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venerdì 11 febbraio 2011

19 marzo 2009 - ll Papa in Camerun: 'Proteggere la vita'

Visitando il ‘Centro Card. Paul Emile Léger’ il Papa ha ribadito che ‘la sofferenza e la malattia non avranno l’ultima parola nelle nostre vite umane’. Rivolto al personale medico poi Benedetto XVI ha ricordato che a loro ‘spetta mettere in opera tutto quello che è legittimo per sollevare il dolore; spetta a voi in primo luogo proteggere la vita umana, essere i difensori della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale. Per ogni uomo, il rispetto della vita è un diritto e nello stesso tempo un dovere, perché ogni vita è un dono di Dio. Voglio, assieme a voi, rendere grazie al Signore per tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, operano a servizio delle persone che soffrono’.

19 marzo 2009 - Il Papa in Camerun: 'La vita è un dono di Dio'

‘In questo nostro tempo, in cui tante persone senza scrupoli cercano di imporre il regno del denaro disprezzando i più indigenti, voi dovete essere molto attenti. L’Africa in generale, ed il Camerun in particolare, sono in pericolo se non riconoscono il Vero Autore della Vita! Fratelli e sorelle del Camerun e dell’Africa, voi che avete ricevuto da Dio tante qualità umane, abbiate cura delle vostre anime! Non lasciatevi affascinare da false glorie e da falsi ideali’. E’ l’accorato appello del Papa lanciato nel corso della messa allo Stadio "Amadou Ahidjo" di Yaoundé. Benedetto XVI ha ricordato poi la crisi della famiglia dovuta al fatto che ‘alcuni valori della vita tradizionale sono stati sconvolti. Sradicati e resi più fragili, i membri delle giovani generazioni, spesso senza un vero lavoro, cercano rimedi al loro male di vivere rifugiandosi in paradisi effimeri e artificiali importati di cui si sa che non arrivano mai ad assicurare all’uomo una felicità profonda e duratura’. Fondamentale poi per il Papa ‘ridare senso all’accoglienza della vita come dono di Dio’. ‘Ogni essere umano, anche il più piccolo e povero – ha ribadito - è creato ad immagine e somiglianza di Dio. Egli deve vivere! La morte non deve prevalere sulla vita! La morte non avrà mai l’ultima parola!’. Il Pontefice si è poi rivolto ai giovani. ‘Davanti alle difficoltà della vita – ha esortato - mantenete il coraggio! La vostra esistenza ha un prezzo infinito agli occhi di Dio. Lasciatevi prendere da Cristo, accettate di donarGli il vostro amore e, perché no, voi stessi nel sacerdozio o nella vita consacrata! È il più alto servizio’. Infine un pensiero ai bambini orfani o ‘che vivono abbandonati nella miseria della strada, a coloro che sono separati violentemente dai loro genitori, maltrattati e abusati, e arruolati a forza in gruppi militari che imperversano in alcuni Paesi, vorrei dire: Dio vi ama, non vi dimentica e san Giuseppe vi protegge! Invocatelo con fiducia’.

martedì 8 febbraio 2011

21 febbraio 2009 - Il Papa tuona contro l'eugenetica

‘La generazione di uomo non potrà mai essere ridotta a una mera riproduzione di un nuovo individuo della specie umana, così come avviene con un qualunque animale. Ogni apparire nel mondo di una persona è sempre una nuova creazione’. E’ quanto ha detto il Papa ricevendo l’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Benedetto XVI è tornato anche a condannare l’eugenetica che privilegia ‘le capacità operative, l'efficienza, la perfezione e la bellezza fisica a detrimento di altre dimensioni dell'esistenza non ritenute degne. Viene così indebolito il rispetto che è dovuto a ogni essere umano, anche in presenza di un difetto nel suo sviluppo o di una malattia genetica che potrà manifestarsi nel corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei figli la cui vita è giudicata come non degna di essere vissuta’. Al contrario – ha osservato il Pontefice – bisogna ‘consolidare la cultura dell'accoglienza e dell'amore che testimoniano concretamente la solidarietà verso chi soffre, abbattendo le barriere che spesso la società erige discriminando chi è disabile e affetto da patologie, o peggio giungendo alla selezione ed al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute e di perfezione fisica. Se l'uomo viene ridotto ad oggetto di manipolazione sperimentale fin dai primi stadi del suo sviluppo, ciò significa che le biotecnologie mediche si arrendono all'arbitrio del più forte’. ‘La fiducia nella scienza – è stato il monito conclusivo di Papa Benedetto - non può far dimenticare il primato dell'etica quando in gioco vi è la vita umana’.

