‘A volte è difficile trovare una ragione per ciò che appare solo come un ostacolo da superare o anche come prova – fisica o emotiva – da sopportare. Ma la fede e la ragione ci aiutano a vedere un orizzonte oltre noi stessi per immaginare la vita come Dio la vuole’. Lo ha detto il Papa visitando il centro Regina Pacis di Amman. Secondo Benedetto XVI ‘nelle nostre personali prove, e stando accanto agli altri nelle loro sofferenze, cogliamo l'essenza della nostra umanità, diventiamo, per così dire, più umani. E incominciamo ad imparare che, su un altro piano, anche i cuori induriti dal cinismo o dall’ingiustizia o dalla riluttanza a perdonare non sono mai al di là del raggio d’azione di Dio, possono essere sempre aperti ad un nuovo modo di essere, ad una visione di pace’.
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venerdì 11 febbraio 2011
8 maggio 2009 - Il Papa in Giordania: 'Nella sofferenza diventiamo più umani'
‘A volte è difficile trovare una ragione per ciò che appare solo come un ostacolo da superare o anche come prova – fisica o emotiva – da sopportare. Ma la fede e la ragione ci aiutano a vedere un orizzonte oltre noi stessi per immaginare la vita come Dio la vuole’. Lo ha detto il Papa visitando il centro Regina Pacis di Amman. Secondo Benedetto XVI ‘nelle nostre personali prove, e stando accanto agli altri nelle loro sofferenze, cogliamo l'essenza della nostra umanità, diventiamo, per così dire, più umani. E incominciamo ad imparare che, su un altro piano, anche i cuori induriti dal cinismo o dall’ingiustizia o dalla riluttanza a perdonare non sono mai al di là del raggio d’azione di Dio, possono essere sempre aperti ad un nuovo modo di essere, ad una visione di pace’.
10 aprile 2009 - Il Papa: 'Preghiamo per i sofferenti'
Al termine della Via Crucis del Venerdi Santo al Colosseo il Papa ha ricordato che ‘la dolorosa passione del Signore Gesù non può non muovere a pietà anche i cuori più duri, poiché costituisce l’apice della rivelazione dell’amore di Dio per ciascuno di noi’. Benedetto XVI non ha mancato di rivolgere un pensiero agli aquilani. ‘Preghiamo – è stato l’invito del Pontefice - con tutti gli addolorati, preghiamo soprattutto con tutti i sofferenti della zona terremotate dell’Aquila: preghiamo perché anche a loro in questa notte oscura appaia la stella della speranza, la luce del Signore risorto’.
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9 aprile 2009 - Il Papa: 'L'amore vero non è a buon mercato'
Il Papa ha aperto i riti del Triduo Pasquale con la Messa Crismale nella Basilica Vaticana. Ricordando l’istituzione del sacerdozio, Benedetto XVI ha ricordato che il presbitero ‘viene sottratto alle connessioni del mondo e donato a Dio, e proprio così, a partire da Dio, deve essere disponibile per gli altri, per tutti’. Essere uniti a Cristo – ha aggiunto ‘suppone la rinuncia. Comporta che non vogliamo imporre la nostra strada e la nostra volontà; che non desideriamo diventare questo o quest’altro, ma ci abbandoniamo a Lui, ovunque e in qualunque modo Egli voglia servirsi di noi’. Il Pontefice ha infine sottolineato che ‘l’amore vero non è a buon mercato, può essere anche molto esigente. Oppone resistenza al male, per portare all’uomo il vero bene. Se diventiamo una cosa sola con Cristo, impariamo a riconoscerLo proprio nei sofferenti, nei poveri, nei piccoli di questo mondo; allora diventiamo persone che servono, che riconoscono i fratelli e le sorelle di Lui e in essi incontrano Lui stesso’.
