Il Viaggio apostolico in Baviera è al centro dell’odierna Udienza Generale tenuta dal Papa come ogni mercoledì. Benedetto XVI ha l’occasione di tracciare un bilancio di questa missione e di tornare su alcuni argomenti affrontati in Germania. Ai fedeli ha ribadito che ‘il compito di noi, cristiani in un mondo secolarizzato, proclamare e testimoniare a tutti il messaggio di speranza che la fede ci offre: in Gesù crocifisso Iddio, Padre misericordioso, ci chiama ad essere suoi figli e a superare ogni forma di odio e di violenza per contribuire al definitivo trionfo dell’amore’. Papa Benedetto ha poi confermato, ancora una volta, il suo impegno ‘per la piena unità fra tutti i discepoli di Cristo’. Non è mancato infine un ampio riferimento all’ormai celebre discorso di Ratisbona. ‘Volevo spiegare – ha detto Papa Benedetto - che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme. Volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani’. ‘Confido quindi che – ha concluso il Pontefice - dopo le reazioni del primo momento le mie parole possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani’.
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giovedì 26 agosto 2010
20 settembre 2006 - Il Papa: 'Grande rispetto per l'Islam'
Il Viaggio apostolico in Baviera è al centro dell’odierna Udienza Generale tenuta dal Papa come ogni mercoledì. Benedetto XVI ha l’occasione di tracciare un bilancio di questa missione e di tornare su alcuni argomenti affrontati in Germania. Ai fedeli ha ribadito che ‘il compito di noi, cristiani in un mondo secolarizzato, proclamare e testimoniare a tutti il messaggio di speranza che la fede ci offre: in Gesù crocifisso Iddio, Padre misericordioso, ci chiama ad essere suoi figli e a superare ogni forma di odio e di violenza per contribuire al definitivo trionfo dell’amore’. Papa Benedetto ha poi confermato, ancora una volta, il suo impegno ‘per la piena unità fra tutti i discepoli di Cristo’. Non è mancato infine un ampio riferimento all’ormai celebre discorso di Ratisbona. ‘Volevo spiegare – ha detto Papa Benedetto - che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme. Volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani’. ‘Confido quindi che – ha concluso il Pontefice - dopo le reazioni del primo momento le mie parole possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani’.
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lunedì 23 agosto 2010
14 settembre 2006 - Il Papa si congeda dalla Baviera
All’aeroporto di Monaco il Papa bavarese si congeda dalla sua terra natale al termine di un viaggio apostolico molto intenso. Salutando le autorità Benedetto XVI ha ribadito di esser ‘venuto in Germania, in Baviera, per riproporre ai miei concittadini le eterne verità del Vangelo come verità e forza attuali e confermare i credenti nell'adesione a Cristo, Figlio di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza’. ‘Sono convinto – ha concluso - nella fede che in Lui, nella sua parola, si trova la via non solo per raggiungere la felicità eterna, ma anche per costruire un futuro degno dell'uomo già su questa nostra terra’.
14 settembre 2006 - Il Papa: 'I sacerdoti siano umili e zelanti'
Il sacerdozio non è un lavoro. E’ questo il messaggio lanciato dal Papa nel corso dell’incontro con il clero della città di Frisinga. ‘La chiamata – ha sostenuto Benedetto XVI - partendo dal cuore di Dio, deve sempre trovare la via al cuore dell’uomo. E tuttavia: proprio perché arrivi nei cuori degli uomini è necessaria anche la nostra collaborazione. Chiederlo al padrone della messe significa certamente innanzitutto pregare per questo, scuotere il suo cuore e dire: "Fallo per favore! Risveglia gli uomini! Accendi in loro l’entusiasmo e la gioia per il Vangelo!’. ‘Zelo, umiltà e riconoscimento dei propri limiti’ secondo il Pontefice sono caratteristiche proprie dei sacerdoti.’ Da una parte lo zelo: se veramente – ha spiegato Papa Benedetto - incontriamo Cristo sempre di nuovo, non possiamo tenercelo per noi stessi. Ci sentiamo spinti ad andare verso i poveri, gli anziani, i deboli, e così pure verso i bambini e i giovani, verso le persone nel pieno della loro vita; ci sentiamo spinti ad essere "annunciatori", apostoli di Cristo. Ma questo zelo, per non diventare vuoto e logorante per noi, deve collegarsi con l’umiltà, con la moderazione, con l’accettazione dei nostri limiti. Quante cose dovrebbero essere fatte – vedo che non ne sono capace’. Tutto ciò – ha concluso – ‘vale anche per il Papa: egli dovrebbe fare tante cose! E le mie forze semplicemente non bastano. Così devo imparare a fare ciò che posso e lasciare il resto a Dio e ai miei collaboratori’.
