Benedetto XVI si è recato in visita alla Cupola della Roccia, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Qui il Papa ha spiegato che ‘in un mondo tristemente lacerato da divisioni, questo sacro luogo serve da stimolo e costituisce inoltre una sfida per uomini e donne di buona volontà ad impegnarsi per superare incomprensioni e conflitti del passato e a porsi sulla via di un dialogo sincero finalizzato alla costruzione di un mondo di giustizia e di pace per le generazioni che verranno’. La Chiesa – ha assicurato – intende ‘cooperare per il benessere dell’umana famiglia. Essa fermamente crede che la promessa fatta ad Abramo ha una portata universale, che abbraccia tutti gli uomini e le donne indipendentemente dalla loro provenienza o da loro stato sociale’.
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venerdì 11 febbraio 2011
12 maggio 2009 - Il Papa in Israele: 'Superare le incomprensioni'
Benedetto XVI si è recato in visita alla Cupola della Roccia, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Qui il Papa ha spiegato che ‘in un mondo tristemente lacerato da divisioni, questo sacro luogo serve da stimolo e costituisce inoltre una sfida per uomini e donne di buona volontà ad impegnarsi per superare incomprensioni e conflitti del passato e a porsi sulla via di un dialogo sincero finalizzato alla costruzione di un mondo di giustizia e di pace per le generazioni che verranno’. La Chiesa – ha assicurato – intende ‘cooperare per il benessere dell’umana famiglia. Essa fermamente crede che la promessa fatta ad Abramo ha una portata universale, che abbraccia tutti gli uomini e le donne indipendentemente dalla loro provenienza o da loro stato sociale’.
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9 maggio 2009 - Il Papa in Giordania: 'Cristiani e musulmani testimonino il giusto'
Ad Amman il Papa ha incontrato i Capi religiosi musulmani ai quali ha ricordato che islamici e ‘cristiani, proprio a causa del peso della nostra storia comune così spesso segnata da incomprensioni, devono oggi impegnarsi per essere individuati e riconosciuti come adoratori di Dio fedeli alla preghiera, desiderosi di comportarsi e vivere secondo le disposizioni dell’Onnipotente, misericordiosi e compassionevoli, coerenti nel dare testimonianza di tutto ciò che è giusto e buono, sempre memori della comune origine e dignità di ogni persona umana, che resta al vertice del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia’. La ragione raggiunta dalla fede – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘non è per nulla indebolita; anzi, è rafforzata nel resistere alla presunzione di andare oltre ai propri limiti. In tal modo, la ragione umana viene rinvigorita nell’impegno di perseguire il suo nobile scopo di servire l’umanità, dando espressione alle nostre comuni aspirazioni più intime, ampliando, piuttosto che manipolarlo o restringerlo, il pubblico dibattito’.
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19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Fede e ragione vanno insieme'
La religione ‘rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione. In realtà, religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede’. Lo ha detto il Papa incontrando la Comunità Musulmana del Camerun. Benedetto XVI ha poi invitato le altre nazioni africane e prendere ad esempio ‘l’entusiastica cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun’ come ‘un faro luminoso sul potenziale enorme di un impegno interreligioso per la pace, la giustizia e il bene comune!’.
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martedì 8 febbraio 2011
2 febbraio 2009 - Il Papa rilancia il dialogo con l'Islam

Il rapporto tra Islam e Cristianesimo è stato affrontato dal Papa nel corso dell’udienza ai Vescovi della Turchia in Visita ad Limina. ‘È molto importante – ha spiegato Benedetto XVI - che cristiani e musulmani si possano impegnare insieme per l'uomo, per la vita, come pure per la pace e la giustizia’. Il Pontefice ha poi parlato della distinzione tra lo Stato e la Chiesa. Ciò – ha osservato – ‘è certamente un valore che deve essere tutelato. Tuttavia, in questo ambito, spetta allo Stato assicurare in maniera effettiva ai cittadini e alle comunità religiose la libertà di culto e la libertà religiosa, rendendo inaccettabile qualsiasi violenza nei confronti dei credenti, qualunque sia la loro religione’.
