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lunedì 31 gennaio 2011

14 giugno 2008 - Il Papa ai giovani: 'Date vita a una società giusta'

Giunto a Brindisi, il Papa ha incontrato i giovani ai quali ha ricordato l'importanza del valore della vita e della famiglia 'esposta oggi al convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla'. 'Quanto è necessario ed urgente - ha aggiunto Benedetto XVI - che tutte le persone di buona volontà si impegnino a salvaguardare la famiglia, solida base su cui costruire la vita dell’intera società!'. Il Pontefice ha poi ricordato le difficoltà vissute da molti giovani del meridione, su tutte la disoccupazione.
'Allo stesso modo - ha aggiunto - so che la vostra giovinezza è insidiata dal
richiamo di facili guadagni, dalla tentazione di rifugiarsi in paradisi artificiali o di lasciarsi attrarre da forme distorte di soddisfazione materiale. Non lasciatevi irretire dalle insidie del male! Ricercate piuttosto un’esistenza ricca di valori, per dare vita ad una società più giusta e più aperta al futuro. Mettete a frutto i doni di cui Dio vi ha dotato con la giovinezza: la forza, l’intelligenza, il coraggio, l’entusiasmo e la voglia di vivere'. 'E’ a partire da questo bagaglio, contando sempre sul sostegno divino - ha concluso Papa Ratzinger - che potete alimentare in voi e attorno a voi la speranza. Dipende da voi e dal vostro cuore far sì che il progresso si tramuti in un bene maggiore per tutti. E la via del bene – voi lo sapete - ha un nome: si chiama amore'.

9 giugno 2008 - Il Papa: 'L'amore redime l'uomo'

Aprendo il convegno della Diocesi di Roma sul tema: "Gesù è risorto: educare alla speranza nella preghiera, nell’azione, nella sofferenza", Benedetto XVI ha osservato che 'sarebbe insensato negare o minimizzare l’enorme contributo delle scienze e tecnologie alla trasformazione del mondo e delle nostre concrete condizioni di vita, ma sarebbe altrettanto miope ignorare che i loro progressi mettono nelle mani dell’uomo anche abissali possibilità di male e che, in ogni caso, non sonole scienze e le tecnologie a poter dare un senso alla nostra vita e a poterci insegnare a distinguere il bene dal male'. Pertanto, secondo il Papa, 'non è la scienza ma l’amore a redimere l’uomo e questo vale anche nell’ambito terreno e intramondano'. La società odierna - ha aggiunto il Pontefice - tende ad escludere Dio, ma quando 'è lasciato da parte nessuna delle cose che veramente ci premono può trovare una stabile collocazione, tutte le nostre grandi e piccole speranze poggiano sul vuoto. Per educare alla speranza è dunque anzitutto necessario aprire a Dio il nostro cuore, la nostra intelligenza e tutta la nostra vita, per essere così, in mezzo ai nostri fratelli, suoi credibili testimoni'. Infine Papa Benedetto ha parlato del rapporto con la sofferenza in cui 'si determina la misura della nostra umanità. Alla fede cristiana spetta questo merito storico, di aver suscitato nell’uomo, in maniera nuova e a una profondità nuova, la capacità di condividere anche interiormente la sofferenza dell’altro, che così non è più solo nella sua sofferenza, e anche di soffrire per amore del bene, della verità e della giustizia'.

sabato 29 gennaio 2011

19 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Il male è stato sconfitto'

‘I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe – penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione – prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era’. Il Papa ha parlato così della sua giovinezza incontrando i giovani e i seminaristi nel Seminario di St. Joseph a New York. Il nazismo – ha proseguito Benedetto XVI – ‘mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono’. ‘Ringraziamo Dio – ha aggiunto il Pontefice - perché oggi molti della vostra generazione sono in grado di godere le libertà che sono emerse grazie alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Ringraziamo Dio per tutti coloro che si battono per assicurare che voi possiate crescere in un ambiente che coltiva ciò che è bello, buono e vero’. Tuttavia – ha ammonito Papa Ratzinger – ‘il potere distruttivo rimane. Sostenere il contrario significherebbe ingannare se stessi. Ma esso non trionferà mai; è stato sconfitto’. Il Papa – infine – ha spiegato che ‘la verità non è un’imposizione. Né è semplicemente un insieme di regole. È la scoperta di Uno che non ci tradisce mai; di Uno del quale possiamo sempre fidarci. Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo. La speranza che mai delude è Gesù Cristo. I santi ci mostrano l’amore disinteressato del suo cammino. Come discepoli di Cristo, i loro tragitti straordinari si svilupparono all’interno di quella comunità della speranza che è la Chiesa. È dall’interno della Chiesa che anche voi troverete il coraggio ed il sostegno per camminare sulla via del Signore’.

domenica 16 gennaio 2011

19 agosto 2007 - Sisma in Perù, appello del Papa

‘La pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo, Satana’. Lo ha detto il Papa nel corso del consueto Angelus domenicale. Chi vuole restare fedele a Dio – ha aggiunto Benedetto XVI ‘deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse famiglie’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha espresso vicinanza ai terremotati del Perù. ‘Per i numerosi defunti – ha detto il Papa - invoco la pace del Signore, per i feriti la pronta guarigione, e a quanti versano in misere condizioni assicuro: la Chiesa è con voi, con tutta la sua solidarietà spirituale e materiale’.

martedì 11 gennaio 2011

4 aprile 2007 - Il Papa: 'Cristo trionfa sulla morte'

