Benedetto XVI ha incontrato stamane il Primo Ministro polacco Donald Tusk. Nel darne comunicazione la Sala Stampa Vaticana ha fatto sapere che ‘i cordiali colloqui hanno avuto per oggetto la situazione del Paese, soprattutto in riferimento ai valori morali e religiosi cristiani, che sono parte del patrimonio del popolo polacco. Si è fatto cenno pure alle tradizionali buone relazioni tra Polonia e Santa Sede, che hanno ricevuto particolare impulso durante il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Sono stati affrontati, infine, temi attinenti all’Europa e al ruolo internazionale della Polonia’.
Visualizzazione post con etichetta Polonia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Polonia. Mostra tutti i post
giovedì 20 gennaio 2011
7 dicembre 2007 - Il Papa riceve il Primo Ministro polacco
Benedetto XVI ha incontrato stamane il Primo Ministro polacco Donald Tusk. Nel darne comunicazione la Sala Stampa Vaticana ha fatto sapere che ‘i cordiali colloqui hanno avuto per oggetto la situazione del Paese, soprattutto in riferimento ai valori morali e religiosi cristiani, che sono parte del patrimonio del popolo polacco. Si è fatto cenno pure alle tradizionali buone relazioni tra Polonia e Santa Sede, che hanno ricevuto particolare impulso durante il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Sono stati affrontati, infine, temi attinenti all’Europa e al ruolo internazionale della Polonia’.
mercoledì 5 gennaio 2011
6 dicembre 2006 - Il Card. Glemp lascia Varsavia
giovedì 9 settembre 2010
12 ottobre 2006 - Il Papa riceve il primo ministro polacco
Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano il primo ministro polacco Jaroslaw Kaczinsky. Nel corso dell'udienza - fa sapere una nota della Sala Stampa della Santa Sede - 'vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riguardo al processo di integrazione europea e alle tematiche relative alle radici cristiane del Continente'. 'In tale occasione - si legge ancora nel comunicato vaticano - vi è stato anche un riferimento ai problemi morali e religiosi che oggi toccano la vita degli Stati, specialmente quelli relativi alla bioetica, alla difesa e promozione della vita e della famiglia, alla solidarietà, alla libertà religiosa e al dialogo tra le culture'.
Etichette:
Europa,
Polonia,
Radici cristiane
martedì 6 luglio 2010
28 maggio 2006 - Il Papa tedesco visita Auschwitz
L'ultima tappa del Viaggio Apostolico in Polonia di Benedetto XVI è forse il momento più toccante: la visita del Papa tedesco al campo di sterminio nazista di Auschwitz. 'Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo che non ha confronti nella storia - ha esordito un emozionato Papa Benedetto - è quasi impossibile ed è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania. In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto?'. Il Papa non ha nascosto le responsabilità della Germania e ha avuto parole di fuoco nei confronti di Hitler e del nazismo. 'Io sono oggi qui - ha spiegato Papa Ratzinger - come figlio del popolo tedesco: Non potevo non venire qui. Dovevo venire. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell'intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio'. Da Auschwitz l'umanità - ha auspicato Benedetto XVI - sappia trarre la giusta lezione. 'Il luogo in cui ci troviamo è un luogo della memoria, è il luogo della Shoah. Il passato non è mai soltanto passato. Esso riguarda noi e ci indica le vie da non prendere e quelle da prendere. Dietro queste lapidi - ha concluso - si cela il destino di innumerevoli esseri umani. Essi scuotono la nostra memoria, scuotono il nostro cuore. Non vogliono provocare in noi l'odio: ci dimostrano anzi quanto sia terribile l'opera dell'odio. Vogliono portare la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo; vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male'. Lasciato il campo di Auschwitz, Benedetto XVI si è trasferito all'aeroporto di Varsavia per imbarcarsi sul volo che lo ha riportato in Italia.
sabato 3 luglio 2010
28 maggio 2006 - Il Papa: 'Testimoniate il Vangelo nel mondo di oggi'
Anche la messa solenne presiedutada Benedetto XVI nel parco di Blonie a Cracovia ha come punto di riferimento la figura di Giovanni Paolo II. 'All’inizio del secondo anno del mio pontificato - ha spiegato il Papa nell'omelia - sono venuto in Polonia e a Cracovia per un bisogno del cuore, come pellegrino sulle orme del mio Predecessore. Volevo respirare l’aria della sua Patria. Volevo guardare la terra nella quale nacque e dove crebbe per assumere l’instancabile servizio a Cristo e alla Chiesa universale. Desideravo prima di tutto incontrare gli uomini vivi, i suoi connazionali, sperimentare la vostra fede dalla quale egli trasse la linfa vitale, ed assicurarmi che siete saldi in essa'. Ai polacchi il Pontefice desidera affidare una missione. 'Rafforzati dalla fede in Dio - ha esortato Papa Benedetto - impegnatevi con ardore nel consolidare il suo Regno sulla terra: il Regno del bene, della giustizia, della solidarietà e della misericordia. Vi prego di testimoniare con coraggio il Vangelo dinanzi al mondo di oggi, portando la speranza ai poveri, ai sofferenti, agli abbandonati, ai disperati, a coloro che hanno sete di libertà, di verità e di pace. Facendo del bene al prossimo e mostrandovi solleciti per il bene comune, testimoniate che Dio è amore'.
