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domenica 6 febbraio 2011

25 dicembre 2008 - Natale, il Papa: 'Pace per il mondo'

In occasione del Natale il Papa ha rivolto il suo tradizionale messaggio al mondo impartendo poi la solenne Benedizione Urbi et Orbi. Tutti gli uomini – è stato l’augurio di Benedetto XVI – ‘possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte’. Il Pontefice ha poi invocato la pace per la Terrasanta ‘dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi’. La pace – ha aggiunto – ‘si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione’. La pace – ha concluso Papa Benedetto – si manifesti anche in Africa, dal Congo, al Sudan, alla Somalia. Infine da Benedetto XVI l’invito a non pensare solo ai propri interessi poiché ‘il mondo non può che andare in rovina’.

25 dicembre 2008 - Natale, il Papa: 'Dove c'è Dio c'è pace'

Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la messa della Notte di Natale. In questa solennità si vede l’umiltà di Dio – ha osservato il Papa- ‘Egli si china, viene, proprio Lui, come bimbo giù fin nella miseria della stalla, simbolo di ogni necessità e stato di abbandono degli uomini. Dio scende realmente. Diventa un bambino e si mette nella condizione di dipendenza totale che è propria di un essere umano appena nato. Il Creatore che tutto tiene nelle sue mani, dal quale noi tutti dipendiamo, si fa piccolo e bisognoso dell’amore umano’. La gloria di Dio – ha aggiunto il Pontefice – è la pace. ‘Dove c’è Lui, là c’è pace. Egli è là dove gli uomini non vogliono fare in modo autonomo della terra il paradiso, servendosi a tal fine della violenza. Egli è con le persone dal cuore vigilante; con gli umili e con coloro che corrispondono alla sua elevatezza, all’elevatezza dell’umiltà e dell’amore. A questi dona la sua pace, perché per loro mezzo la pace entri in questo mondo’. Guardando al Bambino di Betlemme il Papa ha rivolto il suo pensiero a tutti i bambini. Ognuno – ha sottolineato Benedetto XVI – ‘chiede il nostro amore. Pensiamo pertanto in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l’amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace. Ai bambini che mediante l’industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima. Il Bambino di Betlemme è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini’.

17 dicembre 2008 - Il Papa: 'Natale è festa universale'

La vicinanza del Natale è stata al centro dell’Udienza Generale di Benedetto XVI. ‘Il Natale – ha osservato il Papa - è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. E’ la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l’abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza’. Secondo il Pontefice il Natale rischia di perdere il suo significato ‘sotto la spinta di un consumismo edonista’. Tuttavia – ha aggiunto – ‘le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera l’umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale’. Papa Benedetto ha infine invitato a vedere nella grotta di Betlemme l’umiltà di Dio che vince la superbia dell’uomo. ‘Forse – ha concluso - ci saremmo arresi più facilmente di fronte alla potenza, di fronte alla saggezza; ma Lui non vuole la nostra resa; fa piuttosto appello al nostro cuore e alla nostra libera decisione di accettare il suo amore’.

venerdì 21 gennaio 2011

25 dicembre 2007 - Il Papa: 'La luce di Cristo porti la pace'

Benedetto XVI ha rivolto al mondo il tradizionale messaggio natalizio, al quale è seguita la Benedizione Urbi et Orbi. ‘Solo la grande luce apparsa in Cristo – ha esordito il Papa - può donare agli uomini la vera pace: ecco perchè ogni generazione è chiamata ad accoglierla, ad accogliere il Dio che a Betlemme si è fatto uno di noi. E’ il giorno santo in cui rifulge la grande luce di Cristo portatrice di pace!’. Questa luce – è stato l’auspicio del Pontefice – ‘possa finalmente rifulgere, e sia consolazione per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra; per coloro che vedono ancora negata la loro legittima aspirazione a una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana’. Papa Benedetto ha infine invocato la pace per le ‘martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo, ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia, all'intero Medio Oriente, in particolare all'Iraq, al Libano e alla Terrasanta, all'Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate’. ‘Il Bambino Gesù – è stata la preghiera di Benedetto XVI -porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature’.

