venerdì 11 febbraio 2011

19 marzo 2009 - ll Papa in Camerun: 'Proteggere la vita'

Visitando il ‘Centro Card. Paul Emile Léger’ il Papa ha ribadito che ‘la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane’. Rivolto al personale medico poi Benedetto XVI ha ricordato che a loro ‘spetta mettere in opera tutto quello che è legittimo per sollevare il dolore; spetta a voi in primo luogo proteggere la vita umana, essere i difensori della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale. Per ogni uomo, il rispetto della vita è un diritto e nello stesso tempo un dovere, perché ogni vita è un dono di Dio. Voglio, assieme a voi, rendere grazie al Signore per tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, operano a servizio delle persone che soffrono’.

19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'La vita è un dono di Dio'

‘In questo nostro tempo, in cui tante persone senza scrupoli cercano di imporre il regno del denaro disprezzando i più indigenti, voi dovete essere molto attenti. L’Africa in generale, ed il Camerun in particolare, sono in pericolo se non riconoscono il Vero Autore della Vita! Fratelli e sorelle del Camerun e dell’Africa, voi che avete ricevuto da Dio tante qualità umane, abbiate cura delle vostre anime! Non lasciatevi affascinare da false glorie e da falsi ideali’. E’ l’accorato appello del Papa lanciato nel corso della messa allo Stadio "Amadou Ahidjo" di Yaoundé. Benedetto XVI ha ricordato poi la crisi della famiglia dovuta al fatto che ‘alcuni valori della vita tradizionale sono stati sconvolti. Sradicati e resi più fragili, i membri delle giovani generazioni, spesso senza un vero lavoro, cercano rimedi al loro male di vivere rifugiandosi in paradisi effimeri e artificiali importati di cui si sa che non arrivano mai ad assicurare all’uomo una felicità profonda e duratura’. Fondamentale poi per il Papa ‘ridare senso all’accoglienza della vita come dono di Dio’. ‘Ogni essere umano, anche il più piccolo e povero – ha ribadito - è creato ad immagine e somiglianza di Dio. Egli deve vivere! La morte non deve prevalere sulla vita! La morte non avrà mai l’ultima parola!’. Il Pontefice si è poi rivolto ai giovani. ‘Davanti alle difficoltà della vita – ha esortato - mantenete il coraggio! La vostra esistenza ha un prezzo infinito agli occhi di Dio. Lasciatevi prendere da Cristo, accettate di donarGli il vostro amore e, perché no, voi stessi nel sacerdozio o nella vita consacrata! È il più alto servizio’. Infine un pensiero ai bambini orfani o ‘che vivono abbandonati nella miseria della strada, a coloro che sono separati violentemente dai loro genitori, maltrattati e abusati, e arruolati a forza in gruppi militari che imperversano in alcuni Paesi, vorrei dire: Dio vi ama, non vi dimentica e san Giuseppe vi protegge! Invocatelo con fiducia’.

19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Fede e ragione vanno insieme'

La religione ‘rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione. In realtà, religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede’. Lo ha detto il Papa incontrando la Comunità Musulmana del Camerun. Benedetto XVI ha poi invitato le altre nazioni africane e prendere ad esempio ‘l’entusiastica cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun’ come ‘un faro luminoso sul potenziale enorme di un impegno interreligioso per la pace, la giustizia e il bene comune!’.

18 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'I padri sono servitori della vita'

Nel corso dei Vespri recitati nella Basilica Marie Reine des Apôtres a Yaoundé, il Papa – presentando la figura di San Giuseppe – ha ricordato che ‘essere padre è innanzitutto essere servitore della vita e della crescita. San Giuseppe ha dato prova, in questo senso, di una grande dedizione. Per Cristo ha conosciuto la persecuzione, l’esilio e la povertà che ne deriva. Ha dovuto stabilirsi in luogo diverso dal suo villaggio. La sua sola ricompensa fu quella di essere con Cristo’. San Giuseppe – ha aggiunto Benedetto XVI – fu ‘un servitore fedele e saggio e ci svela il segreto di una umanità che vive alla presenza del mistero, aperta ad esso attraverso i dettagli più concreti dell’esistenza. In lui non c’è separazione tra fede e azione. La sua fede orienta in maniera decisiva le sue azioni. Paradossalmente è agendo, assumendo quindi le sue responsabilità, che egli si mette da parte per lasciare a Dio la libertà di realizzare la sua opera, senza frapporvi ostacolo’. ‘Giuseppe – ha concluso Papa Ratzinger - è un uomo giusto perché la sua esistenza è aggiustata sulla parola di Dio’.

18 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'Lavorare per la famiglia'

Incontrando i Vescovi del Camerun Benedetto XVI è tornato a parlare della famiglia minacciata da modernità e secolarizzazione. Necessario dunque, secondo il Papa, ‘promuovere la pastorale familiare’ promuovendo ‘una migliore comprensione della natura, della dignità e del ruolo del matrimonio che richiede un amore indissolubile e stabile’. Riferendosi poi alla globalizzazione, il Pontefice ha ricordato che ‘la Chiesa ha un interesse particolare per le persone più bisognose. E’ anche dovere dei cristiani, specialmente dei laici che hanno responsabilità sociali, economiche, politiche, di lasciarsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa, per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto in cui ciascuno potrà vivere dignitosamente’.

17 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'La Chiesa offre parole di speranza'

Giunto a Yaoundè, capitale del Camerun, il Papa ha iniziato il suo Viaggio Apostolico in Africa. ‘Anche in mezzo alle più grandi sofferenze – ha detto Benedetto XVI all’arrivo in aeroporto - il messaggio cristiano reca sempre con sé speranza’ . I cristiani ‘di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all’abuso di potere’ non possono tacere. ‘Il messaggio salvifico del Vangelo – ha aggiunto - esige di essere proclamato con forza e chiarezza, così che la luce di Cristo possa brillare nel buio della vita delle persone. Qui, in Africa, come pure in tante altre parti del mondo, innumerevoli uomini e donne anelano ad udire una parola di speranza e di conforto’. Questi uomini – ha proseguito il Pontefice – ‘implorano a gran voce riconciliazione, giustizia e pace, e questo è proprio ciò che la Chiesa offre loro. Non nuove forme di oppressione economica o politica, ma la libertà gloriosa dei figli di Dio. Non l’imposizione di modelli culturali che ignorano il diritto alla vita dei non ancora nati, ma la pura acqua salvifica del Vangelo della vita’.

17 marzo 2009 - Il Papa: 'L'AIDS non si batte solo con i preservativi'

Conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha portato in Camerun, Benedetto XVI ha risposto ad una domanda sul rapporto tra preservativi ed AIDS. Dopo aver ricordato che la Chiesa Cattolica è ‘la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’AIDS’, il Papa ha spiegato che ‘non si può superare questo problema dell’AIDS solo con soldi, pur necessari, ma se non c’è l’anima, se gli africani non aiutano, non si può superarlo con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema’.’ La soluzione – ha aggiunto - può essere solo duplice: la prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro; la seconda, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova’.