Come ogni anno nella Solennità il Papa ha presieduto la Messa e la Processione Eucaristica in Via Merulana. ‘L’Eucarestia – ha osservato Benedetto XVI - non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L’Eucarestia è un culto pubblico. Anche qui, stasera, non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo gli uni accanto agli altri, accomunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo condividendo l’unico Pane che è Cristo. Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui’. Secondo il Papa questa processione insegna che ‘l’Eucarestia ci vuole liberare da ogni abbattimento e sconforto, ci vuole far rialzare, perché possiamo riprendere il cammino con la forza che Dio ci dà mediante Gesù Cristo’. Il Pontefice ha infine osservato che nella Eucarestia ‘Dio non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione. In effetti, non basta andare avanti, bisogna vedere verso dove si va! Non basta il progresso, se non ci sono dei criteri di riferimento. Anzi, se si corre fuori strada, si rischia di finire in un precipizio, o comunque di allontanarsi più rapidamente dalla meta. Dio ci ha creati liberi, ma non ci ha lasciati soli: si è fatto Lui stesso via ed è venuto a camminare insieme con noi, perché la nostra libertà abbia anche il criterio per discernere la strada giusta e percorrerla’.
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domenica 30 gennaio 2011
22 maggio 2008 - Il Papa: 'Eucarestia forza liberatrice'
Come ogni anno nella Solennità il Papa ha presieduto la Messa e la Processione Eucaristica in Via Merulana. ‘L’Eucarestia – ha osservato Benedetto XVI - non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L’Eucarestia è un culto pubblico. Anche qui, stasera, non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo gli uni accanto agli altri, accomunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo condividendo l’unico Pane che è Cristo. Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui’. Secondo il Papa questa processione insegna che ‘l’Eucarestia ci vuole liberare da ogni abbattimento e sconforto, ci vuole far rialzare, perché possiamo riprendere il cammino con la forza che Dio ci dà mediante Gesù Cristo’. Il Pontefice ha infine osservato che nella Eucarestia ‘Dio non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione. In effetti, non basta andare avanti, bisogna vedere verso dove si va! Non basta il progresso, se non ci sono dei criteri di riferimento. Anzi, se si corre fuori strada, si rischia di finire in un precipizio, o comunque di allontanarsi più rapidamente dalla meta. Dio ci ha creati liberi, ma non ci ha lasciati soli: si è fatto Lui stesso via ed è venuto a camminare insieme con noi, perché la nostra libertà abbia anche il criterio per discernere la strada giusta e percorrerla’.
giovedì 27 gennaio 2011
6 aprile 2008 - Il Papa: 'La fede si nutre della Parola di Dio'
Commentando nel corso del Regina Coeli il passo evangelico dei discepoli di Emmaus, Benedetto XVI ha osservato come quella situazione appaia ‘come uno specchio della situazione di molti cristiani del nostro tempo. Sembra che la speranza della fede sia fallita. La stessa fede entra in crisi a causa di esperienze negative che ci fanno sentire abbandonati dal Signore. Ma questa strada per Emmaus, sulla quale camminiamo, può divenire via di una purificazione e maturazione del nostro credere in Dio’. ‘Anche oggi – ha spiegato il Papa - possiamo entrare in colloquio con Gesù ascoltando la Sua Parola. Anche oggi, Egli spezza il pane per noi e dà Se stesso come il nostro Pane. E così l’incontro con Cristo Risorto, che è possibile anche oggi, ci dona una fede più profonda e autentica, temprata, per così dire, attraverso il fuoco dell’evento pasquale; una fede robusta perché si nutre non di idee umane, ma della Parola di Dio e della sua presenza reale nell’Eucaristia’.
