L’udienza ai partecipanti al Congresso promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea offre al Papa l’occasione per fare il punto della situazione del Vecchio Continente. In primis Benedetto XVI ha denunciato il calo demografico che rischia di condurre l’Europa ‘al congedo dalla storia’. ‘Ciò – ha aggiunto - oltre a mettere a rischio la crescita economica, può anche causare enormi difficoltà alla coesione sociale e, soprattutto, favorire un pericoloso individualismo, disattento alle conseguenze per il futuro. Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire’. Il Pontefice non ha poi nascosto la preoccupazione per il rifiuto che arriva da più parti di riconoscere le radici cristiane d’Europa. ‘Tali valori che costituiscono l’anima del Continente – ha sostenuto - devono restare nell’Europa del terzo millennio come fermento di civiltà’. Appare sempre più necessario – ha ancora detto Benedetto XVI – che il Continente rispetti ‘l’autentica dignità dell’essere umano’ perché ‘dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore’. Se il pragmatismo prevale allora, ha ammonito il Papa, ‘si innestano correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l’accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi’.
lunedì 10 gennaio 2011
24 marzo 2007 - Il Papa: 'Radici cristiane sono anima dell'Europa'
L’udienza ai partecipanti al Congresso promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea offre al Papa l’occasione per fare il punto della situazione del Vecchio Continente. In primis Benedetto XVI ha denunciato il calo demografico che rischia di condurre l’Europa ‘al congedo dalla storia’. ‘Ciò – ha aggiunto - oltre a mettere a rischio la crescita economica, può anche causare enormi difficoltà alla coesione sociale e, soprattutto, favorire un pericoloso individualismo, disattento alle conseguenze per il futuro. Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire’. Il Pontefice non ha poi nascosto la preoccupazione per il rifiuto che arriva da più parti di riconoscere le radici cristiane d’Europa. ‘Tali valori che costituiscono l’anima del Continente – ha sostenuto - devono restare nell’Europa del terzo millennio come fermento di civiltà’. Appare sempre più necessario – ha ancora detto Benedetto XVI – che il Continente rispetti ‘l’autentica dignità dell’essere umano’ perché ‘dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore’. Se il pragmatismo prevale allora, ha ammonito il Papa, ‘si innestano correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l’accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi’.
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