Visualizzazione post con etichetta Darfur. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Darfur. Mostra tutti i post

lunedì 17 gennaio 2011

14 settembre 2007 - Il Papa riceve il Presidente del Sudan

Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente del Sudan Omar Hassan Ahmed El-Bashir. Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa Vaticana si è parlato della 'situazione politica e religiosa del Paese, con particolare riferimento all’Accordo di Pace e alla situazione nel Darfur. A questo riguardo, è stata commentata molto positivamente la convocazione dei nuovi negoziati di pace per il Darfur il 27 ottobre p.v. in Libia, la cui riuscita è nei vivi auspici della Santa Sede, affinché si possa porre fine alle sofferenze e all’insicurezza di quelle popolazioni, assicurando loro l’assistenza umanitaria a cui hanno diritto, e si avviino progetti di sviluppo. Non è mancato un accenno all’aspetto regionale della crisi'. Tra gli altri temi affrontati, 'la difesa della vita e della famiglia, il rispetto e la promozione dei diritti umani, la libertà religiosa, l’importanza del dialogo interreligioso e della collaborazione tra i credenti di tutte le religioni, in particolare cristiani e musulmani, per la promozione della pace e del bene comune'.

domenica 13 giugno 2010

21 maggio 2006 - Dal Papa un appello per il Darfur

Mezzi di comunicazione sociale, fame nel mondo e malati in fase terminale. Sono i temi affrontati dal Papa, questa mattina, alla recita del Regina Coeli. 'La Chiesa - ha affermato Benedetto XVI - guarda con attenzione ai media, perché rappresentano un veicolo importante per diffondere il Vangelo e per favorire la solidarietà tra i popoli, attirandone l’attenzione sui grandi problemi che ancora li segnano profondamente'. Proprio in questa ottica il Papa ha voluto fare riferimento al flagello della fame nel mondo. 'Auspico vivamente che grazie al contributo di tutti - ha detto - possa superarsi la piaga della fame che ancora affligge l’umanità, mettendo a serio rischio la speranza di vita di milioni di persone. Penso, in primo luogo, all’urgente e drammatica situazione del Darfur, nel Sudan, dove persistono forti difficoltà nel soddisfare perfino i primari bisogni alimentari della popolazione'. Infine, ricordando la celebrazione della Giornata del Sollievo, il Pontefice ha assicurato 'un particolare ricordo nella preghiera per i malati in fase terminale e per quanti li aiutano a vivere la sofferenza in modo umano'.

domenica 25 aprile 2010

16 aprile 2006 - Pasqua, il Papa prega per la pace

Benedetto XVI - che festeggia nel giorno di Pasqua 79 anni - si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana per rivolgere il tradizionale messaggio ai popoli e alle nazioni e per impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha invocato la pace per il mondo, soprattutto per quelle zone ancora sconvolte da guerre e violenze. 'Lo Spirito del Risorto - ha detto il Pontefice - porti, in particolare, sollievo e sicurezza in Africa alle popolazioni del Darfur, che versano in una drammatica situazione umanitaria non più sostenibile; a quelle della regione dei Grandi Laghi, dove molte piaghe sono ancora non rimarginate; ai vari popoli dell’Africa che aspirano alla riconciliazione, alla giustizia e allo sviluppo'. Il pensiero di Papa Benedetto XVI si è poi rivolto ad Iraq e Terra Santa. 'In Iraq sulla tragica violenza, che senza pietà continua a mietere vittime, prevalga finalmente la pace. Pace auspico vivamente anche per coloro che sono coinvolti nel conflitto in Terra Santa, invitando tutti ad un dialogo paziente e perseverante che rimuova gli ostacoli antichi e nuovi, evitando le tentazioni della rappresaglia ed educando le nuove generazioni ad un rispetto reciproco. La comunità internazionale, che riafferma il giusto diritto di Israele di esistere in pace, aiuti il popolo palestinese a superare le precarie condizioni in cui vive e a costruire il suo futuro, andando verso la costituzione di un vero e proprio Stato'. Infine Benedetto XVI non ha dimenticato l'America Latina. 'Lo Spirito del Risorto - ha auspicato il Papa - susciti un rinnovato dinamismo nell’impegno dei Paesi dell’America Latina, perché siano migliorate le condizioni di vita di milioni di cittadini, estirpata l’esecranda piaga dei sequestri di persona e consolidate le istituzioni democratiche, in spirito di concordia e di fattiva solidarietà'. E concludendo il messaggio Papa Ratzinger ha pregato affinchè 'il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: Non abbiate paura! … Non è qui. È risuscitato'.

sabato 6 febbraio 2010

25 dicembre 2005 - Urbi et Orbi, il Papa invoca la pace

Un inno di speranza e un'invocazione alla pace. E' il senso del messaggio natalizio Urbi et Orbi pronunciato stamane dal Papa, affacciatosi dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Benedetto XVI si rivolge direttamente all'uomo di oggi invitandolo a non aver paura del Bambino di Betlemme. 'Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà - ha esortato Papa Benedetto - lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere "famiglia" chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta'. Il Natale è sinonimo di pace, ed il Pontefice la invoca per tutto il mondo. Ma il suo pensiero va alle zone piu' martoriate del pianeta. 'Dio che si è fatto uomo per amore dell’uomo - ha detto Papa Ratzinger - sostenga quanti operano in Africa a favore della pace e dello sviluppo integrale, opponendosi alle lotte fratricide, perché si consolidino le attuali transizioni politiche ancora fragili, e siano salvaguardati i più elementari diritti di quanti versano in tragiche situazioni umanitarie, come nel Darfur ed in altre regioni dell’Africa centrale. Induca i popoli latino-americani a vivere in pace e concordia. Infonda coraggio agli uomini di buona volontà, che operano in Terra Santa, in Iraq, in Libano, dove i segni di speranza, che pure non mancano, attendono di essere confermati da comportamenti ispirati a lealtà e saggezza; favorisca i processi di dialogo nella Penisola coreana e altrove nei Paesi asiatici, perché, superate pericolose divergenze, si giunga, in spirito amichevole, a coerenti conclusioni di pace, tanto attese da quelle popolazioni'