Visualizzazione post con etichetta Relativismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Relativismo. Mostra tutti i post

venerdì 11 febbraio 2011

12 maggio 2009 - Il Papa al Muro del Pianto

Dopo aver visitato il Muro del Pianto il Papa è stato ricevuto al Gran Rabbinato di Gerusalemme. Benedetto XVI ha osservato che ‘Ebrei e Cristiani sono ugualmente interessati ad assicurare rispetto per la sacralità della vita umana, la centralità della famiglia, una valida educazione dei giovani, la libertà di religione e di coscienza per una società sana’. Tutto ciò – ha aggiunto – è ‘la fase iniziale di ciò che noi speriamo sarà un solido, progressivo cammino verso una migliorata reciproca comprensione. Una indicazione del potenziale di questa serie di incontri si è subito vista nella nostra condivisa preoccupazione di fronte al relativismo morale e alle offese che esso genera contro la dignità della persona umana’.

20 marzo 2009 - Il Papa in Angola: 'La famiglia va sostenuta'

Incontrando la Conferenza Episcopale angolana il Papa ha chiesto di intervenire ‘contro un diffuso relativismo che nulla riconosce come definitivo e anzi tende ad erigere a misura ultima l’io personale e i suoi capricci’ proponendo ‘il Figlio di Dio, che è anche vero uomo. È Lui la misura del vero umanesimo. Il cristiano di fede adulta e matura non è colui che segue le onde della moda e l’ultima novità, ma colui che vive profondamente radicato nell’amicizia di Cristo. Questa amicizia ci apre verso tutto ciò che è buono e ci offre il criterio per discernere tra errore e verità’. E’ necessario pertanto – ha proseguito il Pontefice – difendere ‘la famiglia, la quale ha un particolare bisogno di essere evangelizzata e concretamente sostenuta, poiché, alla fragilità ed instabilità interna di tante unioni coniugali, si viene ad aggiungere la tendenza diffusa nella società e nella cultura di contestare il carattere unico e la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio’. Bisogna – ha concluso Papa Ratzinger – ‘alzare la voce in difesa della sacralità della vita umana e del valore dell’istituto matrimoniale e per la promozione del ruolo che ha la famiglia nella Chiesa e nella società, chiedendo misure economiche e legislative che le rechino sostegno nella generazione e nell’educazione dei figli’.

martedì 1 febbraio 2011

19 luglio 2008 - GMG, il Papa ai giovani: 'Sappiate ascoltare'

Benedetto XVI ha presieduto davanti a centinaia di miglia la Veglia all’Ippodromo di Randwick, culmine della Giornata Mondiale della Gioventù. Aprendo il suo articolato discorso Benedetto XVI ha messo in guardia circa il relativismo che ‘per sua natura non riesce a vedere l’intero quadro. Ignora quegli stessi principi che ci rendono capaci di vivere e di crescere nell’unità, nell’ordine e nell’armonia’. ‘Siate vigilanti! Sappiate ascoltare! – è stato l’appello del Papa - attraverso le dissonanze e le divisioni del mondo, potete voi udire la voce concorde dell’umanità? Dal bimbo derelitto di un campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un’appartenenza, all’unità. Chi soddisfa questo desiderio umano essenziale ad essere uno, ad essere immerso nella comunione, ad essere edificato, ad essere guidato alla verità? Lo Spirito Santo! Questo è il suo ruolo: portare a compimento l’opera di Cristo. Arricchiti dei doni dello Spirito, voi avrete la forza di andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana!’. Il Pontefice si è infine soffermato sul senso della vita che ‘non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell’amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!’.

sabato 29 gennaio 2011

4 maggio 2008 - Il Papa: 'I cattolici servano il bene comune'

L’Italia ‘ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un giusto ordine della società e dello Stato’. Lo ha detto il Papa incontrando in piazza San Pietro l’Azione Cattolica Italiana. Di fronte alla emergenza educativa – ha esortato Benedetto XVI – ‘sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio’.

