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venerdì 11 febbraio 2011

4 maggio 2009 - Il Papa: 'La legge naturale è una guida per tutti'

‘La Chiesa ha sempre affermato che i diritti fondamentali, al di là delle loro differenti formulazioni e dei differenti gradi di importanza che possono avere nei vari contesti culturali, devono essere sostenuti e riconosciuti universalmente perché sono inerenti alla natura stessa dell'uomo che è creato a immagine e somiglianza di Dio’. Lo ha detto il Papa ricevendo l’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Ribadita poi l’importanza della legge naturale, definita da Benedetto XVI ‘una guida riconoscibile da tutti, sulla base della quale tutti possono reciprocamente comprendersi e amarsi’.

martedì 8 febbraio 2011

14 febbraio 2009 - Il Papa: 'Nella Chiesa non c'è posto per la divisione'

‘La vostra disponibilità ad adattarvi agli altri è un segno eloquente del fatto che, quale nuova famiglia di tutti coloro che credono in Cristo, nella Chiesa non è c'è posto per alcun tipo di divisione’. Lo ha detto il Papa incontrando i Vescovi della Nigeria in Visita ad Limina. Benedetto XVI ha poi sottolineato come ‘la legge naturale e il Vangelo, correttamente compreso e applicato alle realtà politiche e civili, non riducono in alcun modo la gamma di valide opzioni politiche’. ‘Al contrario – ha concluso - costituiscono una garanzia per tutti i cittadini di una vita di libertà, con rispetto per la loro dignità di persone e tutela dalla manipolazione ideologica e dall'abuso basati sulla legge del più forte’.

12 febbraio 2009 - Il Papa: 'Combattere la povertà è obbligo etico'

Ricevendo l’Ambasciatore australiano presso la Santa Sede, il Papa è tornato ad auspicare un rapporto ‘fra Creatore, creato e creatura ponderato e rispettato’. ‘A partire da questo riconoscimento - ha aggiunto Benedetto XVI - possiamo scoprire un comune codice etico che consiste in norme radicate nella legge naturale iscritta dal Creatore nel cuore di ogni essere umano’. Il Pontefice ha poi rilevato che ‘una posizione autenticamente etica è al centro di qualsiasi politica di sviluppo responsabile, rispettoso e socialmente inclusivo. È l'etica a rendere imperativa una risposta compassionevole e generosa alla povertà’.

domenica 6 febbraio 2011

5 dicembre 2008 - Il Papa: 'Legge naturale è valore irrinunciabile'

Ricevendo la Plenaria della Commissione Teologica Internazionale il Papa ha ribadito ‘la necessità e l’urgenza, nel contesto odierno, di creare nella cultura e nella società civile e politica le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale’. Questa – ha spiegato Benedetto XVI – ‘costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte’.

giovedì 20 gennaio 2011

1 dicembre 2007 - Il Papa: 'Non cedere al relativismo'

‘Spesso il dibattito internazionale appare segnato da una logica relativistica che pare ritenere, come unica garanzia di una convivenza pacifica tra i popoli, il negare cittadinanza alla verità sull’uomo e sulla sua dignità nonché alla possibilità di un agire etico fondato sul riconoscimento della legge morale naturale. Viene così di fatto ad imporsi una concezione del diritto e della politica, in cui il consenso tra gli Stati, ottenuto talvolta in funzione di interessi di corto respiro o manipolato da pressioni ideologiche, risulterebbe essere la sola ed ultima fonte delle norme internazionali’ Lo ha denunciato il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Forum di Organizzazioni non-governative di ispirazione cattolica. ‘I frutti amari di tale logica relativistica nella vita internazionale – ha aggiunto Benedetto XVI - sono purtroppo evidenti: si pensi, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti dell’uomo le conseguenze di certi stili egoistici di vita, oppure al disinteresse per le necessità economiche e sociali dei popoli più deboli, o al disprezzo del diritto umanitario e ad una difesa selettiva dei diritti umani’. Auspico – ha concluso il Pontefice - che vengano individuati ‘modi efficaci e concreti per far recepire a livello internazionale gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa. In tale senso, vi incoraggio ad opporre al relativismo la grande creatività della verità circa l’innata dignità dell’uomo e dei diritti che ne conseguono. Una tale creatività consentirà di dare una risposta più adeguata alle molteplici sfide presenti nell’odierno dibattito internazionale e soprattutto permetterà di promuovere iniziative concrete, che vanno vissute in spirito di comunione e libertà’.

lunedì 17 gennaio 2011

5 ottobre 2007 - Il Papa torna a bocciare il relativismo

‘La società civile e secolare oggi si trova in una situazione di smarrimento e di confusione: si è perduta l'evidenza originaria dei fondamenti dell'essere umano e del suo agire etico e la dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne sono la diretta negazione. Tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine civile e sociale’. E’ l’opinione del Papa, espressa durante l’incontro con la Commissione Teologica Internazionale. Il mondo di oggi non si pone come problema ‘la ricerca del bene, ma quella del potere, o piuttosto dell'equilibrio dei poteri. Alla radice di questa tendenza vi è il relativismo etico, in cui alcuni vedono addirittura una delle condizioni principali della democrazia, perché il relativismo garantirebbe la tolleranza e il rispetto reciproco delle persone. Ma se fosse così, la maggioranza di un momento diventerebbe l’ultima fonte del diritto’. ’La storia dimostra con grande chiarezza – ha ribattuto il Papa - che le maggioranze possono sbagliare. La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, ma solo dalla trasparenza della ragione umana alla Ragione creatrice e dall’ascolto comune di questa Fonte della nostra razionalità’. Quando si ha davanti la dignità umana, la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo, ha concluso il Pontefice, ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore nel cuore dell'uomo, senza che la società stessa venga drammaticamente colpita in ciò che costituisce la sua base irrinunciabile. La legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità, e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte’.

domenica 9 gennaio 2011

12 febbraio 2007 - Il Papa: 'Rispettare la legge naturale'

‘La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare’. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense. ‘La legge naturale è in definitiva – ha aggiunto Benedetto XVI - il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica’. Rispettarla, ha ancora spiegato il Pontefice, ‘è la vera garanzia offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità’. E il Papa ha presentato esempi concreti. In primis la famiglia poiché ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare. Dimenticarlo significherebbe indebolire la famiglia, penalizzare i figli e rendere precario il futuro della società’. Papa Benedetto ha poi rivolto un monito alla scienza perché ‘non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito’. ‘La tecnica quando riduce l’essere umano ad oggetto di sperimentazione – ha concluso - finisce per abbandonare il soggetto debole all’arbitrio del più forte. Affidarsi ciecamente alla tecnica come all’unica garante di progresso, senza offrire nello stesso tempo un codice etico che affondi le sue radici in quella stessa realtà che viene studiata e sviluppata, equivarrebbe a fare violenza alla natura umana con conseguenze devastanti per tutti’.