giovedì 8 luglio 2010

3 giugno 2006 - Il Papa riceve Tony Blair

Benedetto XVI ha ricevuto stamane in Vaticano il Primo Ministro di Gran Bretagna Tony Blair. Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede 'nel corso del cordiale colloquio l'argomento principale è stato il ruolo della religione nella politica e nelle società. E' stato evidenziato il contributo che i valori comuni fra le religioni possono dare al dialogo, in particolare con l'Islam moderato, soprattutto nei temi della solidarietà e della pace'. 'Si è parlato inoltre - ha aggiunto il portavoce vaticano Navarro Valls - dell'Africa evidenziando l'esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel Continente. Si è preso atto, infine, dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord'.

3 giugno 2006 - Nucleare Iran, Santa Sede invita al dialogo

'La Santa Sede appoggia, come sempre, ogni iniziativa rivolta ad un dialogo aperto e costruttivo. Essa è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone'. Lo ha detto stamane il Direttore della Sala Stampa Vaticana Navarro Valls rispondendo a quanti gli chiedevano di illustrare la posizione della Santa Sede, e quindi del Papa, circa la vicenda del nuclerare iraniano. 'Appare in particolare necessario che - ha aggiunto il portavoce vaticano - attraverso contatti confidenziali si rimuovano quegli elementi che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca, senza mai scartare alcun segno di buona volontà dato da una parte o dall’altra, ed avendo riguardo all’onore ed alla sensibilità di ogni Paese. Si potranno così compiere passi di reciproco avvicinamento'.

2 giugno 2006 - Il Papa: 'Cultura contemporanea lontana dalla fede'

Ricevendo il personale del quotidiano "Avvenire", del Canale televisivo Sat2000, del Circuito radiofonico InBlu e dell’Agenzia Sir, Benedetto XVI ha lanciato un nuovo grido d'allarme sulla secolarizzazione imperante nella cultura contemporanea. 'La cultura dell’occidente - ha osservato il Papa - si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglia e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità, la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento'. Agli operatori cattolici dell'informazione il Pontefice ha dunque chiesto di dare 'testimonianza luminosa di profonda vita cristiana e restando per questo sempre tenacemente uniti a Cristo per poter guardare il mondo con gli stessi suoi occhi'. 'Siate felici - ha concluso - di appartenere alla Chiesa e di immettere nel grande circuito della comunicazione la sua voce e le sue ragioni. Non stancatevi di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l’esperienza ecclesiale e l’opinione pubblica'.

2 giugno 2006 - Il Papa: 'L'amore è anima della missione'

Pubblicato questa mattina il messaggio di Benedetto XVI in occasione della 80° Giornata Missionaria Mondiale. 'Essere missionari - ha sottolineato il Papa - significa allora amare Dio con tutto se stessi sino a dare, se necessario, anche la vita per Lui'. 'Quanti sacerdoti, religiosi, religiose e laici, pure in questi nostri tempi - ha aggiunto - Gli hanno reso la suprema testimonianza di amore con il martirio! Essere missionari è chinarsi, come il buon Samaritano, sulle necessità di tutti, specialmente dei più poveri e bisognosi'. Nella parte finale del testo Papa Benedetto si lascia andare ad un auspicio. Quello cioè che 'la Giornata Missionaria Mondiale sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell’amore, anima della missione, concerne tutti. Servire il Vangelo non va infatti considerata un’avventura solitaria, ma impegno condiviso di ogni comunità. L’auspicio è che questa compartecipazione cresca sempre più grazie all’apporto di tutti'.

1 giugno 2006 - Il Papa ai Vescovi: 'Proclamate il Vangelo'

'In adempimento del suo mandato, noi cerchiamo di proteggere il gregge, di nutrirlo e condurlo a Lui, il vero Buon Pastore che desidera la salvezza di tutti. Nutrire il gregge del Signore è pertanto ministero d'amore vigile, che esige totale dedizione fino all’esaurimento delle forze e, se necessario, al sacrificio della vita'. Lo ha detto Benedetto XVI oggi ricevendo in Vaticano i partecipanti alla terza Riunione dell’XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. 'In un tempo come il nostro, segnato dal crescente fenomeno della globalizzazione - ha spiegato il Papa - si rende sempre più necessario far giungere con vigore e chiarezza a tutti la verità di Cristo e il suo Vangelo di salvezza. I campi nei quali proclamare e testimoniare con amore la verità sono innumerevoli; tanta gente ne è assetata e non può essere lasciata languire in cerca di cibo. Questa è la nostra missione, venerati e cari Fratelli!'.

martedì 6 luglio 2010

28 maggio 2006 - Il Papa tedesco visita Auschwitz

L'ultima tappa del Viaggio Apostolico in Polonia di Benedetto XVI è forse il momento più toccante: la visita del Papa tedesco al campo di sterminio nazista di Auschwitz. 'Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo che non ha confronti nella storia - ha esordito un emozionato Papa Benedetto - è quasi impossibile ed è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania. In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto?'. Il Papa non ha nascosto le responsabilità della Germania e ha avuto parole di fuoco nei confronti di Hitler e del nazismo. 'Io sono oggi qui - ha spiegato Papa Ratzinger - come figlio del popolo tedesco: Non potevo non venire qui. Dovevo venire. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell'intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio'. Da Auschwitz l'umanità - ha auspicato Benedetto XVI - sappia trarre la giusta lezione. 'Il luogo in cui ci troviamo è un luogo della memoria, è il luogo della Shoah. Il passato non è mai soltanto passato. Esso riguarda noi e ci indica le vie da non prendere e quelle da prendere. Dietro queste lapidi - ha concluso - si cela il destino di innumerevoli esseri umani. Essi scuotono la nostra memoria, scuotono il nostro cuore. Non vogliono provocare in noi l'odio: ci dimostrano anzi quanto sia terribile l'opera dell'odio. Vogliono portare la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo; vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male'. Lasciato il campo di Auschwitz, Benedetto XVI si è trasferito all'aeroporto di Varsavia per imbarcarsi sul volo che lo ha riportato in Italia.

sabato 3 luglio 2010

28 maggio 2006 - Il Papa: 'Testimoniate il Vangelo nel mondo di oggi'

Anche la messa solenne presiedutada Benedetto XVI nel parco di Blonie a Cracovia ha come punto di riferimento la figura di Giovanni Paolo II. 'All’inizio del secondo anno del mio pontificato - ha spiegato il Papa nell'omelia - sono venuto in Polonia e a Cracovia per un bisogno del cuore, come pellegrino sulle orme del mio Predecessore. Volevo respirare l’aria della sua Patria. Volevo guardare la terra nella quale nacque e dove crebbe per assumere l’instancabile servizio a Cristo e alla Chiesa universale. Desideravo prima di tutto incontrare gli uomini vivi, i suoi connazionali, sperimentare la vostra fede dalla quale egli trasse la linfa vitale, ed assicurarmi che siete saldi in essa'. Ai polacchi il Pontefice desidera affidare una missione. 'Rafforzati dalla fede in Dio - ha esortato Papa Benedetto - impegnatevi con ardore nel consolidare il suo Regno sulla terra: il Regno del bene, della giustizia, della solidarietà e della misericordia. Vi prego di testimoniare con coraggio il Vangelo dinanzi al mondo di oggi, portando la speranza ai poveri, ai sofferenti, agli abbandonati, ai disperati, a coloro che hanno sete di libertà, di verità e di pace. Facendo del bene al prossimo e mostrandovi solleciti per il bene comune, testimoniate che Dio è amore'.