Come da tradizione ogni 8 dicembre il Papa ha compiuto l’atto di venerazione alla statua della Madonna in Piazza di Spagna. Benedetto XVI ha affidato all’Immacolata ‘i piccoli di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. Veglia su di loro e fa’ che possano sentire, nell’affetto e nell’aiuto di chi sta loro accanto, il calore dell’amore di Dio!’. Il Pontefice ha poi invocato la protezione della Vergine per ‘gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti’. Dalla Madonna dobbiamo imparare – ha aggiunto –‘ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città – e più che mai questa nostra Città di Roma – come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale’.
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domenica 6 febbraio 2011
8 dicembre 2008 - Il Papa: 'Da Maria impariamo la solidarietà'
Come da tradizione ogni 8 dicembre il Papa ha compiuto l’atto di venerazione alla statua della Madonna in Piazza di Spagna. Benedetto XVI ha affidato all’Immacolata ‘i piccoli di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. Veglia su di loro e fa’ che possano sentire, nell’affetto e nell’aiuto di chi sta loro accanto, il calore dell’amore di Dio!’. Il Pontefice ha poi invocato la protezione della Vergine per ‘gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti’. Dalla Madonna dobbiamo imparare – ha aggiunto –‘ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città – e più che mai questa nostra Città di Roma – come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale’.
mercoledì 2 febbraio 2011
15 agosto 2008 - Il Papa: 'Dio è la nostra meta'
La Solennità dell’Assunzione di Maria ‘ci spinge a sollevare lo sguardo verso il Cielo. Non un cielo fatto di idee astratte, nemmeno un cielo immaginario creato dall’arte, ma il cielo della vera realtà, che è Dio stesso: Dio è il cielo. E Lui è la nostra meta, la meta e la dimora eterna, da cui proveniamo e alla quale tendiamo’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’omelia pronunciata nella messa per l’Assunzione della Madonna. Benedetto XVI ha ricordato che ‘Cristo ha vinto la morte con l’onnipotenza del suo amore. Solo l’amore è onnipotente. Questo amore ha spinto Cristo a morire per noi e così a vincere la morte. Sì, solo l’amore fa entrare nel regno della vita! E Maria vi è entrata dietro il Figlio, associata alla sua gloria, dopo essere stata associata alla sua passione’.
giovedì 20 gennaio 2011
8 dicembre 2007 - Il Papa: 'Senza Dio non si costruisce la pace'
In piazza di Spagna per l’atto di venerazione all’Immacolata, Benedetto XVI ha ricordato che la ‘Chiesa addita al mondo Maria come segno di sicura speranza e di definitiva vittoria del bene sul male. Colei che invochiamo piena di grazia ci ricorda che siamo tutti fratelli e che Dio è il nostro Creatore e il nostro Padre. Senza di Lui, o ancor peggio contro di Lui, noi uomini non potremo mai trovare la strada che conduce all’amore, non potremo mai sconfiggere il potere dell’odio e della violenza, non potremo mai costruire una stabile pace’. Riprendendo poi l’Enciclica Spe Salvi il Papa ha ribadito che ‘la Chiesa guarda a Maria e la invoca come stella della speranza. Nel nostro comune viaggio sul mare della storia abbiamo bisogno di luci di speranza, di persone cioè che traggono luce da Cristo ed offrono così orientamento per la nostra traversata’.
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8 dicembre 2007 - Il Papa: 'La Madonna esempio di vita'
Recitando l’Angelus in occasione della Solennità dell’Immacolata, il Papa ha invitato a prendere la Vergine quale modello di vita. ‘Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità. Questi ragazzi e ragazze – si è chiesto Benedetto XVI - rischiano di perdere la speranza perché sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita. È stato questo un tema caro al mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, che tante volte ha proposto alla gioventù del nostro tempo Maria quale Madre del bell’amore’. ‘Non poche esperienze – ha proseguito il Pontefice amareggiato - ci dicono purtroppo che gli adolescenti, i giovani e persino i bambini sono facili vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli i quali, mentendo a se stessi e a loro, li attirano nei vicoli senza uscita del consumismo: anche le realtà più sacre, come il corpo umano, tempio del Dio dell’amore e della vita, diventano così oggetti di consumo; e questo sempre più presto, già nella preadolescenza’.
