Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano il presidente dello Stato di Israele, Moshe Katzav. Nel corso del colloquio privato - fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede - 'sono stati esaminati i rapporti che si sono sviluppati fra Israele e la Santa Sede, dopo l’inizio delle relazioni diplomatiche fra le Parti nel 1994'. Il Papa e Katzav hanno poi affrontato la delicata questione dei rapporti israelo-palestinesi. 'Circa l’attuale situazione in Terra Santa - prosegue la nota pontificia - è stata nuovamente esposta all’Illustre Ospite quale sia la posizione della Santa Sede favorevole all’esistenza ed alla collaborazione fra i due Stati, Israele e Palestina'.
domenica 31 gennaio 2010
17 novembre 2005 - Il Papa riceve il presidente di Israele
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano il presidente dello Stato di Israele, Moshe Katzav. Nel corso del colloquio privato - fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede - 'sono stati esaminati i rapporti che si sono sviluppati fra Israele e la Santa Sede, dopo l’inizio delle relazioni diplomatiche fra le Parti nel 1994'. Il Papa e Katzav hanno poi affrontato la delicata questione dei rapporti israelo-palestinesi. 'Circa l’attuale situazione in Terra Santa - prosegue la nota pontificia - è stata nuovamente esposta all’Illustre Ospite quale sia la posizione della Santa Sede favorevole all’esistenza ed alla collaborazione fra i due Stati, Israele e Palestina'.
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14 novembre 2005 - Il Papa scrive alla CEI
In occasione dell'Assemblea Generale della CEI il Papa ha rivolto un messaggio ai Vescovi italiani che discuteranno di pastorale vocazionale e sanitaria. In merito al primo punto Benedetto XVI ha sottolineato che 'la Chiesa ha bisogno di presbiteri che sappiano sempre conformare il loro agire al modello del buon Pastore'. Riguardo alla pastorale della salute il Papa ha ricordato che la 'Chiesa è chiamata ad esprimere solidarietà e premura verso chi affronta la prova della malattia, in primo luogo aiutando a vedere la malattia e la morte stessa non come una negazione dell’umano, ma come il percorso che, sulla scia della sofferenza, della morte e risurrezione di Gesù, ci conduce alla vita vera ed eterna'. 'Meritano pertanto - ha concluso il Pontefice - di essere sostenute e promosse le istituzioni cattoliche che tanto fanno nell’ambito sanitario e dell’assistenza, affinché siano sempre più esemplari nel coniugare l’innovazione e la competenza scientifica con l’attenzione primaria alla persona e alla sua dignità'.
12 novembre 2005 - Il Papa: 'Rispettare la legge morale universale'
Benedetto XVI ha ricevuto stamane il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti per la presentazione delle credenziali. Al diplomatico americano il Papa ha ricordato come sia fondamentale il rispetto della legge morale universale. Un tale comportamento - ha sottolineato Benedetto XVI - 'è essenziale per la costruzione di un mondo che riconosce e promuove la dignità, la vita e la libertà di ogni persona umana, creando le condizioni di giustizia e di pace in cui gli individui e le comunità possano svilupparsi pienamente'.
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sabato 30 gennaio 2010
7 novembre 2005 - Il Papa incontra i Luterani
Ancora un appuntamento ecumenico per Benedetto XVI che stamane ha ricevuto i Rappresentanti della Federazione Luterana Mondiale. A loro il Papa ha ribadito l'auspicio che il dialogo in futuro 'non venga solo posto in un contesto di questioni "istituzionali", ma prenda in considerazione la fonte autentica di tutto il ministero nella Chiesa'. Il Papa non nasconde le difficoltà, ma è animato da una grande speranza. 'Il nostro comune cammino ecumenico - ha ammesso Papa Ratzinger - continuerà a incontrare difficoltà e richiederà un dialogo paziente. Tuttavia, traggo molto incoraggiamento dalla tradizione solida di studio e di scambio seri che ha caratterizzato i rapporti fra luterani e cattolici nel corso degli anni'.
5 novembre 2005 - Il Papa: 'Non accontentarsi della religiosità esteriore'
Ricevendo i Vescovi dell'Austria in Visita ad Limina, il Papa è tornato a parlare della spiritualità dell'Europa. Benedetto XVI ha amaramente osservato come 'il processo di secolarizzazione attualmente sempre più significativo per l'Europa non si è fermato neanche davanti alle porte della cattolica Austria'. Come arginare questo fenomeno si chiede il Papa. Due le opzioni, entrambe valide: 'la confessione chiara, coraggiosa ed entusiasta della fede e le numerose misure missionarie, piccole e grandi per apportare un cambiamento di rotta'. Benedetto XVI ha invitato i Vescovi austriarci a non illudersi: 'Un insegnamento cattolico che viene offerto in maniera incompleta, è una contraddizione in sé e non può essere fecondo nel lungo periodo'. Infine uno sprone. 'La scintilla dello zelo cristiano può riaccendersi - l'esortazione del Pontefice - non accontentatevi di una religiosità esteriore. Dio non si accontenta del fatto che il suo popolo lo venera con le labbra'.
2 novembre 2005 - Il Papa: 'La morte è una nuova nascita'
Anche l'odierna Udienza Generale è occasione per Benedetto XVI di tornare sul tema della morte. 'Illuminati dalla fede - ha esortato il Papa - guardiamo all’enigma umano della morte con serenità e speranza. Secondo la Scrittura, infatti, essa più che una fine, è una nuova nascita, è il passaggio obbligato attraverso il quale possono raggiungere la vita in pienezza coloro che modellano la loro esistenza terrena secondo le indicazioni della Parola di Dio'. Dinanzi al mistero della morte - ha concluso il Pontefice - il credente si deve porre la domanda 'di come vivere bene, come trovare la felicità'. La risposta il Papa la trova nelle parole del Salmo 111. 'Felice l'uomo che dona - ha detto Benedetto XVI citando la Scrittura - felice l'uomo che non utilizza la vita per se stesso, ma dona; felice l'uomo che è misericordioso, buono e giusto; felice l'uomo che vive nell'amore di Dio e del prossimo. Così viviamo bene e così non dobbiamo aver paura della morte, perché siamo nella felicità che viene da Dio e che dura sempre'.
1 novembre 2005 - Il Papa: 'Pensare alla morte senza timore'
La solennità di tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti al centro dell'Angelus recitato stamane dal Papa. La festa di quest'oggi - ha spiegato Benedetto XVI - 'ci fa gustare la gioia di far parte della grande famiglia degli amici di Dio'. La ricorrenza di domani, invece, ha aggiunto il Pontefice fa presente a chi 'vive in Cristo' che 'la morte è il passaggio dal pellegrinaggio terreno alla patria del Cielo'. 'Cari amici - ha concluso Papa Benedetto - la tradizionale sosta di questi giorni presso le tombe dei nostri defunti sia un’occasione per pensare senza timore al mistero della morte e coltivare quell’incessante vigilanza che ci prepara ad affrontarlo con serenità'.
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