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domenica 6 febbraio 2011

28 dicembre 2008 - Il Papa: 'Basta violenza in M.O.'

L’offensiva israeliana contro Gaza è stata al centro dell’Angelus recitato da Benedetto XVI. ‘La patria terrena di Gesù – ha detto il Papa - non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato’.

25 dicembre 2008 - Natale, il Papa: 'Pace per il mondo'

In occasione del Natale il Papa ha rivolto il suo tradizionale messaggio al mondo impartendo poi la solenne Benedizione Urbi et Orbi. Tutti gli uomini – è stato l’augurio di Benedetto XVI – ‘possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte’. Il Pontefice ha poi invocato la pace per la Terrasanta ‘dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi’. La pace – ha aggiunto – ‘si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione’. La pace – ha concluso Papa Benedetto – si manifesti anche in Africa, dal Congo, al Sudan, alla Somalia. Infine da Benedetto XVI l’invito a non pensare solo ai propri interessi poiché ‘il mondo non può che andare in rovina’.

8 novembre 2008 - Il Papa: 'Il dialogo risolve i conflitti'

‘Un dialogo sincero e costruttivo è anche la chiave della soluzione dei conflitti che minacciano la stabilità del nostro mondo’. Lo ha ricordato il Papa nel corso dell’udienza al nuovo Ambasciatore di Taiwan. Benedetto XVI ha poi colto l’occasione di salutare ‘con favore i recenti sviluppi positivi nelle relazioni fra Taiwan e la Cina continentale. Infatti la Chiesa cattolica desidera promuovere soluzioni pacifiche a dispute di qualsiasi tipo prestando attenzione e incoraggiamento anche ai più flebili segni di dialogo o di desiderio di riconciliazione’.

martedì 1 febbraio 2011

10 agosto 2008 - Dal Papa appello per la Georgia

Secondo Angelus a Bressanone per Benedetto XVI che ha ricordato la recente Giornata Mondiale della Gioventù. ‘Quei giovani – ha detto il Papa - sono stati un segno di gioia autentica, a tratti chiassosa ma sempre pacifica e positiva. Malgrado fossero tanti, non hanno causato disordini né recato alcun danno. Per essere allegri non hanno avuto bisogno di ricorrere a modi sguaiati e violenti, all’alcool e a sostanze stupefacenti. C’era in essi la gioia di incontrarsi e di scoprire insieme un mondo nuovo’. Il Pontefice ha poi confrontato quei giovani con i loro coetanei che ‘che, in cerca di false evasioni, consumano esperienze degradanti che sfociano non di rado in sconvolgenti tragedie? E’ questo un tipico prodotto dell’attuale cosiddetta società del benessere che, per colmare un vuoto interiore e la noia che lo accompagna, induce a tentare esperienze nuove, più emozionanti, più estreme. Anche le vacanze rischiano così di dissiparsi in un vano inseguire miraggi di piacere. Ma in questo modo lo spirito non riposa, il cuore non prova gioia e non trova pace, anzi, finisce per essere ancora più stanco e triste di prima’. Questa riflessione – ha spiegato Papa Ratzinger – ‘vale per noi tutti: la persona umana si rigenera veramente solo nel rapporto con Dio’. Benedetto XVI ha poi espresso preoccupazione per la situazione in Georgia. ‘E’ mio vivo auspicio – è stato il suo appello - che cessino immediatamente le azioni militari e che ci si astenga, anche in nome della comune eredità cristiana, da ulteriori confronti e ritorsioni violente, che possono degenerare in un conflitto di ancor più vasta portata; si riprenda, invece, risolutamente il cammino del negoziato e del dialogo rispettoso e costruttivo, evitando così ulteriori, laceranti sofferenze a quelle care popolazioni’. Il Papa ha chiesto l’impegno della Comunità internazionale ‘per sostenere e promuovere iniziative volte a raggiungere una soluzione pacifica e duratura, in favore di una convivenza aperta e rispettosa’.

lunedì 24 gennaio 2011

21 febbraio 2008 - Il Papa: 'In Kosovo agire con prudenza e moderazione'

Benedetto XVI ha ricevuto il nuovo Ambasciatore di Serbia presso la Santa Sede al quale ha ricoradto che 'mentre ci si adopera per un futuro sicuro, è importante ricordare che l'identità e la ricca tradizione culturale della sua nazione, come di tutte le nazioni europee, sono profondamente radicate nell'eredità della fede cristiana e del Vangelo di amore'. Secondo il Papa 'i seguaci di Cristo sono chiamati a offrire quel servizio di amore a tutti i loro fratelli e sorelle senza distinzione: solo così le annose tensioni potranno finalmente essere sepolte'. Il Pontefice, parlando infine della crisi in Kosovo ha esortato 'tutte le parti interessate ad agire con prudenza e moderazione e a ricercare soluzioni che favoriscano il rispetto reciproco e la riconciliazione'.

giovedì 20 gennaio 2011

13 dicembre 2007 - Il Papa: 'Educare i giovani necessità primordiale'