mercoledì 5 gennaio 2011
8 dicembre 2006 - Il Papa: 'Maria protegga il mondo'
Benedetto XVI ha mantenuto fede alla tradizione rendendo omaggio alla statua dell'Immacolata, in piazza di Spagna. 'Dacci il coraggio - l'invocazione del Papa - di dire no agli inganni del potere, del denaro, del piacere; ai guadagni disonesti, alla corruzione e all’ipocrisia, all’egoismo e alla violenza'. Papa Benedetto ha poi implorato la protezione della Madonna per Roma, 'per l’Italia e per l’Europa, affinché dalle antiche radici cristiane sappiano i popoli trarre nuova linfa per costruire il loro presente e il loro futuro'. La Vergine - ha ancora pregato il Pontefice - abbia misericordia 'per il mondo intero, perché, nel rispetto dell’umana dignità e nel ripudio di ogni forma di violenza e di sfruttamento, vengano poste basi salde per la civiltà dell’amore'. Infine il pensiero del Papa è andato agli indifesi, agli emarginati e agli esclusi, 'vittime di una società che troppo spesso sacrifica l’uomo ad altri scopi e interessi'.
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giovedì 12 agosto 2010
11 settembre 2006 - Il Papa: 'Impariamo a pregare da Maria'
Terzo giorno di visita in Baviera per il Papa che stamane ha celebrato la Messa nella piazza del Santuario mariano di Altötting. Ed è la Madonna – e in particolare l’episodio evangelico delle nozze di Cana - l’elemento centrale su cui si basa l’omelia del Pontefice. ‘Maria - ha spiegato Benedetto XVI - semplicemente non chiede una cosa precisa, e ancor meno che Gesù eserciti il suo potere, compia un miracolo. Semplicemente affida la cosa a Gesù e lascia a Lui la decisione su come reagire. Vediamo così nelle semplici parole della Madre di Gesù due cose: da una parte, la sua sollecitudine affettuosa per gli uomini, l'attenzione materna con cui avverte l'altrui situazione difficile; vediamo la sua bontà cordiale e la sua disponibilità ad aiutare. È questa la Madre, verso la quale la gente da generazioni si mette in pellegrinaggio qui ad Altötting. A lei affidiamo le nostre preoccupazioni, le necessità e le situazioni penose’. La Vergine – ha aggiunto il Pontefice – si rimette a Dio e ‘ci insegna a pregare: non voler affermare di fronte a Dio la nostra volontà e i nostri desideri, per quanto importanti, per quanto ragionevoli possano apparirci, ma portarli davanti a Lui e lasciare a Lui di decidere ciò che intende fare. Da Maria impariamo la bontà pronta ad aiutare, ma anche l'umiltà e la generosità di accettare la volontà di Dio, dandogli fiducia nella convinzione che la sua risposta, qualunque essa sia, sarà il nostro, il mio vero bene’.
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lunedì 26 luglio 2010
16 agosto 2006 - Il Papa: 'Solo Dio colma la sete di verità'
L'Assunzione di Maria è al centro dell'Udienza Generale tenuta stamane dal Papa. 'C’è oggi chi vive - ha osservato Benedetto XVI - come se non dovesse mai morire o come se tutto dovesse finire con la morte; alcuni si comportano ritenendo che l’uomo sia l’unico artefice del proprio destino, come se Dio non esistesse, giungendo qualche volta persino a negare che ci sia spazio per Lui nel nostro mondo. I grandi successi della tecnica e della scienza, che hanno notevolmente migliorato la condizione dell’umanità, lasciano però senza soluzione i quesiti più profondi dell’animo umano'. 'Solo l’apertura al mistero di Dio, che è Amore - ha spiegato il Papa - può colmare la sete di verità e di felicità del nostro cuore; solo la prospettiva dell’eternità può dare valore autentico agli eventi storici e soprattutto al mistero della fragilità umana, della sofferenza e della morte'. Il Pontefice ha terminato la sua riflessione invitando i fedeli ad affidarsi a Maria che 'segue i nostri passi con dolce trepidazione, ci rasserena nell’ora del buio e della tempesta, ci rassicura con la sua mano materna. Sorretti da questa consapevolezza, proseguiamo fiduciosi nel nostro cammino di impegno cristiano là dove la Provvidenza ci conduce'.