mercoledì 26 gennaio 2011
20 marzo 2008 - Il Papa: 'Il cristianesimo è un dono'
Nella Basilica di San Giovanni in Laterano il Papa ha presieduto la Messa in Coena Domini e ha compiuto il rito tradizionale della lavanda dei piedi. ‘Se accogliamo le parole di Gesù in atteggiamento di meditazione, di preghiera e di fede – ha detto Benedetto XVI nell’omelia - esse sviluppano in noi la loro forza purificatrice. Giorno dopo giorno siamo come ricoperti di sporcizia multiforme, di parole vuote, di pregiudizi, di sapienza ridotta ed alterata; una molteplice semifalsità o falsità aperta s’infiltra continuamente nel nostro intimo. Tutto ciò offusca e contamina la nostra anima, ci minaccia con l’incapacità per la verità e per il bene. Se accogliamo le parole di Gesù col cuore attento, esse si rivelano veri lavaggi, purificazioni dell’anima, dell’uomo interiore’. Il Pontefice ha poi ricordato che il ‘cristianesimo è anzitutto dono’. ‘Dio – ha sottolineato Papa Benedetto - si dona a noi, non dà qualcosa, ma se stesso. E questo avviene non solo all’inizio, nel momento della nostra conversione. Egli resta continuamente Colui che dona. Sempre di nuovo ci offre i suoi doni. Sempre ci precede. Per questo l’atto centrale dell’essere cristiani è l’Eucaristia: la gratitudine per essere stati gratificati, la gioia per la vita nuova che Egli ci dà’.
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20 marzo 2008 - Il Papa: 'Il sacerdote si impegni per il bene'
Presiedendo in San Pietro la Messa Crismale del Giovedì Santo Benedetto XVI ha ricordato che ‘il sacerdote deve essere uno che vigila. Deve stare in guardia di fronte alle potenze incalzanti del male. Deve tener sveglio il mondo per Dio. Deve essere uno che sta in piedi: dritto di fronte alle correnti del tempo. Dritto nella verità. Dritto nell’impegno per il bene’. Parlando dell’istituzione dell’Eucarestia il Papa ha osservato che ‘ciò che il sacerdote fa in quel momento, nella celebrazione dell’Eucarestia, è servire, compiere un servizio a Dio e un servizio agli uomini. Il culto che Cristo ha reso al Padre è stato il donarsi sino alla fine per gli uomini. In questo culto, in questo servizio il sacerdote deve inserirsi’.
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martedì 25 gennaio 2011
9 marzo 2008 - Il Papa: 'Eucarestia farmaco di immortalità'
Celebrando la messa nella chiesa di San Lorenzo in Piscibus il Papa ha ribadito che 'l’uomo è sempre uomo con tutta la sua dignità, anche se in stato di coma, anche se allo stadio di embrione, ma se egli vive solo biologicamente, non sono realizzate e sviluppate tutte le potenzialità del suo essere'. 'L’uomo - ha spiegato Benedetto XVI - è chiamato ad aprirsi a nuove dimensioni. Egli è un essere che conosce. Certo anche gli animali conoscono, ma solo le cose che sono interessanti per la loro vita biologica. La conoscenza dell’uomo va oltre; egli vuol conoscere tutto, tutta la realtà, la realtà nella sua totalità; vuol sapere che cosa è questo suo essere e che cosa è il mondo. Ha sete di una conoscenza dell’infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole bere a questa fonte, trovare la vita stessa'. L'uomo - ha ancora osservato il Pontefice - 'vive anche in relazione di amicizia, di amore. Oltre alla dimensione della conoscenza della verità e dell’essere, esiste, inseparabile da questa, la dimensione della relazione, dell’amore. E qui l’uomo si avvicina maggiormente alla fonte della vita, dalla quale vuol bere per avere la vita in abbondanza, per avere la vita stessa. Potremmo dire che tutta la scienza è un’unica grande lotta per la vita; lo è soprattutto la medicina. In fin dei conti, la medicina è ricerca di contrapporsi alla morte, è ricerca dell’immortalità'. Ma come ottenere questo farmaco si è chiesto il Papa. La risposta è nell'Eucarestia. Nel sacramento - ha concluso Papa Benedetto - 'entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa'.
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domenica 16 gennaio 2011
1 agosto 2007 - Il Papa: 'L'Eucarestia è necessaria'
Dopo la sospensione per le ferie in Veneto, Benedetto XVI ha ripreso le Udienze Generali dedicando quella odierna alla figura di San Basilio. Egli – ha spiegato il Papa – ‘ci ricorda che per tenere vivo in noi l'amore verso Dio e verso gli uomini è necessaria l'Eucaristia, cibo adeguato per i battezzati, capace di alimentare le nuove energie derivanti dal Battesimo’. Questo sacramento – ha concluso – è un ‘immenso dono di Dio’ che ‘tutela in ciascuno di noi il ricordo del sigillo battesimale, e consente di vivere in pienezza e fedeltà la grazia del Battesimo’.
