Visualizzazione post con etichetta Peccato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Peccato. Mostra tutti i post

lunedì 24 gennaio 2011

7 marzo 2008 - Il Papa: 'Chi si affida a Dio ottiene grazia e perdono'

Incontrando i partecipanti al Corso annuale sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica, Benedetto XVI ha ricordato che ‘la Quaresima è un tempo quanto mai propizio per meditare sulla realtà del peccato alla luce dell’infinita misericordia di Dio, che il sacramento della Penitenza manifesta nella sua forma più alta’. Il Papa ha invitato i confessori a ‘far sperimentare a chi si confessa quella tenerezza divina verso i peccatori pentiti che tanti episodi evangelici mostrano con accenti di intensa commozione’. Solo chi ‘si riconosce debole e peccatore si affida a Dio, da Lui ottiene grazia e perdono’ ha aggiunto il Pontefice. ‘E’ proprio questo il messaggio che occorre trasmettere: ciò che più conta – ha concluso - è di far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio’.

lunedì 10 gennaio 2011

16 marzo 2007 - Il Papa: 'Si è perso il senso del peccato'

'Oggi pare che si sia perso il senso del peccato, ma in compenso sono aumentati i complessi di colpa'. E' quanto ha osservato il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Corso sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica. Attingendo a Cristo Crocifisso - ha spiegato Benedetto XVI - è possibile trarre quell’energia interiore indispensabile per sconfiggere il male e il peccato nella lotta senza pausa, che segna il nostro pellegrinaggio terreno verso la patria celeste'. Compito 'del sacerdote e del confessore - ha concluso Papa Ratzinger - è principalmente questo: portare ciascuno a fare esperienza dell’amore di Cristo per lui, incontrandolo sulla strada della propria vita come Paolo lo incontrò sulla via di Damasco'.

11 marzo 2007 - Il Papa: 'La conversione vince il male'

'La vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita. Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale'. Così Benedetto XVI nel corso dell'Angelus odierno. 'Cristo - ha aggiunto il Papa - invita a rispondere al male prima di tutto con un serio esame di coscienza e con l’impegno a purificare la propria vita'. Rinnovato dunque dal Pontefice l'invito alla conversione che - ha spiegato - 'permette di prevenire il male, disinnescando certe sue minacce'. 'In sintesi - ha infine concluso Papa Benedetto - la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche
se non sempre può evitarne le conseguenze'.

domenica 9 gennaio 2011

28 febbraio 2007 - Il Papa: 'Guardiamo al Crocifisso'

All’Angelus odierno Benedetto XVI ha suggerito ai fedeli di guardare al Crocifisso per ‘comprendere in profondità che cos’è il peccato, quanto tragica sia la sua gravità e, al tempo stesso, quanto incommensurabile sia la potenza del perdono e della misericordia del Signore’. Nel corso della Quaresima – ha aggiunto il Papa – guardiamo al Crocifisso perché ‘Colui che noi stessi abbiamo trafitto con le nostre colpe non si stanca di riversare sul mondo un torrente inesauribile di amore misericordioso. Possa l’umanità comprendere che soltanto da questa fonte è possibile attingere l’energia spirituale indispensabile per costruire quella pace e quella felicità che ogni essere umano va cercando senza sosta’.

venerdì 7 gennaio 2011

6 gennaio 2007 - Il Papa: 'Nessuno abbia paura di Cristo'

L’umanità è in ‘in stato di pellegrinaggio, cioè in un movimento di ricerca, spesso un po’ confusa, che, in definitiva, ha il suo punto d’arrivo in Cristo, anche se qualche volta la stella si nasconde. Al tempo stesso ci mostra Dio che a sua volta è in pellegrinaggio verso l’uomo. Non c’è solo il pellegrinaggio dell’uomo verso Dio; Dio stesso si è messo in cammino verso di noi: chi è infatti Gesù, se non Dio uscito, per così dire, da se stesso per venire incontro all’umanità? Per amore Egli si è fatto storia nella nostra storia’. Lo ha detto il Papa, stamane, presiedendo in San Pietro la Messa dell’Epifania. L’uomo, dunque, - ha concluso Benedetto XVI – non ‘abbia paura di Cristo e del suo messaggio! E se nel corso della storia i cristiani, essendo uomini limitati e peccatori, hanno talora potuto tradirlo con i loro comportamenti, questo fa risaltare ancor di più che la luce è Cristo e che la Chiesa la riflette solo rimanendo unita a Lui’.

