
Commentando all’Angelus il Vangelo domenicale Benedetto XVI si è chiesto ‘perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane?’. Una domanda a cui il Papa risponde definendo realistica la proposta di Cristo poiché ‘tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo di più viene da Dio’. Si tratta dunque di applicare la ‘nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male ma nel rispondere al male con il bene, spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità’. Il Pontefice, infine, ha espresso vicinanza alla Guinea ‘per la situazione di paralisi sociale, con scioperi generali e reazioni violente, che hanno causato numerose vittime. Nel domandare il rispetto dei diritti umani e civili, assicuro la mia preghiera perché il comune impegno a percorrere la via del dialogo porti a superare la crisi’.