In vista della riunione del G20 di Londra Benedetto XVI ha scritto una lettera al Primo Ministro britannico Gordon Brown. ‘Le crisi finanziarie – ha osservato il Papa - scattano nel momento in cui, anche a causa del venir meno di un corretto comportamento etico, manca la fiducia degli agenti economici negli strumenti e nei sistemi finanziari. Tuttavia, la finanza, il commercio e i sistemi di produzione sono creazioni umane contingenti che, quando diventano oggetto di fiducia cieca, portano in sé stesse la radice del loro fallimento’. Secondo il Pontefice ‘l’unico fondamento vero e solido è la fiducia nell’uomo. Perciò tutte le misure proposte per arginare la crisi devono cercare, in ultima analisi, di offrire sicurezza alle famiglie e stabilità ai lavoratori e di ripristinare, tramite opportune regole e controlli, l’etica nelle finanze’. La crisi attuale – ha aggiunto Papa Ratzinger – ‘ci insegna che l’etica non è fuori dall’economia, ma dentro e che l’economia non funziona se non porta in sé l’elemento etico’. Il Papa ha infine ribadito che ‘ogni passo verso la soluzione della crisi, troverà la sua migliore concretizzazione nel coraggioso e generoso potenziamento di una cooperazione internazionale capace di promuovere un reale sviluppo umano ed integrale’.
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venerdì 11 febbraio 2011
31 marzo 2009 - Il Papa: 'Ripristinare l'etica in economia'
In vista della riunione del G20 di Londra Benedetto XVI ha scritto una lettera al Primo Ministro britannico Gordon Brown. ‘Le crisi finanziarie – ha osservato il Papa - scattano nel momento in cui, anche a causa del venir meno di un corretto comportamento etico, manca la fiducia degli agenti economici negli strumenti e nei sistemi finanziari. Tuttavia, la finanza, il commercio e i sistemi di produzione sono creazioni umane contingenti che, quando diventano oggetto di fiducia cieca, portano in sé stesse la radice del loro fallimento’. Secondo il Pontefice ‘l’unico fondamento vero e solido è la fiducia nell’uomo. Perciò tutte le misure proposte per arginare la crisi devono cercare, in ultima analisi, di offrire sicurezza alle famiglie e stabilità ai lavoratori e di ripristinare, tramite opportune regole e controlli, l’etica nelle finanze’. La crisi attuale – ha aggiunto Papa Ratzinger – ‘ci insegna che l’etica non è fuori dall’economia, ma dentro e che l’economia non funziona se non porta in sé l’elemento etico’. Il Papa ha infine ribadito che ‘ogni passo verso la soluzione della crisi, troverà la sua migliore concretizzazione nel coraggioso e generoso potenziamento di una cooperazione internazionale capace di promuovere un reale sviluppo umano ed integrale’.
martedì 8 febbraio 2011
12 febbraio 2009 - Il Papa: 'Combattere la povertà è obbligo etico'
Ricevendo l’Ambasciatore australiano presso la Santa Sede, il Papa è tornato ad auspicare un rapporto ‘fra Creatore, creato e creatura ponderato e rispettato’. ‘A partire da questo riconoscimento - ha aggiunto Benedetto XVI - possiamo scoprire un comune codice etico che consiste in norme radicate nella legge naturale iscritta dal Creatore nel cuore di ogni essere umano’. Il Pontefice ha poi rilevato che ‘una posizione autenticamente etica è al centro di qualsiasi politica di sviluppo responsabile, rispettoso e socialmente inclusivo. È l'etica a rendere imperativa una risposta compassionevole e generosa alla povertà’.
9 febbraio 2009 - Il Papa: 'Salvaguardare il nascituro'
Prendendo come esempio il conflitto israelo-palestinese il Papa ha ribadito ‘la necessità di appoggiare le iniziative volte a risolvere pacificamente le divergenze che si sono verificate’. Lo ha detto Benedetto XVI all’Ambasciatore del Brasile presso la Santa Sede. Parlando poi dello Stato sudamericano il Papa ha espresso l’auspicio che ‘si continuino a promuovere e a diffondere i valori umani fondamentali, soprattutto quando si tratta di riconoscere in maniera esplicita la sacralità della vita familiare e la salvaguardia del nascituro, dal momento del concepimento sino alla fine naturale dell'esistenza’. Ribadita infine la richiesta di appoggiare ‘un'etica che non deturpi ma protegga l'esistenza dell'embrione e il suo diritto alla nascita’.