martedì 31 agosto 2010

9 ottobre 2006 - Il Papa: 'Non dimenticare il perdono'

'Laddove Dio viene escluso dalla sfera pubblica, il senso di offesa a Dio - l'autentico senso del peccato - svanisce e proprio quando il valore assoluto delle norme morali viene relativizzato, le categorie di bene o di male svaniscono insieme alla responsabilità individuale'. Lo ha detto il Papa ricevendo quest'oggi i Vescovi della Conferenza Episcopale del Canada Occidentale, in Visita ad Limina. Secondo Benedetto XVI è necessario non dimenticare 'la necessità di cercare il perdono e la disponibilità a perdonare' poichè 'al loro posto sorge una inquietante cultura del biasimo e della litigiosità'.

giovedì 15 aprile 2010

12 aprile 2006 - Il Papa: 'Il male non ha l'ultima parola'

L'imminenza della Pasqua al centro dell'Udienza Generale di oggi tenuta dal Papa nell'Aula Paolo VI. 'Per una proficua celebrazione della Pasqua - ha ricordato Benedetto XVI ai fedeli - la Chiesa chiede ai fedeli di accostarsi in questi giorni al sacramento della Penitenza, che è come una specie di morte e di risurrezione per ognuno di noi'. 'Prepararsi alla Pasqua con una buona confessione - ha aggiunto il Pontefice - resta un adempimento da valorizzare appieno, perché ci offre la possibilità di ricominciare di nuovo la nostra vita e di avere realmente un nuovo inizio nella gioia del Risorto e nella comunione del perdono datoci da Lui. Consapevoli di essere peccatori, ma fiduciosi nella misericordia divina, lasciamoci riconciliare da Cristo per gustare più intensamente la gioia che Egli ci comunica con la sua risurrezione'. Benedetto XVI ha infine ricordato che 'il male non ha l'ultima parola, perché a vincere è Cristo crocifisso e risorto e il suo trionfo si manifesta con la forza dell’amore misericordioso. La sua risurrezione ci dà questa certezza: nonostante tutta l’oscurità che vi è nel mondo, il male non ha l’ultima parola. Sorretti da questa certezza potremo con più coraggio ed entusiasmo impegnarci perché nasca un mondo più giusto'.

martedì 23 marzo 2010

1 marzo 2006 - Quaresima, il Papa: 'La lotta al peccato non termina mai'

'Il cammino quaresimale, avvicinandoci a Dio, ci permette di guardare con occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità. Chi comincia a vedere Dio, a guardare il volto di Cristo, vede con gli altri occhi anche il fratello, scopre il fratello, il suo bene, il suo male, le sue necessità. Per questo la Quaresima, come ascolto della verità, è momento favorevole per convertirsi all’amore, perché la verità profonda, la verità di Dio è nello stesso tempo amore'. E' con queste parole che Benedetto XVI ha aperto l'Udienza Generale del mercoledì delle Ceneri, giorno che inaugura il periodo di Quaresima. Ai fdeli il Papa ha suggerito come trascorrere i quaranta giorni che precedono la Pasqua. 'La Quaresima sia - l'invito del Pontefice - un tempo di digiuno, di penitenza e di vigilanza su noi stessi, persuasi che la lotta al peccato non termina mai, poiché la tentazione è realtà d’ogni giorno e la fragilità e l’illusione sono esperienze di tutti'. Nel pomeriggio Benedetto XVI si è recato come da tradizione all'Aventino dove, nella Basilica di Santa Sabina, ha presieduto la Messa con l'imposizione delle Ceneri. 'Lottare contro il male, contro ogni forma di egoismo e di odio, e morire a se stessi per vivere in Dio - ha sottolineato Papa Ratzinger nell'omelia - è l’itinerario ascetico che ogni discepolo di Gesù è chiamato a percorrere con umiltà e pazienza, con generosità e perseveranza. La docile sequela del divino Maestro rende i cristiani testimoni e apostoli di pace. Potremmo dire che questo interiore atteggiamento ci aiuta a meglio evidenziare anche quale debba essere la risposta cristiana alla violenza che minaccia la pace nel mondo'.

