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martedì 8 febbraio 2011

9 febbraio 2009 - Il Papa: 'Salvaguardare il nascituro'

Prendendo come esempio il conflitto israelo-palestinese il Papa ha ribadito ‘la necessità di appoggiare le iniziative volte a risolvere pacificamente le divergenze che si sono verificate’. Lo ha detto Benedetto XVI all’Ambasciatore del Brasile presso la Santa Sede. Parlando poi dello Stato sudamericano il Papa ha espresso l’auspicio che ‘si continuino a promuovere e a diffondere i valori umani fondamentali, soprattutto quando si tratta di riconoscere in maniera esplicita la sacralità della vita familiare e la salvaguardia del nascituro, dal momento del concepimento sino alla fine naturale dell'esistenza’. Ribadita infine la richiesta di appoggiare ‘un'etica che non deturpi ma protegga l'esistenza dell'embrione e il suo diritto alla nascita’.

domenica 6 febbraio 2011

7 novembre 2008 - Il Papa condanna il traffico di organi

Ricevendo i partecipanti ad un congresso organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, Benedetto XVI ha affrontato il tema della donazione degli organi definendola ‘una forma peculiare di testimonianza della carità e della gratuità’. ’Esiste – ha aggiunto il Papa - una responsabilità dell'amore e della carità che impegna a fare della propria vita un dono per gli altri, se si vuole veramente realizzare se stessi. Come il Signore Gesù ci ha insegnato, solamente colui che dona la propria vita potrà salvarla’. Il Pontefice ha condannato le ‘logiche di compravendita degli organi’ dichiarandole ‘atti moralmente illeciti’. ‘Gli abusi nei trapianti e il loro traffico, che spesso toccano persone innocenti quali i bambini – ha sottolineato - devono trovare la comunità scientifica e medica prontamente unite nel rifiutarli come pratiche inaccettabili. Esse pertanto vanno decisamente condannate come abominevoli’. ‘Lo stesso principio etico – ha concluso il Papa - va ribadito quando si vuole giungere alla creazione e distruzione di embrioni umani destinati a scopo terapeutico. La semplice idea di considerare l'embrione come materiale terapeutico contraddice le basi culturali, civili ed etiche su cui poggia la dignità della persona’.

domenica 23 gennaio 2011

31 gennaio 2008 - Il Papa: 'La Chiesa deve proporre principi etico-morali'

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, dicastero da lui stesso guidato dal 1981 alla sua elezione al soglio pontificio nell’aprile 2005. ‘Le nuove tecnologie biomediche – ha detto il Papa - interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società. Il Magistero della Chiesa certamente non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma ha il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti’. Papa Benedetto ha poi ricordato che i ‘due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo sono il rispetto incondizionato dell’essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale e il rispetto dell’originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi’. Concludendo il suo intervento Benedetto XVI si è domandato se ‘quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro materiale biologico, come negare che essi siano trattati non più come un qualcuno, ma come un qualcosa, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?’.

lunedì 17 gennaio 2011

29 ottobre 2007 - Il Papa: 'Non anestetizzare le coscienze'

I temi di etica e bioetica sono stati al centro dell’udienza del Papa ai partecipanti al 25° Congresso internazionale dei Farmacisti Cattolici. ‘Non è possibile – ha esordito Benedetto XVI - anestetizzare le coscienze, ad esempio sugli effetti di molecole che hanno come fine quello di evitare l'annidamento di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ognuno a un sussulto di umanità, affinché ogni essere sia tutelato dal suo concepimento fino alla sua morte naturale e i farmaci svolgano veramente il loro ruolo terapeutico’. Il Papa ha poi ribadito che ‘nessuna persona può essere utilizzata, in modo sconsiderato, come un oggetto, per compiere esperimenti terapeutici; questi si devono svolgere secondo i protocolli rispettando le norme etiche fondamentali. Qualsiasi cura o sperimentazione deve avere come prospettiva un eventuale miglioramento della persona, e non solo la ricerca di avanzamenti scientifici’. Dal Pontefice anche l’invito a porre l’uomo ‘al centro delle ricerche e delle scelte in materia biomedica. Allo stesso tempo, il principio naturale del dovere di prestare cure al malato è fondamentale. Le scienze biomediche sono al servizio dell'uomo; se così non avverrà, avranno un carattere freddo e inumano’.

giovedì 26 agosto 2010

16 settembre 2006 - Il Papa: 'Non sopprimere la vita nascente'