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domenica 6 febbraio 2011
6 novembre 2008 - Il Papa: 'La religione non sia strumento di violenza'
Ricevendo il nuovo Ambasciatore d’Egitto presso la Santa Sede il Papa ha potuto parlare nuovamente della situazione mediorientale osservando che ‘un clima di dialogo e di avvicinamento in grado di generare una cultura di pace deve poco a poco nascere e riuscire a eliminare, o almeno ad attenuare, gli egoismi nazionali e a mitigare gli interessi privati o pubblici. Le religioni possono e devono essere fattori di pace. Purtroppo possono essere intese e utilizzate male per provocare violenza o morte’. In questo contesto – ha aggiunto Benedetto XVI – appare necessario ‘il rispetto della sensibilità e della storia propria di ogni Paese o di ogni comunità umana e religiosa, le consultazioni frequenti e gli incontri multilaterali, e soprattutto un'autentica volontà di ricerca della pace’ per favorire ‘la riconciliazione dei popoli e la coabitazione pacifica fra tutti’.
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30 ottobre 2008 - Il Papa: 'Il dialogo è serio se riconosce le differenze'
La Parola di Dio ‘ci sprona a recare una testimonianza comune dell'amore, della misericordia e della verità di Dio. Questo è un servizio vitale nel nostro tempo, minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali che garantiscono dignità umana, solidarietà, giustizia e pace’. Così Benedetto XVI si è rivolto ad una Delegazione dell’ International Jewish Committee on Interreligious Consultations. Secondo il Papa ‘il dialogo è serio e onesto soltanto quando rispetta le differenze e riconosce gli altri proprio nella loro alterità. Un dialogo sincero ha bisogno di apertura e di un forte senso di identità da entrambe le parti, affinché ognuno venga arricchito dai doni dell'altro’.
martedì 1 febbraio 2011
18 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'I credenti operino per la pace'
‘In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza, la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’incontro interreligioso nella Cattedrale di St. Mary, a Sydney. ‘Le religioni – ha spiegato Benedetto XVI - insegnano alla gente che l’autentico servizio richiede sacrificio e autodisciplina, che a loro volta si devono coltivare attraverso l’abnegazione, la temperanza e l’uso moderato dei beni naturali. In tal modo, uomini e donne sono portati a considerare l’ambiente come una cosa meravigliosa da ammirare e rispettare piuttosto che come una cosa utile semplicemente da consumare’.
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domenica 30 gennaio 2011
7 giugno 2008 - Il Papa: 'La Chiesa è pervasa dall'amore'
‘È l'amore di Cristo che esorta la Chiesa a raggiungere ogni essere umano senza distinzione, oltre i confini della Chiesa visibile. La fonte della missione della Chiesa è l'amore divino. Questo amore è rivelato in Cristo e reso presente dall'azione dello Spirito Santo. Tutte le attività della Chiesa sono pervase dall'amore’. Così il Papa nel corso dell’udienza alla Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Secondo Benedetto XVI il dialogo tra le fedi ‘offre opportunità di esprimere gli ideali più elevati di ogni tradizione religiosa. Assistere i malati, recare soccorso alle vittime dei disastri naturali o della violenza, prendersi cura degli anziani e dei poveri: queste sono alcune delle aree in cui le persone di differenti religioni collaborano’. ‘Incoraggio – ha concluso il Pontefice - quanti sono ispirati dall'insegnamento delle loro religioni ad aiutare i membri sofferenti della società’.
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sabato 29 gennaio 2011
17 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Libertà religiosa diritto fondamentale'
La visita al Pope John Paul II Cultural Center" di Washington è occasione per Benedetto XVI di parlare di dialogo interreligioso. ‘Oggi – ha detto il Papa - giovani cristiani, ebrei, musulmani, indù, buddisti, e bambini di tutte le religioni nelle aule di tutto il Paese siedono fianco a fianco imparando gli uni con gli altri e gli uni dagli altri. Questa diversità dà luogo a nuove sfide che suscitano una più profonda riflessione sui principi fondamentali di una società democratica’. Il Pontefice ha auspicato che anche altre persone ‘possano prendere coraggio da questa esperienza, rendendosi conto che una società unita può derivare da una pluralità di popoli, a condizione che tutti riconoscano la libertà religiosa come un diritto civile fondamentale’. Papa Benedetto ha poi invitato ‘tutte le persone religiose a considerare il dialogo non solo come un mezzo per rafforzare la comprensione reciproca, ma anche come un modo per servire in maniera più ampia la società. Testimoniando quelle verità morali che essi hanno in comune con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, i gruppi religiosi eserciteranno un influsso positivo sulla più ampia cultura e ispireranno i vicini, i colleghi di lavoro e i concittadini ad unirsi nel compito di rafforzare legami di solidarietà’.
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venerdì 21 gennaio 2011
18 gennaio 2008 - Il Papa: 'I cristiani restino in M.O.'