25 dicembre 2007 - Il Papa: 'Trasmettere la luce di Dio'

Benedetto XVI ha presieduto come da tradizione la Messa della Notte per la Solennità del Natale del Signore nella Basilica di San Pietro. ‘Il messaggio di Natale – ha spiegato il Papa nell’omelia - ci fa riconoscere il buio di un mondo chiuso, e con ciò illustra senz’altro una realtà che vediamo quotidianamente. Ma esso ci dice anche che Dio non si lascia chiudere fuori. Egli trova uno spazio, entrando magari per la stalla; esistono degli uomini che vedono la sua luce e la trasmettono’. La luce e il messaggio del Natale – ha aggiunto il Pontefice – ‘ci chiamano a metterci in cammino, ad uscire dalla chiusura dei nostri desideri ed interessi per andare incontro al Signore ed adorarlo. Lo adoriamo aprendo il mondo alla verità, al bene, a Cristo, al servizio di quanti sono emarginati e nei quali Egli ci attende’. Natale, ha ancora osservato Papa Benedetto è festa della creazione ricostituita perché ‘la terra viene rimessa in sesto proprio per il fatto che viene aperta a Dio, che ottiene nuovamente la sua vera luce e, nella sintonia tra volere umano e volere divino, nell’unificazione dell’alto col basso, recupera la sua bellezza, la sua dignità’. Benedetto XVI ha concluso invitando a camminare ‘verso il Bimbo nella stalla! Tocchiamo l’umiltà di Dio, il cuore di Dio! Allora la sua gioia toccherà noi e renderà più luminoso il mondo’.

giovedì 20 gennaio 2011

9 dicembre 2007 - Il Papa: 'In questa vita decidiamo il futuro'

‘E’ nel presente, che si gioca il nostro destino futuro’. Lo ha detto il Papa introducendo l’Angelus. ‘E’ con il concreto comportamento che teniamo in questa vita – ha spiegato Benedetto XVI - che decidiamo della nostra sorte eterna. Al tramonto dei nostri giorni sulla terra, al momento della morte, saremo valutati in base alla nostra somiglianza o meno con il Bambino che sta per nascere nella povera grotta di Betlemme, poiché è Lui il criterio di misura che Dio ha dato all’umanità’. Attraverso il Natale Dio – ha concluso il Pontefice – chiama tutti noi a seguire Cristo ‘facendo, come Lui, delle nostre esistenze un dono di amore’.

giovedì 6 gennaio 2011

3 gennaio 2007 - Il Papa: 'L'amore di Cristo si contrappone al male'

E’ ancora una volta il Natale l’argomento centrale dell’Udienza Generale di Benedetto XVI. Nonostante il clima gioioso – ha osservato il Papa – non è possibile ‘dimenticare il mistero del male: e, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno questo potere delle tenebre. E’ il dramma del rifiuto di Cristo, che, come in passato, si manifesta e si esprime, purtroppo, anche oggi in tanti modi diversi. Forse persino più subdole e pericolose sono le forme del rifiuto di Dio nell’era contemporanea: dal netto rigetto all’indifferenza, dall’ateismo scientista alla presentazione di un Gesù cosiddetto modernizzato o postmodernizzato. Un Gesù uomo, ridotto in modo diverso ad un semplice uomo del suo tempo, privato della sua divinità; oppure un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba’. A tutto ciò – ha ribattuto il Pontefice – si contrappone ‘l’amore che Gesù, nascendo a Betlemme, ha recato nel mondo’ che ‘lega a sé quanti lo accolgono in un duraturo rapporto di amicizia e di fraternità’.

25 dicembre 2006 - Natale, il Papa: 'Volgiamo lo sguardo ai bambini'

Il Papa ha presieduto come di consueto nella Basilica Vaticana la messa solenne della Notte in occasione del Natale. Con la nascita di Betlemme - ha spiegato Benedetto XVI - Dio sceglie la semplicità. 'Il segno di Dio - ha aggiunto - è il bambino. Il segno di Dio è che Egli si fa piccolo per noi. È questo il suo modo di regnare. Egli non viene con potenza e grandiosità esterne. Egli viene come bambino – inerme e bisognoso del nostro aiuto. Non vuole sopraffarci con la forza. Ci toglie la paura della sua grandezza. Egli chiede il nostro amore: perciò si fa bambino'. Guardando alla grotta di Betlemme e al Bambino dobbiamo volgere lo sguardo - ha esortato il Pontefice - 'verso tutti i bambini, particolarmente i bambini sofferenti ed abusati nel mondo, i nati come i non nati. Verso i bambini che, come soldati, vengono introdotti in un mondo di violenza; verso i bambini che devono mendicare; verso i bambini che soffrono la miseria e la fame; verso i bambini che non sperimentano nessun amore. In tutti loro è il bambino di Betlemme che ci chiama in causa; ci chiama in causa il Dio che si è fatto piccolo'. 'Preghiamo in questa notte - ha infine esortato il Papa - affinché il fulgore dell’amore di Dio accarezzi tutti questi bambini, e chiediamo a Dio di aiutarci a fare la nostra parte perché sia rispettata la dignità dei bambini'.