15 agosto 2006 - Il Papa: 'Credere è una forma di vivere'
Come da tradizione per la solennità dell'Assunzione, il Papa ha presieduto stamane la Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo. Nella sua omelia prendendo spunto dalla figura della Madonna, Benedetto XVI ha ricordato che 'credere costituisce l’orientamento fondamentale della nostra vita. E credere non è solo un tipo di pensiero, un’idea; è un agire, è una forma di vivere. Credere vuol dire seguire la traccia indicataci dalla Parola di Dio'. 'Maria - ha successivamente aggiunto il Pontefice all'Angelus - è esempio e sostegno per tutti i credenti: ci incoraggia a non perderci di fiducia dinanzi alle difficoltà e agli inevitabili problemi di tutti i giorni'. Infine dopo aver ancora una volta ricordato il Libano, Papa Benedetto ha rivolto il suo pensiero 'alla cara Nazione dello Sri Lanka, minacciata dal deterioramento del conflitto etnico e all’Iraq, dove la spaventosa e quotidiana scia di sangue allontana la prospettiva della riconciliazione e della ricostruzione'.
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sabato 6 febbraio 2010
8 dicembre 2005 - Il Papa: 'Dio non limita la libertà dell'uomo'
Giornata intensa per Benedetto XVI. In mattinata il Papa ha celebrato la Messa solenne nella Basilica di San Pietro per il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, nel pomeriggio il tradizionale omaggio in Piazza di Spagna alla Statua della Madonna Immacolata. Nell'omelia pronunciata in San Pietro il Pontefice ha ribadito l'importanza di una vita il piu' lontano possibile dal peccato. 'Proprio nella festa dell'Immacolata Concezione - ha detto il Papa - emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell'essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi'. Usando l'Immacolata come termine di paragone Benedetto XVI ha voluto dimostrare che colui che si abbandona nelle mani di Dio non perde la propria libertà. 'L'uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una noiosa persona consenziente; egli non perde la sua libertà. Solo l'uomo che si affida totalmente a Dio - ha spiegato il Papa - trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene. L'uomo che si volge verso Dio non diventa più piccolo, ma più grande, perché grazie a Dio e insieme con Lui diventa grande, diventa divino, diventa veramente se stesso. L'uomo che si mette nelle mani di Dio non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola ed aperta'.
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martedì 26 gennaio 2010
15 agosto 2005 - Il Papa: 'Dio sia presente nella vita dell'uomo'
Come da tradizione Benedetto XVI in occasione della Solennità dell'Assunzione, Benedetto XVI ha presieduto la Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. L'omelia del Papa è stata ovviamente incentrata sulla figura della Madonna. Ella, ha osservato il Pontefice, 'non ha paura che Dio possa essere un concorrente nella nostra vita, che possa toglierci qualcosa della nostra libertà, del nostro spazio vitale con la sua grandezza. Sa che, se Dio è grande, anche noi siamo grandi. La nostra vita non viene oppressa, ma viene elevata e allargata: proprio allora diventa grande nello splendore di Dio'. Anche nella società contemporanea, ha aggiunto Papa Benedetto si pensa che 'accantonando Dio ed essendo noi autonomi, seguendo solo le nostre idee, la nostra volontà, saremmo divenuti realmente liberi, potendo fare quanto volevamo senza che nessun altro potesse darci alcun ordine. Ma dove scompare Dio, l’uomo non diventa più grande; perde anzi la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto. Alla fine risulta solo il prodotto di un’evoluzione cieca e, come tale, può essere usato e abusato'. L'uomo, ha proseguito ancora il Papa, non si vergogni di riconoscere Dio nella vita privata e nella sfera pubblica. 'E’ importante che Dio sia grande tra di noi, nella vita pubblica e nella vita privata. Nella vita pubblica - ha spiegato Benedetto XVI - è importante che Dio sia presente, ad esempio, mediante la Croce negli edifici pubblici, che Dio sia presente nella nostra vita comune, perché solo se Dio è presente abbiamo un orientamento, una strada comune; altrimenti i contrasti diventano inconciliabili, non essendoci più il riconoscimento della comune dignità. Rendiamo Dio grande nella vita pubblica e nella vita privata. Ciò vuol dire fare spazio ogni giorno a Dio nella nostra vita, cominciando dal mattino con la preghiera, e poi dando tempo a Dio, dando la domenica a Dio. Non perdiamo il nostro tempo libero se lo offriamo a Dio. Se Dio entra nel nostro tempo, tutto il tempo diventa più grande, più ampio, più ricco'.
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