11 febbraio 2009 - Il Papa: 'La vita non è un bene disponibile'

‘La vita dell’uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento’. Così Benedetto XVI incontrando i malati al termine della messa nella Basilica di San Pietro in occasione della 17^ Giornata Mondiale del Malato. I sofferenti – ha osservato il Papa – hanno bisogno di ‘premure e rispetto’ e per far ciò occorre ‘coraggio e pazienza’. ‘Per noi cristiani – ha concluso il Pontefice - è in Cristo che si trova la risposta all’enigma del dolore e della morte. E’ dunque alla scuola del Cristo eucaristico che ci è dato di imparare ad amare la vita sempre e ad accettare la nostra apparente impotenza davanti alla malattia e alla morte’.

9 febbraio 2009 - Il Papa: 'Salvaguardare il nascituro'

Prendendo come esempio il conflitto israelo-palestinese il Papa ha ribadito ‘la necessità di appoggiare le iniziative volte a risolvere pacificamente le divergenze che si sono verificate’. Lo ha detto Benedetto XVI all’Ambasciatore del Brasile presso la Santa Sede. Parlando poi dello Stato sudamericano il Papa ha espresso l’auspicio che ‘si continuino a promuovere e a diffondere i valori umani fondamentali, soprattutto quando si tratta di riconoscere in maniera esplicita la sacralità della vita familiare e la salvaguardia del nascituro, dal momento del concepimento sino alla fine naturale dell'esistenza’. Ribadita infine la richiesta di appoggiare ‘un'etica che non deturpi ma protegga l'esistenza dell'embrione e il suo diritto alla nascita’.

7 febbraio 2009 - Il Papa: 'La vita è bella anche quando si soffre'

‘Poiché il bambino malato appartiene ad una famiglia che ne condivide la sofferenza spesso con gravi disagi e difficoltà, le comunità cristiane non possono non farsi carico anche di aiutare i nuclei familiari colpiti dalla malattia di un figlio o di una figlia’. E’ l’appello lanciato dal Papa nel messaggio per la 17^ Giornata Mondiale del Malato. Anche in questa occasione Benedetto XVI non ha mancato di ribadire ‘l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l’insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza’.

lunedì 7 febbraio 2011

18 gennaio 2009 - Il Papa: 'Famiglia indispensabile per la società'

In collegamento video con l’assise del VI Incontro Mondiale delle Famiglie a Città del Messico, Benedetto XVI ha ribadito che ‘la famiglia è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, e anche un bene insostituibile per i figli, degni di venire al mondo come un frutto dell'amore, del dono totale e generoso dei genitori’. I valori basilari per ogni uomo si imparano innanzi tutto in famiglia, ha aggiunto il Papa che ha poi invitato tutti a dare pubblica testimonianza ‘per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperto alla vita, e anche della vita umana in tutte le sue fasi’.

domenica 6 febbraio 2011

5 dicembre 2008 - Il Papa: 'La Chiesa lavora per una civiltà giusta'

‘La Chiesa aspira a cooperare in modo leale e aperto con tutti i responsabili dell'ordine temporale nel nobile disegno di instaurare una civiltà di giustizia, di pace, di riconciliazione e di solidarietà, e di quelle altre norme che non si potranno mai abolire né lasciare alla mercé di consensi di parte, poiché sono incise nel cuore umano e rispondono alla verità’. Lo ha ribadito il Papa nell’udienza al nuovo Ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede. Benedetto XVI ha poi sottolineato la necessità di sostenere la ‘famiglia basata sul matrimonio fra un uomo e una donna’ e di difendere ‘la vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale’. Necessario infine, secondo il Pontefice lavorare per ‘lo sradicamento della povertà, l'onestà, la lotta contro la corruzione, l'adozione di misure per assistere i genitori nel loro diritto inalienabile di educare i figli nelle proprie convinzioni etiche e religiose, come pure la promozione dei giovani, affinché siano uomini e donne di pace e di riconciliazione’.