Benedetto XVI, ricevendo i Vescovi Latini nelle Regioni Arabe in Visita ad Limina, ha denunciato la migrazione dei cristiani costretti a lasciare quelle terre. ‘Vi invito vivamente – ha esortato il Papa - a restare vicini alle persone affidate al vostro ministero, sostenendole nelle prove e indicando loro sempre il cammino di un'autentica fedeltà al Vangelo nell'adempimento dei loro doveri di discepoli di Cristo. Che tutti, nelle situazioni difficili che attraversano, possano avere la forza e il coraggio di vivere come testimoni ardenti della carità di Cristo! È comprensibile che le circostanze spingano a volte i cristiani a lasciare il loro paese per trovare una terra accogliente che permetta loro di vivere convenientemente. Occorre tuttavia incoraggiare e sostenere fermamente quanti fanno la scelta di restare fedeli alla loro terra, affinché non divenga un sito archeologico privo di vita ecclesiale’. Il Pontefice ha poi invitato a rinsaldare il dialogo interreligioso poiché ‘è necessaria una migliore conoscenza reciproca per favorire un rispetto sempre più grande della dignità umana, l'uguaglianza dei diritti e dei doveri delle persone e un'attenzione rinnovata ai bisogni di ognuno, in particolare dei più poveri. Inoltre auspico vivamente che un'autentica libertà religiosa sia ovunque effettiva e che il diritto di ognuno di praticare liberamente la propria religione, o di cambiarla, non venga ostacolato. Si tratta di un diritto primordiale di ogni essere umano’. Papa Benedetto si è infine rivolto ai governanti affinchè ‘privilegiando il dialogo fra tutte le parti, cessi la violenza, s'instauri ovunque una pace vera e duratura, e si stabiliscano rapporti di solidarietà e di collaborazione’.
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21 dicembre 2007 - Il Papa: 'Continuare ad evangelizzare'
Incontrando la Curia Romana per lo scambio di auguri natalizi il Papa ha tracciato un bilancio dell’anno che sta per concludersi. ‘E’ indiscutibile – ha detto Benedetto XVI - che dobbiamo tutti convivere e cooperare nella tolleranza e nel rispetto reciproci, sottolineando l’urgenza di un concorde impegno per la tutela dei valori del rispetto reciproco, del dialogo e della collaborazione. Il riconoscimento condiviso dell’esistenza di un unico Dio, provvido Creatore e Giudice universale del comportamento di ciascuno, costituisce la premessa di un’azione comune in difesa dell’effettivo rispetto della dignità di ogni persona umana per l’edificazione di una società più giusta e solidale’. E’ dovere della Chiesa continuare ad evangelizzare perché ‘chi ha riconosciuto una grande verità, chi ha trovato una grande gioia, deve trasmetterla, non può affatto tenerla per sé. Doni così grandi – ha spiegato il Pontefice - non sono mai destinati ad una persona sola’. Il Papa è poi tornato sulla Lettera inviati ai Cattolici della Repubblica Popolare Cinese. Nel messaggio – ha assicurato Papa Benedetto – ‘ho anche indicato la disponibilità della Santa Sede ad un sereno e costruttivo dialogo con le Autorità civili al fine di trovare una soluzione ai vari problemi, riguardanti la comunità cattolica’. Il Pontefice ha infine espresso la convinzione che ‘se tanti giovani vogliono incontrare Cristo e si lasciano contagiare dalla gioia della fede, allora possiamo tranquillamente andare incontro al futuro. Ho preso atto delle loro attese e dei loro generosi propositi, rilanciando la questione educativa e sollecitando l’impegno delle Chiese locali nella pastorale vocazionale. Non ho mancato ovviamente di denunciare le manipolazioni a cui i giovani sono oggi esposti e i pericoli che ne derivano per la società del futuro’.
