Ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede il Papa ha potuto ribadire che 'il futuro dell'umanità non può dipendere dal mero compromesso politico. Piuttosto, deve essere il frutto di un consenso più profondo, basato sul riconoscimento di verità universali, radicate nella riflessione ponderata dei postulati della nostra umanità comune'. Secondo Benedetto XVI 'il progresso della famiglia umana è messo a repentaglio non solo dalla piaga del terrorismo internazionale, ma anche da alcune minacce alla pace quali il ritmo crescente della corsa agli armamenti e il perdurare delle tensioni in Medio Oriente'. Il Pontefice ha espresso poi l'auspicio che 'negoziati pazienti e trasparenti portino alla riduzione e all'eliminazione delle armi nucleari e che la recente Conferenza di Annapolis sia solo la prima di una serie di iniziative volte a una pace duratura nella regione'.
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lunedì 24 gennaio 2011
29 febbraio 2008 - Il Papa: 'Il futuro non è un compromesso politico'
Ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede il Papa ha potuto ribadire che 'il futuro dell'umanità non può dipendere dal mero compromesso politico. Piuttosto, deve essere il frutto di un consenso più profondo, basato sul riconoscimento di verità universali, radicate nella riflessione ponderata dei postulati della nostra umanità comune'. Secondo Benedetto XVI 'il progresso della famiglia umana è messo a repentaglio non solo dalla piaga del terrorismo internazionale, ma anche da alcune minacce alla pace quali il ritmo crescente della corsa agli armamenti e il perdurare delle tensioni in Medio Oriente'. Il Pontefice ha espresso poi l'auspicio che 'negoziati pazienti e trasparenti portino alla riduzione e all'eliminazione delle armi nucleari e che la recente Conferenza di Annapolis sia solo la prima di una serie di iniziative volte a una pace duratura nella regione'.
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domenica 16 gennaio 2011
29 luglio 2007 - Il Papa: 'Avanti nella non proliferazione nucleare'
Ricordando all’Angelus, il primo da Castel Gandolfo, il 50° anniversario di fondazione dell’Aiea, il Papa ha ricordato come ‘sia sempre più attuale e urgente l’impegno di incoraggiare la non proliferazione di armi nucleari, promuovere un progressivo e concordato disarmo nucleare e favorire l’uso pacifico e sicuro della tecnologia nucleare per un autentico sviluppo, rispettoso dell’ambiente e sempre attento alle popolazioni più svantaggiate’. ‘Auspico pertanto – ha proseguito Benedetto XVI - che vadano a buon fine gli sforzi di coloro che lavorano per perseguire con determinazione questi tre obiettivi, nell’intento di far sì che le risorse in tal modo risparmiate possano essere impiegate in progetti di sviluppo a vantaggio di tutti gli abitanti e, in primo luogo, dei più poveri’. Il Pontefice ha poi condannato i continui sequestri di persona in Afghanistan. ‘Si va diffondendo tra gruppi armati – ha detto Papa Benedetto - la prassi di strumentalizzare persone innocenti per rivendicare fini di parte. Si tratta di gravi violazioni della dignità umana, che contrastano con ogni elementare norma di civiltà e di diritto e offendono gravemente la legge divina.Rivolgo il mio appello affinché gli autori di tali atti criminosi desistano dal male compiuto e restituiscano incolumi le loro vittime’.
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giovedì 8 luglio 2010
3 giugno 2006 - Nucleare Iran, Santa Sede invita al dialogo
'La Santa Sede appoggia, come sempre, ogni iniziativa rivolta ad un dialogo aperto e costruttivo. Essa è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone'. Lo ha detto stamane il Direttore della Sala Stampa Vaticana Navarro Valls rispondendo a quanti gli chiedevano di illustrare la posizione della Santa Sede, e quindi del Papa, circa la vicenda del nuclerare iraniano. 'Appare in particolare necessario che - ha aggiunto il portavoce vaticano - attraverso contatti confidenziali si rimuovano quegli elementi che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca, senza mai scartare alcun segno di buona volontà dato da una parte o dall’altra, ed avendo riguardo all’onore ed alla sensibilità di ogni Paese. Si potranno così compiere passi di reciproco avvicinamento'.
sabato 6 febbraio 2010
13 dicembre 2005 - Il Papa: 'Difendere la pace'
Presentato stamane in Vaticano il Messaggio del Papa - il primo di Benedetto XVI - in occasione della Giornata Mondiale della Pace, il prossimo primo gennaio. Nel testo, il Pontefice invita a non ridurre la pace alla semplice assenza di conflitti ma a comprenderla 'come il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore, un ordine che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta'. 'Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose - ha aggiunto il Pontefice - come pure il rispetto di quella « grammatica » del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo, quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali, quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace?'. Seguendo questa linea, Benedetto XVI invita a far riferimento a quanto successo anche nel recente passato 'quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta'. Il Papa ringrazia, poi, quanti lavorano in difesa e per il mantenimento della pace. Su tutti le Organizzazioni internazionali e i soldati impegnati nelle missioni di peace-keeping. Nel messaggio, Benedetto XVI affronta anche le tematiche legate al terrorismo ed al fondamentalismo religioso. 'Al giorno d'oggi - osserva il Pontefice - la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza'. 'Anche il fanatismo religioso oggi spesso denominato fondamentalismo - aggiunge Papa Ratzinger - può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici'. Se da un lato Benedetto XVI guarda con piacere 'al calo numerico dei conflitti armati', dall'altro invita a non lasciarsi 'indurre ad un ingenuo ottimismo'. 'Non si può infatti dimenticare che purtroppo - argomenta Papa Ratzinger - proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte. Ci sono situazioni in cui il conflitto, che cova come fuoco sotto la cenere, può nuovamente divampare causando distruzioni di imprevedibile vastità. Le autorità che, invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità: mettono a repentaglio, in regioni particolarmente a rischio, i delicati equilibri raggiunti a prezzo di faticosi negoziati, contribuendo a rendere così più insicuro e nebuloso il futuro dell'umanità. Che dire poi dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme ad innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime'. Un altro capitolo che allarma Benedetto XVi è quello relativo all'aumento delle spese militari. 'Non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?'. 'I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo - rammenta il Pontefice concludendo il Messaggio - saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo'.
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