17 aprile 2008 - Il Papa negli USA rilancia l'emergenza educativa

Visitando la Catholic University of America di Washington il Papa ha osservato che ‘contro i conflitti personali, la confusione morale e la frammentazione della conoscenza, i nobili scopi della formazione accademica e dell’educazione, fondati sull’unità della verità e sul servizio alla persona e alla comunità, diventano uno speciale potente strumento di speranza’. Benedetto XVI ha poi ribadito che ‘quando nulla aldilà dell’individuo è riconosciuto come definitivo, il criterio ultimo di giudizio diventa l’io e la soddisfazione dei desideri immediati dell’individuo. L’obiettività e la prospettiva, che derivano soltanto dal riconoscimento dell’essenziale dimensione trascendente della persona umana, possono andare perdute. All’interno di un simile orizzonte relativistico gli scopi dell’educazione vengono inevitabilmente ridotti’. ‘Particolarmente inquietante – ha concluso il Papa - è la riduzione della preziosa e delicata area dell’educazione sessuale alla gestione del rischio, priva di ogni riferimento alla bellezza dell’amore coniugale’.

giovedì 27 gennaio 2011

5 aprile 2008 - Il Papa: 'No alla cultura della morte'

‘Da più parti poi sembra purtroppo avanzare la cultura della morte, che insidia anche la stagione della terza età. Con crescente insistenza si giunge persino a proporre l’eutanasia come soluzione per risolvere certe situazioni difficili. La vecchiaia, con i suoi problemi legati anche ai nuovi contesti familiari e sociali a causa dello sviluppo moderno, va valutata con attenzione e sempre alla luce della verità sull’uomo, sulla famiglia e sulla comunità. Occorre sempre reagire con forza a ciò che disumanizza la società’. Sono parole di Benedetto XVI pronunciate nel corso dell’udienza all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il Papa ha poi parlato del ruolo dei nonni che nelle famiglie devono continuare ‘ad essere testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà ad un unico amore che genera la fede e la gioia di vivere. I cosiddetti nuovi modelli di famiglia ed il relativismo dilagante hanno indebolito questi valori fondamentali del nucleo familiare. I mali della nostra società hanno bisogno di urgenti rimedi’.

lunedì 24 gennaio 2011

21 febbraio 2008 - Il Papa: 'C'è armonia tra fede e ragione'

Incontrando i partecipanti alla 35^ Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, Benedetto XVI ha osservato come la Chiesa abbia 'urgente bisogno di persone di fede solida e profonda, di cultura seria e di genuina sensibilità umana e sociale, di religiosi e sacerdoti che dedichino la loro vita a stare proprio su queste frontiere per testimoniare e aiutare a comprendere che vi è invece un’armonia profonda fra fede e ragione, fra spirito evangelico, sete di giustizia e operosità per la pace'. Soltanto in questo modo - ha aggiunto il Papa -'diventerà possibile far conoscere il vero volto del Signore a tanti a cui oggi rimane nascosto o irriconoscibile'. Il mondo di oggi - ha ancora spiegato Papa Benedetto - 'è teatro di una battaglia fra il bene e il male' le cui 'forze si manifestano oggi in molti modi, ma con particolare evidenza attraverso tendenze culturali che spesso diventano dominanti, come il soggettivismo, il relativismo, l’edonismo, il materialismo pratico'. Pertanto - ha concluso - è necessario l'impegno dei Gesuiti 'a promuovere e difendere la dottrina cattolica in particolare sui punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare'.

giovedì 20 gennaio 2011

1 dicembre 2007 - Il Papa: 'Non cedere al relativismo'

‘Spesso il dibattito internazionale appare segnato da una logica relativistica che pare ritenere, come unica garanzia di una convivenza pacifica tra i popoli, il negare cittadinanza alla verità sull’uomo e sulla sua dignità nonché alla possibilità di un agire etico fondato sul riconoscimento della legge morale naturale. Viene così di fatto ad imporsi una concezione del diritto e della politica, in cui il consenso tra gli Stati, ottenuto talvolta in funzione di interessi di corto respiro o manipolato da pressioni ideologiche, risulterebbe essere la sola ed ultima fonte delle norme internazionali’ Lo ha denunciato il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Forum di Organizzazioni non-governative di ispirazione cattolica. ‘I frutti amari di tale logica relativistica nella vita internazionale – ha aggiunto Benedetto XVI - sono purtroppo evidenti: si pensi, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti dell’uomo le conseguenze di certi stili egoistici di vita, oppure al disinteresse per le necessità economiche e sociali dei popoli più deboli, o al disprezzo del diritto umanitario e ad una difesa selettiva dei diritti umani’. Auspico – ha concluso il Pontefice - che vengano individuati ‘modi efficaci e concreti per far recepire a livello internazionale gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa. In tale senso, vi incoraggio ad opporre al relativismo la grande creatività della verità circa l’innata dignità dell’uomo e dei diritti che ne conseguono. Una tale creatività consentirà di dare una risposta più adeguata alle molteplici sfide presenti nell’odierno dibattito internazionale e soprattutto permetterà di promuovere iniziative concrete, che vanno vissute in spirito di comunione e libertà’.