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19 marzo 2009 - ll Papa in Camerun: 'Proteggere la vita'
Visitando il ‘Centro Card. Paul Emile Léger’ il Papa ha ribadito che ‘la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane’. Rivolto al personale medico poi Benedetto XVI ha ricordato che a loro ‘spetta mettere in opera tutto quello che è legittimo per sollevare il dolore; spetta a voi in primo luogo proteggere la vita umana, essere i difensori della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale. Per ogni uomo, il rispetto della vita è un diritto e nello stesso tempo un dovere, perché ogni vita è un dono di Dio. Voglio, assieme a voi, rendere grazie al Signore per tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, operano a servizio delle persone che soffrono’.
martedì 8 febbraio 2011
11 febbraio 2009 - Il Papa: 'La vita non è un bene disponibile'
‘La vita dell’uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento’. Così Benedetto XVI incontrando i malati al termine della messa nella Basilica di San Pietro in occasione della 17^ Giornata Mondiale del Malato. I sofferenti – ha osservato il Papa – hanno bisogno di ‘premure e rispetto’ e per far ciò occorre ‘coraggio e pazienza’. ‘Per noi cristiani – ha concluso il Pontefice - è in Cristo che si trova la risposta all’enigma del dolore e della morte. E’ dunque alla scuola del Cristo eucaristico che ci è dato di imparare ad amare la vita sempre e ad accettare la nostra apparente impotenza davanti alla malattia e alla morte’.
domenica 6 febbraio 2011
26 dicembre 2008 - Il Papa prega per i sequestrati
Al termine dell’Angelus recitato nel giorno di Santo Stefano il Papa ha pensato a ‘quanti si trovano in situazioni di sofferenza e di grave difficoltà’. Benedetto XVI ha invitato tutti a pregare per tutti coloro che sono stati rapiti. ‘Penso – ha detto il Pontefice - ai sequestrati sia per motivi politici che per altri motivi in America Latina, in Medio Oriente, in Africa. La nostra solidale preghiera sia in questo momento per tutti loro di intimo, spirituale aiuto’.
sabato 5 febbraio 2011
20 settembre 2008 - Il Papa: 'La sofferenza unisce a Cristo'
Incontrando i Vescovi di recente nomina partecipanti a un Corso di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il Papa ha denunciato la sempre più violenta secolarizzazione, ‘il vento della scristianizzazione, l’indifferentismo religioso, la secolarizzazione e la relativizzazione dei valori’. Tutto ciò – ha osservato Benedetto XVI – ‘crea un ambiente di fronte al quale le armi della predicazione possono apparire prive della forza necessaria’. In diverse zone del mondo i cattolici sono minoranza perciò – ha suggerito il Papa – occorre l’impegno a confrontarsi ‘con altre religioni ben più forti e non sempre accoglienti’. Infine Papa Benedetto ha ricordato la persecuzione subita dai cristiani. ‘Non abbiate paura – ha esortato - e non vi scoraggiate per tutti questi inconvenienti, La sofferenza unisce a Cristo ed ai fratelli ed esprime la pienezza dell’amore, la cui fonte e prova suprema è la stessa croce di Cristo’.
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martedì 1 febbraio 2011
28 giugno 2008 - Il Papa apre l'Anno Paolino
La fede di San Paolo 'è l’essere colpito dall’amore di Gesù Cristo, un amore che lo sconvolge fin nell’intimo e lo trasforma. La sua fede non è una teoria, un’opinione su Dio e sul mondo. La sua fede è l’impatto dell’amore di Dio sul suo cuore. E così questa stessa fede è amore per Gesù Cristo'. Lo ha detto il Papa nel corso della celebrazione dei primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in occasione dell’apertura dell’Anno Paolino. 'Chi ama Cristo come lo ha amato Paolo - ha rilevato Benedetto XVI - può veramente fare quello che vuole, perché il suo amore è unito alla volontà di Cristo e così alla volontà di Dio; perché la sua volontà è ancorata alla verità e perché la sua volontà non è più semplicemente volontà sua, arbitrio dell’io autonomo, ma è integrata nella libertà di Dio e da essa riceve la strada da percorrere'. Riferendosi al martirio di Paolo, il Pontefice ha poi concluso che 'in un mondo in cui la menzogna è potente, la verità si paga con la sofferenza. Chi vuole schivare la sofferenza, tenerla lontana da sé, tiene lontana la vita stessa e la sua grandezza; non può essere servitore della verità e così servitore della fede. Non c’è amore senza sofferenza – senza la sofferenza della rinuncia a se stessi, della trasformazione e purificazione dell’io per la vera libertà. Là dove non c’è niente che valga che per esso si soffra, anche la stessa vita perde il suo valore'.
