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venerdì 11 febbraio 2011

12 aprile 2009 - Urbi et Orbi, il Papa: 'E' la vita a trionfare'

‘La morte non ha l’ultima parola, perché a trionfare alla fine è la Vita. L’annuncio della risurrezione del Signore illumina le zone buie del mondo in cui viviamo. Mi riferisco particolarmente al materialismo e al nichilismo, a quella visione del mondo che non sa trascendere ciò che è sperimentalmente constatabile, e ripiega sconsolata in un sentimento del nulla che sarebbe il definitivo approdo dell’esistenza umana’. Così il Papa nel messaggio pasquale che ha preceduto la Benedizione Urbi et Orbi. Il Pontefice ha ricordato che la riconciliazione ‘è premessa per un futuro di sicurezza comune e di pacifica convivenza, non potrà diventare realtà che grazie agli sforzi rinnovati, perseveranti e sinceri, per la composizione del conflitto israelo-palestinese. Dalla Terrasanta, poi, lo sguardo si allargherà sui Paesi limitrofi, sul Medio Oriente, sul mondo intero’.

domenica 6 febbraio 2011

25 dicembre 2008 - Natale, il Papa: 'Pace per il mondo'

In occasione del Natale il Papa ha rivolto il suo tradizionale messaggio al mondo impartendo poi la solenne Benedizione Urbi et Orbi. Tutti gli uomini – è stato l’augurio di Benedetto XVI – ‘possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte’. Il Pontefice ha poi invocato la pace per la Terrasanta ‘dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi’. La pace – ha aggiunto – ‘si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione’. La pace – ha concluso Papa Benedetto – si manifesti anche in Africa, dal Congo, al Sudan, alla Somalia. Infine da Benedetto XVI l’invito a non pensare solo ai propri interessi poiché ‘il mondo non può che andare in rovina’.

mercoledì 26 gennaio 2011

23 marzo 2008 - Il Papa: 'La risurrezione è atto d'amore'

Al termine della Messa di Pasqua Benedetto XVI ha rivolto al mondo il tradizionale messaggio a cui è seguita la Benedizione Urbi et Orbi. ‘L'evento sorprendente della risurrezione di Gesù – ha detto il Papa - è essenzialmente un evento d'amore: amore del Padre che consegna il Figlio per la salvezza del mondo; amore del Figlio che si abbandona al volere del Padre per tutti noi; amore dello Spirito che risuscita Gesù dai morti nel suo corpo trasfigurato’. La forza rinnovatrice della Pasqua – ha aggiunto il Pontefice ‘si manifesti in ogni parte del mondo. Come non pensare in questo momento, in particolare, ad alcune regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta, all'Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace!’.

venerdì 21 gennaio 2011

25 dicembre 2007 - Il Papa: 'La luce di Cristo porti la pace'

Benedetto XVI ha rivolto al mondo il tradizionale messaggio natalizio, al quale è seguita la Benedizione Urbi et Orbi. ‘Solo la grande luce apparsa in Cristo – ha esordito il Papa - può donare agli uomini la vera pace: ecco perchè ogni generazione è chiamata ad accoglierla, ad accogliere il Dio che a Betlemme si è fatto uno di noi. E’ il giorno santo in cui rifulge la grande luce di Cristo portatrice di pace!’. Questa luce – è stato l’auspicio del Pontefice – ‘possa finalmente rifulgere, e sia consolazione per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra; per coloro che vedono ancora negata la loro legittima aspirazione a una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana’. Papa Benedetto ha infine invocato la pace per le ‘martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo, ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia, all'intero Medio Oriente, in particolare all'Iraq, al Libano e alla Terrasanta, all'Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate’. ‘Il Bambino Gesù – è stata la preghiera di Benedetto XVI -porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature’.