venerdì 14 gennaio 2011
10 giugno 2007 - Il Papa: 'Recuperare la capacità del silenzio'
'Vorrei cogliere l’opportunità che mi offre la solennità odierna per raccomandare vivamente ai Pastori e a tutti i fedeli la pratica dell’adorazione eucaristica'. Lo ha detto il Papa all'Angelus recitato in occasione del Corpus Domini. 'Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva - è stato l'invito di Benedetto XVI - è più che mai importante recuperare la capacità di silenzio interiore e di raccoglimento: l’adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all’io, bensì in compagnia di quel Tu pieno d’amore che è Gesù Cristo, il Dio a noi vicino'. Al termine dell'Angelus Papa Benedetto ha lanciato un appello per le persone sequestrate in tutto il mondo. 'Rivolgo - è stato il messaggio di Papa Ratzinger - il mio accorato appello agli autori di tali atti esecrabili, affinché prendano coscienza del male compiuto e restituiscano al più presto all’affetto dei loro cari quanti tengono prigionieri'.
giovedì 13 gennaio 2011
7 giugno 2007 - Il Papa: 'Eucarestia è segno di contraddizione'
In occasione della Solennità del Corpus Domini il Papa ha presieduto la Messa all’esterno della Basilica di San Giovanni in Laterano per poi presiedere la tradizionale processione eucaristica lungo Via Merulana fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nell’omelia Benedetto XVI ha ribadito che ‘l’Eucaristia resta segno di contraddizione e non può non esserlo, perché un Dio che si fa carne e sacrifica se stesso per la vita del mondo pone in crisi la sapienza degli uomini’. ‘Ma – ha aggiunto il Papa - con umile fiducia, la Chiesa fa propria la fede di Pietro e degli altri Apostoli, e con loro proclama, e proclamiamo noi: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna’. Il Pontefice ha poi spiegato che ‘per ogni generazione cristiana l’Eucaristia è l’indispensabile nutrimento che la sostiene mentre attraversa il deserto di questo mondo, inaridito da sistemi ideologici ed economici che non promuovono la vita, ma piuttosto la mortificano; un mondo dove domina la logica del potere e dell’avere piuttosto che quella del servizio e dell’amore; un mondo dove non di rado trionfa la cultura della violenza e della morte’.
mercoledì 12 gennaio 2011
11 maggio 2007 - Il Papa in Brasile: 'Le creature non sono oggetto di piacere'
Il Papa ha canonizzato oggi Beato Frei Antônio de Sant’Ana Galvão. E parlando della sua figura ha sottolineato che ‘il mondo ha bisogno di vite limpide, di anime chiare, di intelligenze semplici, che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere. È necessario dire no a quei mezzi di comunicazione sociale che mettono in ridicolo la santità del matrimonio e la verginità prima del matrimonio’. I cristiani – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘devono poter conoscere la fede della Chiesa, attraverso i suoi ministri ordinati, per l'esemplarità con cui compiono i riti prescritti, che indicano sempre nella liturgia eucaristica il centro di tutta l'opera di evangelizzazione’. ‘I fedeli – ha concluso il Pontefice - devono cercare di ricevere e venerare il Santissimo Sacramento con pietà e devozione, desiderando accogliere il Signore Gesù con fede, e sapendo ricorrere, ogni volta che sarà necessario, al Sacramento della riconciliazione per purificare l'anima da ogni peccato grave’.
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lunedì 10 gennaio 2011
18 marzo 2007 - Il Papa: 'Dall'Eucaristia scaturisce la gioia cristiana'
Nel corso dell'Angelus Benedetto XVI ha ricordato la pubblicazione dell'Esortazione apostolica postsinodale Sacramentum caritatis, 'che ha come tema proprio l’Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa'. 'Nell’Eucaristia - ha spiegato il Pontefice - Cristo ha voluto donarci il suo amore, che lo ha spinto ad offrire sulla croce la vita per noi. Quando ci nutriamo con fede del suo Corpo e del suo Sangue, il suo amore passa in noi e ci rende capaci a nostra volta di dare la vita per i fratelli. Da qui scaturisce la gioia cristiana, la gioia dell’amore'.