Ricevendo alcuni nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, Benedetto XVI ha potuto ricordare che la funzione dei diplomatici ‘è particolarmente importante nel mondo attuale, per mostrare che, in tutte le situazioni della vita internazionale, il dialogo deve primeggiare sulla violenza e il desiderio di pace e di fraternità deve prevalere sui contrasti e sull'individualismo, i quali conducono solo a tensioni e a rancori che non contribuiscono a costruire società riconciliate’. In questo tempo – ha aggiunto il Papa – ‘un'attenzione del tutto particolare deve essere rivolta alle giovani generazioni, mostrando loro che sono la prima ricchezza di un paese: la loro educazione è una necessità primordiale’. Oltre alla formazione tecnica e scientifica, ha concluso il Pontefice, ‘occorre privilegiare un'educazione ai valori umani e morali, che permetterà a ogni giovane di conquistare fiducia in se stesso, di sperare nel futuro, di preoccuparsi dei propri fratelli e sorelle in umanità e di voler prendere parte alla crescita della nazione, con un senso sempre più acuto dell'altro’.

venerdì 7 gennaio 2011

8 gennaio 2007 - Il Papa: 'La guerra non è la soluzione'

Come sempre all’inizio di ogni nuovo anno il Papa ha ricevuto il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, occasione propizia per fare una panoramica sulla situazione del pianeta. Parlando della fame nel mondo ‘scandalo inaccettabile ‘, Benedetto XV ha invitato a ‘eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani’. Il Pontefice ha poi affronta la questione delle migrazioni che non ‘potranno essere bloccati o controllati semplicemente attraverso la forza. Le migrazioni e i problemi che esse creano devono essere affrontati con umanità, giustizia e compassione’. Altro tema caro al cuore del Papa è la vita umana. ‘Come non preoccuparsi – si è chiesto - dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale’. E oltre quelle alla vita preoccupano Benedetto XVI le ‘minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla’. Dopo aver ricordato il dramma del Darfur, le aperture di Cuba e la recrudescenza del terrorismo in Afghanistan Papa Ratzinger è tornato a parlare del Medio Oriente. ‘Rinnovo il mio pressante appello a tutte le parti in causa con la speranza che si consolidino i segni positivi tra Israeliani e Palestinesi registrati nel corso delle ultime settimane. La Santa Sede – ha incalzato il Papa - non smetterà di ripetere che le soluzioni militari non conducono a nulla, come si è potuto vedere in Libano l’estate scorsa’. ‘I Libanesi – ha concluso hanno diritto a vedere rispettata l’integrità e la sovranità del loro paese; gli Israeliani hanno il diritto di vivere in pace nel loro Stato, i Palestinesi hanno il diritto ad una patria libera e sovrana’.

giovedì 6 gennaio 2011

27 dicembre 2006 - Il Papa riceve una delegazione iraniana

Benedetto XVI ha ricevuto stamane in Vaticano il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, Mottaki insieme al Vice Presidente della Repubblica, Mashai. Al Papa è stata consegnata una missiva del Presidente Ahmadinejad. Il Pontefice - si legge in un comunicato vaticano - 'ha riaffermato il ruolo che la Santa Sede intende esercitare per la pace nel mondo, non come autorità politica, ma religiosa e morale, facendo appello alle coscienze perché i problemi dei popoli vengano sempre risolti nel dialogo, nella mutua comprensione e nella pace'.

25 dicembre 2006 - Natale, il Papa scrive ai Cattolici del M.O.

In occasione del Natale Benedetto XVI ha rivolto un messaggio speciale ai Cattolici che vivono nelle regioni del Medio Oriente. 'Le notizie quotidiane che giungono dal Medio Oriente - ha osservato il Papa - non fanno che mostrare un crescendo di situazioni drammatiche, quasi senza via di uscita. Sono vicende che in quanti ne sono coinvolti suscitano naturalmente recriminazione e rabbia e predispongono gli animi a propositi di rivalsa e di vendetta'. Tuttavia si deve rispondere - ha aggiunto il Pontefice - con il 'dialogo paziente e umile, fatto di ascolto reciproco e teso alla comprensione dell’altrui situazione ha già portato buoni frutti in molti Paesi precedentemente devastati dalla violenza e dalle vendette. Un po’ più di fiducia nell’umanità dell’altro, soprattutto se sofferente, non può che dare validi risultati'. Papa Benedetto ha poi incoraggiato i Cattolici a non abbandonare la regione. 'Da lungo tempo - ha detto il Pontefice - si osserva come molti cristiani stiano lasciando il Medio Oriente, così che i Luoghi Santi rischiano di trasformarsi in zone archeologiche, prive di vita ecclesiale. A tutti dico: perseverate con coraggio e fiducia!'

giovedì 22 luglio 2010

23 luglio 2006 - Libano, il Papa: 'Ora il negoziato'

E' ancora una volta il conflitto israelo-libanese l'argomento centrale dell'Angelus odierno di Benedetto XVI che ha ricordato l'indizione di una 'speciale giornata di preghiera e di penitenza'. Il Papa si rivolge poi direttamente ai governi di Israele e Libano affinchè 'cessino subito il fuoco e permettano l'invio di aiuti umanitari, e perché, con il sostegno della comunità internazionale, si cerchino vie per l'inizio di negoziati'. Ribadita la vicinanza 'alle inermi popolazioni civili, ingiustamente colpite in un conflitto di cui sono solo vittime: sia a quelle della Galilea costrette a vivere nei rifugi, sia alla grande moltitudine di Libanesi che, ancora una volta, vedono distrutto il loro Paese e hanno dovuto abbandonare tutto e cercare scampo altrove'. E prima di concludere l'Angelus il Pontefice ha nuovamente chiesto alla comunità internazionale l'invio di aiuti per le popolazioni interessate dal conflitto.