giovedì 21 gennaio 2010

25 aprile 2005 - Il Papa sulla tomba di San Paolo

La prima visita di Benedetto XVI all'esterno del Vaticano è di grande significato: il Papa si reca pellegrino sulla tomba dell'apostolo Paolo, copratrono di Roma. Il mio pellegrinaggio esordisce il Pontefice è 'alle radici della missione, di quella missione che Cristo risorto affidò a Pietro, agli Apostoli e, in modo singolare, anche a Paolo, spingendolo ad annunciare il Vangelo alle genti, fino a giungere in questa Città, dove, dopo avere a lungo predicato il Regno di Dio, rese con il sangue l’estrema testimonianza al suo Signore, che lo aveva conquistato e inviato'. La Chiesa sia missionaria, come san Paolo, l'auspicio di Benedetto XVI: 'All’inizio del terzo millennio, la Chiesa sente con rinnovata vivezza che il mandato missionario di Cristo è più che mai attuale. Il Grande Giubileo del Duemila l’ha condotta a ripartire da Cristo, contemplato nella preghiera, perché la luce della sua verità sia irradiata a tutti gli uomini, anzitutto con la testimonianza della santità'.

25 aprile 2005 - Il Papa incontra i suoi connazionali

Il Papa tedesco incontra i suoi compatrioti convenuti a Roma per l'inizio del suo Pontificato. E Benedetto XVI esordisce subito con parole scherzose. 'Chiedo scusa per il ritardo. I tedeschi sono famosi per la loro puntualità. Sembra che io sia già molto italianizzato'. Subito dopo il Papa è tornato 'serio'. 'Ho fiducia nel Signore, e confido in voi, cari amici. Un cristiano non è mai solo, ho detto ieri, nella mia omelia'. Poi un saluto affettuoso il Pontefice lo ha rivolto della sua terra bavarese e concludendo l'incontro Benedetto XVI è tornato a chiedere l'aiuto di tutti i fedeli. 'Confido nel vostro aiuto. Chiedo la vostra indulgenza se farò errori come ogni uomo. Chiedo - ha concluso - la vostra fiducia'.

25 aprile 2005 - Il Papa riceve le delegazioni delle altre Chiese e Religioni

Il Pontificato di Benedetto XVI si apre all'insegna dell'ecumenismo e del dialogo inter-religioso. Stamane il Papa ha incontrato in Vaticano i Rappresentanti delle Chiese e Comunità Cristiane e di altre Religioni non Cristiane. Rivolgendosi alle Chiese 'sorelle' il Pontefice ha esordito rendendo 'grazie al Signore che ci ha benedetto con la sua misericordia ed ha infuso in noi una sincera disposizione a fare nostra la sua preghiera: ut unum sint. Egli ci ha reso così sempre più consapevoli dell'importanza di camminare verso la piena comunione'. 'In così singolare occasione - ha aggiunto Papa Benedetto - che ci vede riuniti insieme proprio all’inizio del mio servizio ecclesiale accolto con timore e fiduciosa obbedienza al Signore, chiedo a voi tutti di dare insieme con me un esempio di quell’ecumenismo spirituale, che nella preghiera realizza senza ostacoli la nostra comunione'. Infine un appello generalizzato, quasi a livello globale. 'All’inizio del mio Pontificato - ha scandito il successore di Pietro - rivolgo a voi e a tutti i credenti delle tradizioni religiose che rappresentate, come pure a quanti ricercano con cuore sincero la Verità, un forte invito a diventare assieme artefici di pace, in un reciproco impegno di comprensione, di rispetto e di amore'.

24 aprile 2005 - Benedetto XVI si presenta al mondo

Con una Messa solenne sul sagrato della Basilica Vaticana, Benedetto XVI inaugura il Pontificato. Diverse le novità rispetto al passato. Il Papa riceve nel corso della liturgia l'anello del Pescatore ed il Pallio mentre l'omaggio dell'intero Collegio Cardinalizio viene sostituito con quello, simbolico, di dodici persone. Nell'omelia il nuovo Pontefice ribadisce il senso di umana fragilità e sorpresa, piu' volte ribadito in questi ultimi giorni. 'In questo momento - spiega Papa Benedetto - io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano'. Dopo aver tracciato nella Cappella Sistina quelle che in gergo politico possono essere definite 'linee programmatiche' Benedetto XVI chiarisce un punto - fondamentale - del suo modo di intedere il pontificato: 'Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia'. Ai fedeli il nuovo Papa rivolge una vera e propria supplica: 'Pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi'. Infine, riprendendo le parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978, Benedetto XVI si rivolge ai giovani: 'Oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita'.

