lunedì 30 agosto 2010

7 ottobre 2006 - Il Papa: 'Confrontarsi con le sfide di oggi'

A vent’anni dalla visita di Giovanni Paolo II in Romagna, Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano una delegazione di pellegrini romagnoli. A loro il Papa ha ribadito quali e quante siano le sfide con cui i cristiani del Terzo Millennio devono confrontarsi. ‘Penso – ha detto - alle crisi che minacciano tante famiglie, al crescente bisogno di vocazioni sacerdotali e religiose di fronte al preoccupante calo numerico e all’avanzare dell’età dei sacerdoti; penso alle tante insidie di una società consumistica e secolarizzata, che tenta di sedurre un numero sempre crescente di persone, inducendole a subire un progressivo distacco dai valori della fede nella vita familiare, civile e politica’. Davanti a tutto questo – ha concluso Papa Benedetto – è necessario non scoraggiarsi ed avere sempre fiducia poiché ‘ci sono tante persone desiderose di dare un senso e un valore solido alla propria esistenza, uomini e donne interessati ad una forte e sincera ricerca religiosa’.

6 ottobre 2006 - Il Papa: 'Obbedire alla verità'

Nella Concelebrazione Eucaristica con i Membri della Commissione Teologica Internazionale Benedetto XVI pronuncia un’omelia a braccio in cui emerge lo spirito dell’ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Papa rileva l’importanza del silenzio e della contemplazione. ‘Servono – spiega - per conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una permanente unione con Dio. Questo è lo scopo: che nella nostra anima sia sempre presente l'unione con Dio e trasformi tutto il nostro essere’. Quando si parla – è invece il monito del Pontefice – non si cerchino applausi. Non si parli ‘in obbedienza alla dittatura delle opinione comuni’ perché – prosegue – sarebbe ‘una specie di prostituzione della parola e dell'anima’. ‘La castità a cui allude l’apostolo Pietro – conclude Papa Benedetto - è non sottomettersi a questi standard, non cercare gli applausi, ma cercare l'obbedienza alla verità’.

5 ottobre 2006 - Il Papa riceve il presidente austriaco

Benedetto XVI ha ricevuto stamane in Vaticano il Presidente della Repubblica Austriaca, Heinz Fischer. 'Durante i colloqui - informa una nota della Sala Stampa Vaticana - ci si è soffermati sulla presenza e l'attività della Chiesa cattolica nella società austriaca e ci si è rallegrati delle buone relazioni bilaterali fra Santa Sede ed Austria e della sintonia esistente sul tema dell’identità culturale e spirituale dell'Europa. Sono stati inoltre presi in considerazione temi di particolare importanza nell’odierno contesto mondiale, quali la promozione del dialogo fra culture e religioni, in particolare fra cristianesimo e islam, e il rifiuto di ogni forma di terrorismo'. In calendario anche il viaggio del Papa in Austria. Benedetto XVI ha infatti accettato l'invito a visitare il Santuario mariano di Mariazell.

4 ottobre 2006 - Il Papa: 'Vivere una relazione profonda con Gesù'

Prosegue il ciclo di catechesi dedicato dal Papa alle figure dei dodici Apostoli. Nell'Udienza Generale di oggi protagonista è San Bartolomeo. E Benedetto XVI, prendendo spunto dall'Apostolo, ha parlato del rapporto tra i credenti e Cristo. 'La nostra conoscenza di Gesù - ha spiegato il Pontefice - ha bisogno soprattutto di un'esperienza viva: la testimonianza altrui è certamente importante, poiché di norma tutta la nostra vita cristiana comincia con l'annuncio che giunge fino a noi ad opera di uno o più testimoni. Ma poi dobbiamo essere noi stessi a venir coinvolti personalmente in una relazione intima e profonda con Gesù'. Di Cristo - ha raccomandato Papa Benedetto - si tenga sempre presente la duplice natura, umana e divina. 'Se proclamiamo di Gesù soltanto la dimensione celeste - ha concluso - rischiamo di farne un essere etereo ed evanescente, e se al contrario riconosciamo soltanto la sua concreta collocazione nella storia, finiamo per trascurare la dimensione divina che propriamente lo qualifica'.

1 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa è missionaria'

'La Chiesa è per sua natura missionaria. La missione della Chiesa è il prolungamento di quella di Cristo: recare a tutti l'amore di Dio, annunciandolo con le parole e con la concreta testimonianza della carità'. Lo ha detto Benedetto XVI stamane nel corso dell'Angelus recitato dalla residenza di Castel Gamdolfo. All'indomani dell'incontro con il Patriarca di Babilonia dei Caldei Emmanuel III Delly, il Papa ha auspicata una rinnovata fraternità tra cristiani e musulmani iracheni. 'Invito tutti - ha aggiunto - ad unirsi a me nel chiedere a Dio Onnipotente il dono della pace e della concordia per quel martoriato Paese'. Il Pontefice, concludendo l'Angelus, si è congendato da Castel Gandolfo. Previsto per oggi il rientro in Vaticano. 'La prossima domenica ci vediamo a Roma!', ha scherzato Papa Benedetto.

domenica 29 agosto 2010

29 settembre 2006 - Il Papa: 'I vescovi proclamino la verità'

Fame e AIDS sono tra le piaghe più diffuse in Africa. E Benedetto XVI lo ha ricordato ricevendo in udienza i Vescovi del Malawi in Visita ad Limina. ‘La sicurezza alimentare – ha osservato il Papa - è minacciata non solo dalla siccità, ma anche da una gestione dell'agricoltura inefficiente e iniqua. La diffusione dell'AIDS aumenta per la incapacità di restare fedeli a un unico partner nel matrimonio o di praticare l'astinenza. I diritti delle donne, dei bambini e dei nascituri vengono cinicamente violati dal traffico di esseri umani, dalla violenza domestica e da quanti sostengono l'aborto’. ‘Non cessate mai – l’appello del Pontefice ai Vescovi del Malawi - di proclamare la verità, e insistete su di essa, in ogni occasione opportuna e non opportuna perché la verità vi farà liberi’. Non è mancato poi un appello affinchè i Vescovi aiutino i sacerdoti ‘a non cadere nella trappola di considerare il sacerdozio uno strumento di avanzamento sociale’.

29 settembre 2006 - Il Papa: 'L'amore cambia il mondo'

Ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore di Albania, Benedetto XVI ha ricordato il travaglio di Tirana passata dal dominio comunista alla libertà. Ma affinchè essa sia autentica – ha ammonito il Papa – ‘occorre un contesto etico-spirituale adeguato, fondato su una concezione dell’uomo e del mondo che ne rispecchi la natura e la vocazione’. Il Pontefice ha poi ricordato la figlia più illustre dell’Albania: Madre Teresa di Calcutta. Essa – ha sottolineato Papa Benedetto – ‘ha annunciato a tutti che Dio è amore e che ama ogni uomo, specialmente chi è povero e abbandonato. In realtà, è proprio l’amore la vera forza rivoluzionaria che cambia il mondo e lo fa progredire verso il suo compimento; di questo amore la Chiesa intende dare testimonianza con le sue opere educative ed assistenziali, aperte non solo ai cattolici ma a tutti’. Non è mancato un riferimento alle migliaia di albanesi che emigrano. ‘Se da una parte – ha osservato Benedetto XVI - è necessario combattere le cause di tale fenomeno, occorre anche creare le condizioni perché quanti lo desiderino possano ritornare in patria. E mi piace qui rendere omaggio agli albanesi che, fedeli ai migliori valori della loro tradizione, sanno farsi apprezzare in Italia, in Europa e in altri Paesi del mondo’.