Benedetto XVI ha visitato la Casa "Dono di Maria" delle Missionarie della Carità in Vaticano, aperta da Madre Teresa di Calcutta. ‘Il Natale – ha ricordato il Papa - è mistero di amore, il mistero dell’Amore. Il tempo natalizio, ripresentando alla nostra contemplazione la nascita di Gesù a Betlemme, ci mostra l’infinita bontà di Dio che, facendosi Bambino, ha voluto venire incontro alla povertà e alla solitudine degli uomini; ha accettato di abitare tra noi condividendo le nostre quotidiane difficoltà; non ha esitato a portare insieme a noi il peso dell’esistenza, con le sue fatiche e le sue preoccupazioni’. Parlando agli ospiti del centro Papa Benedetto ha spiegato che anche ‘Gesù ha conosciuto i disagi che molti tra voi sperimentano. Il Natale ci aiuta a comprendere che Iddio non ci abbandona mai e sempre ci viene incontro, ci protegge e si preoccupa di ciascuno di noi, perché ogni persona, soprattutto la più piccola e indifesa, è preziosa ai suoi occhi di Padre ricco di tenerezza e misericordia’.
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venerdì 21 gennaio 2011
4 gennaio 2008 - Il Papa: 'Dio non ci abbandona mai'
Benedetto XVI ha visitato la Casa "Dono di Maria" delle Missionarie della Carità in Vaticano, aperta da Madre Teresa di Calcutta. ‘Il Natale – ha ricordato il Papa - è mistero di amore, il mistero dell’Amore. Il tempo natalizio, ripresentando alla nostra contemplazione la nascita di Gesù a Betlemme, ci mostra l’infinita bontà di Dio che, facendosi Bambino, ha voluto venire incontro alla povertà e alla solitudine degli uomini; ha accettato di abitare tra noi condividendo le nostre quotidiane difficoltà; non ha esitato a portare insieme a noi il peso dell’esistenza, con le sue fatiche e le sue preoccupazioni’. Parlando agli ospiti del centro Papa Benedetto ha spiegato che anche ‘Gesù ha conosciuto i disagi che molti tra voi sperimentano. Il Natale ci aiuta a comprendere che Iddio non ci abbandona mai e sempre ci viene incontro, ci protegge e si preoccupa di ciascuno di noi, perché ogni persona, soprattutto la più piccola e indifesa, è preziosa ai suoi occhi di Padre ricco di tenerezza e misericordia’.
giovedì 6 gennaio 2011
4 gennaio 2007 - Il Papa: 'Il bene va fatto bene!'
Benedetto XVI ha visitato oggi la Mensa della Caritas di Roma al Colle Oppio. Incontrando personale ed ospiti il Papa ha osservato che ‘qui si può sperimentare che, quando amiamo il prossimo, conosciamo meglio Dio: nella grotta di Betlemme, infatti, Egli si è manifestato a noi nella povertà d’un neonato bisognoso di tutto’. Il Pontefice ha poi implorato Dio affinchè ‘continui a proteggere quanti nella Caritas romana svolgono una preziosa opera di solidarietà qui e in altri punti della città. Lo Spirito Santo animi i cuori dei responsabili e di tutti gli operatori e volontari, perché compiano il loro servizio con dedizione sempre più consapevole, ispirandosi all’autentico stile dell’amore cristiano, che i Santi della carità hanno riassunto nel motto: il bene va fatto bene’.
sabato 11 settembre 2010
15 ottobre 2006 - Il Papa canonizza quattro beati
Benedetto XVI ha presieduto stamane la Cappella Papale per la canonizzazione dei Beati Rafael Guízar y Valencia, Filippo Smaldone, Rosa Venerini e Théodore Guérin. Riferendosi alla vita dei nuovi santi il Papa ha ricordato che ‘se l’uomo ripone la sua sicurezza nelle ricchezze di questo mondo non raggiunge il senso pieno della vita e la vera gioia’. ‘Se invece – ha spiegato - fidandosi della parola di Dio, rinuncia a se stesso e ai suoi beni per il Regno dei cieli, apparentemente perde molto, in realtà guadagna tutto’. La ricchezza – ha proseguito il Pontefice - non è cosa cattiva ma è necessario che venga investita ‘per il Regno dei cieli, spesa cioè per venire in aiuto di chi è nella povertà’. I nuovi santi – è l’auspicio di Papa Benedetto siano d’esempio ai giovani ‘perché si lascino conquistare da Cristo, dal suo sguardo pieno d’amore’.