6 novembre 2008 - Il Papa: 'I credenti sono membri di una sola famiglia'

‘Possiamo e dobbiamo essere adoratori dell'unico Dio che ci ha creato e che si preoccupa di ogni persona in ogni parte del mondo. Insieme dobbiamo mostrare, con il rispetto reciproco e la solidarietà, che ci consideriamo membri di un'unica famiglia: la famiglia che Dio ha amato e riunito dalla creazione del mondo fino alla fine della storia umana’. E’ quanto ha detto il Papa ricevendo i membri del Forum cattolico-musulmano. Secondo Benedetto XVI ‘solo a partire dal riconoscimento della centralità della persona e della dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita, che è il dono di Dio e che quindi è sacra sia per i cristiani sia per i musulmani, solo a partire da questo riconoscimento possiamo trovare un terreno comune per costruire un mondo più fraterno, un mondo in cui i contrasti e le differenze vengano risolti in maniera pacifica e in cui la forza devastante delle ideologie venga neutralizzata’. E’ necessario – ha aggiunto Papa Benedetto – rispettare la libertà di coscienza e la libertà di religione di ciascuno.’ La discriminazione e la violenza – ha concluso il Papa - che ancora oggi i credenti sperimentano in tutto il mondo e le persecuzioni spesso violente di cui sono oggetto sono atti inaccettabili e ingiustificabili, tanto più gravi e deplorevoli quando vengono compiuti nel nome di Dio. Il nome di Dio può essere solo un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Siamo chiamati a dimostrare, con le parole ma soprattutto con i fatti, che il messaggio delle nostre religioni è indubbiamente un messaggio di armonia e di comprensione reciproca’.

sabato 5 febbraio 2011

16 ottobre 2008 - Il Papa: 'La Chiesa non deve confondersi con la politica'

L’attività della Chiesa non si deve confondere con la politica, ma la prima ‘deve offrire all'insieme della comunità umana il proprio contributo attraverso la riflessione e i giudizi morali, anche su quelle questioni politiche che toccano in modo particolare la dignità della persona’. Lo ha spiegato il Papa nel corso dell’udienza ai vescovi dell’Ecuador. Benedetto XVI ha ribadito ancora una volta l’importanza della ‘famiglia, fondata sul vincolo dell'amore fra un uomo e una donna, la difesa della vita umana dal primo momento del suo concepimento alla sua fine naturale, e anche la responsabilità dei genitori nell'educazione morale dei figli, nella quale si trasmettono alle nuove generazioni i grandi valori umani e cristiani’.

26 settembre 2008 - Il Papa: 'Difendere la vita'

Ricevendo i Vescovi di Uruguay in Visita ad Limina Benedetto XVI è tornato a chiedere ogni sforzo ‘per difendere la vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale’. Tutti si rendano conto – l’auspicio del Papa – ‘della dignità inviolabile di ogni persona’ e si impegnino ‘a rispettarla e salvaguardarla senza riserve’. Il Pontefice ha poi esortato i Vescovi ad ‘essere portatori della speranza che non delude e partecipi dell'amore di Cristo per i poveri e i bisognosi con le opere caritative delle comunità ecclesiali. In situazioni difficili la Chiesa è chiamata a mostrare la grandezza di cuore, la solidarietà e la capacità di sacrificio della famiglia dei figli di Dio verso i fratelli in difficoltà’.

lunedì 31 gennaio 2011

14 giugno 2008 - Il Papa ai giovani: 'Date vita a una società giusta'

Giunto a Brindisi, il Papa ha incontrato i giovani ai quali ha ricordato l'importanza del valore della vita e della famiglia 'esposta oggi al convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla'. 'Quanto è necessario ed urgente - ha aggiunto Benedetto XVI - che tutte le persone di buona volontà si impegnino a salvaguardare la famiglia, solida base su cui costruire la vita dell’intera società!'. Il Pontefice ha poi ricordato le difficoltà vissute da molti giovani del meridione, su tutte la disoccupazione.
'Allo stesso modo - ha aggiunto - so che la vostra giovinezza è insidiata dal
richiamo di facili guadagni, dalla tentazione di rifugiarsi in paradisi artificiali o di lasciarsi attrarre da forme distorte di soddisfazione materiale. Non lasciatevi irretire dalle insidie del male! Ricercate piuttosto un’esistenza ricca di valori, per dare vita ad una società più giusta e più aperta al futuro. Mettete a frutto i doni di cui Dio vi ha dotato con la giovinezza: la forza, l’intelligenza, il coraggio, l’entusiasmo e la voglia di vivere'. 'E’ a partire da questo bagaglio, contando sempre sul sostegno divino - ha concluso Papa Ratzinger - che potete alimentare in voi e attorno a voi la speranza. Dipende da voi e dal vostro cuore far sì che il progresso si tramuti in un bene maggiore per tutti. E la via del bene – voi lo sapete - ha un nome: si chiama amore'.

domenica 30 gennaio 2011

3 giugno 2008 - Il Papa: 'Fame e malnutrizione inaccettabili'

