Alla recita del Regina Coeli di oggi Benedetto XVI ha ricordato la memoria liturgica della Madonna di Fatima, che la Chiesa ha celebrato nella giornata di ieri. Ai tre pastorelli - ha chiarito Benedetto XVI - la Vergine affidò un messaggio consistente in 'un forte richiamo alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero profetico considerando il secolo XX funestato da inaudite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari, nonché da estese persecuzioni contro la Chiesa'. 25 anni fa, poi, l'attentato contro Giovanni Paolo II. Egli - ha ricordato il Pontefice ai fedeli -'sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte per l’intervento di "una mano materna", come egli stesso ebbe a dire, e l’intero suo pontificato è stato segnato da ciò che la Vergine aveva preannunciato a Fatima. Se non sono mancate preoccupazioni e sofferenze, se ancora permangono motivi di apprensione per il futuro dell’umanità, è di conforto quanto la "Bianca Signora" promise ai pastorelli: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà'.
martedì 8 giugno 2010
14 maggio 2006 - Il Papa ricorda le apparizioni di Fatima
Alla recita del Regina Coeli di oggi Benedetto XVI ha ricordato la memoria liturgica della Madonna di Fatima, che la Chiesa ha celebrato nella giornata di ieri. Ai tre pastorelli - ha chiarito Benedetto XVI - la Vergine affidò un messaggio consistente in 'un forte richiamo alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero profetico considerando il secolo XX funestato da inaudite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari, nonché da estese persecuzioni contro la Chiesa'. 25 anni fa, poi, l'attentato contro Giovanni Paolo II. Egli - ha ricordato il Pontefice ai fedeli -'sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte per l’intervento di "una mano materna", come egli stesso ebbe a dire, e l’intero suo pontificato è stato segnato da ciò che la Vergine aveva preannunciato a Fatima. Se non sono mancate preoccupazioni e sofferenze, se ancora permangono motivi di apprensione per il futuro dell’umanità, è di conforto quanto la "Bianca Signora" promise ai pastorelli: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà'.
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13 maggio 2006 - Il Papa: 'L'Europa testimoni il dialogo'
'Nel mondo incerto e disturbato come il nostro l'Europa può diventare testimone e messaggero del dialogo necessario tra le culture e le religioni. La storia del Vecchio continente, profondamente segnato dalle sue divisioni e le sue guerre fratricide ma anche dai suoi sforzi per superarli, invita a compiere questa missione, per rispondere alle aspettative di tanti uomini e donne che aspirano ancora, in molti Paesi del mondo, allo sviluppo, alla democrazia ed alla libertà religiosa'. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo stamane Valentin Vassilev Bozhilov, neo ambasciatore di Bulgaria presso la Santa Sede. Nel suo discorso Benedetto XVI ha invitato l'Europa a non ripiegarsi su se stessa favorendo 'una migliore distribuzione della ricchezza nel mondo e che susciti un vero sviluppo dell’Africa, che possa correggere le ingiustizie e gli squilibri attuali tra il Nord e il Sud, fattori di tensione e di minaccia per la pace'.
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11 maggio 2006 - Il Papa riceve Hugo Chavez
Il presidente venezuelano Hugo Chavez è stato ricevuto oggi in Vaticano da Benedetto XVI. 'Il Presidente - si legge in un comunicato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede - ha illustrato al Santo Padre i progetti di cambiamento sociale in atto nel Paese. Benedetto XVI ha, quindi, proposto all'attenzione del Presidente alcuni temi a lui particolarmente cari. Innanzitutto ha ribadito la libertà della Santa Sede nella nomina dei Vescovi ed ha auspicato che l'Università Cattolica "Santa Rosa da Lima" possa sempre mantenere la sua identità cattolica. Il Santo Padre ha anche espresso la Sua preoccupazione per un progetto di riforma dell'istruzione in cui non troverebbe posto l'insegnamento della religione. Ha chiesto, inoltre, che i programmi di salute pubblica mantengano come punto basilare la protezione della vita fin dal suo inizio. Infine, ha sottolineato l’esigenza dell'indipendenza dei media cattolici'. 'Il Presidente Hugo Chávez - conclude la nota vaticana - ha assicurato il suo interesse circa le richieste del Santo Padre ed il suo impegno per superare ogni tensione nel rispetto dei legittimi diritti di tutti. Infine, il Santo Padre ha consegnato al Presidente una lettera personale che riassume le Sue sollecitudini pastorali per il bene del Paese'.
lunedì 7 giugno 2010
11 maggio 2006 - Gli auguri del Papa a Napolitano
Il Papa ha inviato stamane un telegramma di congratulazioni al neo Presidente eletto della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. 'Asupico - ha scritto Benedetto XVI al successore di Carlo Azeglio Ciampi - che ella possa esercitare con ogni buon esito il suo alto compito. Invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata ed efficace azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e cristiani che costituiscono il mirabile patrimonio del popolo italiano'.
