
Nel messaggio per la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù Benedetto XVI ha osservato che ‘la crisi di speranza colpisce più facilmente le nuove generazioni che, in contesti socio-culturali privi di certezze, di valori e di solidi punti di riferimento, si trovano ad affrontare difficoltà che appaiono superiori alle loro forze’. Il pensiero del Papa è andato a quei giovani ‘feriti dalla vita, condizionati da una immaturità personale che è spesso conseguenza di un vuoto familiare, di scelte educative permissive e libertarie e di esperienze negative e traumatiche. Per alcuni - e purtroppo non sono pochi - lo sbocco quasi obbligato è una fuga alienante verso comportamenti a rischio e violenti, verso la dipendenza da droghe e alcool, e verso tante altre forme di disagio giovanile’. Anche per loro tuttavia – ha aggiunto il Pontefice – ‘non si spegne il desiderio di amore vero e di autentica felicità’. Necessaria pertanto secondo Papa Benedetto ‘una nuova evangelizzazione, che aiuti le nuove generazioni a riscoprire il volto autentico di Dio, che è Amore’. Guardando a San Paolo il Papa ha chiesto ai giovani di testimoniare il Risorto. ‘Fatelo conoscere a quanti, vostri coetanei e adulti, sono in cerca della grande speranza che dia senso alla loro esistenza’.
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