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venerdì 14 gennaio 2011
17 giugno 2007 - Il Papa: 'Lo spirito di Assisi è opposto alla violenza'
Benedetto XVI è ad Assisi sulle orme di San Francesco. Il Papa celebrando la Messa nella Piazza Inferiore di San Francesco ha invitato tutti alla conversione all’amore, ovvero a ‘passare dall’amarezza alla dolcezza, dalla tristezza alla gioia vera. L’uomo è veramente se stesso, e si realizza pienamente, nella misura in cui vive con Dio e di Dio, riconoscendolo e amandolo nei fratelli’. L’insegnamento di Cristo – ha aggiunto il Papa – è chiaro. ‘Per Gesù, il bene è bene, il male è male. La misericordia non cambia i connotati del peccato, ma lo brucia in un fuoco di amore. Questo effetto purificante e sanante si realizza se c’è nell’uomo una corrispondenza di amore, che implica il riconoscimento della legge di Dio, il pentimento sincero, il proposito di una vita nuova’. Papa Benedetto ha poi ricordato l’incontro interreligioso di Assisi del 1986. Lo spirito di quell’evento ‘continua a diffondersi nel mondo, si oppone allo spirito di violenza, all’abuso della religione come pretesto per la violenza. Assisi ci dice che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà soprattutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel sincero rispetto dell’altro, nel dialogo, in un annuncio che fa appello alla libertà e alla ragione, nell’impegno per la pace e per la riconciliazione’.
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9 giugno 2007 - Dal Papa nuovo appello per i migranti
Ricevendo in udienza i Vescovi del Nord Africa il Papa ha ribadito l'importanza del dialogo interreligioso, elemento di cui 'abbiamo assolutamente bisogno di un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa'. Benedetto XVI ha osservato inoltre che 'nella condivisione della vita quotidiana cristiani e musulmani possono trovare la base principale per una migliore conoscenza reciproca'. Il Pontefice ha poi parlato dell'emergenza emigrazione. Il tentativo di tante persone di 'varcare il Mediterraneo per entrare in Europa alla ricerca di una vita migliore, deve suscitare a sua volta collaborazioni, al servizio della giustizia e della pace. La situazione di queste persone, particolarmente preoccupante e a volte drammatica, non può non interpellare le coscienze'. Il vostro aiuto a queste persone - ha aggiunto Papa Ratzinger - 'è un contributo al riconoscimento della loro dignità e una testimonianza resa al Signore. Auspico vivamente che i Paesi coinvolti da queste migrazioni cerchino mezzi efficaci per permettere a tutti di nutrire la speranza di costruire un futuro per se stessi e per la propria famiglia, e che la dignità di ogni persona venga sempre rispettata'.
domenica 9 gennaio 2011
1 febbraio 2007 - Il Papa: 'I credenti diano testimonianza comune'
‘Siamo chiamati, Ebrei, Cristiani e Musulmani, a riconoscere e a sviluppare i vincoli che ci uniscono’. Con queste parole il Papa si è rivolto stamane alla Delegazione della Foundation for Interreligious and Intercultural Research and Dialogue ricevuta in udienza in Vaticano. Gli uomini di fede – ha osservato Benedetto XVI – hanno il dovere di offrire ‘un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della volontà comune’ di aiutare tutti gli uomini ‘a realizzare la loro legittima aspirazione a vivere nella giustizia e nella pace’. I credenti – ha concluso Papa Ratzinger – devono ‘rifiutare meglio tutto ciò che è usurpazione del nome di Dio e snaturalizzazione dell'umanità dell'uomo. Le nostre rispettive tradizioni religiose insistono tutte sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona umana’.
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mercoledì 5 gennaio 2011
3 dicembre 2006 - Il Papa: 'Dio viene per donare concordia a pace'
Nel corso dell'Angelus odierno il Papa è tornato a parlare del Viaggio Apostolico in Turchia. Una 'indimenticabile esperienza spirituale e pastorale, dalla quale spero possano scaturire frutti di bene per una cooperazione sempre più sincera tra tutti i discepoli di Cristo e per un dialogo proficuo con i credenti musulmani', ha commentato Benedetto XVI che poi ha fatto riferimento all'Avvento. Dio - ha spiegato il Pontefice - 'viene nella storia dell’umanità, a bussare alla porta di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà, per recare agli individui, alle famiglie e ai popoli il dono della fraternità, della concordia e della pace'.
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martedì 4 gennaio 2011
28 novembre 2006 - Il Papa in Turchia: 'Dialogo con l'Islam si basi sulla verità'
E’ iniziato questa mattina con l’incontro con il primo ministro Erdogan il Viaggio Apostolico di Benedetto XVI in Turchia. Ma il faccia a faccia più atteso è quello con il Presidente per gli Affari Religiosi, Ali Bardakoğlu al quale il Papa ha ribadito ‘la necessità di affrontare il dialogo interreligioso e interculturale con ottimismo e speranza’. ‘Come uomini e donne di religione – ha spiegato il Pontefice - siamo posti di fronte alla sfida della diffusa aspirazione alla giustizia, allo sviluppo, alla solidarietà, alla libertà, alla sicurezza, alla pace, alla difesa dell'ambiente e delle risorse della terra. Ciò perché anche noi, mentre rispettiamo la legittima autonomia delle cose temporali, abbiamo un contributo specifico da offrire nella ricerca di soluzioni adatte a tali pressanti questioni’. Il vero dialogo tra Islam e Cattolicesimo – ha infine aggiunto Papa Ratzinger – deve basarsi ‘sulla verità’ ed essere ‘ispirato dal sincero desiderio di conoscerci meglio l'un l'altro, rispettando le differenze e riconoscendo quanto abbiamo in comune’.