lunedì 17 gennaio 2011

5 ottobre 2007 - Il Papa torna a bocciare il relativismo

‘La società civile e secolare oggi si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è perduta l'evidenza originaria dei fondamenti dell'essere umano e del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione. Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine civile e sociale’. E’ l’opinione del Papa, espressa durante l’incontro con la Commissione Teologica Internazionale. Il mondo di oggi non si pone come problema ‘la ricerca del bene, ma quella del potere, o piuttosto dell'equilibrio dei poteri. Alla radice di questa tendenza vi è il relativismo etico, in cui alcuni vedono addirittura una delle condizioni principali della democrazia, perché il relativismo garantirebbe la tolleranza e il rispetto reciproco delle persone. Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto’. ’La storia dimostra con grande chiarezza – ha ribattuto il Papa - che le maggioranze possono sbagliare. La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, ma solo dalla trasparenza della ragione umana alla Ragione creatrice e dall’ascolto comune di questa Fonte della nostra razionalità’. Quando si ha davanti la dignità umana, la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo, ha concluso il Pontefice, ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore nel cuore dell'uomo, senza che la società stessa venga drammaticamente colpita in ciò che costituisce la sua base irrinunciabile. La legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità, e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte’.

venerdì 14 gennaio 2011

11 giugno 2007 - Il Papa: 'C'è una emergenza educativa'

'Educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza vuol dire aiutare i nostri fratelli, o meglio aiutarci scambievolmente, ad entrare in un rapporto vivo con Cristo e con il Padre. È questo, fin dall’inizio, il compito fondamentale della Chiesa'. Così Benedetto XVI inaugurando il convegno sull'educazione della Diocesi di Roma. Educare alla fede oggi non è un'impresa facile, ha ricordato il Papa. 'Oggi ogni opera di educazione sembra diventare sempre più ardua e precaria. Si parla perciò di una grande emergenza educativa, della crescente difficoltà che s’incontra nel trasmettere alle nuove generazioni i valori-base dell’esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che coinvolge sia la scuola sia la famiglia'. Dal Pontefice un nuovo affondo contro il relativismo, definito 'una sorta di dogma'. Ai giovani - ha ancora detto Papa Benedetto - dobbiamo porre 'senza timori la proposta della fede a confronto con la ragione del nostro tempo'. Le difficoltà che si incontrano nell'opera educativa - ha concluso Benedetto XVI - sono provocate 'da quei messaggi e da quel clima diffuso che vengono veicolati dai grandi mezzi di comunicazione e che si ispirano ad una mentalità e cultura caratterizzate dal relativismo, dal consumismo e da una falsa e distruttiva esaltazione, o meglio profanazione, del corpo e della sessualità'.

giovedì 13 gennaio 2011

24 maggio 2007 - Il Papa: 'Sostenere le politiche per la famiglia'

'In Italia la fede è viva e profondamente radicata e che la Chiesa è una realtà di popolo, capillarmente vicina alle persone e alle famiglie'. Lo ha detto il Papa incontrando in Vaticano i partecipanti alla 57a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Benedetto XVI ha osservato come ad oggi sia presente 'una cultura improntata al relativismo morale, povera di certezze e ricca invece di rivendicazioni non di rado ingiustificate', è necessaria pertanto 'la necessità di un irrobustimento della formazione cristiana mediante una catechesi più sostanziosa'. Dopo aver espresso soddisfazione per il ''Family day'', il Pontefice ha sottolineato come 'la famiglia stessa sia profondamente radicata nel cuore e nella vita degli italiani. Questo evento ha certamente contribuito a rendere visibile a tutti quel significato e quel ruolo della famiglia nella società che ha particolarmente bisogno di essere compreso e riconosciuto oggi, di fronte a una cultura che si illude di favorire la felicità delle persone insistendo unilateralmente sulla libertà dei singoli individui'. 'Ogni iniziativa dello Stato a favore della famiglia come tale - ha concluso Benedetto XVI - non può che essere apprezzata e incoraggiata'.