In un messaggio alla Conferenza della FAO sulla sicurezza alimentare mondiale Benedetto XVI ha osservato che ‘la crescente globalizzazione dei mercati non sempre favorisce la disponibilità di alimenti ed i sistemi produttivi sono spesso condizionati da limiti strutturali, nonché da politiche protezionistiche e da fenomeni speculativi che relegano intere popolazioni ai margini dei processi di sviluppo. Alla luce di tale situazione, occorre ribadire con forza che la fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che, in realtà, dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi ed alle loro conseguenze’. Ricordando che ‘ogni persona ha diritto alla vita’ il Papa ha invitato a ‘promuovere l’effettiva attuazione di tale diritto’ aiutando ‘le popolazioni che soffrono per la mancanza di cibo a divenire gradualmente capaci di soddisfare le proprie esigenze di un’alimentazione sufficiente e sana’. La causa principale della fame si combatte – ha aggiunto il Pontefice – con ‘la tutela della persona’ sradicando cioè ‘quella chiusura dell'essere umano nei confronti dei propri simili che dissolve la solidarietà, giustifica i modelli di vita consumistici e disgrega il tessuto sociale, preservando, se non addirittura approfondendo, il solco di ingiusti equilibri e trascurando le più profonde esigenze del bene’.

31 maggio 2008 - Il Papa: 'Combattere il dramma della fame'

Ricevendo l’Ambasciatore del Guatemala il Papa è tornato a parlare del dramma della fame chiedendo al mondo di ‘porre rimedio alla denutrizione di numerosi bambini’. ‘Il diritto all'alimentazione – ha spiegato Benedetto XVI - risponde principalmente a una motivazione etica che spinge a condividere i beni materiali quale segno dell'amore di cui tutti abbiamo bisogno’. ‘L’obiettivo di sradicare la fame e, allo stesso tempo, di poter contare su un'alimentazione sana e sufficiente – ha aggiunto - richiede anche metodi e azioni specifici che consentano uno sfruttamento delle risorse che rispetti il patrimonio del creato’. Il diritto all’alimentazione – ha ancora osservato il Pontefice – ‘è intrinsecamente vincolato alla tutela e alla difesa della vita umana, roccia salda e inviolabile su cui si fonda tutto l'edificio dei diritti umani. Non sarà mai, quindi, sufficiente lo sforzo che occorre compiere per assistere le madri, soprattutto quelle che si trovano in gravi difficoltà, in modo che possano mettere al mondo la propria prole con dignità, evitando così l'ingiustificabile ricorso all'aborto. In tal senso, salvaguardare la vita umana, in particolare quella del nascituro, la cui innocenza e vulnerabilità sono maggiori, è un compito sempre attuale’.

12 maggio 2008 - Dal Papa nuovo no all'aborto

Un nuovo no all’aborto è giunto dal Papa nel corso dell’udienza al Movimento per la Vita. ‘L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza – ha detto Benedetto XVI - non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze’. Il Pontefice ha invitato ad ‘unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno’.

10 maggio 2008 - Il Papa: 'La vita umana è sacra'

‘La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell’azione creatrice di Dio che si fida dell’uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza’. Così il Papa ricevendo i partecipanti al Congresso internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense, nel 40° Anniversario dell’Enciclica Humanae vitae. Oggi tuttavia ha osservato Benedetto XVI – ‘la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita’. Il Pontefice ha dunque ribadito che ‘la legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi’. Non è libertà – ha ammonito il Papa – ‘fornire false illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità’. ‘La libertà – ha concluso Benedetto XVI - deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio; senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato’.

martedì 25 gennaio 2011

9 marzo 2008 - Il Papa: 'Eucarestia farmaco di immortalità'