domenica 22 agosto 2010
13 settembre 2006 - Il Papa: 'Trovare nella Chiesa l'accordo nella lode di Dio'
La passione del Papa per la musica è nota e Benedetto XVI è ben lieto di benedire il nuovo organo della Basilica della Alte Kapelle di Ratisbona. E il Pontefice usa l’organo come metafore per spiegare come ‘le numerose canne e i registri devono formare un'unità. Se più canne non sono più ben intonate, allora si hanno delle stonature e la cosa comincia a divenire insopportabile. Anche le canne di quest'organo sono esposte a cambiamenti di temperatura e a fattori di affaticamento. È questa un'immagine della nostra comunità nella Chiesa’. ’Come nell'organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare le disarmonie alla retta consonanza – spiega Papa Benedetto - così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l'accordo nella lode di Dio e nell'amore fraterno’.
12 settembre 2006 - Il Papa: 'I cristiani testimonino la vera vita'
Benedetto XVI non si sottrae all’impegno ecumenico neanche in Germania. Nel Duomo di Ratisbona, celebrando i Vespri alla presenza dei rappresentanti delle altre confessioni cristiane, il Papa ribadisce di sperare e pregare che i ‘colloqui portino frutti e che la comunione col Dio vivente che ci unisce, come la comunione tra noi nella fede tramandata dagli Apostoli, si approfondiscano e maturino fino a quell'unità piena, dalla quale il mondo può riconoscere che Gesù Cristo è veramente l'inviato di Dio, il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo’. I cristiani, tutti i cristiani, ha aggiunto Papa Benedetto devono ‘dare nuovamente testimonianza degli orientamenti che rendono una vita veramente vita. Questo importante compito comune a tutti i credenti lo dobbiamo affrontare con grande decisione: è responsabilità dei cristiani, in questa ora, di rendere visibili quegli orientamenti di un giusto vivere, che a noi si sono chiariti in Gesù Cristo’.
12 settembre 2006 - Il Papa: 'Violenza contraria alla religione'
La Lectio Magistralis del Papa all’Università di Ratisbona, dove per anni il prof. Joseph Ratzinger, si incentra sul rapporto tra fede e ragione. E Benedetto XVI ribadisce un concetto fondamentale. La religione ripudia la violenza. Ma una citazione dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo crea la reazione violenta di migliaia di musulmani in diverse parti del mondo. ‘Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo – ha detto il Papa citando testualmente l’imperatore - e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava’. Ma il Pontefice immediatamente precisa: ‘ L'imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima’.