mercoledì 12 gennaio 2011

4 maggio 2007 - Il Papa: 'Costruire una società a dimensione umana'

Il Papa ha incontrato i Vescovi della Macedonia, del Montenegro e della Serbia in Visita ad Limina, esortandoli a ‘non stancarsi di essere lievito evangelico che fermenta la società’. Benedetto XVI ha poi invitato i Pastori a formare ‘rette coscienze secondo il Vangelo’ che ‘saranno più facilmente spinte a costruire una società a dimensione umana. Una male intesa modernità tende oggi ad esaltare in maniera soverchia i bisogni dell’individuo a scapito dei doveri che ogni persona ha verso Dio e verso la comunità alla quale appartiene’. Dopo gli oltre 40 anni di dominio comunista adesso – ha ancora osservato – risulta ‘difficile resistere alle tentazioni del materialismo occidentale con i rischi di relativismo e liberalismo etico, di radicalismo e fondamentalismo politico. Non perdetevi di animo, ma unite piuttosto le forze e continuate pazientemente la vostra opera, certi che un giorno, con l’aiuto di Dio, si potranno raccogliere quei frutti che Egli stesso farà maturare secondo i suoi misteriosi disegni di salvezza’.

lunedì 10 gennaio 2011

24 marzo 2007 - Il Papa: 'Radici cristiane sono anima dell'Europa'

L’udienza ai partecipanti al Congresso promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea offre al Papa l’occasione per fare il punto della situazione del Vecchio Continente. In primis Benedetto XVI ha denunciato il calo demografico che rischia di condurre l’Europa ‘al congedo dalla storia’. ‘Ciò – ha aggiunto - oltre a mettere a rischio la crescita economica, può anche causare enormi difficoltà alla coesione sociale e, soprattutto, favorire un pericoloso individualismo, disattento alle conseguenze per il futuro. Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire’. Il Pontefice non ha poi nascosto la preoccupazione per il rifiuto che arriva da più parti di riconoscere le radici cristiane d’Europa. ‘Tali valori che costituiscono l’anima del Continente – ha sostenuto - devono restare nell’Europa del terzo millennio come fermento di civiltà’. Appare sempre più necessario – ha ancora detto Benedetto XVI – che il Continente rispetti ‘l’autentica dignità dell’essere umano’ perché ‘dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore’. Se il pragmatismo prevale allora, ha ammonito il Papa, ‘si innestano correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l’accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi’.

lunedì 30 agosto 2010

8 ottobre 2006 - Il Papa: 'La famiglia dica no al relativismo'

Il matrimonio e la famiglia sono i temi al centro dell’Angelus odierno recitato da Benedetto XVI in piazza San Pietro. Il Papa ha auspicato che ‘i coniugi cristiani possano costruire una famiglia aperta alla vita e capace di affrontare unita le molte e complesse sfide di questo nostro tempo. C’è oggi particolarmente bisogno della loro testimonianza’. ‘C’è bisogno di famiglie – ha aggiunto - che non si lascino travolgere da moderne correnti culturali ispirate all’edonismo e al relativismo, e siano pronte piuttosto a compiere con generosa dedizione la loro missione nella Chiesa e nella società’.

mercoledì 28 luglio 2010

8 settembre 2006 - Dal Papa nuovo no al relativismo

Un discorso articolato quello che il Papa ha rivolto ai Vescovi canadesi dell'Ontario in Visita ad Limina in Vaticano. Benedetto XVI ha, innazi tutto, invitando l'Episcopato nordamericano ad una nuova evangelizzazione che abbia come obiettivo 'rendere visibile Dio nel volto umano di Gesù. Nell'aiutare gli individui a riconoscere e a vivere l'amore di Cristo, risveglierete in loro - ha aggiunto il Pontefice - il desiderio di dimorare nella casa del Signore, abbracciando la vita della Chiesa'. 'Oggi - ha messo in guardia il Papa - gli ostacoli alla diffusione del Regno di Cristo vengono vissuti nella maniera più drammatica, nella divisione fra Vangelo e cultura, con l'esclusione di Dio dalla sfera pubblica'. Papa Benedetto ha poi puntato il dito contro alcune 'novità' che hanno fatto ingresso nella società canadese. 'Nel nome della tolleranza - ha osservato Benedetto XVI - il vostro Paese ha dovuto sopportare la follia della ridefinizione del termine consorte e, in nome della libertà di scelta si confronta con l'eliminazione quotidiana di nascituri. Quando il disegno divino del Creatore viene ignorato si perde la verità della natura umana'. 'Un ostacolo particolarmente insidioso all'educazione oggi - ha infine concluso il Papa - è la marcata presenza nella società di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, considera come criterio definitivo solo il sé e i suoi desideri'.