giovedì 6 gennaio 2011

25 dicembre 2006 - Urbi et Orbi, il Papa prega per la pace

'Con viva apprensione penso, in questo giorno di festa, alla regione del Medio Oriente segnata da innumerevoli e gravi crisi e conflitti, ed auspico che si apra a prospettive di pace giusta e duratura, nel rispetto degli inalienabili diritti dei popoli che la compongono'. E' un Papa preoccupato quello che si è rivolto al mondo stamane dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro in occasione del tradizionale messaggio natalizio. Benedetto XVI ha poi passato in rassegna le tante crisi all'ordine del giorno sullo scacchiere internazionale. 'Confido - ha auspicato Papa Benedetto - che, dopo tante vittime, distruzioni e incertezze, sopravviva e progredisca un Libano democratico, aperto agli altri, in dialogo con le culture e le religioni. Faccio appello a quanti hanno in mano i destini dell'Iraq, perché cessi l'efferata violenza che insanguina il Paese e sia assicurata ad ogni suo abitante un'esistenza normale'. Dal Pontefice un appello per la pace anche per Sri Lanka, Darfur e tutta l'Africa.

domenica 25 aprile 2010

16 aprile 2006 - Pasqua, il Papa prega per la pace

Benedetto XVI - che festeggia nel giorno di Pasqua 79 anni - si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana per rivolgere il tradizionale messaggio ai popoli e alle nazioni e per impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha invocato la pace per il mondo, soprattutto per quelle zone ancora sconvolte da guerre e violenze. 'Lo Spirito del Risorto - ha detto il Pontefice - porti, in particolare, sollievo e sicurezza in Africa alle popolazioni del Darfur, che versano in una drammatica situazione umanitaria non più sostenibile; a quelle della regione dei Grandi Laghi, dove molte piaghe sono ancora non rimarginate; ai vari popoli dell’Africa che aspirano alla riconciliazione, alla giustizia e allo sviluppo'. Il pensiero di Papa Benedetto XVI si è poi rivolto ad Iraq e Terra Santa. 'In Iraq sulla tragica violenza, che senza pietà continua a mietere vittime, prevalga finalmente la pace. Pace auspico vivamente anche per coloro che sono coinvolti nel conflitto in Terra Santa, invitando tutti ad un dialogo paziente e perseverante che rimuova gli ostacoli antichi e nuovi, evitando le tentazioni della rappresaglia ed educando le nuove generazioni ad un rispetto reciproco. La comunità internazionale, che riafferma il giusto diritto di Israele di esistere in pace, aiuti il popolo palestinese a superare le precarie condizioni in cui vive e a costruire il suo futuro, andando verso la costituzione di un vero e proprio Stato'. Infine Benedetto XVI non ha dimenticato l'America Latina. 'Lo Spirito del Risorto - ha auspicato il Papa - susciti un rinnovato dinamismo nell’impegno dei Paesi dell’America Latina, perché siano migliorate le condizioni di vita di milioni di cittadini, estirpata l’esecranda piaga dei sequestri di persona e consolidate le istituzioni democratiche, in spirito di concordia e di fattiva solidarietà'. E concludendo il messaggio Papa Ratzinger ha pregato affinchè 'il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: Non abbiate paura! … Non è qui. È risuscitato'.

sabato 6 febbraio 2010

25 dicembre 2005 - Urbi et Orbi, il Papa invoca la pace

Un inno di speranza e un'invocazione alla pace. E' il senso del messaggio natalizio Urbi et Orbi pronunciato stamane dal Papa, affacciatosi dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Benedetto XVI si rivolge direttamente all'uomo di oggi invitandolo a non aver paura del Bambino di Betlemme. 'Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà - ha esortato Papa Benedetto - lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere "famiglia" chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta'. Il Natale è sinonimo di pace, ed il Pontefice la invoca per tutto il mondo. Ma il suo pensiero va alle zone piu' martoriate del pianeta. 'Dio che si è fatto uomo per amore dell’uomo - ha detto Papa Ratzinger - sostenga quanti operano in Africa a favore della pace e dello sviluppo integrale, opponendosi alle lotte fratricide, perché si consolidino le attuali transizioni politiche ancora fragili, e siano salvaguardati i più elementari diritti di quanti versano in tragiche situazioni umanitarie, come nel Darfur ed in altre regioni dell’Africa centrale. Induca i popoli latino-americani a vivere in pace e concordia. Infonda coraggio agli uomini di buona volontà, che operano in Terra Santa, in Iraq, in Libano, dove i segni di speranza, che pure non mancano, attendono di essere confermati da comportamenti ispirati a lealtà e saggezza; favorisca i processi di dialogo nella Penisola coreana e altrove nei Paesi asiatici, perché, superate pericolose divergenze, si giunga, in spirito amichevole, a coerenti conclusioni di pace, tanto attese da quelle popolazioni'