24 dicembre 2006 - Il Papa: 'Il Natale esalta l'importanza della vita umana'

A poche ore dal Natale Benedetto XVI ha occasione di tornare a parlare della festa per eccellenza nel corso dell'Angelus. Secondo il Papa 'il Natale di Cristo ci aiuta a prendere coscienza di quanto valga la vita umana, la vita di ogni essere umano, dal suo primo istante al suo naturale tramonto'. Il Pontefice ha chiesto ai fedeli di non farsi trovare 'impegnati a festeggiare il Natale' estromettendo Cristo e dunque 'dimenticando che il protagonista della festa è proprio Lui!'.

21 dicembre 2006 - Il Papa: 'I bambini sono la speranza del mondo'

'Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio che non si rivela nella forza o nella potenza, ma nella debolezza e nella fragile costituzione di un bambino'. Lo ha detto il Papa ricevendo in Vaticano una rappresentanza di ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana. Parlando dello 'stupore del Natale' Benedetto XVI lo ha paragonato alla 'meraviglia di ogni nascita e ci invita a riconoscere il Bambino Gesù in tutti i bambini, che sono la gioia della Chiesa e la speranza del mondo'. Ai ragazzi il Pontefice ha chiesto infine di testiomionare che 'Gesù non toglie nulla alla vostra gioia, ma vi rende più umani, più veri, più belli'.

mercoledì 5 gennaio 2011

20 dicembre 2006 - Il Papa: 'Non esiste salvezza a basso prezzo'

Non lasciamoci ‘appesantire dal peccato e dalle eccessive preoccupazioni del mondo’. E’ il monito lanciato dal Papa nel corso dell’Udienza Generale, l’ultima prima di Natale. ‘L’umanità del nostro tempo – si è chiesto Benedetto XVI - attende ancora un Salvatore? Si ha la sensazione che molti considerino Dio come estraneo ai propri interessi. Apparentemente non hanno bisogno di Lui; vivono come se non esistesse e, peggio, come se fosse un ostacolo da rimuovere per realizzare se stessi’. Il Pontefice ha poi messo in guardia i fedeli dai ‘falsi profeti’ che ‘continuano a proporre una salvezza a basso prezzo, che finisce sempre per generare cocenti delusioni’. ‘E’ compito di noi cristiani – ha dunque terminato Papa Ratzinger - diffondere, con la testimonianza della vita, la verità del Natale, che Cristo reca a ogni uomo e donna di buona volontà’.

sabato 6 febbraio 2010

25 dicembre 2005 - Natale, il Papa: 'Nel Bambinello Dio mostra la sua gloria'

Benedetto XVI ha presieduto la solenne Messa di Natale a mezzanotte nella Basilica Vaticana. Parlando del mistero dell'incarnazione, il Papa ha ricordato che 'Dio è diventato uno di noi, affinché noi potessimo essere con Lui, diventare simili a Lui. Ha scelto come suo segno il Bimbo nel presepe: Egli è così. In questo modo impariamo a conoscerlo. E su ogni bambino rifulge qualcosa del raggio di quell'oggi, della vicinanza di Dio che dobbiamo amare ed alla quale dobbiamo sottometterci – su ogni bambino, anche su quello non ancora nato'. La presenza di Gesu' nella grotta di Betlemme - ha aggiunto il Pontefice - ha illuminato il mondo. 'Dove c'è amore, emerge una luce nel mondo; dove c'è odio, il mondo è nel buio. Sì, nella stalla di Betlemme è apparsa la grande luce che il mondo attende'. 'In quel Bimbo giacente nella stalla - ha concluso il Papa - Dio mostra la sua gloria – la gloria dell'amore, che dà in dono se stesso e che si priva di ogni grandezza per condurci sulla via dell'amore. La luce di Betlemme non si è mai più spenta. Lungo tutti i secoli ha toccato uomini e donne, li ha avvolti di luce'.