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martedì 12 ottobre 2010
3 novembre 2006 - Il Papa: 'Confrontarsi con la cultura secolare'
Benedetto XVI ha visitato oggi la Pontificia Università Gregoriana. A docenti e studenti il Papa ha ricordato come in questi tempo si debba tenere conto del ‘confronto con la cultura secolare, che in molte parti del mondo tende sempre più non solo a negare ogni segno della presenza di Dio nella vita della società e del singolo, ma con vari mezzi, che disorientano e offuscano la retta coscienza dell’uomo, cerca di corrodere la sua capacità di mettersi in ascolto di Dio’. Secondo il Pontefice inoltre è necessario anche il ‘rapporto con le altre religioni, che si rivela costruttivo solo se evita ogni ambiguità che in qualche modo indebolisca il contenuto essenziale della fede cristiana in Cristo unico Salvatore di tutti gli uomini e nella Chiesa sacramento necessario di salvezza per tutta l’umanità’.
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sabato 28 agosto 2010
25 settembre 2006 - Il Papa: 'Lavoro per l'amicizia tra cattolici e musulmani'
Per sgomberare il campo, una volta per tutte, dagli equivoci suscitati dal suo discorso a Ratisbona il Papa ha ricevuto stamane in udienza gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede. Benedetto XVI ha parlato in modo chiaro, inequivocabile. ‘Fin dall’inizio del mio pontificato – ha ricordato - ho auspicato che si continuino a consolidare ponti di amicizia con i fedeli di tutte le religioni, con un particolare apprezzamento per la crescita del dialogo tra musulmani e cristiani’. Il Papa ha poi rinnovato il suo impegno a proseguire e sviluppare quei ‘rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani’. I fedeli – ha proseguito Papa Ratzinger - devono imparare ‘a lavorare insieme per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; è altresì doveroso che noi, Autorità religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire così’. Islam e Cattolicesimo possono affrontare insieme – ha ancora spiegato concludendo il suo discorso– ‘le numerose sfide con le quali si confronta l’umanità, specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignità dell’essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l’uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volontà è che tutti gli esseri umani vivano con quella dignità che Egli ha loro dato’.
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giovedì 26 agosto 2010
20 settembre 2006 - Il Papa: 'Grande rispetto per l'Islam'
Il Viaggio apostolico in Baviera è al centro dell’odierna Udienza Generale tenuta dal Papa come ogni mercoledì. Benedetto XVI ha l’occasione di tracciare un bilancio di questa missione e di tornare su alcuni argomenti affrontati in Germania. Ai fedeli ha ribadito che ‘il compito di noi, cristiani in un mondo secolarizzato, proclamare e testimoniare a tutti il messaggio di speranza che la fede ci offre: in Gesù crocifisso Iddio, Padre misericordioso, ci chiama ad essere suoi figli e a superare ogni forma di odio e di violenza per contribuire al definitivo trionfo dell’amore’. Papa Benedetto ha poi confermato, ancora una volta, il suo impegno ‘per la piena unità fra tutti i discepoli di Cristo’. Non è mancato infine un ampio riferimento all’ormai celebre discorso di Ratisbona. ‘Volevo spiegare – ha detto Papa Benedetto - che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme. Volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani’. ‘Confido quindi che – ha concluso il Pontefice - dopo le reazioni del primo momento le mie parole possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani’.
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17 settembre 2006 - Il Papa: 'Sì al dialogo franco e sincero'
All’’indomani delle parole del Cardinale Bertone, lo stesso Benedetto XVI è tornato sul discorso tenuto a Ratisbona che ha provocato la reazione violenta di migliaia di persone in diversi Paesi musulmani. All’Angelus il Papa ha espresso il suo rammarico per l’accaduto ma ha ribadito come si trattasse ‘di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale’. Auspico – ha aggiunto Papa Benedetto – che si chiarisca ‘il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco’.
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