sabato 20 marzo 2010

19 febbraio 2006 - ll Papa: 'L'amore di Dio rinnova il mondo'

Prendendo spunto dal Vangelo odierno che narra la guarigione di un paralitico operata da Gesù, il Papa all'Angelus ha ricordato che 'il paralitico è immagine di ogni essere umano a cui il peccato impedisce di muoversi liberamente, di camminare nella via del bene, di dare il meglio di sé. Il male, annidandosi nell’animo, lega l’uomo con i lacci della menzogna, dell’ira, dell’invidia e degli altri peccati, e a poco a poco lo paralizza'. Secondo Benedetto XVI 'il messaggio è chiaro: l’uomo, paralizzato dal peccato, ha bisogno della misericordia di Dio, che Cristo è venuto a donargli, perché, guarito nel cuore, tutta la sua esistenza possa rifiorire'. La soluzione - ha concluso il Pontefice - c'è. 'Solo l’amore di Dio può rinnovare il cuore dell’uomo, e solo se guarisce nel cuore l’umanità paralizzata può rialzarsi e camminare. L’amore di Dio è la vera forza che rinnova il mondo'.

martedì 16 marzo 2010

12 febbraio 2006 - Il Papa: 'Cristo medico dell'umanità'

Benedetto XVI ha dedicato anche stamane la sua attenzione ai Malati, a distanza di 24 ore dalla celebrazione della Giornata Mondiale del Malato. 'Cristo è il vero "medico" dell’umanità, che il Padre celeste ha mandato nel mondo per guarire l’uomo, segnato nel corpo e nello spirito dal peccato e dalle sue conseguenze', ha esordito il Papa. 'Vorrei oggi affidare a Maria Salus infirmorum - ha aggiunto il Pontefice - tutti i malati, specialmente quelli che, in ogni parte del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono anche la solitudine, la miseria e l’emarginazione. Un particolare pensiero rivolgo anche a coloro che negli ospedali e in ogni altro centro di cura accudiscono i malati e si adoperano per la loro guarigione'. Infine Papa Benedetto ha rivolto il pensiero alla XX Olimpiade invernale in corso a Torino. 'Auguro - il suo auspicio - che questa bella competizione sportiva si svolga all’insegna dei valori olimpici della lealtà, della gioia e della fraternità, recando così un contributo alla pace tra i popoli'.

sabato 6 febbraio 2010

8 dicembre 2005 - Il Papa: 'Dio non limita la libertà dell'uomo'

Giornata intensa per Benedetto XVI. In mattinata il Papa ha celebrato la Messa solenne nella Basilica di San Pietro per il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, nel pomeriggio il tradizionale omaggio in Piazza di Spagna alla Statua della Madonna Immacolata. Nell'omelia pronunciata in San Pietro il Pontefice ha ribadito l'importanza di una vita il piu' lontano possibile dal peccato. 'Proprio nella festa dell'Immacolata Concezione - ha detto il Papa - emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell'essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi'. Usando l'Immacolata come termine di paragone Benedetto XVI ha voluto dimostrare che colui che si abbandona nelle mani di Dio non perde la propria libertà. 'L'uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una noiosa persona consenziente; egli non perde la sua libertà. Solo l'uomo che si affida totalmente a Dio - ha spiegato il Papa - trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene. L'uomo che si volge verso Dio non diventa più piccolo, ma più grande, perché grazie a Dio e insieme con Lui diventa grande, diventa divino, diventa veramente se stesso. L'uomo che si mette nelle mani di Dio non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola ed aperta'.