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giovedì 12 agosto 2010
12 settembre 2006 - Il Papa: 'Chi crede non è mai solo'
Altra tappa cara al cuore del Papa è Regensburg nella cui Università il Prof. Joseph Ratzinger ha insegnato per anni. E in questa città, nella spianata dell’Islinger Feld Benedetto XVI ha celebrato la Messa dedicando l’omelia alla fede. Essa – ha spiegato – ‘è semplice. Crediamo in Dio, principio e fine della vita umana. In quel Dio che entra in relazione con noi esseri umani, che è la nostra origine e il nostro futuro. Così la fede, contemporaneamente, è sempre anche speranza, è la certezza che noi abbiamo un futuro e non cadremo nel vuoto. E la fede è amore, perché l'amore di Dio vuole contagiarci. Questa è la prima cosa: noi semplicemente crediamo in Dio, e questo porta con sé anche la speranza e l'amore’. Il Pontefice è tornato poi su un concetto esplicitato per la prima volta il giorno dell’inizio del suo ministero di Vescovo di Roma. ‘Chi crede – ha ribadito - non è mai solo. Dio ci viene incontro. Incamminiamoci anche noi verso Dio, allora ci avviciniamo gli uni agli altri! Non lasciamo solo, per quanto sta nelle nostre forze, nessuno dei figli di Dio’. Concludendo l’omelia Papa Benedetto ha infine riassunto alcuni elementi cardini legati alla fede la quale ‘ non vuol farci paura; vuole però chiamarci alla responsabilità! Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa; neppure dobbiamo tenerla semplicemente per noi stessi; di fronte all’ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici’. ‘Dobbiamo percepire la nostra missione nella storia e cercare di corrispondervi. Non paura – ha concluso - ma responsabilità e preoccupazione per la nostra salvezza, e per la salvezza di tutto il mondo sono necessarie. A ciò, ciascuno deve dare il proprio contributo’.
11 settembre 2006 - Il Papa parla ai sacerdoti bavaresi
L’incontro con i Religiosi e i Seminaristi nella Basilica di Sant’Anna di Altötting è occasione per Benedetto XVI di ribadire alcuni punti fondamentali circa la natura del sacerdozio. ‘La prima cosa e la più importante per il sacerdote – ha sottolineato il Papa - è la Messa quotidiana, celebrata sempre con profonda partecipazione interiore. Se la celebriamo veramente da persone oranti, se uniamo la nostra parola e il nostro agire alla parola che ci precede e al rito della celebrazione eucaristica, se nella comunione ci lasciamo veramente abbracciare da Lui e Lo accogliamo allora stiamo con Lui’. Il Pontefice ha poi ribadito l’importanza della Liturgia delle Ore. ‘In essa – ha detto Papa Benedetto - preghiamo da uomini bisognosi del dialogo con Dio, coinvolgendo però anche tutti gli altri che non hanno il tempo e la possibilità per una tale preghiera’. Importante quanto la Liturgia delle Ore – ha infine concluso il Papa - è l’Adorazione eucaristica attraverso la quale ‘impariamo a ricevere Cristo in modo giusto, impariamo il comunicarci, impariamo dall'interno la celebrazione dell’Eucaristia’.
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11 settembre 2006 - Il Papa: 'Impariamo a pregare da Maria'
Terzo giorno di visita in Baviera per il Papa che stamane ha celebrato la Messa nella piazza del Santuario mariano di Altötting. Ed è la Madonna – e in particolare l’episodio evangelico delle nozze di Cana - l’elemento centrale su cui si basa l’omelia del Pontefice. ‘Maria - ha spiegato Benedetto XVI - semplicemente non chiede una cosa precisa, e ancor meno che Gesù eserciti il suo potere, compia un miracolo. Semplicemente affida la cosa a Gesù e lascia a Lui la decisione su come reagire. Vediamo così nelle semplici parole della Madre di Gesù due cose: da una parte, la sua sollecitudine affettuosa per gli uomini, l'attenzione materna con cui avverte l'altrui situazione difficile; vediamo la sua bontà cordiale e la sua disponibilità ad aiutare. È questa la Madre, verso la quale la gente da generazioni si mette in pellegrinaggio qui ad Altötting. A lei affidiamo le nostre preoccupazioni, le necessità e le situazioni penose’. La Vergine – ha aggiunto il Pontefice – si rimette a Dio e ‘ci insegna a pregare: non voler affermare di fronte a Dio la nostra volontà e i nostri desideri, per quanto importanti, per quanto ragionevoli possano apparirci, ma portarli davanti a Lui e lasciare a Lui di decidere ciò che intende fare. Da Maria impariamo la bontà pronta ad aiutare, ma anche l'umiltà e la generosità di accettare la volontà di Dio, dandogli fiducia nella convinzione che la sua risposta, qualunque essa sia, sarà il nostro, il mio vero bene’.