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domenica 6 febbraio 2011
13 dicembre 2008 - Il Papa: 'La Chiesa riconosce la distinzione con lo Stato'
Visitando l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il Papa ha ribadito l’importanza della distinzione tra Stato e Chiesa. La Chiesa – ha spiegato Benedetto XVI – ‘si rallegra di ciò, come di un grande progresso dell’umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli’. Tuttavia – ha precisato il Pontefice – ‘la Chiesa sente come suo compito, seguendo i dettami della propria dottrina sociale di risvegliare nella società le forze morali e spirituali, contribuendo ad aprire le volontà alle autentiche esigenze del bene. Perciò, richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche e soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, di fatto la Chiesa contribuisce a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società, ed in questo senso si realizza l’auspicata vera e propria cooperazione tra Stato e Chiesa’.
sabato 5 febbraio 2011
27 settembre 2008 - Il Papa: 'Tutelare l'ambiente'
Ricevendo alcune delegazioni di centri ed uffici turistici Benedetto XVI ha rinnovato l’appello a proteggere il creato ‘dall’uso indiscriminato dei beni della terra. Senza un adeguato limite etico e morale, il comportamento umano può infatti trasformarsi in minaccia e sfida’. Secondo il Papa ‘il degrado ambientale può essere frenato solo diffondendo un’adeguata cultura comportamentale, che comprenda stili di vita più sobri. Da qui l’importanza di educare a un’etica della responsabilità e di procedere a "fare delle proposte più costruttive per garantire il benessere delle generazioni future’.
domenica 23 gennaio 2011
31 gennaio 2008 - Il Papa: 'La Chiesa deve proporre principi etico-morali'
Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, dicastero da lui stesso guidato dal 1981 alla sua elezione al soglio pontificio nell’aprile 2005. ‘Le nuove tecnologie biomediche – ha detto il Papa - interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società. Il Magistero della Chiesa certamente non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma ha il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti’. Papa Benedetto ha poi ricordato che i ‘due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo sono il rispetto incondizionato dell’essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale e il rispetto dell’originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi’. Concludendo il suo intervento Benedetto XVI si è domandato se ‘quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro materiale biologico, come negare che essi siano trattati non più come un qualcuno, ma come un qualcosa, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?’.
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lunedì 17 gennaio 2011
29 ottobre 2007 - Il Papa: 'Non anestetizzare le coscienze'
I temi di etica e bioetica sono stati al centro dell’udienza del Papa ai partecipanti al 25° Congresso internazionale dei Farmacisti Cattolici. ‘Non è possibile – ha esordito Benedetto XVI - anestetizzare le coscienze, ad esempio sugli effetti di molecole che hanno come fine quello di evitare l'annidamento di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ognuno a un sussulto di umanità, affinché ogni essere sia tutelato dal suo concepimento fino alla sua morte naturale e i farmaci svolgano veramente il loro ruolo terapeutico’. Il Papa ha poi ribadito che ‘nessuna persona può essere utilizzata, in modo sconsiderato, come un oggetto, per compiere esperimenti terapeutici; questi si devono svolgere secondo i protocolli rispettando le norme etiche fondamentali. Qualsiasi cura o sperimentazione deve avere come prospettiva un eventuale miglioramento della persona, e non solo la ricerca di avanzamenti scientifici’. Dal Pontefice anche l’invito a porre l’uomo ‘al centro delle ricerche e delle scelte in materia biomedica. Allo stesso tempo, il principio naturale del dovere di prestare cure al malato è fondamentale. Le scienze biomediche sono al servizio dell'uomo; se così non avverrà, avranno un carattere freddo e inumano’.