La Chiesa difende la vita ma non è nemica della scienza e della ricerca. E’ la sintesi del discorso che il Papa ha rivolto stamane ai partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita. ‘Mi sia lecito rivendicare di fronte a frequenti e ingiuste accuse di insensibilità rivolte alla Chiesa – ha precisato Benedetto XVI - il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanità’. Il no della Chiesa è rivolto - ha aggiunto il Papa – a ‘quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani già esistenti, anche se non ancora nati. In tali casi la ricerca, a prescindere dai risultati di utilità terapeutica, non si pone veramente a servizio dell'umanità. Passa infatti attraverso la soppressione di vite umane che hanno uguale dignità rispetto agli altri individui umani e agli stessi ricercatori. La storia stessa ha condannato nel passato e condannerà in futuro una tale scienza, non solo perché priva della luce di Dio, ma anche perché priva di umanità’. La posizione della Chiesa – ha concluso Benedetto XVI – è netta, senza se e senza ma. ‘Di fronte alla diretta soppressione dell'essere umano non ci possono essere né compromessi né tergiversazioni; non si può pensare che una società possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente’.

martedì 23 marzo 2010

27 febbraio 2006 - Il Papa: 'La vita è sacra e inviolabile'

Un nuovo forte no all'aborto è stato pronunciato stamane dal Papa in occasione dell'udienza ai partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Benedetto XVI ha ribadito la linea della Chiesa Cattolica. 'L'amore di Dio - ha ricordato Papa Benedetto - non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza'. 'Il Magistero della Chiesa - ha aggiunto il Pontefice - ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale. Questo giudizio morale vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno, che lo custodirà e nutrirà per nove mesi fino al momento della nascita: La vita umana è sacra e inviolabile in ogni momento della sua esistenza, anche in quello iniziale che precede la nascita'.

sabato 6 febbraio 2010

25 dicembre 2005 - Natale, il Papa: 'Nel Bambinello Dio mostra la sua gloria'

Benedetto XVI ha presieduto la solenne Messa di Natale a mezzanotte nella Basilica Vaticana. Parlando del mistero dell'incarnazione, il Papa ha ricordato che 'Dio è diventato uno di noi, affinché noi potessimo essere con Lui, diventare simili a Lui. Ha scelto come suo segno il Bimbo nel presepe: Egli è così. In questo modo impariamo a conoscerlo. E su ogni bambino rifulge qualcosa del raggio di quell'oggi, della vicinanza di Dio che dobbiamo amare ed alla quale dobbiamo sottometterci – su ogni bambino, anche su quello non ancora nato'. La presenza di Gesu' nella grotta di Betlemme - ha aggiunto il Pontefice - ha illuminato il mondo. 'Dove c'è amore, emerge una luce nel mondo; dove c'è odio, il mondo è nel buio. Sì, nella stalla di Betlemme è apparsa la grande luce che il mondo attende'. 'In quel Bimbo giacente nella stalla - ha concluso il Papa - Dio mostra la sua gloria – la gloria dell'amore, che dà in dono se stesso e che si priva di ogni grandezza per condurci sulla via dell'amore. La luce di Betlemme non si è mai più spenta. Lungo tutti i secoli ha toccato uomini e donne, li ha avvolti di luce'.

giovedì 4 febbraio 2010

3 dicembre 2005 - Il Papa difende famiglia, vita e matrimonio

L'incontro con i Presidenti delle Commissioni Episcopali per la Famiglia e per la Vita dell’America Latina è l'occasione per Benedetto XVI di fare una difesa a tutto campo della famiglia, del matrimonio e del diritto alla vita. E in questa difesa il Papa usa parole che non lasciano adito a equivoci. Innanzi tutto il Pontefice rileva come sia dovere di ogni uomo impegnarsi 'a salvare e a promuovere i valori e le esigenze della famiglia'. Compito dei Vescovi è - aggiunge Papa Benedetto - 'salvaguardare i valori fondamentali del matrimonio e della famiglia, minacciati dal fenomeno attuale della secolarizzazione che impedisce alla coscienza sociale di scoprire adeguatamente l'identità e la missione dell'istituzione familiare, e ultimamente dalla pressione di leggi ingiuste che ignorano i suoi diritti fondamentali'. Gli stessi Vescovi - continua Benedetto XVI - devono 'presentare in tutta la sua ricchezza il valore straordinario del matrimonio che, in quanto istituzione naturale, è patrimonio dell'umanità'. Dopo aver parlato di famiglia e matrimonio, il mirino del Papa si sposta sul diritto alla vita e in particolare la sua attenzione si focalizza sull'embrione. 'Si agevola - sottolinea un allarmato Papa Benedetto - l'eliminazione dell'embrione o il suo uso arbitrario in nome del progresso della scienza che, non riconoscendo i propri limiti e non accettando tutti i principi morali che permettono di tutelare la dignità della persona, diviene una minaccia per l'essere umano stesso, che viene ridotto a un oggetto o a un mero strumento. Quando si giunge a simili livelli, la stessa società ne risente e si scuotono le sue fondamenta con ogni sorta di rischio'. Infine un attacco netto all'aborto. Tutti - chiede il Papa - siano aiutati 'a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa. Perciò i politici e i legislatori, come servitori del bene comune, hanno il dovere di difendere il diritto fondamentale alla vita, frutto dell'amore di Dio'.