Celebrando la messa nella chiesa di San Lorenzo in Piscibus il Papa ha ribadito che 'l’uomo è sempre uomo con tutta la sua dignità, anche se in stato di coma, anche se allo stadio di embrione, ma se egli vive solo biologicamente, non sono realizzate e sviluppate tutte le potenzialità del suo essere'. 'L’uomo - ha spiegato Benedetto XVI - è chiamato ad aprirsi a nuove dimensioni. Egli è un essere che conosce. Certo anche gli animali conoscono, ma solo le cose che sono interessanti per la loro vita biologica. La conoscenza dell’uomo va oltre; egli vuol conoscere tutto, tutta la realtà, la realtà nella sua totalità; vuol sapere che cosa è questo suo essere e che cosa è il mondo. Ha sete di una conoscenza dell’infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole bere a questa fonte, trovare la vita stessa'. L'uomo - ha ancora osservato il Pontefice - 'vive anche in relazione di amicizia, di amore. Oltre alla dimensione della conoscenza della verità e dell’essere, esiste, inseparabile da questa, la dimensione della relazione, dell’amore. E qui l’uomo si avvicina maggiormente alla fonte della vita, dalla quale vuol bere per avere la vita in abbondanza, per avere la vita stessa. Potremmo dire che tutta la scienza è un’unica grande lotta per la vita; lo è soprattutto la medicina. In fin dei conti, la medicina è ricerca di contrapporsi alla morte, è ricerca dell’immortalità'. Ma come ottenere questo farmaco si è chiesto il Papa. La risposta è nell'Eucarestia. Nel sacramento - ha concluso Papa Benedetto - 'entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa'.

domenica 23 gennaio 2011

3 febbraio 2008 - Il Papa: 'Tutti servano la vita'

In occasione della Giornata per la Vita, Benedetto XVI ha lanciato un appello ai fedeli, nel corso dell’Angelus, affinchè ‘ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale’. Il Papa ha poi rivolto un pensiero al Kenya sconvolto da un’ondata di violenza. Il Pontefice che ha pregato per la pace e la riconciliazione nel Paese ha poi auspicato che ‘gli sforzi di mediazione attualmente in atto possano avere successo e condurre, grazie alla buona volontà e alla collaborazione di tutti, ad una rapida soluzione del conflitto, che ha già provocato troppe vittime’. Infine anche un appello per l’Iraq. ‘La malvagità, con il suo carico di dolore – ha detto Papa Benedetto - sembra non conoscere limiti nell’Iraq, come ci dicono le tristissime notizie di questi giorni. Elevo di nuovo la mia voce in favore di quella popolazione duramente provata e per essa invoco la pace di Dio’.

31 gennaio 2008 - Il Papa: 'La Chiesa deve proporre principi etico-morali'

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, dicastero da lui stesso guidato dal 1981 alla sua elezione al soglio pontificio nell’aprile 2005. ‘Le nuove tecnologie biomediche – ha detto il Papa - interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società. Il Magistero della Chiesa certamente non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma ha il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti’. Papa Benedetto ha poi ricordato che i ‘due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo sono il rispetto incondizionato dell’essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale e il rispetto dell’originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi’. Concludendo il suo intervento Benedetto XVI si è domandato se ‘quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro materiale biologico, come negare che essi siano trattati non più come un qualcuno, ma come un qualcosa, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?’.

venerdì 21 gennaio 2011

7 gennaio 2008 - Il Papa denuncia gli attacchi a vita e famiglia

L’udienza di inizio anno ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede offre al Papa l’occasione di fornire una panoramica sulla situazione del mondo. In primis il Medio Oriente. ‘Faccio appello, ancora una volta, ad Israeliani e Palestinesi – ha detto Benedetto XVI - affinché concentrino le proprie energie per l'applicazione degli impegni presi in quella occasione e non fermino il processo felicemente rimesso in moto. Invito inoltre la comunità internazionale a sostenere questi due popoli con convinzione e comprensione per le sofferenze e i timori di entrambi’. Un pensiero poi al Libano e all’Iraq dove ‘la riconciliazione è una urgenza! Attualmente gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana’. Per quanto riguarda l’Africa il Pontefice ha assicurato che ‘la Chiesa cattolica non è indifferente ai gemiti di dolore che si innalzano da queste regioni. Ella fa proprie le richieste di aiuto dei rifugiati e degli sfollati, e si impegna per favorire la riconciliazione, la giustizia e la pace’. Quanto alla ‘costruzione della casa Europa’, Papa Benedetto ha osservato che questa ‘sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane’. Il Papa ha poi affrontato le questioni di carattere generale. ‘il diritto – ha rilevato - può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale, dato dal Creatore. È anche per tale ragione che non si può mai escludere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia. Il nome di Dio è un nome di giustizia; esso rappresenta un appello pressante alla pace’. Confermata la condanna della Chiesa per gli ‘attacchi continui perpetrati in tutti i Continenti contro la vita umana. Vorrei richiamare, insieme con tanti ricercatori e scienziati, che le nuove frontiere della bioetica non impongono una scelta fra la scienza e la morale, ma che esigono piuttosto un uso morale della scienza’. Rammarico infine per gli ‘attacchi all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica di qualsiasi parte essi siano dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società’.