23 apile 2005 - Il Papa incontra i giornalisti

Il neo eletto Benedetto XVI prosegue il suo 'tour' di udienze. Oggi è la volta dei giornalisti che si sono occupati della Sede Vacante. Riferendosi a quanto accaduto dal 2 aprile 2005, il Papa ha immediatamente rivolto il suo grazie agli operatori dell'informazione: 'Questi eventi ecclesiali di storica importanza - ha sottolineato il Pontefice - hanno avuto anche per vostro merito una copertura mondiale. So bene quanta fatica ciò ha comportato per voi, costretti a restare lontani dalla famiglia e dalle vostre case, lavorando con orari prolungati e in condizioni non sempre agevoli. Mi sono note la competenza e la dedizione con cui avete svolto questo non facile compito. Di tutto vorrei ringraziarvi a nome mio personale e specialmente dei cattolici che, vivendo in Paesi assai distanti da Roma, hanno potuto condividere questi momenti emozionanti di fede in tempo reale'. Benedetto XVI ha poi invitato tutti gli operatori dell'informazione alla responsabilità. 'Perché gli strumenti di comunicazione sociale possano rendere un positivo servizio al bene comune - ha osservato - occorre l’apporto responsabile di tutti e di ciascuno. E’ necessaria una sempre migliore comprensione delle prospettive e delle responsabilità che il loro sviluppo comporta in ordine ai riflessi che di fatto si verificano sulla coscienza e sulla mentalità degli individui come sulla formazione della pubblica opinione. Non si può poi non porre in evidenza il bisogno di chiari riferimenti alla responsabilità etica di chi lavora in tale settore, specialmente per quanto riguarda la sincera ricerca della verità e la salvaguardia della centralità e della dignità della persona'.

mercoledì 20 gennaio 2010

22 aprile 2005 - Il Papa incontra il Sacro Collegio

Benedetto XVI incontra, formalmente, il Collegio Cardinalizio. Coloro i quali - secondo il Codice di Diritto Canonico - sono i suoi primi e piu' stretti collaboratori. Ed il Papa rimarca immediatamente quanto già detto nella Messa celebrata il 20 aprile nella Cappella Sistina. 'Sento in primo luogo - esordisce - di dover rendere grazie a Dio, che mi ha voluto, nonostante la mia umana fragilità, quale Successore dell’apostolo Pietro, e mi ha affidato il compito di reggere e guidare la Chiesa, perché sia nel mondo sacramento di unità per l’intero genere umano'. Poi i ringraziamenti, non certo rituali. 'Desidero estendere la mia sincera riconoscenza a tutti i membri del Collegio Cardinalizio per l’attiva collaborazione da essi prestata alla gestione della Chiesa durante la Sede Vacante. Con particolare affetto vorrei salutare i Cardinali che, a motivo della loro età o per malattia, non hanno preso parte al Conclave'. 'Vi prego - dice un Papa Benedetto visibilmente emozionato - non fatemi mai mancare questo vostro sostegno! Se da una parte mi sono presenti i limiti della mia persona e delle mie capacità, dall’altra so bene qual è la natura della missione che mi è affidata e che mi accingo a svolgere con atteggiamento di interiore dedizione. Non si tratta qui di onori, bensì di servizio da svolgere con semplicità e disponibilità, imitando il nostro Maestro e Signore, che non venne per essere servito ma per servire'.

20 aprile 2005 - Benedetto XVI traccia le linee del Pontificato

Il giorno dopo l'elezione a Sommo Pontefice, Benedetto XVI presiede nella Cappella Sistina la Messa concelebrata con tutti i Cardinali elettori. Al termine della celebrazione il Papa rivolge il suo messaggio. Rigorosamente in lingua latina. 'Convivono - esordisce Benedetto XVI - in queste ore due sentimenti contrastanti. Da una parte, un senso di inadeguatezza e di umano turbamento per la responsabilità che ieri mi è stata affidata, quale Successore dell’apostolo Pietro in questa Sede di Roma, nei confronti della Chiesa universale. Dall’altra parte, sento viva in me una profonda gratitudine a Dio, che - come ci fa cantare la liturgia - non abbandona il suo gregge, ma lo conduce attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che Egli stesso ha eletto vicari del suo Figlio e ha costituito pastori'. Immediato il pensiero al suo predecessore, Papa Wojtyla: 'Mi sembra di sentire - dice - la sua mano forte che stringe la mia; mi sembra di vedere i suoi occhi sorridenti e di ascoltare le sue parole, rivolte in questo momento particolarmente a me: Non avere paura!'. Il Papa rimarca il suo umano senso di smarrimento: 'Io, Successore di Pietro - osserva - ripeto con trepidazione le parole trepidanti del pescatore di Galilea e riascolto con intima emozione la rassicurante promessa del divino Maestro. Se è enorme il peso della responsabilità che si riversa sulle mie povere spalle, è certamente smisurata la potenza divina su cui posso contare'. L'ormai ex cardinale Ratzinger si rivolge a quelli che fino a poche ore prima erano stati i suoi ''colleghi'': 'A voi, Signori Cardinali, con animo grato per la fiducia dimostratami, chiedo di sostenermi con la preghiera e con la costante, attiva e sapiente collaborazione. Chiedo anche a tutti i Fratelli nell’Episcopato di essermi accanto con la preghiera e col consiglio, perché possa essere veramente il Servus servorum Dei'. Il Papa, poi, si concentra sulle linee programmatiche del suo Pontificato. 'Voglio affermare con forza - chiarisce ai Cardinali - la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa'. Poi il richiamo all'Ut unum sint: 'L’attuale Successore di Pietro si assume come impegno primario quello di lavorare senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Questa è la sua ambizione, questo il suo impellente dovere. Egli è cosciente che per questo non bastano le manifestazioni di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti che entrino negli animi e smuovano le coscienze, sollecitando ciascuno a quella conversione interiore che è il presupposto di ogni progresso sulla via dell’ecumenismo'. Infine un messaggio all'intera famiglia umana. 'A tutti - l'appello di Benedetto XVI - mi rivolgo con semplicità ed affetto, per assicurare che la Chiesa vuole continuare a tessere con loro un dialogo aperto e sincero, alla ricerca del vero bene dell’uomo e della società'.