E' stato l'imminente Triduo Pasquale l'argomento centrale dell'Udienza Generale odierna presieduta dal Papa. Questi tre giorni - ha spiegato Benedetto XVI -non sono solo 'ricordo di una realtà passata, ma attuale: Cristo anche oggi vince con il suo amore il peccato e la morte'. 'Il Male in tutte le sue forme - ha ripetuto il Pontefice - non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, della verità e dell’amore! Se con Lui siamo disposti a soffrire ed a morire la sua vita diventa la nostra vita. Su questa certezza si posa e si costruisce la nostra esistenza cristiana'.

lunedì 10 gennaio 2011

11 marzo 2007 - Il Papa: 'La conversione vince il male'

'La vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita. Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale'. Così Benedetto XVI nel corso dell'Angelus odierno. 'Cristo - ha aggiunto il Papa - invita a rispondere al male prima di tutto con un serio esame di coscienza e con l’impegno a purificare la propria vita'. Rinnovato dunque dal Pontefice l'invito alla conversione che - ha spiegato - 'permette di prevenire il male, disinnescando certe sue minacce'. 'In sintesi - ha infine concluso Papa Benedetto - la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche
se non sempre può evitarne le conseguenze'.

domenica 9 gennaio 2011

18 febbraio 2007 - Il Papa: 'Rispondere al male con il bene'

Commentando all’Angelus il Vangelo domenicale Benedetto XVI si è chiesto ‘perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane?’. Una domanda a cui il Papa risponde definendo realistica la proposta di Cristo poiché ‘tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo di più viene da Dio’. Si tratta dunque di applicare la ‘nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male ma nel rispondere al male con il bene, spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità’. Il Pontefice, infine, ha espresso vicinanza alla Guinea ‘per la situazione di paralisi sociale, con scioperi generali e reazioni violente, che hanno causato numerose vittime. Nel domandare il rispetto dei diritti umani e civili, assicuro la mia preghiera perché il comune impegno a percorrere la via del dialogo porti a superare la crisi’.

giovedì 6 gennaio 2011

3 gennaio 2007 - Il Papa: 'L'amore di Cristo si contrappone al male'

E’ ancora una volta il Natale l’argomento centrale dell’Udienza Generale di Benedetto XVI. Nonostante il clima gioioso – ha osservato il Papa – non è possibile ‘dimenticare il mistero del male: e, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno questo potere delle tenebre. E’ il dramma del rifiuto di Cristo, che, come in passato, si manifesta e si esprime, purtroppo, anche oggi in tanti modi diversi. Forse persino più subdole e pericolose sono le forme del rifiuto di Dio nell’era contemporanea: dal netto rigetto all’indifferenza, dall’ateismo scientista alla presentazione di un Gesù cosiddetto modernizzato o postmodernizzato. Un Gesù uomo, ridotto in modo diverso ad un semplice uomo del suo tempo, privato della sua divinità; oppure un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba’. A tutto ciò – ha ribattuto il Pontefice – si contrappone ‘l’amore che Gesù, nascendo a Betlemme, ha recato nel mondo’ che ‘lega a sé quanti lo accolgono in un duraturo rapporto di amicizia e di fraternità’.

domenica 12 settembre 2010

18 ottobre 2006 - Il Papa: 'Anche nella Chiesa cristiani indegni'

Le figure del discepolo traditore Giuda Iscariota e il suo 'sostituto' l'apostolo San Mattia sono protagoniste dell'odierna Udienza Generale di Benedetto XVI. Gesù ha trattato i Dodici, compreso Giuda, da amici - ha spiegato il Papa - ma 'nei suoi inviti a seguirlo sulla via delle beatitudini, non forzava le volontà né le premuniva dalle tentazioni di Satana, rispettando la libertà umana'. 'Le possibilità di perversione del cuore umano - ha aggiunto il Pontefice - sono davvero molte. L'unico modo di ovviare ad esse consiste nel non coltivare una visione delle cose soltanto
individualistica, autonoma, ma al contrario nel mettersi sempre di nuovo dalla parte di Gesù, assumendo il suo punto di vista'. Guardando a Giuda il Papa ha ammesso che 'anche nella Chiesa non mancano cristiani indegni e traditori', pertanto - ha concluso - 'spetta a ciascuno di noi controbilanciare il male da essi compiuto con la nostra limpida testimonianza a Gesù Cristo'.

giovedì 15 aprile 2010

12 aprile 2006 - Il Papa: 'Il male non ha l'ultima parola'

L'imminenza della Pasqua al centro dell'Udienza Generale di oggi tenuta dal Papa nell'Aula Paolo VI. 'Per una proficua celebrazione della Pasqua - ha ricordato Benedetto XVI ai fedeli - la Chiesa chiede ai fedeli di accostarsi in questi giorni al sacramento della Penitenza, che è come una specie di morte e di risurrezione per ognuno di noi'. 'Prepararsi alla Pasqua con una buona confessione - ha aggiunto il Pontefice - resta un adempimento da valorizzare appieno, perché ci offre la possibilità di ricominciare di nuovo la nostra vita e di avere realmente un nuovo inizio nella gioia del Risorto e nella comunione del perdono datoci da Lui. Consapevoli di essere peccatori, ma fiduciosi nella misericordia divina, lasciamoci riconciliare da Cristo per gustare più intensamente la gioia che Egli ci comunica con la sua risurrezione'. Benedetto XVI ha infine ricordato che 'il male non ha l'ultima parola, perché a vincere è Cristo crocifisso e risorto e il suo trionfo si manifesta con la forza dell’amore misericordioso. La sua risurrezione ci dà questa certezza: nonostante tutta l’oscurità che vi è nel mondo, il male non ha l’ultima parola. Sorretti da questa certezza potremo con più coraggio ed entusiasmo impegnarci perché nasca un mondo più giusto'.