lunedì 19 luglio 2010

6 luglio 2006 - Il Papa riceve i Vescovi croati

Un discorso con tre pilastri quello che il Papa stamane ha rivolto ai Vescovi croati in Visita ad Limina. Il primo argomento affrontato da Benedetto XVI è stato il rapporto tra la Croazia e l’Europa. ‘Il vostro Paese, la Croazia – ha sottolineato il Pontefice - da sempre vive nell’ambito della civiltà europea, e a ragione perciò desidera vedersi riconosciuto quale parte dell’Unione Europea. È, essenziale che l’edificazione della casa comune europea sia sempre basata sulla verità dell’uomo, poggiando quindi sull’affermazione del diritto di ciascuno alla vita dal concepimento fino alla morte naturale; sul riconoscimento della componente spirituale dell’essere umano, nella quale si radica l’inalienabile sua dignità; sul rispetto delle scelte religiose di ciascuno, nelle quali si testimonia l’insopprimibile apertura al trascendente. Su questi valori è possibile trovare il consenso anche di chi, pur non aderendo alla Chiesa cattolica, accetta la voce della ragione, sensibile ai dettami della legge naturale’. Secondo argomento tracciato dal Papa è stato il relativismo imperante della cultura contemporanea. ‘Gli itinerari anche verso mete buone e desiderabili – ha spiegato - non sono esenti dalle insidie delle odierne correnti culturali quali la secolarizzazione e il relativismo. È pertanto necessario un annunzio instancabile dei valori evangelici, affinché i fedeli possano evitare tali pericoli’. Infine l’invito ad una maggiore presenza dei cattolici in ogni ambito della società. ‘Come non vedere, poi, l'importanza della presenza dei cattolici nella vita pubblica, come anche nei mezzi di comunicazione? Dipende anche da loro – ha concluso Papa Benedetto - far sì che si possa sempre sentire una voce di verità sui problemi del momento’.

sabato 10 luglio 2010

5 giugno 2006 - Il Papa: 'La Chiesa si dimostri affidabile'

L’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sul tema "La gioia della fede e l’educazione delle nuove generazioni" è occasione per il Papa di rilanciare alcuni punti cardine della missione della Chiesa. Innanzi tutto Benedetto XVI mette in guardia i suoi interlocutori dai rischi dell’agnosticismo e del relativismo. ‘È possibile individuare – osserva Papa Benedetto - due linee di fondo dell’attuale cultura secolarizzata, tra loro chiaramente interdipendenti, che spingono in direzione contraria all’annuncio cristiano e non possono non avere un’incidenza su coloro che stanno maturando i propri orientamenti e scelte di vita. Una di esse è quell’agnosticismo che scaturisce dalla riduzione dell’intelligenza umana a semplice ragione calcolatrice e funzionale e che tende a soffocare il senso religioso iscritto nel profondo della nostra natura. L’altra è quel processo di relativizzazione e di sradicamento che corrode i legami più sacri e gli affetti più degni dell’uomo, col risultato di rendere fragili le persone, precarie e instabili le nostre reciproche relazioni’. Per arginare questo processo – sostiene il Pontefic e – ‘tutti noi abbiamo bisogno, e specialmente i nostri ragazzi, adolescenti e giovani hanno bisogno, di vivere la fede come gioia, di assaporare quella serenità profonda che nasce dall’incontro con il Signore’. ‘È indispensabile quindi – prosegue il Papa – che le nuove generazioni possano fare esperienza della Chiesa come di una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita, siano esse liete e gratificanti oppure ardue e oscure, una compagnia che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell’eternità’. Infine Benedetto XVI invita gli educatori a non impaurirsi di fronte al confronto con la ragione. Fede e ragione possono e debbono camminare insieme. ‘Nell’educazione delle nuove generazioni – conclude Papa Ratzinger - non dobbiamo dunque avere alcun timore di porre la verità della fede a confronto con le autentiche conquiste della conoscenza umana. I progressi della scienza sono oggi molto rapidi e non di rado vengono presentati come contrapposti alle affermazioni della fede, provocando confusione e rendendo più difficile l’accoglienza della verità cristiana. Ma Gesù Cristo è e rimane il Signore di tutta la creazione e di tutta la storia’.

