 82/ma Giornata Missionaria Mondiale. Guardando alla situazione internazionale il Papa ha rilevato come 'il futuro stesso dell'uomo' non possa non provocare 'alcune forti preoccupazioni'. 'La violenza, in non pochi casi - ha sottolineato il Pontefice - segna le relazioni tra gli individui e i popoli; la povertà opprime milioni di abitanti; le discriminazioni e talora persino le persecuzioni per motivi razziali, culturali e religiosi, spingono tante persone a fuggire dai loro Paesi per cercare altrove rifugio e protezione; il progresso tecnologico, quando non è finalizzato alla dignità e al bene dell’uomo né ordinato ad uno sviluppo solidale, perde la sua potenzialità di fattore di speranza e rischia anzi di acuire squilibri e ingiustizie già esistenti'. Papa Benedetto ha poi denunciato 'l'uso indiscriminato delle risorse, con ripercussioni sulla stessa salute fisica e mentale dell’essere umano'. Particolare attenzione poi al futuro dell'uomo 'posto a rischio dagli attentati alla sua vita, attentati che assumono varie forme e modalità'. Dinanzi a tutto ciò - è stata la risposta di Benedetto XVI - 'è importante ribadire che, pur in presenza di crescenti difficoltà, il mandato di Cristo di evangelizzare tutte le genti resta una priorità. Nessuna ragione può giustificarne un rallentamento o una stasi, poiché il mandato di evangelizzare tutti gli uomini costituisce la vita e la missione essenziale della Chiesa'.
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giovedì 27 gennaio 2011
7 aprile 2008 - Il Papa: 'I cristiani sono segno di contraddizione'
Visitando la Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, nel 40° anniversario della Comunità di Sant’Egidio, Benedetto XVI ha presieduto una liturgia in memoria dei Testimoni della Fede del XX e XXI secolo. ‘Tanti – ha detto il Papa - sono caduti mentre compivano la missione evangelizzatrice della Chiesa: il loro sangue si è mescolato con quello di cristiani autoctoni a cui era stata comunicata la fede. Altri, spesso in condizione di minoranza, sono stati uccisi in odio alla fede. Infine non pochi si sono immolati per non abbandonare i bisognosi, i poveri, i fedeli loro affidati, non temendo minacce e pericoli. Sono Vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, fedeli laici. Sono tanti!’. La violenza, i totalitarismi, la persecuzione, la brutalità cieca – ha osservato il Pontefice - sono solo apparentemente più forti ‘mettendo a tacere la voce dei testimoni della fede, che possono umanamente apparire come sconfitti della storia. Ma Gesù risorto illumina la loro testimonianza e comprendiamo così il senso del martirio’. ‘Quando i cristiani sono veramente lievito, luce e sale della terra – ha ancora aggiunto Papa Ratzinger - diventano anche loro, come avvenne per Gesù, oggetto di persecuzioni; come Lui sono segno di contraddizione’.
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mercoledì 26 gennaio 2011
19 marzo 2008 - Il Papa: 'Odio e violenza non hanno l'ultima parola'
Con l’avvicinarsi della Pasqua, il Papa ha dedicato l’Udienza Generale al Triduo Pasquale. ‘In questi giorni singolari – ha spiegato Benedetto XVI -orientiamo decisamente la vita verso un'adesione generosa e convinta ai disegni del Padre celeste; rinnoviamo il nostro sì alla volontà divina come ha fatto Gesù con il sacrificio della croce’. Il Pontefice ha invitato tutti a pregare per quanti vivono situazioni drammatiche in tutto il mondo. ‘Noi sappiamo che l’odio, le divisioni, le violenze – ha ricordato Papa Ratzinger - non hanno mai l'ultima parola negli eventi della storia. Questi giorni rianimano in noi la grande speranza: Cristo crocifisso è risorto e ha vinto il mondo. L’amore è più forte dell’odio, ha vinto e dobbiamo associarci a questa vittoria dell’amore. Dobbiamo quindi ripartire da Cristo e lavorare in comunione con Lui per un mondo fondato sulla pace, sulla giustizia e sull’amore’. Il Papa ha poi lanciato un appello per la fine delle violenze in Tibet. ‘Con la violenza – ha concluso - non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera. Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce, che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza’.
martedì 25 gennaio 2011
16 marzo 2008 - Il Papa si appella agli iracheni
Con la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Benedetto XVI ha aperto i riti della Settimana Santa. 'Per riconoscere Dio - ha spiegato il Papa - dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore di bambini, con un cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi. Così, nei piccoli che con un simile cuore libero ed aperto riconoscono Lui, la Chiesa ha visto l’immagine dei credenti di tutti i tempi, la propria immagine'. Nel corso dell'Angelus Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare Mons. Rahho, Arcivescovo di Mosul, ucciso nei giorni scorsi in Iraq. 'La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge - ha detto il Pontefice - ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l’odio in Iraq!'. Il Papa si è poi rivolto direttamente agli Iracheni che vivono da 5 anni 'le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!'.
