
Il Papa ha visitato stamane la parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso. Prendendo spunto dal nome della chiesa, Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli che 'nonostante la nostra indegnità, noi siamo i destinatari dell’infinita misericordia di Dio. Dio ci ama in un modo che potremmo dire ostinato, e ci avvolge della sua inesauribile tenerezza'. Citando l'episodio di Nicodemo, il Pontefice ha rilevato che anche oggi molti sono alla ricerca di Dio e 'attendono un segno che tocchi la loro mente e il loro cuore! Oggi come allora l’evangelista ci ricorda che il solo segno è Gesù innalzato sulla croce: Gesù morto e risorto è il segno assolutamente sufficiente. In Lui possiamo comprendere la verità della vita e ottenere la salvezza. E’ questo l’annuncio centrale della Chiesa, che resta nei secoli immutato. La fede cristiana pertanto non è ideologia, ma incontro personale con Cristo crocifisso e risorto'. Tornato in Vaticano, il Papa ha recitato come ogni domenica l'Angelus nel corso del quale è tornato a parlare del recente Concistoro, 'un’occasione - ha detto - per sentirci più che mai vicini a tutti quei cristiani che soffrono persecuzione a causa della fede. La loro testimonianza, di cui quotidianamente ci giunge notizia, e soprattutto il sacrificio di quanti sono stati uccisi ci è di edificazione e di sprone a un impegno evangelico sempre più sincero e generoso'. 'Il mio pensiero si rivolge, in modo particolare - ha aggiunto Papa Benedetto - a quelle comunità che vivono nei Paesi dove la libertà religiosa manca o, nonostante la sua affermazione sulla carta, subisce di fatto molteplici restrizioni. Ad esse invio un caloroso incoraggiamento a perseverare nella pazienza e nella carità di Cristo, seme del Regno di Dio che viene, anzi, che è già nel mondo A quanti operano al servizio del Vangelo in tali difficili situazioni, desidero esprimere la più viva solidarietà a nome di tutta la Chiesa, ed insieme assicurare il mio quotidiano ricordo nella preghiera'.
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