venerdì 18 giugno 2010

26 maggio 2006 - Polonia, dal Papa nuovo no al relativismo

Messa solenne stamane in Piazza Pilsudski a Varsavia per Benedetto XVI. All'inizio dell'omelia il Papa ha ricordato Giovanni Paolo II e il Cardinale Stephan Wyszyński, già Arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia. Parlando ai fedeli Papa Benedetto ha lanciato un nuovo monito contro il relativismo. 'Si cerca di creare l’impressione - ha spiegato il Pontefice - che tutto sia relativo: anche le verità della fede dipenderebbero dalla situazione storica e dalla valutazione umana. Però la Chiesa non può far tacere lo Spirito di Verità. I successori degli Apostoli, insieme con il Papa, sono responsabili per la verità del Vangelo, ed anche tutti i cristiani sono chiamati a condividere questa responsabilità accettandone le indicazioni autorevoli'. Ai polacchi, di conseguenza, Benedetto XVI ha lanciato un vero e proprio appello. 'Rimanete forti nella fede - ha detto - tramandatela ai vostri figli, testimoniate la grazia, che avete sperimentato in modo così abbondante attraverso lo Spirito Santo nella vostra storia'.

giovedì 4 febbraio 2010

4 dicembre 2005 - Il Papa invoca la libertà religiosa

L'Angelus domenicale è stata occasione per Benedetto XVI di invocare l'effettiva libertà religiosa. Ricordando quanto affermato quarant'anni fa dal Concilio Vaticano II, il Papa ha ricordato come la libertà religiosa 'dev’essere garantita sia ai singoli che alle comunità, nel rispetto delle legittime esigenze dell’ordine pubblico. E questo insegnamento conciliare, dopo quarant’anni, resta ancora di grande attualità'. 'Infatti la libertà religiosa - ha sottolineato il Pontefice - è ben lontana dall’essere ovunque effettivamente assicurata: in alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene ostacolata nei fatti dal potere politico oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell’agnosticismo e del relativismo'.

martedì 26 gennaio 2010

21 agosto 2005 - Il Papa: 'La Chiesa tedesca guardi al futuro'

Conclusi gli incontri con i giovani, Benedetto XVI si rivolge - prima di partire per Roma - alla Conferenza Episcopale Tedesca. In Germania, ammette il Papa, la Chiesa ha problemi ma 'nonostante tutte le cose discutibili che possono esserci, esiste veramente una Chiesa viva, una Chiesa che possiede molti aspetti positivi, nella quale così tante persone sono pronte a impegnarsi per la propria fede e a impiegare il loro tempo libero, anche a donare denaro e qualcosa dei loro averi, semplicemente per contribuirvi con la propria esistenza'. Il Papa sottolinea ciò che non va. 'Sappiamo - spiega - che secolarismo e scristianizzazione progrediscono, che il relativismo cresce, che l'influsso dell'etica e della morale cattoliche diminuisce sempre più. Non poche persone abbandonano la Chiesa, o se vi rimangono, accettano soltanto una parte dell'insegnamento cattolico, scegliendo solo alcuni aspetti del cristianesimo. Preoccupante rimane la situazione religiosa nell'Est, dove, come sappiamo, la maggioranza della popolazione non è battezzata e non ha alcun contatto con la Chiesa e, spesso, non conosce affatto né Cristo né la Chiesa'. Ai Vescovi il Pontefice lancia una 'sfida': 'Riconosciamo - dice - in queste realtà altrettante sfide'. Infine un invito, la Chiesa tedesca guardi al futuro. 'Vogliamo essere una Chiesa aperta al futuro, ricca di promesse per le nuove generazioni. Non si tratta di un giovanilismo, che in fondo è ridicolo, ma di una autentica giovinezza che fluisce dalla fonte dell'eternità, che è sempre nuova, che deriva dalla trasparenza di Cristo nella sua Chiesa'.