venerdì 15 ottobre 2010
9 novembre 2006 - Il Papa: 'Eucarestia fonte della nostra speranza'
L’Eucaristia ‘è il tesoro più prezioso lasciatoci da Gesù’. Lo ha ricordato oggi il Papa ricevendo in Vaticano i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali. Questi congressi – ha sottolineato Benedetto XVI – ‘sono un incoraggiamento per la Chiesa a diffondere in ogni ambito della società ed a testimoniare, senza esitazione, l’amore di Cristo’. Il Pontefice ha poi esaltato l’importanza dell’adorazione eucaristica ricordando ad esempio ‘l’esperienza vissuta lo scorso anno con i giovani a Colonia, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e in Piazza San Pietro con i bambini della Prima Comunione accompagnati dalle famiglie e dai catechisti. Quanto bisogno ha l’odierna umanità di riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza!’.
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giovedì 12 agosto 2010
11 settembre 2006 - Il Papa parla ai sacerdoti bavaresi
L’incontro con i Religiosi e i Seminaristi nella Basilica di Sant’Anna di Altötting è occasione per Benedetto XVI di ribadire alcuni punti fondamentali circa la natura del sacerdozio. ‘La prima cosa e la più importante per il sacerdote – ha sottolineato il Papa - è la Messa quotidiana, celebrata sempre con profonda partecipazione interiore. Se la celebriamo veramente da persone oranti, se uniamo la nostra parola e il nostro agire alla parola che ci precede e al rito della celebrazione eucaristica, se nella comunione ci lasciamo veramente abbracciare da Lui e Lo accogliamo allora stiamo con Lui’. Il Pontefice ha poi ribadito l’importanza della Liturgia delle Ore. ‘In essa – ha detto Papa Benedetto - preghiamo da uomini bisognosi del dialogo con Dio, coinvolgendo però anche tutti gli altri che non hanno il tempo e la possibilità per una tale preghiera’. Importante quanto la Liturgia delle Ore – ha infine concluso il Papa - è l’Adorazione eucaristica attraverso la quale ‘impariamo a ricevere Cristo in modo giusto, impariamo il comunicarci, impariamo dall'interno la celebrazione dell’Eucaristia’.
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10 settembre 2006 - Il Papa: 'Poniamoci domande sul senso della vita'
Il Papa ha presieduto la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Monaco alla presenza dei bambini della Prima Comunione. A loro ha ricordato che ‘mediante l’Eucaristia si forma una comunità che oltrepassa tutti i confini e abbraccia tutte le lingue, mediante la comunione si forma la Chiesa universale, nella quale Dio parla e vive con noi. È in questo modo che dobbiamo ricevere la santa Comunione: come incontro con Gesù, con Dio stesso, che ci guida alle fonti della vita vera’. A genitori ed educatori Benedetto XVI ha chiesto ‘di tener presente nella scuola la ricerca di Dio, di quel Dio che in Gesù Cristo si è reso a noi visibile. So che nel nostro mondo pluralista è difficile avviare nella scuola il discorso sulla fede. Ma non è affatto sufficiente, che i bambini e i giovani acquistino nella scuola soltanto delle conoscenze e delle abilità tecniche, e non i criteri che alle conoscenze e alle abilità danno un orientamento e un senso’. ’Stimolate gli alunni – ha concluso - a porre domande non soltanto su questo e su quello ma a chiedere soprattutto sul da dove e sul verso dove della nostra vita’.
lunedì 12 luglio 2010
18 giugno 2006 - Il Papa: 'Rispettare i rifugiati'
E' ancora il Corpus Domini il centro della riflessione dell'Angelus domenicale di Benedetto XVI. 'L’Eucaristia - ha spiegato il Papa - costituisce il "tesoro" della Chiesa, la preziosa eredità che il suo Signore le ha lasciato. E la Chiesa la custodisce con la massima cura, celebrandola quotidianamente nella Santa Messa, adorandola nelle chiese e nelle cappelle, distribuendola ai malati e, come viatico, a quanti partono per l’ultimo viaggio'. Terminata la preghiera, il Pontefice ha poi ricordato la prossima Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. 'Questi nostri fratelli e sorelle - ha ricordato Papa Benedetto - cercano rifugio in altri Paesi animati dalla speranza di tornare in patria, o, almeno, di trovare ospitalità là dove si sono rifugiati. Auspico che i diritti di queste persone siano sempre rispettati e incoraggio le Comunità ecclesiali a venire incontro alle loro necessità'.