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lunedì 31 gennaio 2011
9 giugno 2008 - Il Papa: 'L'amore redime l'uomo'
domenica 23 gennaio 2011
19 gennaio 2008 - Il Papa: 'Il sofferente è unito a Cristo'
‘Unito misteriosamente a Cristo, l’uomo che soffre con amore e docile abbandono alla volontà divina diventa offerta vivente per la salvezza del mondo’. Lo ha scritto Benedetto XVI nel messaggio in occasione della 16^ Giornata Mondiale del Malato. Il Papa ha inoltre sottolineato che il ‘dolore, accolto con fede, diventa la porta per entrare nel mistero della sofferenza redentrice di Gesù e per giungere con Lui alla pace e alla felicità della sua Risurrezione’.
martedì 11 gennaio 2011
22 aprile 2007 - Il Papa: 'Rispettare sempre la vita'
La prima tappa a Pavia è per Benedetto XVI la visita al Policlinico San Matteo. Qui il Papa ha spiegato che ‘l’ospedale è un luogo che potremmo dire in qualche modo sacro, dove si sperimenta la fragilità della natura umana, ma anche le enormi potenzialità e risorse dell’ingegno dell’uomo e della tecnica al servizio della vita. La vita dell’uomo! Questo grande dono, per quanto lo si esplori, resta sempre un mistero’. Benedetto XVI ha poi auspicato che al progresso scientifico si affianchi ‘la coscienza di promuovere, insieme con il bene del malato, anche quei valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita in ogni sua fase, dai quali dipende la qualità autenticamente umana di una convivenza’. Il Pontefice ha infine invitato a vedere Cristo in ogni malato perché ‘è Lui stesso che attende il nostro amore’. ‘Certo – ha concluso - la sofferenza ripugna all’animo umano; rimane però sempre vero che, quando viene accolta con amore, con compassione, ed è illuminata dalla fede, diviene un’occasione preziosa che unisce in maniera misteriosa al Cristo Redentore, l’Uomo dei dolori, che sulla Croce ha assunto su di sé il dolore e la morte dell’uomo’.
6 aprile 2007 - Il Papa: 'Dio è con noi nella sofferenza'
'Seguendo Gesù nella via della Sua passione vediamo non soltanto la passione di Gesù, ma vediamo tutti i sofferenti del mondo ed è questa la profonda intenzione della preghiera della Via Crucis: di aprire i nostri cuori e aiutarci a vedere con il cuore'. Lo ha detto Benedetto XVI presiedendo la Via Crucis al Colosseo. 'Dio - ha spiegato il Papa - non è lontano, intoccabile nella sua beatitudine: il nostro Dio ha un cuore, anzi ha un cuore di carne, si è fatto carne proprio per poter soffrire con noi ed essere con noi nelle nostre sofferenze. Si è fatto uomo per darci un cuore di carne e per risvegliare in noi l’amore per i sofferenti, per i bisognosi'.
