Il viaggio apostolico in Brasile continua con la tappa alla Comunità della Fazenda da Esperança. Ai tanti giovani che sono riusciti a liberarsi dalla droga il Papa ha ricordato che ‘Dio non opprime la libertà individuale; solo chiede l’apertura di quel sacrario della nostra coscienza attraverso cui passano tutte le aspirazioni più nobili, ma anche gli affetti e le passioni disordinati che offuscano il messaggio dell’Altissimo’. Ai ragazzi della Fazenda Benedetto XVI ha chiesto di diventare ‘ambasciatori della speranza!’. ‘Il Brasile – ha rilevato il Papa amaramente - possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro’. Da qui un monito, quasi un anatema. ‘Dico agli spacciatori – ha tuonato Papa Benedetto - che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che scandalizzavano i più piccoli, i preferiti di Dio’.
mercoledì 12 gennaio 2011
12 maggio 2007 - Il Papa in Brasile, anatema contro la droga
Il viaggio apostolico in Brasile continua con la tappa alla Comunità della Fazenda da Esperança. Ai tanti giovani che sono riusciti a liberarsi dalla droga il Papa ha ricordato che ‘Dio non opprime la libertà individuale; solo chiede l’apertura di quel sacrario della nostra coscienza attraverso cui passano tutte le aspirazioni più nobili, ma anche gli affetti e le passioni disordinati che offuscano il messaggio dell’Altissimo’. Ai ragazzi della Fazenda Benedetto XVI ha chiesto di diventare ‘ambasciatori della speranza!’. ‘Il Brasile – ha rilevato il Papa amaramente - possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro’. Da qui un monito, quasi un anatema. ‘Dico agli spacciatori – ha tuonato Papa Benedetto - che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che scandalizzavano i più piccoli, i preferiti di Dio’.
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