21 settembre 2007 - Il Papa: 'Preoccupato per la famiglia'
'Quando i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra parte, la giustizia può dirsi veramente umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile dignità'. Lo ha ribadito il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana, ricevuti a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha ancora una volta espresso la sua preoccupazione per la 'crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna. L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze'. Il Papa condanna poi l'ondata di laicismo che vuole 'escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia!'. 'Va accolto - ha aggiunto invece il Pontefice - il desiderio comune a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la propria identità, senza essere costretti a nasconderla o mimetizzarla'. Infine parole nette anche contro il terrorismo che 'rappresenta un fenomeno gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La società ha certo il diritto di difendersi, ma questo diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai la rinuncia ai principi dello stato di diritto'.
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domenica 9 gennaio 2011
12 febbraio 2007 - Il Papa: 'Rispettare la legge naturale'
‘La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare’. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense. ‘La legge naturale è in definitiva – ha aggiunto Benedetto XVI - il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica’. Rispettarla, ha ancora spiegato il Pontefice, ‘è la vera garanzia offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità’. E il Papa ha presentato esempi concreti. In primis la famiglia poiché ‘nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare. Dimenticarlo significherebbe indebolire la famiglia, penalizzare i figli e rendere precario il futuro della società’. Papa Benedetto ha poi rivolto un monito alla scienza perché ‘non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito’. ‘La tecnica quando riduce l’essere umano ad oggetto di sperimentazione – ha concluso - finisce per abbandonare il soggetto debole all’arbitrio del più forte. Affidarsi ciecamente alla tecnica come all’unica garante di progresso, senza offrire nello stesso tempo un codice etico che affondi le sue radici in quella stessa realtà che viene studiata e sviluppata, equivarrebbe a fare violenza alla natura umana con conseguenze devastanti per tutti’.
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giovedì 6 gennaio 2011
1 gennaio 2007 - Il Papa: 'Tutti operino per la pace'
‘Sono profondamente convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È un impegno questo che compete in modo peculiare al cristiano, chiamato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti’. Così il Papa nell’omelia pronunciata in occasione della Messa per la 40/ma Giornata Mondiale della Pace. Benedetto XVI ha poi invitato tutti ad ‘operare insieme per la pace’ per contrastare le ‘situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, i conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e il terrorismo che turba la serenità dei popoli’. Riferendosi poi al Medio Oriente il Pontefice ha ricordato che ‘un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona’. Al termine del rito Papa Benedetto è tornato a parlare di pace all’Angelus ricordando che Gesù è ‘ la nostra pace, venuto ad abbattere il muro di separazione che divide gli uomini e i popoli, cioè l’inimicizia’. Infine un accenno ai diritti umani che – ha specificato Benedetto XVI – ‘hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione’.
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venerdì 15 ottobre 2010
7 novembre 2006 - Il Papa: 'Il cristianesimo non è una filosofia'
Senza etica lo sviluppo può recare ‘nuove possibilità di distruzione’. Lo ha sostenuto il Papa incontrando i Vescovi della Svizzara. ‘Se insieme con l’aiuto a favore dei Paesi in via di sviluppo – ha spiegato Benedetto XVI - insieme con l’apprendimento di tutto ciò che l'uomo è capace di fare, di tutto ciò che la sua intelligenza ha inventato e che la sua volontà rende possibile, non viene contemporaneamente anche illuminata la sua anima e non arriva la forza di Dio, si impara soprattutto a distruggere. E per questo, credo, deve nuovamente farsi forte in noi la responsabilità missionaria’. Il Pontefice è poi tornato a ribadire la natura del cristianesimo. Esso non è un’idea né una filosofia ma ‘un avvenimento che Dio ha posto in questo mondo, è una storia che Egli in modo reale ha formato e forma come storia insieme con noi’. I cristiani – ha concluso Papa Benedetto – devono ‘farsi garanti dei valori essenziali, portanti, provenienti da Dio della nostra società. In questo campo, tutti insieme – protestanti, cattolici ed ortodossi – abbiamo un grande compito’.