mercoledì 5 gennaio 2011
14 dicembre 2006 - Il Papa: 'Chi governa lavori per il bene comune'
Ricevendo in udienza alcuni nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede Benedetto XVI non ha mancato di esporre la propria preoccupazione ‘per le situazioni e i focolai di tensione che continuano a svilupparsi, a detrimento delle popolazioni locali, mietendo un gran numero di vittime innocenti’. Questa situazione – ha osservato il Papa – ‘rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di alcune popolazioni e fa gravare sui più poveri il fardello della sofferenza e della mancanza dei beni più essenziali’. Il Pontefice si è poi rivolto ai governanti auspicando che essi ‘nutrano la preoccupazione costante di considerare il loro impegno politico e sociale come un servizio alle persone e non come la ricerca di benefici per un piccolo numero, a detrimento del bene comune’.
sabato 11 settembre 2010
14 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa è al servizio dei sofferenti'
Ricevendo in udienza i partecipanti al Pellegrinaggio delle Opere di San Pio da Pietrelcina e della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Benedetto XVI ha l’occasione per ribadire l’impegno della Chiesa in favore di malati e sofferenti. ‘Fede e ricerca scientifica – ha spiegato il Papa - cooperano al medesimo fine, che si può esprimere nel modo migliore con le parole di Gesù stesso: perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza’. Imparando da Cristo – ha aggiunto il Pontefice – ‘la Chiesa, grazie ai carismi di tanti santi e sante, ha prolungato e diffuso nel corso dei secoli questo ministero profetico di Cristo, mediante innumerevoli iniziative nel campo della sanità e del servizio ai sofferenti’.
lunedì 26 luglio 2010
23 agosto 2006 - Il Papa: 'La sofferenza non è l'ultima parola'
E’ ancora la figura dell’Apostolo Giovanni a dominare l’Udienza Generale di quest’oggi. E Benedetto XVI decide di soffermarsi stavolta sul Libro dell’Apocalisse di Giovanni, un testo – ha spiegato il Papa ‘benché pervaso da continui riferimenti a sofferenze, tribolazioni e pianto - la faccia oscura della storia -, è altrettanto permeato da frequenti canti di lode, che rappresentano quasi la faccia luminosa della storia’. ‘Siamo qui di fronte – ha concluso il Pontefice - al tipico paradosso cristiano, secondo cui la sofferenza non è mai percepita come l’ultima parola, ma è vista come punto di passaggio verso la felicità e, anzi, essa stessa è già misteriosamente intrisa della gioia che scaturisce dalla speranza’.
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venerdì 23 aprile 2010
14 aprile 2006 - Il Papa e l'attualità della Via Crucis
Benedetto XVI ha presieduto al Colosseo la prima Via Crucis del Venerdì Santo del suo pontificato. E, nel saluto ai fedeli, il Papa ha voluto sottolineare l'attualità della rappresentazione della Passione di Cristo. 'La «Via Crucis» - ha sottolineato Papa Benedetto - non è una cosa del passato, e di un determinato punto della terra. La Croce del Signore abbraccia il mondo; la sua «Via Crucis» attraversa i continenti ed i tempi. Nella «Via Crucis» non possiamo essere solo spettatori. Nella «Via Crucis» non c'è la possibilità di essere neutrali'. In questo rito, ha proseguito Benedetto XVI, si possono sintetizzare le sofferenze del mondo di oggi. 'Nella Croce di Cristo oggi abbiamo visto la sofferenza dei bambini abbandonati, abusati; le minacce contro la famiglia; la divisione del mondo nella superbia dei ricchi che non vedono Lazzaro davanti alla porta e la miseria di tanti che soffrono fame e sete'.