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lunedì 17 gennaio 2011
21 ottobre 2007 - Il Papa: 'La religione non può essere pretesto per la violenza'
A Napoli il Papa ha ricevuto i Capi delle Delegazioni che partecipano all’Incontro Internazionale per la Pace. Parlando con loro Benedetto XVI ha ricordato che ‘nel rispetto delle differenze delle varie religioni, tutti siamo chiamati a lavorare per la pace e ad un impegno fattivo per promuovere la riconciliazione tra i popoli. E’ questo l’autentico "spirito di Assisi", che si oppone ad ogni forma di violenza e all'abuso della religione quale pretesto per la violenza. Di fronte a un mondo lacerato da conflitti, dove talora si giustifica la violenza in nome di Dio, è importante ribadire che mai le religioni possono diventare veicoli di odio; mai, invocando il nome di Dio, si può arrivare a giustificare il male e la violenza’. Le religioni invece – ha continuato il Pontefice – ‘possono e devono offrire preziose risorse per costruire un’umanità pacifica, perché parlano di pace al cuore dell’uomo. La Chiesa cattolica intende continuare a percorrere la strada del dialogo per favorire l’intesa fra le diverse culture, tradizioni e sapienze religiose’.
mercoledì 12 gennaio 2011
10 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'Non sperperate la gioventù'
‘Gesù è buono ed è un maestro che non inganna’. E’ il messaggio che il Papa ha rivolto ai giovani radunati allo Stadio municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu. ‘Gli anni che state vivendo – ha spiegato Benedetto XVI - sono gli anni che preparano il vostro futuro. Il domani dipende molto dal come state vivendo l'oggi della giovinezza. Davanti ai vostri occhi, miei carissimi giovani, avete una vita che desideriamo sia lunga; essa però è una sola, è unica: non permettete che passi invano, non la sperperate. Vivete con entusiasmo, con gioia, ma soprattutto con senso di responsabilità’. Il Pontefice ha poi denunciato la minaccia della violenza e la deplorevole proliferazione delle droghe’ pertanto ‘si parla di una gioventù sbandata’. ‘Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, che irradiate gioia e entusiasmo – ha ribattuto Papa Benedetto - assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la via vera. Voi siete i giovani della Chiesa. Vi invio perciò verso la grande missione di evangelizzare i ragazzi e le ragazze che vanno errando in questo mondo, come pecore senza pastore. Siate gli apostoli dei giovani’. I giovani dimostrino – ha ancora auspicato Benedetto XVI – ‘grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. Non potrà aversi vera felicità nei focolari se, al tempo stesso, non ci sarà fedeltà tra i coniugi’. Poi un invito a ‘resistere con fortezza alle insidie del male esistente in molti ambienti, che vi spinge ad una vita dissoluta, paradossalmente vuota, facendovi smarrire il dono prezioso della vostra libertà e della vostra vera felicità’. Non sperperate la gioventù – ha concluso il Papa – ‘Vivetela intensamente. Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata’.
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martedì 11 gennaio 2011
8 aprile 2007 - Il Papa: 'Troppo dolore nel mondo!'
Nonostante la Pasqua sia la festa della gioia Benedetto XVI, nel consueto messaggio alle nazioni, non ha mancato di evidenziare il dolore presente in tutto il mondo. Il Papa ha parlato delle ‘calamità naturali’ e delle ‘tragedie umane che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni materiali’. ‘Penso - ha ricordato - al flagello della fame, alle malattie incurabili, al terrorismo e ai sequestri di persona, ai mille volti della violenza - talora giustificata in nome della religione - al disprezzo della vita e alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento della persona’. Il Pontefice si è detto preoccupato per la situazione dell’Africa e per ‘l’inquietudine e l’instabilità’ dell’Afghanistan. Se qualche segnale positivo sembra arrivare dal ‘dialogo fra Israele e l’Autorità palestinese, nulla di positivo purtroppo – ha ammesso Papa Benedetto - viene dall’Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese è chiamato a svolgere nell’area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro’. Il Papa ha poi voluto ricordare ‘le difficoltà che le comunità cristiane affrontano quotidianamente e l’esodo dei cristiani dalla Terra benedetta che è la culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto l’espressione della mia vicinanza spirituale’.
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1 aprile 2007 - Il Papa: 'Seguire Cristo con mani innocenti e cuore puro'
Seguire Cristo richiede 'un mutamento interiore dell’esistenza. Richiede che io non sia più chiuso nel mio io considerando la mia autorealizzazione la ragione principale della mia vita. Si tratta della decisione fondamentale di non considerare più l’utilità e il guadagno, la carriera e il successo come scopo ultimo della mia vita, ma di riconoscere invece come criteri autentici la verità e l’amore. Si tratta della scelta tra il vivere solo per me stesso o il donarmi per la cosa più grande'. Così Benedetto XVI nell'omelia pronunciata in occasione della celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore con cui si sono aperti i riti della Settimana Santa. Per stare insieme a Cristo sono necessari - ha ancora aggiunto il Papa - 'mani innocenti che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzione, con tangenti. Cuore puro, un cuore che non finge e non si macchia con menzogna e ipocrisia, che non conosce doppiezza, che non si strania con l’ebbrezza del piacere; un cuore il cui amore è vero e non è soltanto passione di un momento'.
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domenica 9 gennaio 2011
5 febbraio 2007 - Il Papa: 'Basta violenza nel mondo del calcio'
L’eco degli scontri in occasione della partita Catania-Palermo costati la vita all’Ispettore di Polizia Filippo Raciti sono giunti anche in Vaticano. E il Papa ha inviato un telegramma di cordoglio per la morte del funzionario delle Forze dell’Ordine condannando, nello stesso tempo la violenza nel mondo del calcio. Benedetto XVI – si legge nella missiva a firma del Cardinale Segretario di Stato Bertone – codanna ogni gesto di violenza che macchia il mondo del calcio esortando i protagonisti a promuovere con maggior determinazione il rispetto della legalità e favorendo la lealtà, la solidarietà e la sona competitività.
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