Etichette:
Giovanni Paolo II,
Polonia,
Speranza,
Vangelo
mercoledì 30 giugno 2010
27 maggio 2006 - Il Papa: 'Giovani, costruite sulla roccia!'
L'invito a costruire sulla roccia è il punto centrale del discorso che il Papa ha rivolto ai giovani radunatisi nel Parco di Blonie, a Cracovia. 'Cristo - ha osservato Benedetto XVI - comprende non solo l’aspirazione dell’uomo ad una casa duratura, ma è pienamente consapevole anche di tutto ciò che può ridurre in rovina la felicità dell’uomo. Non vi meravigliate dunque delle contrarietà, qualunque esse siano! Non vi scoraggiate a motivo di esse! Un edificio costruito sulla roccia non equivale ad una costruzione sottratta al gioco delle forze naturali, iscritte nel mistero dell’uomo. Aver costruito sulla roccia significa poter contare sulla consapevolezza che nei momenti difficili c’è una forza sicura su cui fare affidamento'. Fidatevi - ha aggiunto il Papa - della Chiesa e di colui che ne è stato posto al vertice. 'Non abbiate paura a costruire la vostra vita nella Chiesa e con la Chiesa! Siate fieri - ha osservato - dell’amore per Pietro e per la Chiesa a lui affidata. Non vi lasciate illudere da coloro che vogliono contrapporre Cristo alla Chiesa! C’è un’unica roccia sulla quale vale la pena di costruire la casa. Questa roccia è Cristo. C’è solo una pietra su cui vale la pena di poggiare tutto. Questa pietra è colui a cui Cristo ha detto: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa'. Infine un appello. 'Cari giovani amici - ha concluso il Pontefice - la paura dell’insuccesso può a volte frenare perfino i sogni più belli. Può paralizzare la volontà e rendere incapaci di credere che possa esistere una casa costruita sulla roccia. Può persuadere che la nostalgia della casa è soltanto un desiderio giovanile e non un progetto per la vita. Insieme a Gesù dite a questa paura: Non può cadere una casa fondata sulla roccia'.
giovedì 24 giugno 2010
27 maggio 2006 - Il Papa: 'Spero presto Giovanni Paolo II santo'
La visita a Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II, è uno dei momenti più significativi del viaggio apostolico in Polonia di Benedetto XVI. 'La parola d’ordine del presente pellegrinaggio: Rimanete saldi nella fede - ha detto il Pontefice ai concittadini di Papa Wojtyla - trova qui la sua concreta dimensione che si potrebbe esprimere con l’esortazione: Rimanete saldi nell’osservanza delle promesse battesimali. Testimone di una tale fedeltà – che in questo luogo parla in modo tutto speciale - è il Servo di Dio Giovanni Paolo II'. 'Voglio rendere grazie a Dio - ha aggiunto Papa Benedetto - per il pontificato di Giovanni Paolo II e come lui chiedere alla Madonna di prendersi cura della Chiesa della quale dalla volontà di Dio mi viene affidata la guida'. Da Wadowice Benedetto XVI si è trasferito prima al Santuario di Kalwaria e poi a quello della Divina Misericordia. 'Spero - ha ammesso il Pontefice - che la Provvidenza conceda presto la Beatificazione e la Canonizzazione del nostro amato Papa Giovanni Paolo II'.
Etichette:
Beatificazione,
Giovanni Paolo II,
Polonia
venerdì 18 giugno 2010
26 maggio 2006 - Polonia, il Papa: 'Attraverso la fede tocchiamo Dio'
Tappa al Santuario di Jasna Góra di Częstochowa per Benedetto XVI che ha incontrato religiosi e seminaristi. 'Dio si nasconde nel mistero - ha spiegato il Papa - pretendere di comprenderLo significherebbe volerlo circoscrivere nei nostri concetti e nel nostro sapere e così irrimediabilmente perderlo. Mediante la fede, invece, possiamo aprirci un varco attraverso i concetti, perfino quelli teologici, e possiamo toccare il Dio vivente. E Dio, una volta toccato, ci trasmette immediatamente la sua forza'. 'La fede - ha proseguito il Pontefice - ha un posto non soltanto negli stati d’animo e nelle esperienze religiose, ma prima di tutto nel pensiero e nell’azione, nel lavoro quotidiano, nella lotta contro se stessi, nella vita comunitaria e nell’apostolato, poiché essa fa sì che la nostra vita sia pervasa dalla potenza di Dio stesso. La fede può sempre riportarci a Dio, anche quando il nostro peccato ci fa del male'.
