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venerdì 11 febbraio 2011

20 marzo 2009 - Il Papa in Angola: 'Liberare l'Africa dai suoi flagelli'

Con ‘un cuore integro, magnanimo e compassionevole, voi potete trasformare questo Continente, liberando il vostro popolo dal flagello dell’avidità, della violenza e del disordine, guidandolo sul sentiero segnato dai principi indispensabili ad ogni moderna civile democrazia: il rispetto e la promozione dei diritti umani, un governo trasparente, una magistratura indipendente, una comunicazione sociale libera, un'onesta amministrazione pubblica, una rete di scuole e di ospedali funzionanti in modo adeguato, e la ferma determinazione, radicata nella conversione dei cuori, di stroncare una volta per tutte la corruzione’. E’ l’invito rivolto dal Papa alle autorità politiche e civili dell’Angola. Benedetto XVI non ha mancato di ribadire la sua preoccupazione per la famiglia. ‘Particolarmente sconvolgente – ha denunciato il Pontefice - è il giogo opprimente della discriminazione sulle donne e ragazze, senza parlare della innominabile pratica della violenza e dello sfruttamento sessuale che causa loro tante umiliazioni e traumi’. Infine la conferma del no all’aborto, visto da alcuni come una delle ‘cure della salute materna’ ‘Quanto sconcertante – ha concluso il Papa - la tesi di coloro secondo i quali la soppressione della vita sarebbe una questione di salute riproduttiva’.

giovedì 27 gennaio 2011

16 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Democrazia fiorisce se guidata dalla verità'

Benedetto XVI ha iniziato la sua visita negli Stati Uniti facendo visita al Presidente George W. Bush alla Casa Bianca. ‘La libertà non è solo un dono – ha detto il Papa - ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza’. ‘La difesa della libertà – ha proseguito il Pontefice - chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune ed un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi. In una parola, la libertà è sempre nuova. Si tratta di una sfida posta ad ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene’. Il Papa ha poi ricordato che ‘la democrazia può fiorire soltanto quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione’. Benedetto XVI ha anche elogiato la generosità degli Stati Uniti ‘nel venire incontro ai bisogni umani immediati, promuovendo lo sviluppo e offrendo sollievo alle vittime delle catastrofi naturali’. ‘Ho fiducia – ha concluso Papa Ratzinger - che tale preoccupazione per l’ampia famiglia umana continuerà a trovare espressione nel sostenere gli sforzi pazienti della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso. Così, le generazioni future saranno in grado di vivere in un mondo dove la verità, la libertà e la giustizia possano fiorire – un mondo dove la dignità e i diritti dati da Dio ad ogni uomo, donna e bambino, vengano tenuti in considerazione, protetti e promossi efficacemente’.

domenica 13 giugno 2010

19 maggio 2006 - Il Papa: 'Necessarie istituzioni credibili'

Ricevendo in udienza i membri della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Benedetto XVI è tornato a parlare di democrazia e giustizia sociale. 'Occorrono in primo luogo - ha osservato il Papa - istituzioni appropriate, credibili, autorevoli, non finalizzate a una mera gestione del potere pubblico, ma capaci di promuovere livelli articolati di partecipazione popolare, nel rispetto delle tradizioni di ciascuna nazione, e nella costante preoccupazione di custodirne l'identità'. 'Altrettanto urgente - ha aggiunto il Pontefice - è uno sforzo tenace, durevole e condiviso per la promozione della giustizia sociale. La democrazia raggiungerà la sua piena attuazione solo quando ogni persona ed ogni popolo sarà in grado di accedere ai beni primari attraverso un ordinamento delle relazioni interne e internazionali che assicuri a ciascuno la possibilità di parteciparvi. Non si potrà dare, peraltro, vera giustizia sociale se non in un'ottica di genuina solidarietà'.

lunedì 8 marzo 2010

27 gennaio 2006 - Il Papa: 'In democrazia ci siano riferimenti condivisi'

L'incontro con i Dirigenti delle ACLI è occasione per Benedetto XVI di ribadire due concetti cardine del Magistero della Chiesa Cattolica. Il primo è, ovviamente, la tutela della vita umana. 'Viviamo un tempo in cui la scienza e la tecnica offrono possibilità straordinarie per migliorare l’esistenza di tutti. Ma - ha osservato il Pontefice - un uso distorto di questo potere può provocare gravi e irreparabili minacce per il destino della vita stessa. Va, pertanto, ribadito l’insegnamento dell’amato Giovanni Paolo II, che ci ha invitati a vedere nella vita la nuova frontiera della questione sociale. La tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, e ovunque questa sia minacciata, offesa o calpestata, è il primo dovere in cui si esprime un’autentica etica della responsabilità, che si estende coerentemente a tutte le altre forme di povertà, di ingiustizia e di esclusione'. La seconda osservazione che il Papa ha rivolto alle ACLI concerne la democrazia. Sia essa sostanziale e non mera apparenza, l'auspicio di Benedetto XVI. 'Una democrazia senza valori - ha detto Papa Ratzinger citando l'enciclica Centesimus Annus - si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia. Di qui l’invito a lavorare perché cresca il consenso attorno a un quadro di riferimenti condivisi. Diversamente l’appello alla democrazia rischia di essere una mera formalità procedurale, che perpetua le differenze ed esaspera le problematiche'.