11 maggio 2006 - Il Papa: 'Salvaguardare il matrimonio'
L'udienza concessa ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia della Pontificia Università Lateranense è occasione per Benedetto XVI di tornare a parlare di pastorale della famiglia. 'Il matrimonio e la famiglia sono radicati nel nucleo più intimo della verità sull’uomo e sul suo destino. La differenza sessuale che connota il corpo dell’uomo e della donna - ha osservato il Papa - non è un semplice dato biologico, ma riveste un significato ben più profondo: esprime quella forma dell’amore con cui l’uomo e la donna, diventando una sola carne, possono realizzare un’autentica comunione di persone aperta alla trasmissione della vita e cooperano così con Dio alla generazione di nuovi esseri umani'. Dal Pontefice poi un nuovo no ad ogni matrimonio che non sia quello tra un uomo ed una donna. 'La comunione di vita e di amore che è il matrimonio si configura come un autentico bene per la società. Evitare la confusione con altri tipi di unioni basate su un amore debole si presenta oggi con una speciale urgenza. Solo la roccia dell’amore totale e irrevocabile tra uomo e donna - ha concluso Papa Benedetto - è capace di fondare la costruzione di una società che diventi una casa per tutti gli uomini'.
11 maggio 2006 - Il Papa incontra i Vescovi canadesi
Eucarestia e sacerdozio. Sono i temi centrali affrontati stamane dal Papa ricevendo in Vaticano i Vescovi canadesi del Quebec in Visita ad Limina. 'I fedeli - ha specificato Benedetto XVI parlando dell'Eucarestia - devono essere convinti del carattere vitale della partecipazione regolare all'Assemblea domenicale, affinché la loro fede possa crescere ed esprimersi in modo coerente'. Poi un'analisi sul sacerdozio. 'La diminuzione del numero dei sacerdoti, che rende a volte impossibile la celebrazione della Messa domenicale in alcuni luoghi, chiama in causa in modo preoccupante - ha osservato il Pontefice - il posto della sacramentalità nella vita della Chiesa. Il ministero del sacerdote non può essere pertanto affidato ad altre persone senza nuocere di fatto all'autenticità dell'essere stesso della Chiesa'. Infine, rivolgendosi ai Vescovi, il Papa ha rivolto l'invito a 'trasmettere senza timore la chiamata del Signore, di suscitare vocazioni e di accompagnare i giovani lungo la via del discernimento e dell'impegno, nella gioia di donarsi nel celibato'.
mercoledì 2 giugno 2010
10 maggio 2006 - Il Papa: 'Cristo parla attraverso i Vescovi'
Il vescovo è colui 'che ha una visione dall’alto, uno che guarda con il cuore'. Lo ha detto il Papa nell'Udienza Generale di stamane dedicata alla successione apostolica. I vescovi sono i successori degli Apostoli, ha ricordato Benedetto XV, e 'la successione apostolica del ministero episcopale è la via che garantisce la fedele trasmissione della testimonianza apostolica. Quello che rappresentano gli Apostoli nel rapporto fra il Signore Gesù e la Chiesa delle origini, lo rappresenta analogamente la successione ministeriale nel rapporto fra la Chiesa delle origini e la Chiesa attuale. Non è una semplice concatenazione materiale; è piuttosto lo strumento storico di cui si serve lo Spirito per rendere presente il Signore Gesù, Capo del suo popolo, attraverso quanti sono ordinati per il ministero attraverso l'imposizione delle mani e la preghiera dei vescovi'. 'Mediante la successione apostolica - ha concluso Papa Benedetto - è allora Cristo che ci raggiunge: nella parola degli Apostoli e dei loro successori è Lui a parlarci; mediante le loro mani è Lui che agisce nei sacramenti; nel loro sguardo è il suo sguardo che ci avvolge e ci fa sentire amati, accolti nel cuore di Dio. E anche oggi, come all’inizio, Cristo stesso è il vero pastore e guardiano delle nostre anime, che noi seguiamo con grande fiducia, gratitudine e gioia'.
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