sabato 6 febbraio 2010
16 dicembre 2005 - Il Papa: 'Non considerare il malato come un peso'
La Sala Stampa Vaticana ha pubblicato stamane il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà il prossimo 11 febbraio. Il Papa ha rivolto un pensiero particolare alle persone affette da malattie mentali. 'La Chiesa - ha esordito Papa Benedetto - intende chinarsi con particolare sollecitudine sui sofferenti, richiamando l’attenzione della pubblica opinione sui problemi connessi col disagio mentale, che colpisce ormai un quinto dell’umanità e costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria'. Benedetto XVI intravede anche nei mutamenti della società contemporanea le cause dei disturbi mentali. 'Nei Paesi ad alto sviluppo economico - ha spiegato - all’origine di nuove forme di malessere mentale gli esperti riconoscono anche l’incidenza negativa della crisi dei valori morali. Ciò accresce il senso di solitudine, minando e persino sfaldando le tradizionali forme di coesione sociale, ad iniziare dall’istituto della famiglia, ed emarginando i malati, particolarmente quelli mentali, considerati sovente come un peso per la famiglia e per la comunità'. Dopo aver ringranziato ed elogiato quanti si adoperano 'perché a tutti i malati di mente sia dato accesso alle cure necessarie', Papa Ratzinger ha raccomandato 'agli operatori pastorali, alle associazioni ed organizzazioni del volontariato di sostenere, con forme ed iniziative concrete, le famiglie che hanno a carico malati di mente, verso i quali auspico che cresca e si diffonda la cultura dell’accoglienza e della condivisione, grazie pure a leggi adeguate ed a piani sanitari che prevedano sufficienti risorse per la loro concreta applicazione'.
venerdì 29 gennaio 2010
28 ottobre 2005 - Migranti, il Papa: 'Soccorrere chi soffre'
Pubblicato stamane il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'attenzione del Papa si focalizza su due aspetti ben precisi del fenomeno. Quello riguardante le donne e quello, piu' generale, di quanti fuggono dal proprio Paese per le condizioni invivibili in cui versa quella nazione. Per quanto riguarda le donne Papa Benedetto pone l'accento su quel 'traffico di esseri umani - e soprattutto di donne - che prospera dove le opportunità di migliorare la propria condizione di vita, o semplicemente di sopravvivere, sono scarse. Diventa facile per il trafficante offrire i propri "servizi" alle vittime, che spesso non sospettano neppure lontanamente ciò che dovranno poi affrontare. In taluni casi, vi sono donne e ragazze che sono destinate ad essere poi sfruttate sul lavoro, quasi come schiave, e non di rado anche nell’industria del sesso'. Vi è poi - nel messaggio papale - la focalizzazione del fenomeno, ormai globale, dei richiedenti asilo. 'Vorrei rilevare come in genere - ha osservato Benedetto XVI - ci si soffermi sul problema costituito dal loro ingresso e non ci si interroghi anche sulle ragioni del loro fuggire dal Paese d’origine. La Chiesa guarda a tutto questo mondo di sofferenza e di violenza con gli occhi di Gesù, che si commuoveva davanti allo spettacolo delle folle vaganti come pecore senza pastore. Speranza, coraggio, amore e altresì "fantasia della carità" devono ispirare il necessario impegno, umano e cristiano, a soccorso di questi fratelli e sorelle nelle loro sofferenze'.
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mercoledì 27 gennaio 2010
30 settembre 2005 - Il Papa tra i bambini malati
Toccante visita di Benedetto XVI all'Ospedale pediatrico Bambino Gesu'. Il Papa si è incontrato con i piccoli degenti in un clima di grande commozione. 'Passando per alcuni reparti, imbattendomi con tanti piccoli che soffrono - ha spiegato il Pontefice - ho pensato spontaneamente a Gesù che amava teneramente i bambini e voleva che li lasciassero andare a Lui. Sì, come Gesù, anche la Chiesa manifesta una speciale predilezione per l’infanzia, specialmente quando si tratta di fanciulli sofferenti'. E al personale del nosocomio Benedetto XVI ha ricordato che 'qui si può offrire una testimonianza concreta ed efficace del Vangelo a contatto con l’umanità sofferente; qui si proclama con i fatti la potenza di Cristo che con il suo spirito guarisce e trasforma l’umana esistenza'.
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