26 maggio 2006 - Polonia, dal Papa nuovo no al relativismo
Messa solenne stamane in Piazza Pilsudski a Varsavia per Benedetto XVI. All'inizio dell'omelia il Papa ha ricordato Giovanni Paolo II e il Cardinale Stephan Wyszyński, già Arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia. Parlando ai fedeli Papa Benedetto ha lanciato un nuovo monito contro il relativismo. 'Si cerca di creare l’impressione - ha spiegato il Pontefice - che tutto sia relativo: anche le verità della fede dipenderebbero dalla situazione storica e dalla valutazione umana. Però la Chiesa non può far tacere lo Spirito di Verità. I successori degli Apostoli, insieme con il Papa, sono responsabili per la verità del Vangelo, ed anche tutti i cristiani sono chiamati a condividere questa responsabilità accettandone le indicazioni autorevoli'. Ai polacchi, di conseguenza, Benedetto XVI ha lanciato un vero e proprio appello. 'Rimanete forti nella fede - ha detto - tramandatela ai vostri figli, testimoniate la grazia, che avete sperimentato in modo così abbondante attraverso lo Spirito Santo nella vostra storia'.
Etichette:
Fede,
Polonia,
Relativismo,
Vescovi
25 maggio 2006 - Il Papa è in Polonia
'Il percorso del mio cammino in questo viaggio in Polonia è segnato dalle tracce della vita e del servizio pastorale di Karol Wojtyla e dall’itinerario che ha percorso da Papa pellegrino nella propria patria'. Lo ha detto Benedetto XVI nel suo discorso all'aeroporto di Varsavia, in Polonia, meta del suo secondo viaggio apostolico internazionale. Tra le tappe che saranno toccate dal Papa anche il campo di sterminio nazista di Auschwitz. 'Lì - ha detto il Pontefice - spero di incontrare soprattutto i superstiti delle vittime del terrore nazista, provenienti da diverse nazioni, che hanno sofferto la tragica oppressione. Pregheremo tutti insieme affinché le piaghe del secolo scorso guariscano sotto la medicazione che il buon Dio ci indica chiamandoci al perdono reciproco, e ci offre nel mistero della sua misericordia'. Il primo appuntamento pubblico di questo viaggio apostolico si è svolto nella cattedrale di san Giovanni dove Benedetto XVI ha incontrato il clero polacco. 'La Chiesa in Polonia - ha detto il Papa - si trova dinanzi ad una grande sfida pastorale: quella di prendersi cura dei fedeli che hanno lasciato il Paese. La piaga della disoccupazione costringe numerose persone a partire verso l’estero. È un fenomeno diffuso su vasta scala. Quando le famiglie vengono in tal modo divise, quando si infrangono i legami sociali, la Chiesa non può rimanere indifferente'. 'Il dono di numerose vocazioni, con cui Dio ha benedetto la vostra Chiesa - ha concluso Papa Benedetto - deve essere accolto in prospettiva veramente cattolica. Sacerdoti polacchi, non abbiate paura di lasciare il vostro mondo sicuro e conosciuto, per servire là dove mancano i sacerdoti e dove la vostra generosità può portare un frutto copioso'. Successivamente il Papa ha incontrato i rappresentanti della comunità luterana ai quali ha ribadito di 'considerare una priorità del mio ministero la restituzione della piena e visibile unità tra i cristiani'.
Etichette:
Giovanni Paolo II,
Nazismo,
Polonia,
Vocazioni
martedì 2 febbraio 2010
26 novembre 2005 - Il Papa riceve i Vescovi polacchi
La Visita ad Limina dei Vescovi polacchi è occasione per Benedetto XVI di fare il punto della situazione della Chiesa figlia di Giovanni Paolo II. Il Papa focalizza l'attenzione sulla famiglia che 'rimane la fondamentale culla della formazione della persona umana' e sulle giovani generazioni. 'Sono numerosissimi i giovani - dice con soddisfazione Papa Benedetto - che manifestano una profonda sensibilità alle necessità altrui, specialmente a quelle dei poveri, degli ammalati, delle persone sole, disabili. Intraprendono perciò varie iniziative per portare aiuto ai bisognosi'. La pastorale giovanile, osserva il Pontefice, è di primaria importanza. 'La formazione della giovane generazione - ricorda Papa Ratzinger - è un compito che spetta ai genitori, alla Chiesa e allo Stato. Perciò, rispettando un’opportuna autonomia, è necessaria una strettissima collaborazione della Chiesa con la scuola, con gli atenei e con altre istituzioni laiche che si occupano dell’educazione della gioventù'. Infine, rivolgendo sempre lo sguardo ai giovani, Benedetto XVI invita all'evangelizzazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. 'Oggi - l'opinione del Papa - nel mondo della cultura i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare. Si sa che essi non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari. Possono dunque costituire un prezioso strumento di evangelizzazione'. 'Gli uomini della Chiesa, specialmente i cristiani laici - l'invito del successore di Wojtyla - sono chiamati a promuovere in un raggio ancora maggiore i valori evangelici per mezzo della stampa, della radio, della televisione e di internet'.
Etichette:
Evangelizzazione,
Giovani,
Media,
Polonia
Iscriviti a:
Post (Atom)

