In piazza di Spagna per l’atto di venerazione all’Immacolata, Benedetto XVI ha ricordato che la ‘Chiesa addita al mondo Maria come segno di sicura speranza e di definitiva vittoria del bene sul male. Colei che invochiamo piena di grazia ci ricorda che siamo tutti fratelli e che Dio è il nostro Creatore e il nostro Padre. Senza di Lui, o ancor peggio contro di Lui, noi uomini non potremo mai trovare la strada che conduce all’amore, non potremo mai sconfiggere il potere dell’odio e della violenza, non potremo mai costruire una stabile pace’. Riprendendo poi l’Enciclica Spe Salvi il Papa ha ribadito che ‘la Chiesa guarda a Maria e la invoca come stella della speranza. Nel nostro comune viaggio sul mare della storia abbiamo bisogno di luci di speranza, di persone cioè che traggono luce da Cristo ed offrono così orientamento per la nostra traversata’.
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giovedì 20 gennaio 2011
8 dicembre 2007 - Il Papa: 'Senza Dio non si costruisce la pace'
In piazza di Spagna per l’atto di venerazione all’Immacolata, Benedetto XVI ha ricordato che la ‘Chiesa addita al mondo Maria come segno di sicura speranza e di definitiva vittoria del bene sul male. Colei che invochiamo piena di grazia ci ricorda che siamo tutti fratelli e che Dio è il nostro Creatore e il nostro Padre. Senza di Lui, o ancor peggio contro di Lui, noi uomini non potremo mai trovare la strada che conduce all’amore, non potremo mai sconfiggere il potere dell’odio e della violenza, non potremo mai costruire una stabile pace’. Riprendendo poi l’Enciclica Spe Salvi il Papa ha ribadito che ‘la Chiesa guarda a Maria e la invoca come stella della speranza. Nel nostro comune viaggio sul mare della storia abbiamo bisogno di luci di speranza, di persone cioè che traggono luce da Cristo ed offrono così orientamento per la nostra traversata’.
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martedì 18 gennaio 2011
30 novembre 2007 - Il Papa firma l'Enciclica Spe Salvi
Benedetto XVI ha firmato stamane l’Enciclica Spe Salvi, la seconda del suo Pontificato, dedicata alla speranza cristiana. ‘Speranza – ha scritto il Papa - è una parola centrale della fede biblica al punto che in diversi passi le parole fede e speranza sembrano interscambiabili’. Il Pontefice ha poi rilevato che ‘possiamo soltanto presagire che l’eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell’immergersi nell’oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo — il prima e il dopo — non esiste più. Dobbiamo pensare in questa direzione, se vogliamo capire a che cosa mira la speranza cristiana, che cosa aspettiamo dalla fede, dal nostro essere con Cristo’. Il Pontefice ha ammesso che ‘noi abbiamo bisogno delle speranze — più piccole o più grandi — che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio. Dio è il fondamento della speranza, — non un qualsiasi dio, ma quel Dio che ha un volto umano e che ci ha amati sino alla fine. Solo il suo amore ci dà la possibilità di perseverare giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto’. Papa Benedetto punta infine l’indice contro le false speranze, su tutte il marxismo. Marx – ha osservato il Pontefice - ‘ha dimenticato che l’uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Pensava che una volta sistemata l’economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo’.
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