6 novembre 2006 - Il Papa: 'La fede non è nemica della scienza'
‘La Chiesa riconosce che l'uomo con l'aiuto della scienza e della tecnica, ha dilatato e continuamente dilata il suo dominio su quasi tutta intera la natura’. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. La fede – ha spiegato il Papa – non è nemica del progresso scientifico né ‘presuppone un conflitto inevitabile’. Tuttavia ‘l'uomo non può riporre nella scienza e nella tecnologia una fiducia talmente radicale e incondizionata – è stato il monito del Pontefice - da credere che il progresso scientifico e tecnologico possa spiegare qualsiasi cosa e rispondere pienamente a tutti i suoi bisogni esistenziali e spirituali’. Lo scienziato inoltre, ha ricordato concludendo Papa Benedetto, ha precise ‘responsabilità etiche e le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto della verità e dall'onesto riconoscimento sia dell'accuratezza sia degli inevitabili limiti del metodo scientifico’.
domenica 12 settembre 2010
19 ottobre 2006 - La Chiesa e l'Italia, il Papa fa il punto
Benedetto XVI ha visitato oggi Verona in occasione del 4° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana. Il Papa, nel suo lungo ed articolato discorso, ha sottolineato come questa assise rappresenti ‘una nuova tappa del cammino di attuazione del Vaticano II, un cammino proteso all’evangelizzazione, per mantenere viva e salda la fede nel popolo italiano; una tenace testimonianza, dunque, di amore per l’Italia e di operosa sollecitudine per il bene dei suoi figli’. Ma il Pontefice ha subito messo in guardia dalla ‘nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare’. In tal modo – ha sostenuto Papa Benedetto – ‘Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenuto superfluo, anzi estraneo’. Nonostante ciò in Italia – ha rilevato ancora Benedetto XVI – la Chiesa è ‘molto viva’ e ‘conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione. Le tradizioni cristiane sono spesso ancora radicate e continuano a produrre frutti, mentre è in atto un grande sforzo di evangelizzazione e catechesi, rivolto in particolare alle nuove generazioni, ma ormai sempre più anche alle famiglie’. Perché il messaggio cristiano sia accolto con efficacia è necessaria una educazione capace di ‘risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libertà, ma in realtà sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita’. I no pronunciati dalla Chiesa – ha ancora spiegato il Papa - sono rivolti ’a forme deboli e deviate di amore e alle contraffazioni della libertà, come anche alla riduzione della ragione soltanto a ciò che è calcolabile e manipolabile. In verità, questi no sono piuttosto dei sì all’amore autentico’. Il rapporto tra la Chiesa e l’Italia passa anche attraverso la politica. E il Pontefice non si tira indietro al confronto specificando che essa non è ‘un agente politico’. La Chiesa invita piuttosto i ‘cristiani laici italiani a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo’. In politica tuttavia – ha concluso Benedetto XVI – ‘occorre anche fronteggiare il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale’.
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mercoledì 9 giugno 2010
18 maggio 2006 - Il Papa: 'La Chiesa riconosce la distinzione con lo Stato'
Il Papa ha incontrato stamane in Vaticano i i partecipanti alla 56ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Il primo argomento affrontato da Benedetto XVI ha riguardato la formazione dei sacerdoti. 'Occorre innanzitutto - ha osservato - curare un’attenta selezione dei candidati al sacerdozio, verificandone le predisposizioni personali ad assumere gli impegni connessi con il futuro ministero; coltivare poi la formazione, non solo negli anni del seminario ma anche nelle successive fasi della loro vita; avere a cuore il loro benessere materiale e spirituale; esercitare la nostra paternità verso di loro con animo fraterno; non lasciarli mai soli nelle fatiche del ministero, nella malattia e nella vecchiaia, come nelle inevitabili prove della vita'. L'attenzione del Pontefice si è poi spostata ovviamente sull'Italia e nello specifico sui rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Essa - ha sottolineato Benedetto XVI - 'è ben consapevole che alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè tra lo Stato e la Chiesa'. 'Questa distinzione e autonomia - ha aggiunto - la Chiesa non solo riconosce e rispetta, ma di essa si rallegra, come di un grande progresso dell’umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli. In pari tempo, e proprio in virtù della medesima missione di salvezza, la Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene. A sua volta, una sana laicità dello Stato comporta senza dubbio che le realtà temporali si reggano secondo norme loro proprie, alle quali appartengono però anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell’essenza stessa dell’uomo e pertanto rinviano in ultima analisi al Creatore'. Infine un chiarimento: la Chiesa non compie ingerenze quando parla di temi etici e morali. 'Nelle circostanze attuali - ha affermato, concludendo il suo discorso, il Papa - richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell’Europa e in particolare dell’Italia, non commettiamo dunque alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società'.