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10 settembre 2006 - Il Papa: 'Poniamoci domande sul senso della vita'
Il Papa ha presieduto la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Monaco alla presenza dei bambini della Prima Comunione. A loro ha ricordato che ‘mediante l’Eucaristia si forma una comunità che oltrepassa tutti i confini e abbraccia tutte le lingue, mediante la comunione si forma la Chiesa universale, nella quale Dio parla e vive con noi. È in questo modo che dobbiamo ricevere la santa Comunione: come incontro con Gesù, con Dio stesso, che ci guida alle fonti della vita vera’. A genitori ed educatori Benedetto XVI ha chiesto ‘di tener presente nella scuola la ricerca di Dio, di quel Dio che in Gesù Cristo si è reso a noi visibile. So che nel nostro mondo pluralista è difficile avviare nella scuola il discorso sulla fede. Ma non è affatto sufficiente, che i bambini e i giovani acquistino nella scuola soltanto delle conoscenze e delle abilità tecniche, e non i criteri che alle conoscenze e alle abilità danno un orientamento e un senso’. ’Stimolate gli alunni – ha concluso - a porre domande non soltanto su questo e su quello ma a chiedere soprattutto sul da dove e sul verso dove della nostra vita’.
10 settembre 2006 - Il Papa: 'La fede non si impone'
Celebrando la Messa alla Nuova Fiera di Monaco, Benedetto XVI ha osservato – in un’omelia molto corposa - come nel mondo contemporaneo esista una sordità ‘nei confronti di Dio’. ‘Noi semplicemente – ha rilevato il Papa - non riusciamo più a sentirlo sono troppe le frequenze diverse che occupano i nostri orecchi. Quello che si dice di Lui ci sembra pre-scientifico, non più adatto al nostro tempo. Con la debolezza d'udito o addirittura la sordità nei confronti di Dio si perde naturalmente anche la nostra capacità di parlare con Lui o a Lui’. Perdere il contatto con Dio, ha aggiunto il Pontefice, crea il rischio di circoscrivere drasticamente ’il raggio del nostro rapporto con la realtà in genere. L'orizzonte della nostra vita si riduce in modo preoccupante’. Papa Benedetto ha successivamente ribadito che la fede cattolica non si impone a nessuno. ‘Un simile genere di proselitismo – ha spiegato - è contrario al cristianesimo. La fede può svilupparsi soltanto nella libertà. Ma è la libertà degli uomini alla quale facciamo appello di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto’. ‘Il mondo ha bisogno di Dio. Noi abbiamo bisogno di Dio. La sua vendetta – ha concluso il Papa - è la Croce: il No alla violenza, l’amore fino alla fine. È questo il Dio di cui abbiamo bisogno. Non veniamo meno al rispetto di altre religioni e culture, non veniamo meno al profondo rispetto per la loro fede, se confessiamo ad alta voce e senza mezzi termini quel Dio che alla violenza ha opposto la sua sofferenza; che di fronte al male e al suo potere innalza, come limite e superamento, la sua misericordia’.
giovedì 29 luglio 2010
9 settembre 2006 - Il Papa torna in Baviera
'Con viva emozione metto oggi, per la prima volta dopo la mia elevazione alla Cattedra di Pietro, il piede su Terra tedesca-bavarese. Torno nella mia Patria, tra la mia gente, col programma di visitare alcuni luoghi che hanno avuto un'importanza fondamentale nella mia vita'. Con queste parole Benedetto XVI ha esordito al suo ritorno in Baviera, meta del suo quarto Viaggio Apostolico internazionale dall'inizio del Pontificato. 'La Baviera - ha osservato il Papa - è una parte della Germania, appartenendo alla storia della Germania nei suoi alti e bassi, e può con buona ragione essere fiera delle tradizioni ereditate dal passato. Il mio augurio è che tutti i miei compatrioti nella Baviera e nell'intera Germania si facciano parte attiva nella trasmissione ai cittadini di domani dei valori fondamentali della fede cristiana, che ci sostiene tutti e che non divide, ma apre e avvicina le persone appartenenti a popoli, culture e religioni diverse'. Al termine della cerimonia di benvenuto il Pontefice si è recato nella Marienplatz di Monaco, poi gli incontri con il Presidente Kohler e il Cancelliere Angela Merkel.
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