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15 giugno 2006 - Il Papa: 'Cristo speranza viva e attendibile'
'L'Ostia è la nostra manna con la quale il Signore ci nutre – è veramente il pane dal cielo, mediante il quale Egli dona se stesso. Nella processione noi seguiamo questo segno e così seguiamo Lui stesso'. Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia pronunciata in occasione della messa del Corpus Domini a cui è seguita la tradizionale processione eucaristica da San Giovanni a Santa Maria Maggiore attraversando via Merulana. 'Attraverso il suo soffrire e morire liberamente - ha aggiunto il Papa - Cristo è diventato pane per tutti noi, e con ciò speranza viva ed attendibile: Egli ci accompagna in tutte le nostre sofferenze fino alla morte. Le vie che Egli percorre con noi e attraverso le quali ci conduce alla vita sono cammini di speranza'.
lunedì 25 gennaio 2010
29 maggio 2005 - Il Papa a Bari: 'Non è facile vivere da cristiani'
Bari è la meta della prima visita in Italia di Benedetto XVI, giunto nel capoluogo pugliese per la conclusione del XXIV Congresso Eucaristico Nazionale Italiano. Riferendosi ad una delle tante persecuzioni anticristiane dei primi secoli, il Papa ha osservato come 'neppure per noi è facile vivere da cristiani, anche se non ci sono questi divieti dell’imperatore. Ma da un punto di vista spirituale, il mondo in cui ci troviamo, segnato spesso dal consumismo sfrenato, dall’indifferenza religiosa, da un secolarismo chiuso alla trascendenza, può apparire un deserto non meno aspro di quello "grande e spaventoso" di cui ci ha parlato la prima lettura, tratta dal Libro del Deuteronomio'. Benedetto XVI parlando dell'Eucarestia, ne ha poi sottolineato il carattere universale: 'Il Cristo che incontriamo nel Sacramento è lo stesso qui a Bari come a Roma, qui in Europa come in America, in Africa, in Asia, in Oceania. E' l’unico e medesimo Cristo che è presente nel Pane eucaristico di ogni luogo della terra. Questo significa che noi possiamo incontrarlo solo insieme con tutti gli altri. Possiamo riceverlo solo nell’unità'. Una unità - ha osservato Papa Benedetto -che cozza contro le divisioni tra le diverse Chiese cristiane. 'L’Eucarestia – ripetiamolo – è sacramento dell’unità. Ma purtroppo i cristiani sono divisi, proprio nel sacramento dell’unità. Tanto più dobbiamo, sostenuti dall’Eucaristia, sentirci stimolati a tendere con tutte le forze a quella piena unità che Cristo ha ardentemente auspicato nel Cenacolo'.
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domenica 24 gennaio 2010
26 maggio 2005 - Il Papa presiede il Corpus Domini
Come da tradizione Benedetto XVI ha presieduto questa sera la messa del Corpus Domini sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, a cui è seguita la processione che si è conclusa presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Nell'omelia il Papa ha rilevato la differenza tra il Giovedì Santo ed il Corpus Domini. 'La processione del Giovedì Santo - ha spiegato - accompagna Gesù nella sua solitudine, verso la "via crucis". La processione del Corpus Domini, invece, risponde in modo simbolico al mandato del Risorto: vi precedo in Galilea. Andate fino ai confini del mondo, portate il Vangelo al mondo'. Il Pontefice ha sottolineato l'importanza dell'Eucarestia, Sacramento da non relegare all'interno delle chiese. 'In questo Sacramento - ha detto Papa Benedetto - il Signore è sempre in cammino verso il mondo. Questo aspetto universale della presenza eucaristica appare nella processione della nostra festa. Noi portiamo Cristo, presente nella figura del pane, sulle strade della nostra città. Noi affidiamo queste strade, queste case - la nostra vita quotidiana - alla sua bontà. Le nostre strade siano strade di Gesù! Le nostre case siano case per lui e con lui! La nostra vita di ogni giorno sia penetrata dalla sua presenza. Con questo gesto, mettiamo sotto i suoi occhi le sofferenze degli ammalati, la solitudine di giovani e anziani, le tentazioni, le paure – tutta la nostra vita. La processione vuole essere una grande e pubblica benedizione per questa nostra città: Cristo è, in persona, la benedizione divina per il mondo – il raggio della sua benedizione si estenda su tutti noi!'.
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