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domenica 7 febbraio 2010
31 dicembre 2005 - Il Papa ricorda i poveri e gli abbandonati
Come da tradizione il Papa ha presieduto questa sera i Vespri in occasione della Solennità della Madre di Dio e ha cantato il Te Deum di ringraziamento per l'anno che si va concludendo. Nell'omelia Benedetto XVI ha rilanciato - ancora una volta - il valore della famiglia. 'La famiglia - ha ricordato il Pontefice - è sempre stata al centro dell’attenzione dei miei venerati Predecessori, in particolare di Giovanni Paolo II, che ad essa ha dedicato molteplici interventi. Egli era persuaso, ed in più occasioni lo ha ribadito, che la crisi della famiglia costituisce un grave pregiudizio per la stessa nostra civiltà. Proprio per sottolineare l’importanza nella vita della Chiesa e della società della famiglia fondata sul matrimonio, anch’io ho voluto offrire il mio contributo intervenendo, la sera del 6 giugno scorso, al Convegno diocesano in San Giovanni in Laterano'. Nell'ultima celebrazione dell'anno il Papa ha rivolto un pensiero ai poveri e agli emarginati. 'Voglio ricordare in modo speciale - ha ribadito Papa Ratzinger - coloro che sono in difficoltà: le persone più povere e abbandonate, quanti hanno perso la speranza in un fondato senso della propria esistenza, o sono involontarie vittime di interessi egoistici, senza che a loro sia chiesta adesione o opinione. Facendo nostre le loro sofferenze, li affidiamo tutti a Dio, che sa volgere ogni cosa al bene; a Lui consegniamo la nostra aspirazione a che ogni persona veda accolta la propria dignità di figlio suo'.
sabato 6 febbraio 2010
13 dicembre 2005 - Il Papa: 'Difendere la pace'
Presentato stamane in Vaticano il Messaggio del Papa - il primo di Benedetto XVI - in occasione della Giornata Mondiale della Pace, il prossimo primo gennaio. Nel testo, il Pontefice invita a non ridurre la pace alla semplice assenza di conflitti ma a comprenderla 'come il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore, un ordine che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta'. 'Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose - ha aggiunto il Pontefice - come pure il rispetto di quella « grammatica » del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo, quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali, quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace?'. Seguendo questa linea, Benedetto XVI invita a far riferimento a quanto successo anche nel recente passato 'quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta'. Il Papa ringrazia, poi, quanti lavorano in difesa e per il mantenimento della pace. Su tutti le Organizzazioni internazionali e i soldati impegnati nelle missioni di peace-keeping. Nel messaggio, Benedetto XVI affronta anche le tematiche legate al terrorismo ed al fondamentalismo religioso. 'Al giorno d'oggi - osserva il Pontefice - la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza'. 'Anche il fanatismo religioso oggi spesso denominato fondamentalismo - aggiunge Papa Ratzinger - può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici'. Se da un lato Benedetto XVI guarda con piacere 'al calo numerico dei conflitti armati', dall'altro invita a non lasciarsi 'indurre ad un ingenuo ottimismo'. 'Non si può infatti dimenticare che purtroppo - argomenta Papa Ratzinger - proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte. Ci sono situazioni in cui il conflitto, che cova come fuoco sotto la cenere, può nuovamente divampare causando distruzioni di imprevedibile vastità. Le autorità che, invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità: mettono a repentaglio, in regioni particolarmente a rischio, i delicati equilibri raggiunti a prezzo di faticosi negoziati, contribuendo a rendere così più insicuro e nebuloso il futuro dell'umanità. Che dire poi dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme ad innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime'. Un altro capitolo che allarma Benedetto XVi è quello relativo all'aumento delle spese militari. 'Non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?'. 'I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo - rammenta il Pontefice concludendo il Messaggio - saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo'.
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