sabato 6 febbraio 2010
9 dicembre 2005 - Il Papa incontra i Metodisti
L'impegno ecumenico di Benedetto XVI prosegue incontrando la Delegazione del Consiglio Metodista Mondiale. Il Papa non ha nascosto le difficoltà del dialogo, sottolineando tuttavia come sia giusto 'riflettere sui rapporti amichevoli tra i cattolici e i metodisti e sul paziente e perseverante dialogo nel quale ci siamo impegnati. In effetti - ha ammesso Papa Benedetto - vi sono molte cose per le quali oggi possiamo rendere grazie'. Il Pontefice apprezza i frutti del dialogo. 'Il nostro dialogo e i numerosi modi in cui i cattolici e i metodisti hanno imparato a conoscersi meglio - ha detto Benedetto XVI - ci hanno consentito di riconoscere insieme alcuni di quei "tesori cristiani di grande valore". In diverse occasioni questo riconoscimento ci ha consentito di parlare con una sola voce nell'affrontare questioni sociali ed etiche in un mondo sempre più secolarizzato'.
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martedì 26 gennaio 2010
19 agosto 2005 - Il Papa rilancia l'impegno ecumenico
L'impegno ecumenico di Benedetto XVI trova spazio anche a Colonia. Stasera infatti il Papa ha incontrato i Rappresentanti delle altre confessioni cristiane. A tutti ha ribadito 'il fermo proposito di assumere il ricupero della piena e visibile unità dei cristiani'. I passi avanti sono stati molti, ma la strada da percorrere insieme è ancora lunga. 'Le nostre divisioni - ha ammesso il Papa - sono in contrasto con la volontà di Gesù e ci rendono inattendibili davanti agli uomini. Penso che dovremmo impegnarci con rinnovata energia e dedizione a recare una testimonianza comune nell'ambito di queste grandi sfide etiche del nostro tempo'. In conclusione una annotazione che ha il sapore della speranza. 'Ora andiamo insieme lungo questa via - ha affermato Papa Benedetto - nella consapevolezza che l'essere in cammino insieme è un tipo di unità'.
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giovedì 21 gennaio 2010
23 apile 2005 - Il Papa incontra i giornalisti
Il neo eletto Benedetto XVI prosegue il suo 'tour' di udienze. Oggi è la volta dei giornalisti che si sono occupati della Sede Vacante. Riferendosi a quanto accaduto dal 2 aprile 2005, il Papa ha immediatamente rivolto il suo grazie agli operatori dell'informazione: 'Questi eventi ecclesiali di storica importanza - ha sottolineato il Pontefice - hanno avuto anche per vostro merito una copertura mondiale. So bene quanta fatica ciò ha comportato per voi, costretti a restare lontani dalla famiglia e dalle vostre case, lavorando con orari prolungati e in condizioni non sempre agevoli. Mi sono note la competenza e la dedizione con cui avete svolto questo non facile compito. Di tutto vorrei ringraziarvi a nome mio personale e specialmente dei cattolici che, vivendo in Paesi assai distanti da Roma, hanno potuto condividere questi momenti emozionanti di fede in tempo reale'. Benedetto XVI ha poi invitato tutti gli operatori dell'informazione alla responsabilità. 'Perché gli strumenti di comunicazione sociale possano rendere un positivo servizio al bene comune - ha osservato - occorre l’apporto responsabile di tutti e di ciascuno. E’ necessaria una sempre migliore comprensione delle prospettive e delle responsabilità che il loro sviluppo comporta in ordine ai riflessi che di fatto si verificano sulla coscienza e sulla mentalità degli individui come sulla formazione della pubblica opinione. Non si può poi non porre in evidenza il bisogno di chiari riferimenti alla responsabilità etica di chi lavora in tale settore, specialmente per quanto riguarda la sincera ricerca della verità e la salvaguardia della centralità e della dignità della persona'.
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