21 dicembre 2005 - Il Papa dice no al consumismo del Natale

E' il Natale imminente l'argomento affrontato dal Papa nell'Udienza Generale di oggi. Benedetto XVI ha invitato i fedeli a riscoprire il senso della festa cristiana, senza lasciarsi abbindolare dal consumismo legato alla ricorrenza. 'Preparandoci - ha detto il Pontefice - a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, mentre una certa cultura moderna e consumistica tende a far sparire i simboli cristiani dalla celebrazione del Natale, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni'. Nessuno si fermi - ha spiegato ancora il Papa - ai segni esteriori del Natale. 'Nel vedere strade e piazze delle città addobbate da luminarie sfolgoranti - ha osservato Papa Benedetto - ricordiamo che queste luci ci richiamano ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore. Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà. Il Dio con noi, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la Stella della nostra vita!'.

18 dicembre 2005 - Il Papa e la gioia del Natale

Prima visita pastorale in una parrocchia romana per Benedetto XVI. Il Papa ha scelto Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone, e per lui è un ritorno a casa dato che da cardinale è stato il Titolare di questa chiesa. Nell'omelia il Pontefice si sofferma su due aspetti specifici del Vangelo: la gioia e il 'non temere'. Sul primo argomento Papa Benedetto rileva come 'la prima parola del Nuovo Testamento è un invito alla gioia: "gioisci, rallegrati!". Il Nuovo Testamento è veramente "Vangelo", la "Buona Notizia" che ci porta gioia. Dio non è lontano da noi, sconosciuto, enigmatico, forse pericoloso. Dio è vicino a noi, così vicino che si fa bambino, e noi possiamo dare del "tu" a questo Dio'. Con un accento autocritico il Papa spiega che i cattolici del mondo di oggi hanno perso il gusto della gioia. 'Forse noi cattolici, che lo sappiamo da sempre, non siamo più sorpresi, non avvertiamo più con vivezza questa gioia liberatrice. Ma se guardiamo al mondo di oggi, dove Dio è assente, dobbiamo constatare che anch’esso è dominato dalle paure, dalle incertezze: è bene essere uomo o no? è bene vivere o no? è realmente un bene esistere? o forse è tutto negativo? E vivono in realtà in un mondo oscuro, hanno bisogno di anestesie per potere vivere. Così la parola: "gioisci, perché Dio è con te, è con noi", è parola che apre realmente un tempo nuovo. Carissimi, con un atto di fede dobbiamo di nuovo accettare e comprendere nella profondità del cuore questa parola liberatrice: gioisci!'. A questo punto Benedetto XVI nota come il vero regalo di Natale non sia questo o quel dono, bensì sia la gioia. 'Questo è il vero impegno dell’Avvento: portare la gioia agli altri. La gioia è il vero dono di Natale, non i costosi doni che impegnano tempo e soldi. Questa gioia noi possiamo comunicarla in modo semplice: con un sorriso, con un gesto buono, con un piccolo aiuto, con un perdono. Portiamo questa gioia e la gioia donata ritornerà a noi'. Papa Ratzinger, concludendo l'omelia, ricorda come i credenti possano sempre contare sull'aiuto di Dio. Fino all'ultimo. 'Ho già rilevato che questo nostro mondo è un mondo di paure: paura della miseria e della povertà, paura delle malattie e delle sofferenze, paura della solitudine, paura della morte. Abbiamo, in questo nostro mondo, un sistema di assicurazioni molto sviluppato: è bene che esistano. Sappiamo però - rammenta il Pontefice - che nel momento della sofferenza profonda, nel momento dell’ultima solitudine della morte, nessuna assicurazione potrà proteggerci. L'unica assicurazione valida in quei momenti è quella che ci viene dal Signore che dice anche a noi: "Non temere, io sono sempre con te". Possiamo cadere, ma alla fine cadiamo nelle mani di Dio e le mani di Dio sono buone mani'.

11 dicembre 2005 - Il Papa e l'importanza del presepe

L'approssimarsi del Natale è l'occasione per Benedetto XVI di dedicare l'Angelus odierno al presepe. 'In tante famiglie seguendo una bella e consolidata tradizione subito dopo la festa dell’Immacolata si inizia ad allestire il Presepe - ha ricordato il Papa - quasi per rivivere insieme a Maria quei giorni pieni di trepidazione che precedettero la nascita di Gesù. Costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli'. Costruire il presepe secondo il Pontefice non è un mero gesto fisico, si tratta di una azione dal ricco significato spirituale. 'Il Presepe - ha spiegato Benedetto XVI - ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme. San Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel Presepe vivente, divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi conserva il suo valore per l’evangelizzazione. Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo'.